31 ottobre 2018

Collaborazioni: la rivista L'educazione

L'educazione è una rivista edita da Facile Aiuto Editore e diretta da Stefania Merzi. 
Le sono grata, perchè mi ha chiesto di scrivere un articolo sulla prevenzione dell'incontinenza urinaria nei bambini, rivolgendomi alle insegnanti. 
L'educazione è un periodico trimestrale di pedagogia e cultura. Vai su www.leducazione.it per avere il magazine. Ricco di argomenti e spunti interessanti, è adatto a personale sanitario, mamme e neomamme, educatrici e psicologhe, insegnanti e baby sitter. Ma anche a tutti coloro che vogliono sapere, conoscere, aggiornarsi e aiutare l'incantevole mondo dei bambini con uno sguardo a quello degli adulti.

30 ottobre 2018

La parola CANCRO fa paura

Un sabato mattina piovoso non ha frenato la partecipazione di quasi novanta persone al convegno sul cancro, presso la biblioteca di Montebelluna, in provincia di Treviso. Tuttavia ci aspettavamo una partecipazione maggiore. Evidentemente la parola cancro, spaventa, e chi può ci sta alla larga e lontano.
La brillante esposizione dei relatori ha però tenuto incollate le persone, incuriosite anche da relazioni che hanno scavato nell'animo umano. 
Sicuramente se si sta attraversando una malattia oncologica o la si è vissuta accanto ad un caro familiare o amico, si può capire molto. 
L'obiettivo dell'incontro era dare le soluzioni ai problemi che possono sopraggiungere e che sconvolgono tutta la famiglia. Sostegno, informazione, possibilità di parlare con i medici che credono nell'umanizzazione delle cure, medicina narrativa, cure palliative per un accompagnamento dignitoso. 
Viviamo davvero in una realtà che dà dignità al malato. Che sia la Marca Trevigiana cosi' virtuosa o il Veneto tutto, noi da questa parte, siamo fieri di farne parte, e di contribuire al vostro bene.
sopra, con la Dott.ssa Caterina Bertelli 
sopra, con Marisa e Mario, del direttivo AISCAM

sopra, l'argomento di cui ho parlato

Ringrazio il comune di Montebelluna per essere presente ai nostri convegni in città e la sensibilità dimostrata nel voler collaborare con noi ancora. 
Fanni Guidolin 

sopra, l'articolo scritto dalla giornalista Ingrid Feltrin su Castelfranco e Montebelluna Week

IL PAZIENTE NEL TEAM DI CURA

Il Sistema Nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria (SiVeAS), istituito presso il Ministero della Salute in ottemperanza a quanto stabilito all’art. 1, comma 288, della Legge 266 del 23 dicembre 2005, ha l’obiettivo di provvedere alla verifica che, nell’erogazione dei servizi sanitari, vengano rispettati sia i criteri di appropriatezza e qualità delle prestazioni erogate, coerentemente con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
La qualità percepita dai pazienti insieme agli esiti dei trattamenti applicati dovrebbe veicolare la linea di attività degli operatori sanitari.
L’associazionismo consente di unire le forze per ottenere non solo i diritti di cura e assistenza laddove carenti ma anche di implementare i servizi offerti.
In uno dei modelli più diffusi di presa in carico nelle condizioni di cronicità, l’innovative Care for Chronic Conditions (Bodenheimer, wagner e Grumbach, 2002) engagement ed empowerment sono i fattori determinanti nella dimensione di cura.
In parole più semplici, coinvolgere il paziente all’auto cura (engagement) e studiare le risorse provenienti dal contesto culturale in cui vive sviluppandone le potenzialità (empowerment), si rivelano le basi di una progettualità a lungo termine.
Il contributo attivo che ogni paziente può dare è direttamente proporzionale al tempo di auto cura, al prendersi cura di sé. L’impegno per gli altri diventa esso stesso una cura e migliora la qualità percepita.
E’ come se il paziente divenisse partner del team di cura. Più è sentito il senso di appartenenza al gruppo, più ci si rende responsabili di una guarigione.
L’insoddisfazione per un servizio sanitario definito scadente andrebbe misurata con molte variabili. Nella nostra realtà Veneta, con la partecipazione attiva il paziente diventa meno critico e più propositivo. Contribuisce a modificare anche un intero sistema ed è coinvolto a pieno titolo nel proprio e altrui benessere.

29 ottobre 2018

Benessere al maschile


Non si tratta di semplice appagamento. Nella riabilitazione maschile, per l'incontinenza o l'impotenza post prostatectomia radicale, far stare bene un uomo è qualcosa di più profondo, legato alla ricerca di energia e positività da trasmettere, all'energia e alla positività che vengono acquisite e alla determinazione ad impegnarsi per stare meglio.

Il periodo che accompagna il dopo intervento alla prostata, è segnato da alcune fasi legate all'elaborazione di un vero e proprio lutto. Non è solo la perdita di un organo. E' la perdita di una parte intima e profonda di sè. Se si riuscisse a vedere il cancro come una malattia cronica, sarebbe più facile insegnare la convivenza con questo incubo.
Diventerebbe come frequentare una palestra per tenersi allenati e in salute.
Lo sconvolgimento iniziale porterebbe poi a un ordine e metodo per stare nuovamente bene.
Ne abbiamo voluto parlare ampiamente venerdì sera con il primario di urologia Dott. De Zorzi e il suo primo aiuto Dott. Amodeo, urologo andrologo. La psicologa Bertelli ha ben descritto le emozioni che accompagnano il paziente incontinente e impotente mentre io mi sono dedicata alla parte della riabilitazione delle disfunzioni perineali post chirurgiche, come l'incontinenza urinaria e l'impotenza (quest'ultimo, argomento della specialità di andrologia del Dott. Amodeo con il quale si collabora attivamente).
Venerdì 2 novembre abbiamo organizzato una serata pratica per uomini e le loro compagne. Insegnerò le strategie per superare le conseguenze di un intervento alla prostata, qualora si presentassero incontinenza e impotenza. Qualche esercizio semplice e tante spiegazioni. Mostrerò anche il Vacuum Device (mungitore del pene). Insegnerò un piccolo trucco per controllare lo sfintere uretrale durante le normali azioni quotidiane e cercherò di capire cosa tormenta maggiormente l'uomo.
L'Appuntamento è presso la palestra delle scuole elementari comunali di Resana (TV) alle 20.30. Possibilmente indossando un maglietta bianca e portando un tappettino.

foto sotto: alla mia destra l'assessore alle politiche sociali Giovanna Sabbadin e alla sua destra, Fernanda Corredato, presidente AVIS 

Quella che si è svolta e conclusa presso il centro culturale di Resana (Tv) pochi giorni fa, è stata una conferenza che ha attirato il pubblico maschile fino a riempire ogni angolo, con tanta gente in piedi. Segno che il problema è sentito, c’è paura, bisogno di informazione. La prevenzione è la prima linea per vivere.
Grazie infinite a Fernanda Corredato, presidente AVIS Resana, per l’iniziativa.

Fanni Guidolin 



foto sotto: Dott.ssa Caterina Bertelli, psicologa
specialista anche per i pazienti stomizzati e incontinenti
foto sotto: Dott. De Zorzi Direttore di Urologia  a Castelfranco Veneto 
foto sotto: Dott. Amodeo Antonio, dirigente medico urologo ospedale di Castelfranco Veneto
Novembre 2018: mese della prostata. Prevenzione al maschile con tante iniziative da parte dei comuni aderenti 


foto sotto: insieme a me, parte del direttivo dell'associazione AISCAM (incontinenti e stomizzati di Castelfranco e Montebelluna)
foto sotto: la sala del centro culturale di Resana 
Da soli possiamo fare così poco; insieme possiamo fare così tanto.
(Helen Keller)

Le tre " i " del Veneto virtuoso

Le tre "i" del Veneto virtuoso.
"I" come Iniziative, Informazione, Incontinenza. Queste le tre "i" che caratterizzano il progetto #prevenzioneperineo , dal quale è nato anche un hashtag, dell'AISVE, associazione incontinenti e stomizzati regione Veneto, con il capofila sig. Attilio Reginato. 
Eventi a misura di cittadino, sono stati organizzati a tappeto su molte province venete grazie alla collaborazione di medici, stomaterapisti e altre figure sanitarie, in ambito perineale, pelvico e sulla stomia. Anche per questi ultimi mesi dell'anno ne sono previste cinque. Uomini e Donne possono così apprendere le informazioni che non conoscono, sui percorsi per il paziente incontinente, che la regione Veneto ha definito con una decreto regionale n.1874 del 22/11/17.  L'incontinenza è l'ambito di interesse che ha attirato i programmi dell'associazione regionale per i numeri astronomici da capogiro. 7 milioni sono gli incontinenti in Italia, 430.000 solo in Veneto. A questi numeri dobbiamo aggiungere le migliaia di donne, soprattutto, che acquistano i pannolini al supermercato, e non lo dicono a nessuno. 36 milioni di euro la spesa annua in Veneto per i presidi per assorbenza. 638 milioni di euro in Italia (dati 2015). Una corretta informazione, seguita da una campagna di sensibilizzazione verso tutte le fasce di età, può accrescere la consapevolezza che dall'incontinenza si può stare meglio, se non guarire del tutto. Ci sono interventi chirurgici eseguiti nei cinque centri veneti di terzo livello che garantiscono la risoluzione all'80% dei pazienti. 
L'associazione veneta ha organizzato fino ad ora ben 18 serate teorico pratiche, condotte, a titolo gratuito, principalmente dalla stomaterapista specialista nella riabilitazione dell'incontinenza Fanni Guidolin. Il direttivo di ogni associazione locale facente parte della federazione regionale, ha collaborato alla realizzazione di ogni serata gratuita e aperta al pubblico, interfacciandosi con le amministrazioni comunali dei vari paesi, aperte e disposte a trattare questi nuovi temi per i loro cittadini. Hanno partecipato quasi mille donne sino ad oggi e centinaia di uomini. 
Di volta in volta vengono informati i giornalisti locali con articoli redatti dall'associazione. Attraverso i social, altro mezzo di comunicazione ormai all'avanguardia, superiore talvolta alla carta stampata, l'informazione  viene data pubblicando foto, locandine e semplici messaggi d'effetto. Fanni Guidolin si occupa anche della comunicazione e gestione del sito internet per la diffusione delle informazioni. 
L'incontinenza colpisce soprattutto dopo la menopausa, quando le strutture di sostegno dei muscoli pelvici, che sono ormonodipendenti, cominciano a cedere. Colpisce gli uomini dopo un intervento alla prostata e spesso si associa ad altre disfunzioni. 
E' questa fascia di età "over 65" che sta diventando ora, oggetto di interesse e studio con nuovi progetti veneti. Innanzitutto servono protocolli infermieristici per l'accertamento dell'incontinenza in tutti gli ambiti in cui la persona accede: dal medico di famiglia, al ricovero ospedaliero o in RSA, a domicilio... L'associazione veneta, insieme agli stomaterapisti uroriabilitatori, ci sta lavorando. "Presenteremo il protocollo a breve", sostiene Fanni Guidolin. "Poi verranno finalmente a galla tutte le incontinenze celate da vergogna o pudore e valutata l'idoneità della prescrizione dei pannolini con l'effettivo grado di incontinenza", aggiunge la Guidolin. 
"Siamo 430.000 infermieri in Italia, e possiamo davvero fare molto in tre minuti. Accertare una incontinenza e suggerire al paziente qualche consiglio, nell'ambito della nostra attività di assistenza, possono veramente cambiargli la vita", conclude. 
"Vogliamo alleviare le fragilità degli esseri umani con la forza associativa", aggiunge Attilio Reginato, presidente AISVE. E attraverso gruppi di confronto tra pazienti incontinenti e stomizzati, gestiti impeccabilmente dalla Dott.ssa Bertelli C. portare alla luce le esigenze, le nuove idee e i nuovi progetti. "I gruppi di mutuo aiuto sono stati da noi ridefiniti gruppi di confronto tra persone che sentono di poter raccontare la loro esperienza di vita... quel capitolo della vita che faticano ad accettare...che non hanno scelto. Insieme le persone ritrovano linfa vitale, desiderio di essere agenti attivi. Iniziano a svolgere vecchie ma soprattutto nuove attività. La vita assume un significato nuovo. Ogni giorno viene vissuto appieno, senza pensare se ci sarà un domani", conclude la Bertelli.


28 ottobre 2018

Sold out al Palazzo dei Trecento

Più di centocinquanta persone hanno partecipato alla conferenza sull'incontinenza al Palazzo dei Trecento, gioiello trevigiano in Piazza dei Signori.
Abbiamo avuto la conferma che il problema interessa la popolazione. Le certezze che l'Ulss2 farà da apripista con l'apertura, entro fine febbraio 2019, del centro dell'incontinenza, presso l'ospedale Cà Foncello, diretto dal Dott. Giulio A. Santoro.
Tante le idee da sviluppare e i programmi da portare avanti ed io mi sento coinvolta a pieno titolo, anche nella rincorsa al riconoscimento del ruolo professionale di Enterostomista specialista nella riabilitazione dell'incontinenza per tutti i colleghi che hanno queste competenze specifiche ma non sono riconosciuti, e si dividono tra il reparto e gli ambulatori di stomaterapia.
La formazione e l'aggiornamento dovranno essere continui per essere all'altezza di un ruolo ben definito.
Intanto si chiude, con questo terzo evento sull'incontinenza, un 2018 ricco di conferenze per la popolazione, che hanno visto Pelvicstom media partner e la sottoscritta, impegnata su tutti i fronti.
Insieme si può.

A partire dalla mia sinistra e a seguire: la giornalista Dott.ssa Gavaz, il Direttore Generale Dott. Benazzi, il Dott. Santoro, responsabile unico progetto e centro incontinenza Ulss2, il vice Sindaco di Treviso, il presidente AISVE sig. Reginato, la Dott.ssa Mottola e il Dott. Roveron, presidente AIOSS.

Nella foro sotto, Daniele Furlan, presidente dell'associazione "La Colonna onlus" e  dell'associazione "Il Melograno", ha chiesto al nostro Direttore Generale di mantenere la promessa fatta. Aprire il centro per l'incontinenza entro il 2018.
Più di 150 persone hanno affollato il Palazzo dei Trecento.

21 ottobre 2018

PRONTI PER SABATO, CONVEGNO SUL CANCRO A MONTEBELLUNA (TV)

Sarà un convegno davvero ricco ma incentrato su aspetti delicati, che toccano il cuore e l'anima. Momenti che cambiano la vita. Come la diagnosi di cancro, l'intervento chirurgico, le cure, le ansie, i ricoveri o le cure palliative, a domicilio, con la legge del fine vita, da capire meglio. E poi le confidenze, quelle che si fanno all'infermiera che segue i pazienti oncologici, le tecniche di counseling o narrative. Fino alla preghiera, come appiglio e forza di sostegno.
Molti i medici presenti all'evento in qualità di relatori. 
Il Sindaco del comune di Montebelluna ci ha gentilmente concesso il patrocinio per l'evento. 
LILT sarà presente con testimonianze di prevenzione. "Quando prevenire è vivere" è il loro slogan.
L'incontro è organizzato da AISCAM, associazione incontinenti e stomizzati di Castelfranco e Montebelluna. Tutto il direttivo lavora duramente per promuovere questi eventi. Lo scopo è ritrovarsi e ritrovare forze, speranze, risposte ai dubbi. 
La sala convegni della biblioteca di Montebelluna accoglie duecento persone. Magari riempirla di persone che stanno attraversando, o hanno attraversato la loro o quella di un familiare, malattia oncologica. Perchè essere uniti dà una forza invincibile. 
Vi anticipo una piccola cosa che faremo. La terapia dell'abbraccio. non una semplice stretta di mano, bensì un vero e proprio avvolgimento corporeo. Si chiama "abbraccio terapeutico" che poco si riscontra tra i malati di cancro e il resto della gente. Quasi come se il malato di tumore fosse infetto, e passibile di trasmissione della malattia cancerosa. Niente di più assurdo. 
Il malato di cancro desidera affetto e sentirsi parte di un mondo che rallenti per lui. Per aspettare la sua guarigione.
Nella foto sotto, l'articolo pubblicato su MontebellunaWeek 

SILEA E LE DONNE A COLORI

Grazie Silea !!!!!!! Un comune in provincia di Treviso che accoglie poco più di diecimila abitanti, ricco di storia, di architettura religiosa e di un corso d'acqua, il Sile, importantissimo per i commerci nel passato. 
Alle stupende 80 donne silesi e non (molte sono accorse anche da fuori comune) che hanno trascorso con me il loro venerdì sera, voglio davvero dire, col cuore in mano, che ho sentito da parte loro un affetto immenso.
Grazie a Marco e a Silvia, di VIVI A COLORI, che hanno organizzato tutto questo; al sindaco Rossella Cendron, che è rimasta con noi, a fare gli esercizi fino alla fine, soddisfatta della metodologia e dell’approccio semplice, diretto, utile.
E grazie anche a coloro, che alla fine sono venute ad esprimere i loro problemi pelvici, a chiedere consiglio, a confidarsi.
L’obiettivo di queste serate, è stato raggiunto.
Pensate che sono 878 le donne che hanno partecipato sin d’ora quest’anno ai corsi da me tenuti, organizzati da associazioni comunali o regionali.
Sono felicissima!!!

Con il lettino, insegnare l'esercizio grazie ad una partecipante volontaria, è stato molto semplice. Ho potuto focalizzarmi su alcuni punti come il respiro, l'addome, la retroversione del bacino.
Le donne hanno portato da casa il loro tappettino e hanno indossato per l'occasione una t-shirt coloratissima. "Salotti di salute" è la rassegna di eventi che Silea organizza in tema sanitario. "Perineo e...i segreti delle donne" nascondeva nel titolo contenuti intimi e difficilmente espressi dalle donne.
Erano tante, motivate, cariche, chi prendeva appunti, qualcuna scattava foto con l'ipad e qualcun altra si applicava immediatamente mentre spiegavo.
C'era anche una neomamma nel gruppo. Ha trovato il tempo per essere con noi, portando la sua piccolina, considerando importanti i problemi perineali.
Potrà così applicarsi immediatamente, e trarne beneficio.
A queste serate partecipano spesso professionisti della salute, non solo in ambito perineale ma fisica in generale. Insegnati di fitness, yoga o ballo. Operatori olistici, Shatzuisti, ostetriche. Sono felice di attirare la loro curiosità. E sono felice di trasmettere conoscenze e competenze. C'è tanto bisogno di persone che si prendano cura delle donne a 360°.


Quando si spiega un esercizio, devi trovare il modo che rimanga impresso. Se apparentemente sembrano tutti esercizi facili, all'esecuzione, non è così.
Espirare mentre si contrae il perineo mantenendo la "pancia in dentro" rilassata, quindi facendo tre cose contemporaneamente, non è scontato per tutte.
Se le gambe sono in movimento, e la mente pensa ad esse, bisogna riuscire a controllare anche l'addome.
Vi ricordo che ogni spinta con i muscoli addominali è una spinta sul pavimento pelvico che tenderà a scendere. Pensiamoci più spesso.
se volete vedere gli esercizi cliccate qui >>>esercizi per il pavimento pelvico
Ribadisco sempre che sia in questo blog, che durante le serate, la terminologia utilizzata è semplificata, con pochi termini medici o tecnicismi. Bisogna che tutte comprendano. Qualcuna non sa che il gluteo è parte del sedere, o che espirare significa buttare fuori l'aria. Se dico introflessione intendo portare in dentro, se parlo di trasverso o addominali magari mi guardano sbieca. Pancia è molto più diretto.
Invito le donne a ricordarsi sempre quanto appreso, a scriversi le cose e a recarsi da uno specialista se hanno dei problemi pelvici. Noi riabilitatrici vi prendiamo in carico dopo che lo specialista vi ha sottoposto a visita o accertamenti. 
Scrivetemi per ogni dubbio qui >>>  guidolinfanni@gmail.com e scrivetemi se cercate una terapista perineale vicina a casa vostra. 

19 ottobre 2018

COME RICORDARE DI STRINGERE IL PERINEO

Come si fa a ricordare di stringere sempre i muscoli del pavimento pelvico ?
La soluzione c'è e si chiama "post it" o bigliettino adesivo appiccicato in ogni dove.
Ad esempio sullo specchio del Bagno di casa, in modo che al mattino, quando vi lavate i denti stando in piedi, possiate effettuare la giusta lunga e tenuta contrazione.
Sulla cappa di aspirazione della cucina, mentre mescolate il ragù o prendete la pesante pentola per i manici anch il perineo si attiva simultaneo.
Sul volante dell'auto, comodamente sedute, al semaforo rosso o ai passaggi a livello, sono occasioni per espirare, retrovergere il bacino e stringere il MEA ( se non avete capito nulla dovete venire ai miei corsi!!! Seguici sul blog per le prossime date)
Ancora, sulla custodia del cellulare: quando parlate al telefono mantenete i glutei ben contratti per tutta la telefonata e la pancia ben in dentro.
Infine sul comodino del vostro letto, così da vederlo al mattino a prima di coricarvi, e ricordarvi di Kegel, che vi ha insegnato le basi. (Non sai chi è Kegel?).
Il bigliettino stimolerà il vostro riflesso condizionato. Per combattere la vostra incontinenza, prevenirla o prevenire il prolasso, occorre un ventaglio di esercizi compensativi alle vostre scorrette azioni quotidiane. Fate si che esse stesse diventino degli esercizi . A zero costi e solo benefici.
Fanni Guidolin

16 ottobre 2018

Chiedilo alla psicologa: voglio scappare all'estero

Dottoressa, voglio scappare via, andare all'estero. Questa vita qui non fa per me.

Buongiorno Emanuela,
quanto spesso si sente dire di voler allontanarsi da luoghi e persone note per lasciare andare il presente o il passato che sta opprimendo. Potrebbe essere una scelta coraggiosa e condivisibile se si ha necessità di prendersi del tempo per sé stessi e comprendere in che modo proseguire il personale viaggio di vita.
Mi vengono però anche in mente i bimbi di pochi mesi, quando lanciano un oggetto e sono convinti non esista più, in quanto non lo vedono. Non è più attraversato dal loro sguardo. E’ certamente possibile cancellare dalla mente ciò che fa male, anche a volte in modo poco consapevole, ma basta una situazione, un contesto che tutto o in parte riaffiora e diventa una fiamma che brucia ma non si consuma mai. Passato e presente appartengono ad ognuno, il futuro va costruito per non rischiare di ritrovarsi in un lontano passato che si pensava non appartenesse più. Il suo scappare mi parla di questo pericolo.
Qualsiasi sia la motivazione che la sta portando a porsi il desiderio di cambiamento sia frutto di un progetto di vita. Ecco che in questo modo ovunque si trovi avrà una bussola su cui orientarsi.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Caterina Bertelli 

Contatta la dottoressa al numero 338 148 6789 

14 ottobre 2018

Bella stomia - Brutta stomia

A parte la stomia sottostante, la prima in ordine di foto, che si presenta "bella", ben confezionata, leggermente estroflessa, con la cute peristomale integra e la mucosa liscia, rosea, a forma di "bocca", le altre a seguire sotto, sono tutte "brutte", con problematiche che sono pertinenti al nostro lavoro di Stomaterapisti. Brutte per noi significa difficili da gestire, con una ricerca più ardua del presidio giusto e con necessità di controlli e medicazioni, consulti con altri specialisti. Tuttavia, per il paziente, la sua stomia è la sua stomia, bella o brutta che sia, e la accetta come accetta qualsiasi parte del suo corpo.
La stomia, che in greco significa bocca, è il confezionamento di un abboccamento di un organo cavo (come l'intestino ad esempio) alla cute. Dicesi anche ano praeter o ano artificiale se trattasi di una stomia per far uscire le feci. 
Nonostante il paziente "possieda" una brutta stomia, dovuta a varie cause (chirurgiche, infettive, presenza di diabete, chemio o radio terapia pre intervento, quantità di intestino da poter estroflettere...), la qualità di vita può essere comunque buona, se non ottima. Se ciò non fosse, lo stomaterapista ha il compito di aiutare la persona, non solo all'accettazione di questa nuova condizione, ma anche di accompagnarla per tutto il tempo che porterà la stomia, insegnandole la gestione precisa e delicata di questo nuovo organo. Le brutte stomie possono nel tempo, diventare delle belle stomie.
Se anche la tua stomia presenta delle problematiche come le foto seguenti, rivolgiti al tuo stomaterapista . 













RELATRICE AL CONGRESSO CARD 2018

La sala convegni dell'ospedale dell'Angelo a Mestre, ha ospitato venerdì 12 ottobre, il Convegno Card Triveneto 2018.
Il titolo, "Le cure domiciliari e residenziali ad alta complessità", preannunciava una giornata ricca di interventi a tutto campo. 

Ringrazio il Dott. Vianello per l'invito in qualità di relatrice. Ho parlato di Innovazione & Empowerment nella gestione della persona con incontinenza urinaria. Portando le nostre iniziative (Ulss2) in tale area. Ho iniziato con la descrizione della Rete regionale dei centri per l'incontinenza. Del primo secondo e terzo livello, nonchè della gestione dell'incontinenza. Dall'accertamento alle cure.

Ricco il programma e numerosi i relatori che si sono alternati spaziando tra dati e numeri ed effettivi percorsi attuati nei vari ambiti domiciliari. 
Una medicina integrante tra le parti in causa. Un tipo di asssistenza che diventerà prevalente, quello domiciliare. 






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