29 ottobre 2018

Le tre " i " del Veneto virtuoso

Le tre "i" del Veneto virtuoso.
"I" come Iniziative, Informazione, Incontinenza. Queste le tre "i" che caratterizzano il progetto #prevenzioneperineo , dal quale è nato anche un hashtag, dell'AISVE, associazione incontinenti e stomizzati regione Veneto, con il capofila sig. Attilio Reginato. 
Eventi a misura di cittadino, sono stati organizzati a tappeto su molte province venete grazie alla collaborazione di medici, stomaterapisti e altre figure sanitarie, in ambito perineale, pelvico e sulla stomia. Anche per questi ultimi mesi dell'anno ne sono previste cinque. Uomini e Donne possono così apprendere le informazioni che non conoscono, sui percorsi per il paziente incontinente, che la regione Veneto ha definito con una decreto regionale n.1874 del 22/11/17.  L'incontinenza è l'ambito di interesse che ha attirato i programmi dell'associazione regionale per i numeri astronomici da capogiro. 7 milioni sono gli incontinenti in Italia, 430.000 solo in Veneto. A questi numeri dobbiamo aggiungere le migliaia di donne, soprattutto, che acquistano i pannolini al supermercato, e non lo dicono a nessuno. 36 milioni di euro la spesa annua in Veneto per i presidi per assorbenza. 638 milioni di euro in Italia (dati 2015). Una corretta informazione, seguita da una campagna di sensibilizzazione verso tutte le fasce di età, può accrescere la consapevolezza che dall'incontinenza si può stare meglio, se non guarire del tutto. Ci sono interventi chirurgici eseguiti nei cinque centri veneti di terzo livello che garantiscono la risoluzione all'80% dei pazienti. 
L'associazione veneta ha organizzato fino ad ora ben 18 serate teorico pratiche, condotte, a titolo gratuito, principalmente dalla stomaterapista specialista nella riabilitazione dell'incontinenza Fanni Guidolin. Il direttivo di ogni associazione locale facente parte della federazione regionale, ha collaborato alla realizzazione di ogni serata gratuita e aperta al pubblico, interfacciandosi con le amministrazioni comunali dei vari paesi, aperte e disposte a trattare questi nuovi temi per i loro cittadini. Hanno partecipato quasi mille donne sino ad oggi e centinaia di uomini. 
Di volta in volta vengono informati i giornalisti locali con articoli redatti dall'associazione. Attraverso i social, altro mezzo di comunicazione ormai all'avanguardia, superiore talvolta alla carta stampata, l'informazione  viene data pubblicando foto, locandine e semplici messaggi d'effetto. Fanni Guidolin si occupa anche della comunicazione e gestione del sito internet per la diffusione delle informazioni. 
L'incontinenza colpisce soprattutto dopo la menopausa, quando le strutture di sostegno dei muscoli pelvici, che sono ormonodipendenti, cominciano a cedere. Colpisce gli uomini dopo un intervento alla prostata e spesso si associa ad altre disfunzioni. 
E' questa fascia di età "over 65" che sta diventando ora, oggetto di interesse e studio con nuovi progetti veneti. Innanzitutto servono protocolli infermieristici per l'accertamento dell'incontinenza in tutti gli ambiti in cui la persona accede: dal medico di famiglia, al ricovero ospedaliero o in RSA, a domicilio... L'associazione veneta, insieme agli stomaterapisti uroriabilitatori, ci sta lavorando. "Presenteremo il protocollo a breve", sostiene Fanni Guidolin. "Poi verranno finalmente a galla tutte le incontinenze celate da vergogna o pudore e valutata l'idoneità della prescrizione dei pannolini con l'effettivo grado di incontinenza", aggiunge la Guidolin. 
"Siamo 430.000 infermieri in Italia, e possiamo davvero fare molto in tre minuti. Accertare una incontinenza e suggerire al paziente qualche consiglio, nell'ambito della nostra attività di assistenza, possono veramente cambiargli la vita", conclude. 
"Vogliamo alleviare le fragilità degli esseri umani con la forza associativa", aggiunge Attilio Reginato, presidente AISVE. E attraverso gruppi di confronto tra pazienti incontinenti e stomizzati, gestiti impeccabilmente dalla Dott.ssa Bertelli C. portare alla luce le esigenze, le nuove idee e i nuovi progetti. "I gruppi di mutuo aiuto sono stati da noi ridefiniti gruppi di confronto tra persone che sentono di poter raccontare la loro esperienza di vita... quel capitolo della vita che faticano ad accettare...che non hanno scelto. Insieme le persone ritrovano linfa vitale, desiderio di essere agenti attivi. Iniziano a svolgere vecchie ma soprattutto nuove attività. La vita assume un significato nuovo. Ogni giorno viene vissuto appieno, senza pensare se ci sarà un domani", conclude la Bertelli.


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