25 maggio 2014

Centro in cui vai, metodi diversi che trovi


La valutazione clinica del pavimento pelvico presenta un livello di affidabilità fortemente dipendente dall’esperienza e dall’addestramento dello specialista (Friction, 1985).
Attenzione pertanto a non considerare tutti i centri di riabilitazione perineale con lo stesso metro di misura. Esistono metodi, scuole di pensiero e strumenti diversi per riabilitare, e non è detto che possiate ottenere gli stessi risultati in tutti i centri.
Quando il cingolo pelvico manifesta dei disordini non correlati ad una patologia specifica, l’intervento del terapista è fondamentale e si realizza attraverso manipolazioni, mobilizzazioni, tecniche mirate (come quella di normalizzazione del tessuto miofasciale di Frosi, 2007).

Il ripristino della stabilità pelvica si attua con una progressione in sequenza di esercizi.
Secondo uno studio di Lee pubblicato nel 2004, esiste un gruppo di muscoli chiamati stabilizzatori locali che comprende: il muscolo traverso dell’addome, il muscolo multifido profondo lombare, la muscolatura del pavimento pelvico e il muscolo diaframma, che deve essere considerato.
Questi muscoli agiscono insieme nella stabilità pelvica e il programma di esercizi può prevedere la contrazione simultanea dei tre per 10 secondi più volte al giorno.
Se la bravura del terapista è quella di insegnare gli esercizi correttamente al paziente, i risultati dipendono dall’impegno domiciliare del paziente stesso ma l'impegno del paziente dipende da quanto il terapista e' riuscito a motivarlo.
Esiste un’infinità di esercizi per il pavimento pelvico e non si può ridurre la riabilitazione allo “stringere sotto o a stringere la vagina o l’ano” senza considerare tutti i muscoli circostanti. Ne' si può ridurre la riabilitazione alla consegna di un foglio con esercizi scritti che non vengono prima ben spiegati dal terapista.


Lee D, The Pelvic girdle. 3rd ed, Edimburgo, cChurchill Livingstone, 2004
Friction JR, Kroening R, Haley D et al. Myofascial pain syndromes of the head and neck: a review of clinical characteristics of 164 patients. Oral Surg, 1985

18 maggio 2014

Quando l'intestino lega le emozioni, la psicologia viene in aiuto

...Per dire grazie a tutti gli psicologi

Il racconto è tratto da una storia realmente accaduta. A tutela della privacy i nomi sono stati modificati.

"Buongiorno... Dott.ssa ?"
"Chi parla?" rispondo con tono incuriosito da una voce maschile bassa e flebile.
"Mi chiamo Giulio. Mi ha dato il suo numero un suo collega di università e avrei bisogno di un appuntamento con lei."
"Certamente" Rispondo,"Oggi può andare bene?".
Avevo appena ricevuto disdetta da una paziente.
"Certo! , ci dia due ore di tempo e arriviamo. Abbiamo circa un'ora e mezza di strada".
Arriviamo? In quanti dovevano arrivare? E non avevo chiesto nemmeno il perchè. Mi sono fidata del mio "collega di università" e colpita dalla voce palesemente preoccupata di questo signore, non ho posto domande. Un'ora e mezza di strada? Doveva essere seria la questione per trascorrere in auto tutto quel tempo solo per venire a parlare con me. La voce fievole e il tono smorzato nascondevano idealmente una personalità sensibile. Doveva trattarsi di un paziente provato, non ansioso ma afflitto. Non pensavo potesse essere depresso perchè non avrebbe telefonato lui. Dalla voce mi immaginavo un uomo sulla sessantina, magro e alto, con le spalle larghe. Quando ascolto la radio e sento lo speaker parlare, cerco di immaginare come possa essere, a chi possa assomigliare e che carattere abbia dalla voce. Mi è capitato di fare lo stesso con Giulio, mentre lo aspettavo.
TOc Toc ......................
Erano già trascorse due ore ma puntualissimi bussarono alla porta. Era alto, altissimo, un fisico da giocatore di pallacanestro, un ragazzo sulla quarantina, 45 forse, magro e con due occhi neri grandissimi ma tristi. Malinconici. Mi strinse la mano con forza. Doveva essere un muratore forse, la stretta decisa, la mano enorme si abbinavano bene alla sua stazza, ma quel volto, l'ho ancora impresso, teneramente dolce.
Dietro di lui, quasi nascosta, la moglie accennava ad un sorriso di cortesia ma visibilmente preoccupata mi pose la mano tremante e morbida. Non mi ero sbagliata di molto. Il mio lavoro mi porta ad osservare moltissimo e ad ascoltare. Ascoltare con il cuore non significa ascoltare come con le orecchie.
"Che succede ?... prego accomodatevi,". Cercai di accoglierli con un sorriso ad effetto placebo ma senza risultato. Mi spiegarono tutta la questione. A tratti parlava lui, a tratti la moglie. Trasparivano sentimenti contrastanti durante il colloquio. Mi raccontarono del primo intervento all'intestino per una diverticolosi del colon, della peritonite post operatoria, del secondo intervento dopo 48 ore, della stomia con cui si è ritrovato al risveglio, del terzo intervento dopo altre 72 ore , del quarto intervento dopo 5 giorni per un ascesso, del dreanaggio toracico dopo sette giorni per versamento pleurico, di un altro intervento il giorno dopo per ulteriore ascesso da drenare, di una fistola enterica e della difficoltà di cicatrizzazione delle ferite, dei mesi successivi con un sacchetto sulla pancia e una stomia che voleva chiudersi da sola (era stenotica), della ricanalizzazione e della "non più vita" di adesso. E questo era il problema.
Scariche continue, notti insonni per il bisogno di recarsi in bagno anche dieci volte, defecazioni frazionate, urgenza fecale, incontinenza... .
Presi dal cassetto diversi disegni e spiegai il perchè si trovasse in quella situazione. Mi ascoltavano con attenzione e cenni di approvazione. Sembravano più sereni man mano che capivano i perchè. Ovviamente tutto era legato agli interventi subiti ma non solo. Ogni emozione, ogni sentimento, ogni problema, ogni preoccupazione, si trasmette al nostro intestino come la corrente elettrica accende una lampadina. Si tratta di un legame potente però, viscerale, particolarissimo.
La stipsi ostinata, l'intestino irritabile o la diarrea ne sono l'esempio quando non hanno una causa oggettivamente rilevabile. L'ansia, l'insonnia, la mancanza di affetto o di amore, il dolore, la rabbia, quante emozioni possiamo scovare nel nostro sistema limbico e... nel nostro intestino. Il primo passo è riconoscerle, accettarle ed esprimerle senza reprimerle.
La conoscenza del problema è il punto di partenza per trovare le soluzioni. sicuramente la dietologia, la medicina e l'infermieristica aiutano e sono indiscutibilmente necessarie ma è quel primo passo che bisogna fare: riconoscere le emozioni, esprimerle senza reprimerle.

Mi sento in dovere di ringraziare per questo tutti gli psicologi che lavorano per il benessere di queste persone, dei miei pazienti o di chi si trova come loro. Una malattia, un intervento chirurgico, un sacchetto, non sono una passeggiata su un viale fiorito, ma possono diventarlo, grazie anche a loro.

IL mio paziente ha messo in pratica i consigli che gli ho dato dal punto di vista nutrizionale, di riabilitazione del pavimento pelvico, di terapia farmacologica. Egli è stato da subito seguito per alcuni mesi anche da uno psicologo bravissimo. La sintomatologia è regredita in breve tempo.
I pazienti dovrebbero sapere che è importantissima una presa in carico precoce.

15 maggio 2014

Esercizi per il Pavimento Pelvico a costo zero

(Alcuni termini non propriamente medici, sono stati utilizzati ai fini di una facile comprensione)

Costanza, determinazione, tempo, volontà, memoria, sacrificio, pazienza, sono solo alcune delle caratteristiche necessarie per sottoporsi alla riabilitazione del pavimento pelvico.
Nella mia metodologia (secondo il pelvic training di o’Sullivan) , parte delle sedute è dedicata a spiegare come applicare la corretta contrazione del pavimento pelvico durante i comuni lavori domestici maschili e femminili. I muscoli del pavimento pelvico vanno protetti dagli aumenti di pressione che si creano anche con un semplice piegamento in avanti.
Inutile quindi seguire manuali di esercizi ed esercizi, se poi non ci si ricorda di contrarre il pavimento pelvico quando si pulisce il pavimento (piegati in avanti aumenta la pressione intraddominale), o quando si stende il bucato ,si fa il letto o si rasa il prato. Anche la semplice camminata per vetrine o vialetti, richiede attenzione .
Quindi, scoprirete nei paragrafi seguenti come fare, a costo zero e fatica poca, a migliorare la vostra incontinenza urinaria (maschile o femminile) o il vostro prolasso (femminile).

COME LAVARE I VETRI DELLE FINESTRE
L’utilizzo delle braccia e delle catene dorsali posteriori facilita la contrazione perineale insieme ai glutei. Proprio così, lavate i vetri con il sedere stretto, muovete bene le braccia alternando lo straccio, respirate normalmente . Se non arrivate al bordo superiore della finestra, alzatevi in punta di piedi mantenendo la contrazione dei glutei. Per la parte bassa del vetro di una porta finestra, non piegatevi a 90° ma inginocchiatevi adagiando i glutei (il sedere) sui talloni, in modo da non creare pressioni in addome.

COME PULIRE I PAVIMENTI (CON LA SCOPA O L’ASPIRAPOLVERE)
In questo caso dovrete concentrarvi sui muscoli addominali, tralasciando i glutei. L’addome va mantenuto introflesso (ovvero la pancia in dentro) . E’ molto difficile respirare con l’addome introflesso. Dovrete eseguire una respirazione con il torace, appena appena, per tutto il tempo che pulirete il pavimento, dato che sarete protesi in avanti. Per facilitare l’introflessione addominale (cioè affinché la pancia resti in dentro) dovrete espirare (cioè buttare fuori l’aria). Se provate a mettere una mano a livello dello stomaco, dovrete percepire la morbidezza.

COME STIRARE
Posizionate vicino ai piedi un piccolo sgabello alto 15 massimo 20 cm. Alternate stirando il piede destro sopra allo sgabello e poi il sinistro, ogni tanto, per variare posizione.
Mentre siete in quella posizione e stirate le magliette, pensate a mantenere i glutei stretti, la pancia in dentro, l’aria espirata (fuori l’aria dai polmoni) e il pube retroverso (verso l’alto). Trarrete beneficio anche per i dolori alla schiena, che insorgono in molte donne mentre stirano per ore.

COME STENDERE IL BUCATO
La bacinella andrebbe posizionata all’altezza del vostro bacino, per non piegarvi in avanti ad ogni capo da stendere. Vi ricordo che il piegamento crea pressione e peggiora il vostro prolasso o la vostra incontinenza.
Se ciò non fosse possibile (come quando si mettono i piatti in lavastoviglie), ricordatevi di effettuare una profonda inspirazione (ovvero prendete l’aria con il naso) prima di chinarvi a raccogliere il bucato. Nel momento in cui vi piegate, buttate tutta l’aria fuori e tirate la pancia ben in dentro. Stendete poi il capo stringendo i muscoli anali e vaginali, “a risucchio”, verso l’alto e verso l’interno e mantenete questa contrazione più che potete.

COME FARE LE SCALE
Due scalini alla voltvolta quando salite le scale. Uno alla volta in discesa.
Attenzione a non oscillare come una campana con il busto quando salite. Mantenete il peso del corpo in avanti e aiutatevi con il braccio allungato sullo corrimano. In discesa preparatevi con la pancia in dentro, l’aria fuori (svuotate tutti i polmoni), il pube verso l’alto. Respirate a fondo ogni cinque-sei scalini ma attenzione: ogni volta che inspirate (cioè ogni volta che prendete l’aria con il naso), il diaframma (un pistone all’interno del vostro addome), si abbasserà, premendo sui visceri addominali. Questo è il motivo per cui, se soffrite di prolasso o incontinenza grave, ogni volta che prenderete fiato profondamente non dovrete spingere troppo con la pancia, ma essere subito pronti e veloci a espellere tutta l’aria portando la pancia in dentro contemporaneamente. clicca anche su http://pelvicstom.blogspot.it/2013/12/due-scalini-alla-volta.html

IN CUCINA: COME MESCOLARE IN UNA PENTOLA
Aproffittate della posizione ferma su due piedi per immaginare che un filo vi tiri il capo verso l’alto. Immaginate così, che la schiena si allunghi mentre mescolate il sugo o lo spezzatino nella pentola. Divaricate appena appena le gambe e stringete forte i glutei. Mantenete la schiena allungata per tutto il tempo che mescolate. Pensate anche ai muscoli anali. Stringete forte quei muscoli, come per bloccare le feci.

TAGLIARE IL PRATO CON IL RASAERBA
Spingere e tirare un rasaerba è un lavoro impegnativo per i muscoli addominali. Questi vanno mantenuti morbidi. Cercate di non spingere con la pancia soprattutto quando trazionate all’indietro il rasaerba. Per riuscirci, dovrete concentravi sul respiro: l’aria esce dai polmoni ad ogni sforzo.
Se siete stati operati da poco tempo all’addome, il taglio del prato richiede l’utilizzo della ventriera addominale.

Ora Potete cliccare sui link sottostanti e leggere altri esercizi
http://pelvicstom.blogspot.it/2014/01/camminare-come-i-gamberi.html

http://pelvicstom.blogspot.it/2014/01/fare-un-esercizio-guardando-la-tv.html

http://pelvicstom.blogspot.it/2013/12/semaforo-rosso-fate-lesercizio-per-il.html




http://pelvicstom.blogspot.it/2014/01/fare-un-esercizio-guardando-la-tv.htmlhttp://pelvicstom.blogspot.it/2013/12/due-scalini-alla-volta.htmlhttp://pelvicstom.blogspot.it/2013/12/esercizi-per-il-pavimento-pelvico.html

14 maggio 2014

Ballerine di Danza Classica: il pavimento pelvico più tonico che ci sia

Armonia, coordinazione respiratoria, tonicità muscolare, glutei sodi, equilibrio posturale, leggerezza addominale, sono sono alcune delle caratteristiche delle ballerine di danza classica.
Sono qualità indispensabili nella riabilitazione del pavimento pelvico che si acquisiscono con molto sacrificio e determinazione e che le danzatrici hanno senza saperlo.
Non esiste l'ipotonia dei muscoli perineali nelle ballerine di danza classica e la perfetta armonia tra respiro-addome-glutei, consente loro di mantenere gli effetti positivi anche dopo molti anni dalla sospensione dell'attività.

Nella ginnastica del pavimento pelvico (fisiochinesiterapia perineale), si insegnano i principi fondamentali della danza classica, del pilates e dello yoga e la maggior parte delle donne e degli uomini, li apprende, con meccanico automatismo... senza saperlo.'

Se osserviamo un danzatore che si muove nello spazio, il nostro sguardo rimane colpito soprattutto dall’ampiezza dei movimenti degli arti: braccia e gambe che disegnano ampie linee nell’aria in tutte le direzioni, quasi fossero “staccate” dal resto del corpo. Per riuscire ad ottenere questo risultato, tuttavia, il lavoro del pavimento pelvico, o meglio del “centro” del corpo, risulta essere della massima importanza. Imparare a stabilizzare il perineo inoltre, rappresenta il miglior metodo attualmente conosciuto per la prevenzione delle patologie da sovraccarico funzionale della colonna vertebrale (lombalgia, sciatica, ecc.). Da queste premesse si comprende quanto sia importante che i danzatori, già dai primi anni di studio, siano abituati ad un tipo di lavoro biomeccanicamente corretto, che miri all’utilizzazione armonica della muscolatura, in modo da sviluppare contemporaneamente sia la flessibilità che la stabilità.
 Gli studi scientifici degli ultimi 30 anni hanno portato a profonde modificazioni del concetto di stabilità : mentre in passato si associava l’idea di instabilità all’idea di debolezza muscolare o di lassità capsulo-legamentosa, oggi si pone l’accento sul concetto di corretto reclutamento del sistema muscolo-fasciale (sistema nervoso) e sull’attivazione della muscolatura profonda, capace di stabilizzare la colonna vertebrale all’interno della sua “zona neutra” , ovvero di quella zona in cui la resistenza delle articolazioni è minima ed è quindi minimo lo stress al quale esse stesse sono sottoposte durante il movimento (Panjabi, 1992).

12 maggio 2014

Morbo di Crohn ? Meglio nascere in Cina



Colorectal Dis. 2011 Feb;13(2):166-70. doi: 10.1111/j.1463-1318.2009.02094.x.


Ho trovato questo interessante articolo scientifico che mette in luce le differenze in termini di complicanze da Morbo di Crohn tra donne bianche ( americane ) e donne cinesi.
Se per complicanze intendiamo lo sviluppo di fistole, ascessi, artrite, e altre patologie extra intestinali, le donne americane bianche presentano molti più rischi di sviluppare queste complicanze rispetto alle cinesi.  Le percentuali di complicanze variano dal 20 al 30% in più  rispetto alle cinesi.
Sono stati considerati anche altri fattori comuni come il fumo, la storia famigliare, l'istopatologia, la localizzazione del Crohn.
Questo spiega come questa malattia sia vulnerabile in base alla razza di origine. Non sono ancora noti i motivi. Sicuramente l'ambiente circostante, le abitudini culturali, alimentari, il territorio, influenzano il decorso della malattia. Ciò è' spiegato dal fatto che se le donne cinesi nascono o si trasferiscono in America possono, nel lungo termine, manifestare gli stessi rischi delle donne bianche americane.

Cos'è il Morbo di Crohn ?
E' un'infiammazione cronica che può colpire teoricamente tutto il canale alimentare, dalla bocca all'ano, ma che si localizza prevalentemente nell'ultima parte dell'intestino tenue chiamato ileo (ileite) e/o nel colon destro/cieco (ileocolite) oppure solo il colon in una sua qualsiasi parte (colite). I tratti intestinali colpiti si presentano infiammati, ulcerati (con perdita di tessuto) con lesioni che interessano a tutto spessore la parete intestinale. Il MC può anche colpire la zona perianale, con fistole e ascessi in corrispondenza dell'ano. Le fistole sono dei tramiti che possono mettere in comunicazione la parte bassa dell'intestino (ano, talora retto) con la superficie cutanea o terminare a fondo cieco. L'ascesso è invece una massa contenente una raccolta di materiale infiammatorio con produzione di pus, simile a qualsiasi altro ascesso, come ad esempio nelle gengive.





The differences between American and Chinese patients with Crohn's disease.
Luo CH1, Wexner SD, Liu QS, Li L, Weiss E, Zhao RH

Abstract
AIM:
The effect of race on Crohn's disease (CD) remains uncertain. This study compared the characteristics of American white patients and Chinese patients with CD.
METHOD:
A retrospective chart review was conducted for patients who required management of colorectal CD between 1985 and 2004 at either Cleveland Clinic Florida (CCF) or at the 301 Hospital in China. Data included a family history of CD, smoking history, location of the CD and histopathology.
RESULTS:
The mean age of onset in the 153 patients was 29.8 ± 16.4 years for American white patients and 32.4 ± 15.3 years for Chinese patients (not significant). Sixty per cent of American white patients were women vs 37% of Chinese patients (P = 0.003). Twelve per cent of American white patients vs 1% of Chinese patients had a family history of CD (P = 0.016). American white patients had significantly higher rates of arthritis (32%vs 4%), abscess (19%vs 0%), rectal and perineal fistula (52%vs 0%), and disease involving the colon and rectum when compared with Chinese patients (all P < 0.05). American white patients had more colorectal sites involved and higher rates of extraintestinal diseases (40%vs 20%) than Chinese patients (all P < 0.05). Chinese patients had higher rates of ileocaecal disease (82%vs 52%) and deep ulcers (66%vs 24%) in the colorectum (all P < 0.001). There were no statistical differences in the incidence of smoking, perforation, intra-abdominal fistula, stenosis, bowel obstruction, toxic megacolon or granuloma formation.
CONCLUSION:
This study found that colorectal CD had a more severe clinical presentation and pathological involvement in American white patients than in Chinese patients.
© 2011 The Authors. Colorectal Disease © 2011 The Association of Coloproctology of Great Britain and Ireland.

Stitichezza? Ora c'è la pillola che vibra !

Ho letto su LA STAMPA.IT questo singolare articolo che vede medici israeliani protagonisti e artefici  di questa pillola senza effetti collaterali.

Il problema costipazione o stitichezza riguarda molte persone che non riescono a evacuare con regolarità. La stitichezza non è solo un fastidioso problema, ma potrebbe anche essere preludio a malattie più gravi. Scienziati israeliani hanno ora ideato la capsula che vibra nel colon che promette di risolvere senza l’uso di farmaci
In soccorso di chi ha questo genere di problemi arrivano gli scienziati israeliani che stanno testando una capsula che, letteralmente, vibra all’interno del colon, imitando e favorendo la peristalsi (ossia il movimento interno dell’intestino che sottende alla funzione di evacuazione).

Il dott. Yishai Ron, e colleghi del Tel-Aviv Sourasky Medical Center, hanno iniziato a testare la pillola su26 pazienti con problemi di stipsi, e che andavano in bagno soltanto due volte a settimana, in media. I risultati dello studio sono stati presentati dallo stesso Ron al “Digestive Disease Week®” (DDW) tenutosi a Chicago dal 3 al 6 maggio 2014. Questi mostrano che nei pazienti con costipazione idiopatica cronica (CIC) e costipazione predominante da sindrome dell’intestino irritabile (IBS-C), la capsula vibrante è stata in grado di raddoppiare i movimenti intestinali settimanali.

«Nonostante l’uso diffuso di farmaci per trattare la costipazione, quasi il 50% dei pazienti sono insoddisfatti del trattamento sia a causa degli effetti collaterali, di problemi di sicurezza circa l’uso a lungo termine, o il fatto che semplicemente non funzionano», ha dichiarato nel comunicato DDW il dott. Ron, autore principale dello studio e Direttore del Neurogastroenterology and Motility presso il Tel-Aviv Sourasky Medical Center’s Department of Gastroenterology and Hepatology.

I partecipati a questo studio pilota hanno assunto la capsula vibrante due volte alla settimana e hanno nel frattempo compilato, ogni giorno, un questionario circa il movimento intestinale quotidiano e l’uso di lassativi. Tutti i pazienti erano stati inizialmente sottoposti a un periodo preliminare di due settimane senza impiego di lassativi.
Dai dati raccolti si è trovato che i pazienti avevano avuto un aumento dei movimenti intestinali spontanei da due a quattro volte alla settimana, così come una diminuzione dei sintomi di costipazione, tra cui la difficoltà nel transito delle feci e l’evacuazione incompleta. Lo studio ha anche trovato che vi erano minimi effetti collaterali derivanti dall’uso capsula.

In termini tecnici, la capsula ospita un piccolo motore al suo interno che è programmato per iniziare vibrante sei-otto ore dopo l’ingestione. Le stimolazioni meccaniche prodotte dalla capsula provocano le contrazioni dell’intestino che favoriscono il movimento delle feci attraverso il tratto digestivo, così come dovrebbe avvenire in modo naturale quando l’intestino funziona bene.

«A volte, le terapie farmacologiche danno più problemi che sollievo per questi pazienti – ha sottolineato il dott. Ron – I risultati di questo studio indicano la possibilità di un trattamento alternativo che evita i tipici effetti collaterali dei farmaci, come gonfiore e squilibrio elettrolitico, imitando la fisiologia naturale del corpo».

Il prossimo passo, spiegano i ricercatori, sarà quello di avviare un studio in doppio cieco e controllato per approfondire questi risultati ed esplorare ulteriormente il potenziale della capsula vibrante.
 

10 maggio 2014

Incontinenza urinaria o fecale = emarginazione = divorzio

In alcune parti del mondo, come nella Nigeria settentrionale, in Etiopia o in Guiana (Nord America), i parti naturali che creano lacerazioni e lesioni come l’incontinenza urinaria e fecale, portano la donna all’isolamento sociale,  non volontario.

L’odore definito offensivo, che accompagna queste due condizioni (odore acre di urina e di feci) elimina completamente ogni rapporto sociale.
Per fare fronte al cattivo odore e alle onnipresenti fughe di urina, le famiglie allontanano queste donne costringendole a vivere in capanne isolate, oppure impediscono loro di vivere all’aperto, per vergogna verso gli altri. Spesso, con il tempo, se non guariscono, le giovani madri sono costrette ad uscire dal nucleo familiare perché considerate “sporche”.

L’impatto è forte anche sulla vita religiosa, dalla quale sono escluse. L’acqua scarseggia e non possono lavarsi. I musulmani soprattutto, richiedono la pulizia come prerequisito alla preghiera.
Il 50% delle donne in questa condizione divorzia. La famiglia sviluppa un senso di vergogna, il più delle volte questa patologia è scambiata per una malattia venerea (= malattia sessualmente trasmessa).

Molte giovani donne sono costrette all’elemosina per vivere e far sopravvivere il piccolo neonato, poiché vengono abbandonate dalle loro famiglie.
Il 70% dei piccolini nati da madri con lesioni di questo tipo (incontinenza urinaria e fecale) non sopravvive perché è
 abbandonato anche dai papà . 
L’esperienza è così traumatica che le giovani madri, anche quando guariscono, non sono in grado di ricostruire la propria autostima.

La tragedia affrontata da queste donne è stata eloquentemente descritta da Kesley Harrison, professore di ostetricia e ginecologia in Zaira, Nigeria, nel 1983.

7 maggio 2014

A quale ora del giorno fare esercizi per il pavimento pelvico ?

Leggevo in un articolo trovato su The Journal of Strength & Conditioning Research che il momento che garantisce la performance migliore per l'allenamento muscolare e' il tardo pomeriggio, quando i muscoli esprimono la massima potenza.
Quindi via libera agli esercizi per il pavimento pelvico alle ore 18, ricordandovi che si tratta di esercizi a bassa intensità, con lenta respirazione e perlopiu' di lunga e tenuta contrazione tonica.

Journal of Strength & Conditioning Research:
doi: 10.1519/JSC.0b013e3182510886
Original Research

Assessing Explosive Power Production Using the Backward Overhead Shot Throw and the Effects of Morning Resistance Exercise on Afternoon Performance

Ekstrand, Laura G.1,2,3; Battaglini, Claudio L.1,2,3; McMurray, Robert G.1,2,3; Shields, Edgar W.1,2,3

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Abstract

Abstract: Ekstrand, LG, Battaglini, CL, McMurray, RG, and Shields, EW. Assessing explosive power production using the backward overhead shot throw and the effects of morning resistance exercise on afternoon performance. J Strength Cond Res 27(1): 101–106, 2013—The purpose of this study was to determine if performing a morning total-body resistance exercise workout affects explosive power in an afternoon session. The secondary goal was to assess the usefulness of the backward overhead shot throw (BOST) as a measure of explosive power in experienced thrower in the sport of athletics. Throwers (N = 14) performed 1 control and 1 experimental trial on separate days. The control consisted of BOST and a vertical jump (VJ) testing performed in the afternoon. For the experimental trial, the participants reported for a short resistance training session in the morning then repeating the BOST and VJ testing 4–6 hours later. The BOST distance (meters) and VJ peak power (watts) were correlated in both trials (r ∼ 0.64, p < 0.05). The BOST distance improved in experimental trial over control (p < 0.05), but VJ power failed to improve. The results indicate that a morning resistance exercise bout can improve competitive throwing performance later on the same day. The results also suggest that BOST may be a useful performance testing tool for throwers in the sports of athletics.

5 maggio 2014

Pancia in dentro ! E se utilizzassimo la ventriera ?

No. Non è la stessa cosa. Nel rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico la pancia (intesa nei suoi muscoli addominali, trasverso ed obliqui) va introflessa VOLONTARIAMENTE e contemporaneamente alla contrazione dei muscoli pelvici, vaginali o anali, a volte anche dei glutei.
Questo permette una ottimale contrazione a "risucchio" con ottimo controllo delle pressioni sulla vescica . L'importante è' farlo espirando, cioè buttando fuori l'aria dalla bocca, silenziosamente senza soffiare.
La ventriera appiattisce l'addome e sostiene la schiena (muscoli lombari) ma non permette di tonificare un addome rilassato, flaccido, grosso, ne' di imparare a farlo. Tutt'altro. La persona adagia i propri muscoli sulla ventriera in modo passivo, senza lavorare attivamente.
Casomai la ventriera va utilizzata ben stretta , subito dopo un intervento in
laparotomia mediana (incisione addominale ) in cui la fascia dei retti addominali viene sezionata provocandone la diastasi (apertura). In questo caso la ventriera servirebbe per prevenire i laparoceli (= ernia in sede di cicatrice chirurgica) o le deiscenze (= apertura o cedimento di una sutura chirurgica).

Abstract tratto da uno studio scientifico ad opera di due australiani

Pelvic floor muscle exercises prescribed for the treatment of incontinence commonly emphasize concurrent relaxation of the abdominal muscles. The purpose of this study was to investigate the interaction between individual muscles of the abdominal wall and the pelvic floor using surface and intramuscular electromyography, and the effect of their action on intra-abdominal pressure. Four subjects were tested in the supine and standing positions. The results indicated that the transversus abdominis (TA) and the obliquus internus (OI) were recruited during all pelvic floor muscle contractions. It was not possible for these subjects to contract the pelvic floor effectively while maintaining relaxation of the deep abdominal muscles. A mean intra-abdominal pressure rise of 10 mmHg (supine) was recorded during a maximum pelvic floor muscle contraction. These results suggest that advice to keep the abdominal wall relaxed when performing pelvic floor exercises is inappropriate and may adversely affect the performance of such exercises.

3 maggio 2014

Slip con rinforzo per neutralizzare la puzza: flati al profumo di rosa ?

Ed elli avea del cul fatto trombetta
(Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inf. XXI, 139)
L'incontinenza anale ai gas è antica come l'uomo.

La flatulenza è la produzione di una miscela di gas (formata da aria ingerita o da gas prodotti dai batteri simbiotici e dai lieviti che vivono nel tratto gastrointestinale), che viene rilasciata sotto pressione attraverso l'ano. Essa è genericamente associata a un caratteristico suono (a seconda del tono muscolare dello sfintere anale esterno) e ad un odore sgradevole.

La quantità di gas all'interno dell'intestino è abbastanza costante, e non rappresenta che una piccola frazione del volume totale realmente prodotto. Il volume totale dei gas è soltanto da 100 a 200 ml. La quantità dei gas è regolata dal transito intestinale e dall'evacuazione del gas in eccesso.

La parola flatulenza deriva dal latino flato, dalla radice greca bhla, phla, cioè il soffio inteso come prodotto del rigonfiamento, del riempimento, rinforzato ancora dalla desinenza latina ulentus, e cioè in maniera abbondante. Non va confuso con l'altro termine medico, il meteorismo (dal greco meteoros = sollevare, stare in alto), termine che si limita a indicare la sola produzione e ritenzione di gas i quali, non essendo evacuati, risalgono, appunto, nel tratto gastro-intestinale, dando luogo a dei problemi, uno tra tutti il rigonfiamento dell'addome.

Il termine popolare scorreggia (e varianti dialettali) deriva dall'espressione colloquiale appunto dell'atto di scorreggiare, con due ipotesi etimologiche: la prima quella di slacciare la correggia (dal latino corium=cuoio), antico nome della cintura dei pantaloni, per facilitare, appunto, la discesa dei gas intestinali; la seconda ipotesi è dal greco kor-kor-y-ghe, un'antica onomatopea che indicava il gorgogliare, inteso sempre come rumore intestinale.

Il termine popolare peto (e varianti, quali petto, petta) invece deriverebbe dal latino perditum (a sua volta dal greco perdo e dal sanscrito pardami) poi trasformato in peeditum, peedo, cioè perdita, intesa proprio come il rilascio di gas intestinali.

In Francia una ditta di prodotti medicali ha inventato un adesivo particolare, da attaccare all’esterno dello slip, fondamentalmente composto da carbone attivo, con lo scopo di neutralizzare il cattivo odore dei flati.
Un'azienda inglese si è invece specializzata in una gamma di indumenti intimi rinforzati, sempre al carbone attivo.

Cosa possiamo fare per neutralizzare l’odore in altro modo ?Alcune spezie neutralizzano la produzione di gas intestinali, specialmente origano, cumino, anice e semi di finocchio e gli affini curcuma, assa fetida e kombu (un'alga marina detta anche kelp utilizzata nella cucina giapponese). A scopo preventivo è comune l'uso di aggiungere 2-3 semi di finocchio o un pezzetto di kombu alle zuppe di verdure e di legumi.
Anche i probiotici (yogurt, kefir, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bifidus, ecc.) e i prebiotici possono ridurre la flatulenza se usati per ristabilire l'equilibrio della flora intestinale; usati in eccesso, tuttavia, possono creare uno squilibrio che aumenta la flatulenza.
I prodotti a base di carbone vegetale sono efficaci nel ridurre l'odore e la quantità delle flatulenze se presi subito prima dei pasti.




1 maggio 2014

Dilatazioni anali ? Certo, vero beneficio


La terapia medica di prima scelta per la correzione dell’ipertono anale è la dilatazione con appositi dilatatori medicali.

Un muscolo ipertonico e' un muscolo eccessivamente contratto, rigido.

L’ipertono anale a riposo viene valutato con una semplice esplorazione digitale anale, anche da un terapista del pavimento pelvico.
Il dito non entra, o entra con difficoltà, nonostante si cerchi di rilassare il muscolo sfinterico.

L’ipertono e quindi il mancato rilasciamento del muscolo durante la defecazione, può generare le fastidiose ragadi anali. Sono la cronicizzazione delle fissurazioni, dei tagli, delle piccole ulcerazioni, del margine anale. Inoltre il paziente, durante la defecazione, provando dolore, mantiene contratto lo stesso muscolo ed entra in un circolo vizioso: l’ipertono crea dolore e il dolore crea l’ipertono che crea dolore che crea ipertono e così via...

Non solo, il mancato rilasciamento del muscolo pubo rettale durante la defecazione, genera una stipsi all'espulsione, ovvero una difficoltà eccessiva ad espellere le feci e quindi impone alla persona di spingere, creando ulteriori problemi come le emorroidi, il prolasso mucoso del retto o l'intussuscezione retto anale (questi ultimi sono evidenziabili con una defecografia = esame radiologico che impone al paziente di evacuare in diretta del materiale simile alle feci (bario) mentre il radiologo controlla la presenza di prolasso).

Spingi, spingi, i danni si susseguono a catena e se le feci sono dure, possono formarsi le ragadi sul margine anale, come ho spiegato prima.
Questa problematica si riscontra sovente nel sesso maschile.

Il muscolo ipertonico è infatti poco elastico, a volte fibroso e crea grosse difficoltà nell’evacuazione.
Se il paziente non vuole ricorrere alla chirurgia per l'incisione del muscolo sfinterico, con il rischio di una incontinenza anale, è bene che si sottoponga alle dilatazioni quotidiane.

2 massimo 4 minuti al giorno per almeno un mese sono sufficienti per ritrovare immediato beneficio. Effettuare la dilatazione immersi in una vasca o in un bidet di acqua calda, aiuta a provare meno fastidio o dolore.


Nei centri di riabilitazione del pavimento pelvico, viene insegnata anche una serie di esercizi abbinata a corrette abitudini posturali, da praticare e assumere durante la defecazione.


(Riferimenti a Studi scientifici pubblicati da Norton nel 2000 e nel 2006).

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