30 marzo 2018

ROXANA: DAL PERU' PER IMPARARE LA RIABILITAZIONE DEL PAVIMENTO PELVICO

Se potessi definirla con una sola parola direi "meravigliosa".
Ha compiuto diecimilaquattrocento chilometri per fare l'infermiera in Italia. E' venuta a vivere qui per poter realizzare il sogno della sua vita, aiutare e assistere gli altri. Mi rammarica non averle dato un abbraccio oggi, quando ci siamo salutate, ma nel nostro tenerci per mano c'era un calore bollente e affettuoso. 
Roxana non è solo un'infermiera. Si sta specializzando nella riabilitazione dei pazienti stomizzati e con disfunzioni del pavimento pelvico ai quali già dedica il suo tempo libero a Torino, dove lavora in un reparto chirurgico. Smonta dal turno della notte e gestisce l'ambulatorio stomie. Oppure durante i riposi trova il tempo per venire ugualmente in ospedale. 
"Ci sono molti incontinenti a Torino e pochi servizi di riabilitazione" mi ha raccontato. "Per questo ho scelto l'Università di Padova, l'unica nel nord Italia che presenta questo programma formativo".
Roxana è preparata e attenta. 
Coglie la disperazione del paziente sottoposto a prostatectomia radicale e con delicatezza gli suggerisce di pensare a cogliere i bagliori di luce nel buio tunnel. Lo dice con la voce pacata di chi ha assistito per anni l'amica del cuore, malata di cancro. Ha assaporato con lei la malattia, l'odore metallico della chemioterapia, sentito i fischi alle orecchie e i formicoli ai piedi. Ha accarezzato la testa calva, asciugato lacrime e pianto insieme. Lo conosce bene il cancro.
Roxy sa condurre una conversazione licenziosa, senza limiti e tabù, ma rispettosa. Sa inoltrarsi nel luogo più claustrofobico del mondo: il cervello dei pazienti. Insegna loro che l'unico modo per fuggire al dolore è passarci in mezzo. 
Mi dimostra un sapere molto fine, che va al di là degli errori grammaticali di scrittura (l'italiano lo parla benissimo). E' colta, legge e si documenta. Esplora documenti scientifici di letteratura medica, sa stupirmi. La sua tesi vertirà sulla creazione di un percorso strutturato per l'incontinenza maschile post chirurgica, copiando il modello del nostro ospedale di Castelfranco Veneto (TV).


Ma c'è un tocco di amarezza in questa storia Una schiuma di rabbia. Roxana non è nata in Italia e non è italiana. Ha la pelle scura, gli occhi a mandorla e i lineamenti sud americani. Roxana è di Lima, del Perù e alcuni pazienti non sono abituati alla multiculturalità. Entrano disinvolti ma non le pongono la mano subito. Non la salutano, fingono di non accorgersi. Si spogliano, si siedono, appoggiano le loro cartelline, slacciano le scarpe e ancora non l'hanno salutata. 
Lei veste la divisa d'ordinanza, il camice bianco, il cartellino della specializzazione universitaria, porta i capelli raccolti, sorride a tutti, saluta, con un affabile cenno del capo, prende appunti, eppure...
Quindi il mio è un messaggio di tristezza stasera, perchè non è possibile che esistano ancora queste differenze. Non devono esistere.  
Mi sono scusata per coloro i quali pensano che gli italiani siano meglio. Retaggi culturali sono impressi come incisioni sul cemento nelle menti di taluni. "Vai oltre Roxana. Continua a fare del bene, a sorridere con quegli occhi a fessura, a dispensare dolcezza. La tua bontà non ha limiti e la tua bravura supera ogni forma di stupidità razziale. Sono loro ad aver bisogno di te". 

WALK WITH AISCAM 3 Il cancro non ci ferma


Torna per il terzo anno consecutivo l'appuntamento con AISCAM e la camminata contro il cancro. Il Comune di Castello di Godego patrocinerà, ospiterà e collaborerà all'evento.
Anche il Comune di Castelfranco Veneto l'Ulss2 saranno presenti.
L'evento, una passeggiata naturalistica lungo il sentiero degli Ezzelini, che l'anno scorso ha visto la presenza di 200 persone, 

si pone come obiettivo il benessere psico fisico di malati, amici o parenti o semplicemente di simpatizzanti; di chi, con la presenza, vuole dare voce e forza alla battaglia che il cancro non ci deve fermare.
Sul prato di San Piero, dove sarà possibile ammirare il Sacello, antica chiesa dalla bellezza ancora intatta, faremo giochi ed esercizi per il pavimento pelvico, lanceremo in alto i palloncini della speranza e ci divertiremo. Fanni Guidolin, Enterostomista dell'Ulss2 ed esperta nella riabilitazione del pavimento pelvico, sarà coach per un giorno e guiderà i partecipanti sul sentiero e durante gli esercizi.
Pranzeremo tutti insieme (riservato ai soci ma tutti possono associarsi in loco) presso la Villa Caprera della famiglia Santi, incantevole luogo magico.
Ritrovo ore 9.30 sul piazzale dell'Istituto alberghiero di Villarazzo (Castelfranco Veneto) per le iscrizioni e la foto di rito.
Costo di iscrizione (da pagare in loco) euro 10 comprensivo del pranzo per i soci
iscrizione nuovo socio euro 15 anche in loco
E' richiesta una gentilezza coreografica: indossare una t-shirt azzurra o blu.
In caso di maltempo l'evento si svolgerà completamente in Villa.




29 marzo 2018

PREVENZIONE PERINEO: 2a TAPPA A RIESE PIO X (TV)

Quel ... Pavimento Intimo


L'assessorato alle politiche sociali e sanitarie del comune di Riese Pio X (TV) nella figura del Dott. Massimo Pisciotta, medico di famiglia, ha organizzato l'evento patrocinato da A.I.S.CA.M. (Associazione Incontinenti e Stomizzati di Castelfranco Veneto e Montebelluna TV) e dall'Ulss2. 
Sarà una Serata di prevenzione delle disfunzioni del pavimento pelvico femminile, condotta da Fanni Guidolin, enterostomista specialista nella riabilitazione delle disfunzioni perineali Ulss2 .(Incontinenza, prolassi, disturbi della defecazione e della minzione, dolore pelvico cronico, disfunzioni sessuali). Fanni cercherà di spiegare certe tematiche con semplicità e la metodologia che la contraddistingue. "Il pavimento pelvico nasconde le insidie del nostro animo più intimo", scrive Fanni. Tre donne su quattro presentano una qualche disfunzione e con la menopausa i problemi pelvici possono sopraggiungere. Ancora poche hanno il coraggio di parlare, di riferire al medico che non provano più sensazioni "là sotto", che devono praticare delle digitazioni per fare la cacca, che quella "pallina" che sentono uscire dalla vagina non se la sono mai guardata... 
Il primo incontro è previsto per giovedì 12 aprile 2018 ore 20.30 nella sala comunale presso Villa Eger a Riese PIo X (TV).
Alla fine della serata, che sarà strutturata come un vero e proprio corso, si raccoglieranno le iscrizioni per il corso pratico di esercizi che verrà condotto il 19 Aprile ore 20.30 sempre da Fanni Guidolin, nella nuovissima palestra di Vallà di Riese Pio X TV. 
E' possibile partecipare anche solamente alla parte pratica. 
Nella serata pratica e' consigliato un abbigliamento comodo con leggings o tuta e una T-Shirt rosa o fuxia se possibile, per dare un tocco coreografico femminile.
Le offerte libere ricavate dalle serate saranno interamente devolute all'associazione AISCAM (associazione di incontinenti e stomizzati). I fondi saranno destinati all'acquisto di apparecchi domiciliari per elettrostimolazione pelvica, da prestare ai pazienti gratuitamente. La stimolazione funzionale elettrica è una tecnica che può aiutare insieme agli esercizi, a trattare molte problematiche tra quelle elencate. 
E' la seconda iniziativa di un tour itinerante di Pelvicstom con AISCAM che continua i dialoghi aperti il giorno 17/3/2018 con il congresso sull'incontinenza e la delibera regionale dei centri di terzo livello per l'alta specializzazione chirurgica dell'incontinenza (L'ospedale Cà Foncello di Treviso è uno di questi). Aiscam vuole farsi portavoce di tematiche ancora tabù, abbattere i confini dell'indifferenza e del pudore, sensibilizzare la popolazione.  (sotto in foto Villa Eger)


27 marzo 2018

PREVENZIONE PERINEO : 1a TAPPA AL SAN GIACOMO


L'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto ha ospitato la prima tappa del mio tour di prevenzione delle disfunzioni del pavimento pelvico femminile. E' il proseguo dei dialoghi aperti sabato 17 marzo 2018, con il congresso sull'incontinenza e la presentazione ufficiale del progetto "percorso incontinenza" (referente Dott. Giulio Santoro).
Il tour è rivolto alle donne di tutte le età ed è strutturato in più tappe ognuna delle quali prevede una parte teorica e una parte pratica, con esercizi attivi. 
Si svolgerà nei comuni dell'Ulss2 e probabilmente anche fuori confine. 
Ogni incontro, completamente gratuito e libero, è supportato dall'associazione AISCAM (Associazione Incontinenti e Stomizzati di Castelfranco e Montebellluna TV). 
In serbo l'AISCAM ha per i pazienti, l'acquisto e quindi la donazione di apparecchi domiciliari per elettrostimolazione del pavimento pelvico, utili in caso di incontinenza, dolore pelvico, impotenza, scarsa sensibilità vaginale, urgenza minzionale da iperattività vescicale. Tali apparecchi verranno messi a disposizione dall'ambulatorio di riabilitazione dei pazienti stomizzati e con disfunzioni pelvi perineali, nell'ambito di un percorso strutturato ad hoc per il paziente. 
Il primo step per ogni paziente è il medico di famiglia che prescriverà una visita specialistica. Seguiranno altre indagini o un percorso di riabilitazione perineale. In taluni casi l'intervento chirurgico in un centro di terzo livello (per la nostra Ulss2 è l'Ospedale Cà Foncello di Treviso).

Ad aiutarmi nella correzione vivace degli esercizi insegnati alle donne, sono state due amiche e colleghe facenti parte del mio gruppo italiano terapiste esperte nella riabilitazione perineale G.I.T.E.R.P. (siamo in 45 da tutta Italia), la dott.ssa Barbara Zebellin (alla mia destra) insegnante di Pilates e ideatrice del metodo Zeba nel suo Centro della Donna a Casella D'Asolo, e la Dott.ssa Silvia Di Maria (alla mia sinistra), fisioterapista libero professionista di Casier di Treviso, esperta nella riabilitazione delle disfunzioni perineali. 

Insegnare il corretto reclutamento del MEA (muscolo elevatore dell'ano) utilizzato negli esercizi di Kegel, è stato il primo fondamentale passo insieme alla corretta respirazione. 

Quando si gonfia un palloncino tutta la pressione addominale influisce pesantemente sulla vescica e gli altri organi pelvici. E' fondamentale il controllo di tali pressioni. Introflettere l'addome, stringere il MEA e attivare altre sinergie prima dello sforzo. Errori non corretti portano a prolasso e peggioramento dell'incontinenza.

Nonostante lo spazio contenente 45 tappettini, siamo riuscite a svolgere, a tempo di musica, gli esercizi pelvici. Molte donne, presenti alla prima ora teorica, hanno voluto rimanere ad assistere alla seconda ora pratica, prendendo appunti con attenzione. 

Ci sono eventi in cui non ti aspetteresti mai questa affluenza la domenica mattina di un giorno di festa (Le Palme). Eppure ciò dimostra l'importanza del problema, la volontà a dedicarsi del tempo, a capire bene che le disfunzioni perineali possono essere trattate ma soprattutto, con adeguata prevenzione, evitate. 
Molti sono stati i messaggi di ringraziamento pubblici e privati. Mostrano affetto e riconoscenza e le ringrazio tutte. Siamo donne che vivono "in divenire", soggette a cambiamenti fisici e psichici con l'età. Abbiamo bisogno di sentirci considerate, trattate da esperte e anche, permettetemi di dirlo, coccolate. 

Fanni Guidolin
Enterostomista
Specialista nella riabilitazione delle disfunzioni pelvi perineali Ulss2
seguimi se ti va nella pagina facebook Pelvicstom

20 marzo 2018

VI PRESENTO ALCUNE COMPONENTI DEL MIO GRUPPO G.I.T.E.R.P.

Loro sono tre colleghe meravigliose. 
Alla mia destra la Dott.ssa Monica Vitali, ostetrica di Bergamo, ha lasciato la carriera ospedaliera dopo quindici anni per dedicarsi a tempo pieno all'attività libero professionale di riabilitatrice delle disfunzioni del pavimento pelvico femminile.
Sempre alla mia destra, con i capelli biondi la Dott.ssa Barbara Zebellin lavora da trent'anni sulla consapevolezza del perineo con corsi alle adolescenti, alle mamme e alle donne mature in post menopausa. Gestisce una palestra a Casella D'Asolo, in provincia di Treviso. Insegna Pilates ed è ideatrice del metodo "Zeba" per la rieducazione del pavimento pelvico.
Alla mia sinistra la Dott.ssa Daniela Sorrentino è un'infermiera specialista in tutte le disfunzioni maschili e femminili del pavimento pelvico. Lavora ad Abano terme in libera professione ed è espertissima di tecnica ipopressiva.
Hanno partecipato sabato 17 marzo al congresso sull'Incontinenza che mi ha visto nel comitato scientifico e organizzativo. Hanno esposto relazioni bellissime. Brillanti e chiare.
Insieme ad altre 40 colleghe fanno tutte parte del G.I.T.E.R.P. Gruppo Italiano Terapiste Esperte nella Riabilitazione Perineale da me ideato. 
Ci confrontiamo su tematiche complesse, condividiamo eventi e corsi. Aiutiamo i pazienti sparsi per l'Italia a trovare risposte e centri di riabilitazione pelvica. 
In quanto fondatrice, ritengo che il gruppo sia un'ottima opportunità di confronto. Siamo infermiere, fisioterapiste, ostetriche, una fisiatra, una laureata in scienze motorie, specializzate in un campo che solo negli ultimi anni sta prendendo piede.
Domenica 25 Marzo terrò un corso gratuito per le donne e Barbara Zebellin insieme a Silvia di Maria, una fisioterapista del G.I.T.E.R.P. mi aiuteranno a condurre gli esercizi. E' un modo per farsi conoscere. Ed io sono orgogliosa del loro contributo.
Il corso sarà nell'ospedale in cui lavoro, il San Giacomo di Castelfranco Veneto TV. Ormai conoscete la mia attività di enterostomista e specialista nella riabilitazione delle disfunzioni del pavimento pelvico post chirurgiche.   
C'è tanto bisogno di specialiste così formate. I pazienti sono tanti e con la dovuta informazione, è possibile risparmiare interventi chirurgici a donne che senza la riabilitazione pelvica sarebbero già sotto ai ferri.

Fanni Guidolin

19 marzo 2018

LASCIA LA CARRIERA DI MAMMA PER FARE L'INFERMIERA

Lei si chiama Viviana. Due occhi a mandorla color fiordaliso incastrati in un viso dolcissimo si illuminano alla vista dei suoi quattro figli. E mentre l'odore di ragù in cottura invade le stanze, mi avvicino alle sue meravigliose creature. Il piccolino ha la piega dei pantaloni che cade dritta dritta. Le scarpe brillano come se fossero appena uscite dalla scatola e la grande tiene le mani affondate nella tasca appena ricucita. Il ricciolino ha un'espressione sorniona, forse a causa di un enorme paio di occhiali. Il lavoro di mamma non finisce mai. E' come il lento avvolgere di un filo di lana sulla matassa. A volte s'inceppa, ci sono nodi, ma non si spezza mai. Impegna, tormenta, ti realizza, emoziona. 
Ma c'è un cassetto nella vita piena di Viviana che non è mai stato chiuso e richiama oggi la sua attenzione. E' il penultimo di una cassettiera che troneggia in camera sua. 
C'è una divisa bianca, il numero di matricola sbiadito sul vecchio badge, il primo fonendoscopio ricevuto come regalo per il suo diploma di Infermiera professionale. Il profumo di etere di una vecchia garza sul fondo della tasca e le penne ancora sul taschino. Un vecchio block notes sgualcito. Appunti scritti a matita sbiadita ricordano a Viviana le notti in corsia, e i chilometri percorsi da quegli zoccoli bianchi dalla suola in legno di pino. Profumano ancora di resina. Quella del lisoformio, dei pavimenti tirati a lucido in sala operatoria. 
La tira fuori, le pieghe decise, un'ondata di naftalina, e poi la prova, lo specchio restituisce un'immagine dimenticata e la vecchia Vivi. Che raccoglie i capelli a coda di cavallo ondeggianti sulle spalle. La Vivi che da anni ha annullato se stessa per le sue quattro meraviglie. La Vivi che non trova più il senso di questa scialba quotidianità. Quello stesso senso che le aveva fatto decidere di abbandonare la vita di infermiera, l'ospedale, i suoi sogni. La Vivi rintanata in un androne, sposando le forme e il grigio dei muri. 
Non era possibile ricominciare. 
Era possibile ricominciare. Bastava dirlo.
La forza generatrice del desiderio va oltre gli orizzonti.
Bisognava re inventare la nuova Vivi. Quella dalla vita incasinata che voleva incastrare l'amore per il prossimo e il sentirsi utile da chi non ha più tante speranze: gli anziani e la loro assistenza infermieristica domiciliare. Paradossalmente lontanissimi anni luce dai suoi quattro figli. Buttarsi a capofitto in un mondo nuovo tutto da scoprire sembrava la chiave di volta per la rinascita. "E' la noia che ti chiede di essere alleviata da sensazioni nuove. La noia è come una coperta troppo corta. La tiri, la giri e non ti copre mai. Non ti scalda mai", afferma Viviana. E quella matassa che ha, con cure amorevoli, avvolto in questi anni, ora le tornava utile, da sbrogliare, per allungare quella corta benedetta coperta. 
"Il mondo degli anziani stravolge i sensi. Riempie". Me lo ha raccontato con le lacrime agli occhi, mentre  fremeva di una esaltazione interiore turbinante, che nascondeva dietro un volto luminoso e di nuovo vivo. 


CI SONO COSE CHE UN'INFERMIERA NON DOVREBBE NEANCHE SAPERE

Era nella stanza numero ventisei. Quella in fondo al corridoio. Quella accanto all'uscita di emergenza e alla porta di sicurezza dalla quale il sole al mattino è il primo ad entrare. Ma quel giorno l'ospedale le appariva invecchiato male. La facciata era maculata di impercettibili colate di ruggine dalle finestre e l'arancio sbiadito delle tapparelle incupiva le pareti anche da dentro.
Lei lo sapeva bene che lo avevano messo là per farlo stare tranquillo.
Era una questione di rispetto non di riluttanza. Era una questione di affetto per lei, infermiera in quel reparto, che si vedeva scorrere davanti l'ennesima storia della fine di tutto. No, non un traguardo raggiunto dal vecchietto felice di aver avuto gli occhi puntati sul mondo fino a novantacinque anni. La fine di un uomo che aveva ancora tanto da fare. Perchè a settant'anni un uomo ha ancora tanto da fare e da dire a chi lo ama.
Lui amava lei, sua figlia,  e lei amava lui, suo papà, come una figlia devota e appassionata di ogni centimetro della sua pelle. Attratta da quel dopobarba al pino pumilio che inondava la stanza anche quando l'emorragia non si arrestava. Anche quando il respiro si faceva Cheyne  Stokes. Il profumo di lui apparteneva alle lenzuola bianche, ai muri freddi,  a quel letto scomodo. Apnee lunghe venti secondi lo facevano poi sussultare. Non era ancora la fine. Ma un'infermiera lo sa che gradatamente la respirazione si fa sempre più superficiale fino ad allungare le apnee. E così era lei a scappare dalla stanza, a voler prendere una boccata d'aria, a voler sparire, dileguarsi in fumo, trasformarsi in gas volatile, con la schiena scossa dai singhiozzi.
Ci sono cose che un'infermiera non dovrebbe neanche sapere quando a giacere sul letto c'è il suo adorato papà.
Eppure ogni istante è come scandito da piccoli passaggi. Ora le piastrine scenderanno. Ora l'emorragia invaderà il suo corpo. Ora la febbre salirà. Ora il cuore smetterà di battere. Non staccare quel monitor. Va tutto bene.
Invece lei lo sa. E' la fine. Gli occhi orlati di violetto. Fissi su un punto. Nel giorno della sua festa.

QUEL... PAVIMENTO INTIMO


L'assessorato alle politiche sociali e sanitarie del comune di Riese Pio X (TV) nella figura del Dott. Massimo Pisciotta, patrocinerà l'evento insieme ad A.I.S.CA.M. (associazione incontinenti e stomizzati di Castelfranco e Montebelluna) e all'Ulss2 Marca Trevigiana, in occasione di una serie di eventi sul tema della salute, iniziati venerdì scorso nel Comune di Riese Pio X , in provincia di Treviso.

Sarà una Serata di prevenzione delle disfunzioni del pavimento pelvico femminile, condotta da Fanni Guidolin, enterostomista specialista nella riabilitazione delle disfunzioni perineali dell'Ulss2 (incontinenza, prolassi, disturbi della defecazione e della minzione, dolore pelvico cronico, disfunzioni sessuali).
Alla fine della serata, che sarà strutturata come un vero e proprio corso, si raccoglieranno le iscrizioni per il corso pratico di esercizi che verrà condotto in seguito sempre da Fanni Guidolin, nella nuovissima Palestra di Vallà del comune di Riese Pio X  il 19 aprile ore 20.30.
Le offerte libere ricavate dalle serate saranno interamente devolute all'associazione AISCAM.
E' la seconda iniziativa di un tour itinerante di Pelvicstom.
Sarà la bellissima Villa Eger (pionieri i Gradenigo) sede comunale, ad ospitare il mondo di Pelvicstom per la serata.
Sede delle riunioni della giunta comunale, presenta un salone in stile veneziano con proiettore, schermo e possibilità quindi di proiettare slides. Numerose le sedie disponibili. Il problema interessa e colpisce tre donne su quattro. Prevenzione significa anche evitare interventi chirurgici. 
Fanni Guidolin cercherà con la semplicità di un linguaggio conosciuto ai più, di raccontare tematiche difficili e intime. Ormai la sua metodologia è nota. 
Non occorre iscriversi, l'accesso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti.

18 marzo 2018

PIOGGIA DI COMPLIMENTI PER IL CONGRESSO SULL'INCONTINENZA

Non si può dire "sold out" ma il senso è chiaro. Non c'era neanche una sedia vuota nella sala convegni dell'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto ieri, sabato 17 marzo.
Il II° congresso  regionale AiSve (incontinenti e stomizzati Veneto) ha aperto le porte ad una nuova cultura dell'informazione. Abbattere ogni tabù parlando chiaro e semplice e coinvolgendo tutte le figure sanitarie implicate. Urologi, Ginecologi, Chirurghi coloproctologi sono stati protagonisti con le loro relazioni nella prima parte della giornata. Cause del problema "incontinenza"e tecniche risolutive chirurgiche gli argomenti. Lo ha stabilito anche il presidente AISCAM Dott. Pesce che il livello doveva essere alto, con figure mediche di spessore e competenza e paramediche altrettanto specializzate. L'incontinenza colpisce 430.000 adulti in Veneto e 45.000 bambini (0-14). Non si può più fare finta di nulla e continuare a buttare denaro in pannoloni e salvaslip.
Il Direttore Generale Francesco Benazzi ha aperto i dialoghi sottolineando la magnificenza dell'impegno di volontari e comitato scientifico. Anche il sindaco della cittadina murata Stefano Marcon ha sottolineato il lustro che con questi congressi si danno alla città. Attilio Reginato, presidente AISVE, claudicante ma instancabile, si è detto soddisfatto di tanto lavoro e sudore versato. "Non ci appoggiamo ad agenzie organizzative per i costi elevati e perchè disponiamo di volontari operosi e instancabili, sempre motivati". Il "fai da te" non l'hanno notato nemmeno gli abituè ai congressi". Registrazione partecipanti, comunicazioni in sala regia con i relatori, gestione sponsor, pranzo comunitario a buffet, tutto perfetto, hanno affermato alcuni ospiti. Ci ha onorato della sua presenza anche la Dott.ssa Caterina Bertelli , psicologa e volontaria facilitatore dei gruppi di auto aiuto in ospedale dei pazienti stomizzati e incontinenti.
Il recentissimo decreto legge n.1874 del 22 novembre 2017 sui centri di riferimento regionale per l'incontinenza è stato il protagonista dei discorsi della quarta sessione. Il Dott. Giulio Santoro è il referente del progetto regionale ed ha ammesso soddisfazione per la risonanza dell'evento. Ora porterò il messaggio nei comuni dell'Ulss2 con conferenze di prevenzione in ambito perineale e divulgando il messaggio", ha anticipato l'enterostomista Fanni Guidolin durante la tavola rotonda condotta dal giornalista Luca Pinzi. Una perplessità l'ha espressa la Coordinatrice dei Medici di famiglia Dott.ssa Simonetta Botteon. "Con le migliaia di utenze, i pazienti scalpitanti fuori dello studio in trepidante perenne attesa di una ricetta magica, dove troveremo il tempo per dialogare con il paziente sul problema dell'incontinenza?"  Il medico di famiglia sarà il primo interlocutore del paziente incontinente e dovrà solo indirizzarlo alle giuste cure o ai percorsi di riabilitazione. Basteranno poche domande, da fare anche prima che il paziente sveli il problema. (Le capita di perdere urina, feci o gas involontariamente? Quando accade?, Che tipo di assorbente usa e quanti ne cambia?, Quanto le pesa il problema?. "Codificate da linee guida internazionali" ci ha spiegato Fanni Guidolin nella sua relazione)."
Marina Perrotta, presidente nazionale FAIS (federazione nazionale di tutte le associazioni incontinenti e stomizzati) si è complimentata per l'argomento e la sensibilità dimostrata da un pubblico attento. Aprirà i dialoghi per "esportare" la nostra realtà anche in altre regioni alla prossima riunione del suo direttivo a Milano. 
Sempre del comitato scientifico, il professore Militello Carmelo, chirurgo geriatra dell'Università di Padova, auspica che a Padova si possa copiare al più presto il modello trevigiano. L'azienda ospedaliera Padovana, insieme al Cà Foncello di Treviso, al San Bortolo di Vicenza, all'ospedale all'Angelo di Mestre e al policlinico universitario di Verona, è centro regionale di III° livello di riferimento per l'incontinenza. Interventi chirurgici di alta perfezione caratterizzano tali centri. Strumentazione avanzata, spazi dedicati, personale dedicato specializzato.
Il pomeriggio è stato caratterizzato anche dalle relazioni di nuove figure riabilitatrici della disfunzione pelvica "Incontinenza". Infermiere specializzate, ostetriche e laureate in scienze motorie affiancheranno, finalmente, le fisioterapiste in questa branca. Apriamo i discorsi alla multidisciplinarietà che sembra essere l'approccio del nuovo modello di sanità sicura, appropriata, efficace e sostenibile.

IL RUOLO DELL'INFERMIERA RIABILITATRICE

Questo post non vuole essere un clangore di pentole e coperchi contro i fisioterapisti, tutt'altro. Guai se mancassero. La riabilitazione è sempre stata loro prerogativa e tale deve rimanere se sono esperti d'incontinenza, ma non più a senso unico, bensì con la collaborazione delle ostetriche formate e degli infermieri specialisti in ambito perineale.
Perchè l'infermiera?
Perchè la nostra professione è coinvolta a pieno titolo nel cambiamento e ritengo che tale opportunità "non possa essere sprecata in decisioni che ipotecano il futuro guardando solo al passato". (frase di Barbara Mangiacavalli presidente Fnopi).
C'è tanto da fare, i pazienti sono tanti, gli specialisti pochi.
Il 22 Dicembre 2017 per noi 447.000 infermieri italiani è stata una data storica. Con il decreto Lorenzin nasce la Federazione Nazionale Ordine Professioni Infermieristiche FNOPI.
La nostra professione viene riconosciuta come professione intellettuale, con aumento dei controlli sui comportamenti deontologici. Ed è proprio l'art. 2 del codice deontologico (2009) che cita: "l'assistenza infermieristica si realizza attraverso interventi autonomi" e art. 6 "L'infermiere si impegna a tutelare la salute con attività anche di riabilitazione.
Ma l'infermiere specialista nella riabilitazione dell'incontinenza era già presente nella legge 34 del 2003 in cui l'articolo 5 prevede che nei centri chirurgici in cui venga trattata l'incontinenza, si istituisca un servizio riabilitativo gestito da personale medico e infermieristico specializzato in stomaterapia e uroriabilitazione (master I° livello Università di Padova).
Il concetto viene ribadito anche nelle linee di indirizzo regionali datate 24 gennaio 2017 decreto n.010.
L'alterazione del modello di eliminazione ovvero l'accertamento dell'incontinenza, può essere eseguito dall'infermiere al ricovero in ospedale, tra i dati anamnestici. O dall'infermiere della RSA o dal medico di famiglia/pediatra di famiglia. Questi ultimi hanno un ruolo centrale e primario nella rilevazione e diagnosi dell'incontinenza, in virtù del rapporto fiduciale e quindi confidenzialecol paziente.
L'operatore sanitario che entrerà a contatto con il paziente gli chiederà se utilizza pannolini assorbenti, quali e quanti. Analizzerà il tipo di incontinenza e se essa è complicata da infezioni, o se è di tipo neurologico. Valuterà l'entità delle perdite. Consiglierà il diario delle minzioni o delle defecazioni con gli episodi di incontinenza. Chiederà infine quanto il problema gli pesa, quanto alterata è la sua qualità di vita (1-10).
Se il paziente è in reparto di degenza, l'infermiere turnista potrà richiedere la consulenza dell'infermiere specialista (art. 13 cod deont.) o medica. Verrà mantenuto sempre l'equilibrio tra strutture e funzioni.
Il lavoro in equipe multidisciplinare diventa così il nuovo modello di sanità sicura, efficace, appropriata e sostenibile (DGR 1874 sui centri di riferimento regionale per l'incontinenza).
La visita specilistica infermieristica prevede l'accertamento dell'incontinenza, la raccolta di dati anamnestici, la consegna di materiale informativo, la consultazione della cartella clinica, l'esame obiettivo.
Ricordiamoci che nella riabilitazione del pavimento pelvico dobbiamo vedere la persona, non il malato.
Insieme all'esame obiettivo l'infermiere specialista effettuerà la palpazione dei muscoli pelvici, l'esame posturale globale (fisioterapista, fisiatra), rieducherà il paziente a livello comportamentale (scorrette abitudini vanno spiegate). Insegnerà esercizi, utilizzerà strumenti, altre tecniche. Darà supporto di counseling.
Sotto potete vedere la brochure ufficiale per il paziente incontinente.
se volete ricevere il PDF scrivetemi
guidolinfanni@gmail.com





4 marzo 2018

"SU COL PAVIMENTO PELVICO"


La direzione medica ospedaliera (Ospedale di Castelfranco Veneto TV) ha approvato il corso intitolato "SU COL PAVIMENTO PELVICO" per donne con disfunzioni del pavimento pelvico. 
Sarà un corso gratuito, da me tenuto, per la maggiore consapevolezza che le donne hanno delle loro disfunzioni e la necessaria riabilitazione. I tempi di attesa ambulatoriali sono lunghi, e siamo in poche ad essere specializzate in questo campo. Un corso collettivo strutturato in due parti (una prima ora teorica e una seconda ora pratica con esercizi) potrà dare alle donne gli strumenti per capire di più, correggersi e imparare a gestire le pressioni intraddominali. Per alcune potrà essere sufficiente partecipare una volta sola. Altre potranno continuare a venire nei corsi successivi.
Prolassi, incontinenza urinaria e fecale, dolore pelvico, disfunzioni sessuali, sono molte le problematiche che ci riguardano. Più frequenti nelle donne che hanno avuto dei figli, ancora maggiori dopo la menopausa o un intervento chirurgico pelvico. 
Dopo due giorni dalla pubblicazione della locandina sui social networks ho ricevuto più di 30 iscrizioni ed ho dovuto chiudere. La sala A del piano -1 dell'ospedale San Giacomo di Castelfranco prevede 70 sedie. Spostandole, avremo spazio per una trentina di tappettini. 
Molte donne mi hanno scritto dopo la chiusura delle iscrizioni. Potranno partecipare alla prima ora teorica e seguire la mia pagina facebook Pelvicstom i Instagram @fanni_pelvicstom per essere aggiornate sui prossimi corsi pratici.
Utilizzerò slides e materiale cartaceo, un plastico di bacino femminile, e alcuni strumenti da toccare con mano. Vedremo la differenza tra coni vaginali e palline della gheisha e parleremo di stimolazione elettrica. Ma musica, ritmo e contrazioni pelviche saranno le vere protagoniste. 
A porte chiuse ovviamente. 

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