29 dicembre 2014

La bambina che disegnava gli alberi

Il vetro appannato della finestra ghiacciata espone i suoi capolavori come un quadro contemporaneo. E' la prima cosa che si nota, guardando attraverso il piccolo oblo' di vetro sulla porta. Per avere solo otto anni, Lucia e' un vero genio con doti naturalmente presenti e forte predisposizione per l'arte.
La parete della sua stanza in isolamento dal mondo, pullula di disegni colorati. I suoi soggetti preferiti sono i grandi alberi, verdi, pieni di foglie e sopraelevati su colline verde chiaro. Il sole, in centro, giallo e arancio, non ha quasi mai i raggi. Nasconderebbero la bellezza dei suoi alberi anziché farla risaltare, dice lei.
Nonostante l'ossigeno al naso, il volto pallidissimo, il sacchettino per la stomia sulla pancia e la testa pelata, Lucia e' davvero una bambina incantevole. Hai presente quelle bambole da collezione con i vestiti romantici che mettevi sul letto da piccola? Ecco, Lucia sembra una di quelle, dagli occhietti espressivi, neri come la pece.
Quando le hanno confezionato la stomia, non aveva il coraggio di guardare la sua pancia. Piangeva a squarciagola ad ogni cambio della placca, vomitava ad ogni svuotamento del sacchetto. Aveva solo quattro anni. Ora che si è' abituata, dice che da grande farà "La dottoressa degli Stomizzati".

Ieri Lucia ha disegnato l'ennesimo albero.

Stavolta non era verde. Lo ha disegnato su uno sfondo spennellato di blu, con  I rami spogli e senza sole. La collina lasciava il posto solo ai rami, tanti, intrecciati, con qualche traccia di rosso.
Sono entrata nella sua stanza isolata e l'ho notato subito. Il disegno giaceva immobile sul piccolo tavolo blu, nell'angolo della stanza.
"E questo? " Le chiesi sventolandolo in aria, " Lo appendiamo Lucia?". Lei era nascosta sotto le coperte che lasciavano intravvedere solo gli occhietti lucidi.
Dottoressa, quello lo appenderete quando tornerò a casa mia, d'accordo? Mi disse con un filo di voce flebile.

È' stato in quel momento che il mio sguardo ha incrociato il tuo. Nel silenzio più assoluto Mi hai fissato con gli occhi sbarrati, pieni di terrore. Le tenevi la mano, non lo avevi mai fatto, e ti scese una lacrima.
Aspettavi da me la risposta che mai avrei potuto darti, non ti saresti dato pace.
Ma non avere rancori, guarda i disegni di Lucia. Lei era felice.
Tua figlia lo sapeva prima di noi, che quello sarebbe stato il suo ultimo giorno. Ha scelto di dircelo lei, con il suo disegno, perché Lucia era la bambina che disegnava La vita con gli alberi.

27 dicembre 2014

Paura

(Racconto tratto da una storia vera. Ringrazio il medico dell'ultima fila, dove lui vuole stare, lontano dai riflettori, che sa parlare con i pazienti come nessun altro sa fare.)


La mano del dottore scopre il lenzuolo che copre il mio addome.
Si adagia piano, calda, in più punti, e preme.
"Qui?".
"Ahi".
"Qui?".
"Ahi".
"Qui?".
"Ahhhh !"
"......Operiamo".
Il medico si volta verso il resto dell'equipe che è in attesa del verdetto, al capezzale del mio letto. Nessuno spreca una parola. Nessuno pone domande. Tutti escono dalla porta, meno uno, che rimane nell'angolo, in attesa di restare solo con me.
Il sangue gela nelle mie vene e improvvisamente quella  stessa mano di prima, la ricordo fredda, ruvida e pesante.
La paura mi assale, insieme allo sgomento. Nessuno mi ha spiegato che cosa mi faranno, ed io rimango impietrita, nello smarrimento assoluto. Sola.
Sono visibilmente in apprensione e quel dottore lo sa. Si avvicina a me, si siede sul mio letto, appoggia la mano sul mio braccio. Nota sicuramente i miei occhi sbigottiti.
Prende un foglio di carta ed una penna e mi spiega, nonostante lo paura si impossessi di me, l'intervento che mi faranno.
La sua voce è così pacata che mi tranquillizza.
La sua spiegazione è chiarissima e firmo il consenso senza esitazione. "Voglio stare bene dottore. Fatemi stare bene". Il sondino naso gastrico mi impedisce di parlare apertamente, e di muovermi liberamente.
"Probabilmente dovremo metterle un sacchettino, una stomia", aggiunge.
Mi sento svenire e stringo la testa tra le mani mentre mi scende una lacrima. Lui mi porge un fazzolettino di carta. Lo prende dal mio comodino. "No, non piango", gli dico. "Io sono dura, resisto, non ho più paura. La conosco la stomia. Una mia vicina di casa l'ha avuta per molti anni".
Il medico è immobile, silenzioso, accanto a me. Aspetta che le mie disordinate emozioni si esprimano liberamente. Lo vede che ho paura, lo sente il mio terrore, conosce la mia solitudine.
Il suo silenzio è' talmente "rumoroso" e gremito di dolcezza che mi lascio travolgere. Poi, sottovoce, mi dice  "stai tranquilla, ci prenderemo cura di te", flemmaticamente.
Le sue parole mi fanno investire in lui tutte le speranze e poco prima di vederlo uscire dalla mia stanza, la paura si affievolisce, lasciandomi in un clima rasserenato, magicamente.
Sono bastate la sua umile presenza, la sua chiarezza espositiva, la sua inconfutabile professionalità e la grandissima umanità a darmi quel coraggio e quella serenità che mi hanno fatto affrontare questo intervento anche con la consapevolezza delle complicanze che avevo subito e che potevo subire.
Comunque vada, starò bene, ne sono sicura, grazie al quel dottore.

25 dicembre 2014

Disbiosi intestinale, che roba è ?

Gonfiore addominale, meteorismo, flatulenza, digestione lenta, sonnolenza post prandiale (dopo i pasti), stitichezza, crampi addominali, diarrea. Questi disturbi fanno parte di un fenomeno detto DISBIOSI INTESTINALE.
La DISBIOSI può' essere di due tipi :
DISBIOSI FERMENTATIVA: interessa principalmente lo stomaco e l'intestino tenue (interessa quindi anche gli ileostomizzati) ed è' causata da una alimentazione troppo ricca in carboidrati.
DISBIOSI PUTREFATTIVA: interessa principalmente il colon (e quindi i colostomizzati) ed è' causata da una alimentazione troppo ricca in proteine.

Come riportare l'equilibrio?

Supplementando i nutrienti carenti come l'acido lattico, le fibre, le vitamine e i minerali
Drenando le tossine accumulate e quindi stimolando il fegato, i reni e l'intestino
Armonizzando le funzioni digestive
Rivitalizzando la flora intestinale con fermenti lattici, lactobacilli, bifidobatteri.

Ecco perciò l'importanza di assumere fermenti lattici in caso di DISBIOSI intestinale, e a cicli periodici che il vostro medico di base saprà consigliarvi.

24 dicembre 2014

Bacino, pavimento pelvico e dolori mestruali

Il bacino rappresenta l’osso più grande di cui disponiamo, pertanto intorno a lo stesso si raggruppano anche i muscoli più forti. Esso è in questo senso il nucleo / cuore della nostra struttura fisica e non per nulla vi si trova anche il baricentro. Il bacino è anche quel punto dove le forze trasmesse da 2 gambe si devono propagare in un solo tronco, vicenda a livello fisico non certo di poco conto. Inoltre è il contenitore di organi tanto importanti, e il fatto che essi vengano trattenuti solo da muscolatura e non da una solida ossatura, ci mette nella condizione di dover lavorare davvero tanto in questa zona. Il pavimento pelvico ha in tal senso il compito maggiore, ma con l’avanzare degli anni i suoi muscoli diventano più deboli e tocca a noi mantenerli in forma affinchè ci diano sostegno nella vita di tutti i giorni. Conoscere meglio i muscoli del perineo e attivarli consapevolmente è inoltre un ottimo modo per combattere dolori mestruali senza alcun utilizzo di farmaci.

Durante il ciclo mestruale, molte donne lamentano dolore Perineale, dolore anale, senso di peso al pavimento pelvico, dolore sovrapubico. È' molto importante mantenere l'elasticità' della muscolatura Perineale eattraverso esercizi specifici , ma anche riposarsi durante il dolore acuto
Gli esercizi andranno eseguiti con la coordinazione respiratoria. Magari frequentare un corso di yoga. 
Durante le settimane che precedono il ciclo mestruale, sarebbe invece importante, sottoporsi al massaggio Perineale con stretching reflex interno ed esterno (stiramenti della muscolatura controforza alla vostra contrazione) 

19 dicembre 2014

Disfunzioni sessuali e pavimento pelvico

Le disfunzioni sessuali colpiscono entrambi i sessi e consistono nella difficoltà o impossibilità ad avere rapporti sessuali, nella mancata soddisfazione durante questi e/o nel dolore che ad essi si può accompagnare.
Il pavimento pelvico può essere causa o conseguenza di queste, oppure essere uno degli elementi che mantiene questa complessa disfunzione in quanto i muscoli del pavimento pelvico sono coinvolti nella penetrazione vaginale, nella fase dell’orgasmo
e nel meccanismo di erezione e di eiaculazione.
È' fondamentale l'integrità dalla muscolatura Perineale e dell'innervazione del nervo pudendo e dei nervi erigenti.
Alcuni interventi chirurgici sul retto, la prostata, la vescica o la vagina, possono portare a dispareunia (dolore durante il rapporto), anorgasmia (impossibilità a raggiungere un orgasmo) , o impotenza. la riabilitazione del pavimento pelvico vi aiuterà a trovare delle risposte ai dubbi e delle soluzioni possibili.

14 dicembre 2014

Nascere femminuccia ma senza vagina

colpisce una bimba neonata su 4000. Si chiama sindrome di Mayer Rokintasky Kuster Hauser, dal nome degli scopritori.
La bimba nasce con i genitali esterni e le ovaie ma senza la presenza della vagina e dell'utero.
Spesso vi è' una compromissione anche renale o dell'apparato scheletrico o cardiaco.
Non si conosce la causa.
Durante la pubertà, il ciclo ovarico è' presente ma assente il ciclo mestruale.
I trattamenti effettuati sono finalizzati a migliorare il rapporto sessuale ma non possono permettere una gravidanza.
Per migliorare il rapporto sessuale sono utilizzati sia i dilatatori vaginali, sia la chirurgia, che presenta vari approcci tra cui:
IL METODO McINDOE: prevede l'utilizzo di cute della paziente al fine di confezionare una vagina artificiale. Dopo l'intervento, l'uso di dilatatori vaginali può rendersi necessario in caso di stenosi (restringimenti) 
IL METODO VECCHIETTI: consiste nell'inserimento a livello del fondo cieco della vagina, di un dispositivo di forma ovalare che viene successivamente messo in trazione dall'interno dell'addome tramite un intervento in laparoscopia. L'intervento dura in tutto 45 minuti. In tal modo la vagina può crescere di 1 cm al giorno, creando una vagina normale in una settimana o più.
(Fedele L, Bianchi S, Tozzi L, Borruto F, Vignali M, A new laparoscopic procedure for creation of a neovagina in Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser syndrome in Fertil. Steril., vol. 66, nº 5, 1996, pp. 854–7) 

11 dicembre 2014

Protocollo Stanford per il Pavimento Pelvico

Ormai da 5 anni seguo, nella riabilitazione del pavimento pelvico il PROTOCOLLO STANFORD.
Consiste nella combinazione di una terapia psicologica cioè la PARADOXICAL RELAXATION, che è una tecnica di rilassamento progressivo (o rilascio miofasciale) sviluppato da Jacobson durante il xx sec. e fisioterapia basata sull'individuazione di trigger points ( punti dolorosi) all'interno del pavimento pelvico e sulla parete addominale, e stretching finalizzato al rilassamento del pavimento pelvico stesso.
Il PROTOCOLLO STANFORD è' stato sviluppato nel 1996 dal Prof. Di Urologia Anderson e dallo psicologo Wise della Stanford University e pubblicato nel 2005. 
Tale metodo risulta utile nel dolore pelvico post chirurgico o post trauma (ad es. da parto). 
Trovano notevole beneficio anche le pazienti con dolore pelvico cronico da abuso sessuale e le pazienti con defecazione ostruita o stipsi cronica.

8 dicembre 2014

Stomizzati ? Pop Corn a go go

Secondo un nuovo studio dell’Università di Scranton in Pennsylvania, gli scoppiettanti pop Corn conterrebbero più polifenoli che non le più blasonate frutta e verdura, e per le proprietà che leggerete, sono molto indicati per i pazienti portatori di colostomia (non Ileostomia mi raccomando !)

I polifenoli sono delle sostanze antiossidanti e, come tali, possono agire beneficamente sull’organismo riducendo il rischio di malattie anche gravi e mantenerci, per così dire, più giovani.
Il dottor Joe Vinson, già noto per i suoi studi sugli effetti benefici di cibi come il cioccolato, le noci e così via, ha voluto analizzare le proprietà di un cibo considerato più uno snack che non una alimento vero e proprio: i popcorn per l’appunto.

Pensate che nei popcorn i polifenoli diluiti in acqua sono soltanto nella misura del 4 percento, contro il 90 percento di quelli presenti in frutta e verdura. E questi stessi preziosi elementi sono presenti di nella misura di ben 15 volte più che nelle noci. Infine, i ricercatori hanno scoperto che la maggiore concentrazione di fibre e polifenoli nei popcorn si trova nella pellicina del guscio – quella che riveste il chicco e rimane spesso fastidiosamente attaccata ai denti. 
«Questi gusci [la pellicina] meritano più rispetto. Sono delle pepite d’oro nutrizionali – spiega Vinson – Popcorn può essere il cibo per la merenda perfetta. E' il solo snack che è 100% grano integrale non trasformato. Tutti gli altri cereali vengono elaborati e diluiti con altri ingredienti, e sebbene cereali siano chiamati “integrale”, ciò significa semplicemente che oltre il 51 percento del peso del prodotto è integrale».

Un vero prodotto integrale dunque. Che si può fregiare di tutti i benefici che un cibo non lavorato può offrire. In primis la capacità di ripulire l'intestino dalle scorie, aiutandolo nel transito delle feci.
«Una porzione di popcorn fornirà più del 70 percento dell’assunzione giornaliera di grano integrale – sottolinea Vinson – La persona media riceve solo la metà circa di una porzione di cereali integrali al giorno, e i popcorn potrebbero colmare questa lacuna in un modo molto piacevole».
Un piacere che si può rinnovare spesso e che potrebbe sostituire merende a base di snack meno sani.

Ma il mais da popcorn, come molti forse sapranno, è diverso dal mais dolce  – quello per così dire classico e con cui snto dei popcorn cotti al microonde è grasso – aggiunge Vinson – rispetto al 28 percento di quando si fanno cuocere soltanto in olio.

Infine, nonostante i popcorn possano essere così salutari, i ricercatori specificano che questo non significa che possano sostituire frutta e verdura. Una dieta sana comprende un po’ di tutto, e in particolare gli alimenti vegetali freschi ricchi di elementi vitali come vitamine, Sali minerali eccetera che possono mancare nei popcorn.
Questi e altri interessanti dati sul popcorn sono stati presentati dagli autori dello studio 

7 dicembre 2014

Fate spinning ? Attenti alla posizione sulla sella

Posizione sulla sella e pavimento pelvico.

Se si è correttamente seduti sulla sella o, meglio, se la sella è adatta, si appoggiano su di essa quelle due protuberanze ossee del bacino, tuberosità ischiatiche, che possiamo palpare a livello dei glutei, lateralmente al perineo. La zona perineale dovrebbe solo toccare la sella, sfiorarla, senza appoggiarsi con tutto il peso, dato che si trova più in profondità rispetto alle due tuberosità. Quindi, se tutto è corretto, la zona perineale non deve venire compressa. I problemi sono quindi la morfologia e le dimensioni della sella, che devono essere adatte alla nostra anatomia. La distanza fra le due tuberosità ischiatiche non è identica in tutti gli individui. Questo fa sì che non tutte le selle siano adatte allo stesso atleta. In particolare, la larghezza deve essere tale per cui le tuberosità si appoggino bene su di essa e la parte più stretta della sella non si incunei fra di esse, comprimendo il perineo. La sella, poi, deve essere posizionata a misura, in modo tale che sia più parallela possibile al terreno, così che la punta non sia volta né verso l'alto né verso il basso. Nel primo caso, infatti, può comprimere eccessivamente e, nel secondo, si rischia di tendere a scivolare in avanti, aumentando lo sfregamento e obbligando la muscolatura della schiena a un eccessivo lavoro. Comprime eccessivamente il perineo anche chi tende a stare seduto sulla punta della sella.

4 dicembre 2014

Le parole che non ti ho detto.

La più bella dichiarazione d'amore di tutti i tempi.
Tratta da una storia vera.

Puoi spostarti un po' più in la' ?
Ecco, così. Sento il raggio di sole sul viso. È' caldo, avvolgente, mi colpisce in pieno. Che bello.
La tua ombra è' imponente ed io mi sento così fragile stesa accanto a te.
La mia voce se ne è' andata con la tracheostomia che mi hanno fatto. Hanno rubato la mia grinta, la mia rabbia e persino la mia solitudine.
Proprio così...non sono più rimasta sola un attimo per molte settimane. Non c'è più il diritto alla solitudine in questa vita ?  
Mi tieni la mano e giochi con il tubo del mio drenaggio, fissandomi negli occhi. No dai, Non contare le mie rughe. Sono una per ogni giorno di sofferenza in questo letto. 
Chissà se provi compassione per me o se sei qua solo per compiacermi. Il tuo dovere è' questo ?
Ora ti alzi.
Vuoi allontanarti da me, e lo fai in silenzio.
Hai le mani in tasca, le spalle curve e la testa bassa. Perché sei così triste? . Sposti la manica della camicia sgualcita dalle troppe ore in questa stanza accanto a me e guardi l'orologio. Lo vedi ? Hai già voglia di scappare via. Ed io resterò sola anche stanotte in questo letto d'ospedale. Chissà se tornerò mai a casa con te amore mio. No, tu non mi vorresti più. In queste condizioni nemmeno una discarica mi prenderebbe.
Ti rigiri.
La tua ombra adesso mi appare gigante e fuggente su quel muro freddo. Dai vieni accanto a me, ti prego. Anche se non parlo, non lo capisci dai miei occhi ?  
Ti da fastidio il rantolio del mio respiro. E l'ossigeno. Le flebo. Il mio catetere. Non la vedi più la tua donna vero amore ?. Non la vedi più una donna in me.
Dai perché non ti avvicini ? Non ti accorgi che sono immobile?
Fai un passo verso di me. Due. Tre. Sei nuovamente seduto qui, accanto.
Che succede adesso ?
Silvia...
Sussurri il mio nome sudando. Le tue mani sono fredde, accarezzano le mie guance lasciandomi un tremendo piacevole brivido.
Silvia ... io ti voglio sposare.
Mi sento svenire e il cuore va a cento all'ora.
Non è possibile. Emozioni affiorano attraverso ogni poro della mia pelle.
In questo letto d'ospedale solo io, tu, la tua proposta d'amore e ... Le parole che non ti ho detto. Per fortuna.
Scende una lacrima e la mia testa accenna ad un flebile si.
Ti amo.



Silvia e Paolo si sono sposati in ospedale, poche settimane prima della sua scomparsa.

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