22 gennaio 2015

Il sesso? La mia ossessione.

Un uomo in cucina, un cane alla porta, due gatte alla finestra, una giovane moglie di la', a farsi bella, e un pannolino tra i jeans.
Un grosso pannolino.
Voglio piangere.
Sono a casa da due ore e non mi sono mai sentito così solo. Questo irreale silenzio è' un rumore sommesso che affolla solo la mia mente.
Sfilo i jeans e indosso una larga e lunga tuta nera che nasconde il mio profilo evidente mentre ti scorgo di la', indaffarata.
Sei così bella illuminata dal piccolo faretto del tuo bagno. Il tuo corpo emana un fervido tepore al mio, gelido e immobile. Un brivido elettrico mi colpisce mentre ti spio. Canticchi felice e non ti accorgi di me. La sensualità dei tuoi semplici gesti mi ha conquistato dal primo giorno che ti ho incontrata. Eri proprio così, come stasera, davanti allo specchio di quello stupido bagno in discoteca.
Ti accorgesti di me dopo parecchi minuti.
Ecco, ma che fai?
Indossi le calze autoreggenti , la sottoveste, il golfino di cachemire, che ti regalai anni fa. Sei meravigliosa. Quante volte ho desiderato ammirarti vestita così.
Mi sposto indietro per farti uscire, ti accolgo con un sorriso che stenta a segnare le mie labbra.
Vorrei tanto un tuo abbraccio.
No, non è' vero Chiara, vorrei tanto il tuo corpo, rubare la tua intimità, impossessarmi ancora di te e sentirti mia come un tempo, quando facevamo l'amore tutta la notte.
No, facevamo sesso per ore. Eri la mia complice assassina.
E ...... come una lama affilata le tue parole adesso mi uccidono.
"A me non interessa più  il sesso Alberto, pensa a guarire".
Mi stordisci riempiendo questa stanza di mie insicurezze.
Mi sento come se mi avessi colpito alle spalle con una crudeltà inaudita.
Perché non mi chiedi come sto Chiara?
Ti prego, concedimi il tuo corpo ancora una volta. Ti supplico.
No Alberto.
Il tuo rifiuto è' come la lama del bisturi nel giorno in cui me l'hanno portata via, quella maledetta prostata.
In testa i pensieri sono un'orchestra stonata tra le mie ossessioni.
Dove sono finite Chiara, le nostre scarpinate spezza ossessioni, quelle che tanto sponsorizzavi?
Alberto...
Ti sei sempre saziato del mio corpo ma mai del mio amore e anche oggi è solo il tuo corpo che ascolti e non il mio cuore.
Lasciami in pace Alberto. Lasciami libera.
Perchè il mio cuore ora fluttua in un luogo ...da te insondabile.


L'impotenza post prostatectomia radicale oscilla dal 3% al 47%. Spesso è accompagnata da incontinenza urinaria.
La maggior parte degli uomini impotenti (dopo questo intervento) accusa le donne dimenticandole in un angolo come oggetti impolverati.
Pochi continuano ad amarle e ad avere una vita sessuale che vada oltre la penetrazione.
La maggior parte delle compagne di mariti impotenti e incontinenti dopo l'intervento alla prostata, vede la loro condizione come una liberazione.

18 gennaio 2015

Rivoglio la mia stomia

La mia mano scivola sotto le lenzuola nello stesso istante in cui prendo coscienza di essere ancora viva. Cerco il sacchettino, la mia stomia c'è' ancora ?
Trafelata per la presenza di una grande medicazione di cerotto bianco e una cannetta che assomiglia ad un drenaggio sulla mia pancia, mi sento angosciata e cerco Carlo con lo sguardo trepidante.
Il mio compagno mi è stato vicino ogni giorno di questi lunghissimi otto mesi. Non mi ama più, me lo ha confessato, ma cos'è questo se non amore? .
Compassione, dice lui.
L'emozione è' intensa e lunghissima, è' come se increspasse la superficie del mio cuore per poi esplodere.
"Carlo dimmi se l'hanno tolto ! L'hanno tolto il sacchetto? Dov'è il sacchetto?"
"Calmati Sara. Si, la tua stomia non c'è più ed io sono qui con te. È' andato tutto bene".
Per qualche secondo il mio cuore impazzito mi regala un freddo sudore ed un battito accelerato. Mi sento strana, soffoco. La mia stomia non c'è più', eppure tu sei qui accanto a me.
Carlo regge la mia mano sudata, bagnata, ma gelida. Ha un sorriso stanchissimo e triste sulle labbra. Lo guardo negli occhi spenti, assenti. La mia testa fluttua in un luogo insondabile. Il terrore. L'abbandono. Come era scritto. Come aveva detto. Come aveva promesso.
Dovrei essere felice, gioire, invece il mio viso non accenna nemmeno ad un debole forzato sorriso. Ho contato i mesi, i giorni e le ore nell'attesa che mi levassero di torno questo sacchetto insopportabile.  Ho guardato la mia pancia allo specchio mille volte, ogni mattina ed ogni sera, odiando la mia stomia giorno dopo giorno. Mi sono comportata da invalida, curvando la mia schiena ad ogni passo, per nascondere l'esistenza di questo orribile "oggetto",  parte di me, mio , ma non mio. Ho azzerato la mia fantasia, la gioia di vivere, l'energia per il mio amore. Ho smesso di lavorare, non sarei stata capace in queste condizioni.
Ho pianto ogni giorno di questi interminabili mesi da Stomizzata  pur sentendomi accudita, voglio credere amata da Carlo, circondata dall'affetto  di molte persone e dalle attenzioni e cure di medici e infermieri.
Ma ora non c'è piu' nulla di tutto questo.  Il sacchetto non c'è piu'. Carlo non ci sarà più.
Rivoglio la mia stomia .
La sicurezza che tutto funziona.
La salvezza dalla mia quasi morte.
Rivoglio il mio sacchettino.
Voglio ancora te, amore mio. Perché te ne vuoi andare ?

L'angoscia per quello che mi aspetterà abbatte la felicità in cui dovrei sentirmi e si fa largo piano piano intasando la bocca del mio stomaco.
Niente sarà più come prima.
Ho sprecato otto mesi della mia esistenza per prosciugare tutto l'amore che avevi per me. Ho vissuto ogni giorno con egoismo, dimenticandoti in un angolo e spegnendo la passione che ci caratterizzava. Ho buttato nella spazzatura otto mesi della mia vita. Ho distrutto parte di me.
Lo so Carlo, mi guardi basito, e stanco. Non sopporti più i miei lamenti, i miei pianti e le mie ansie. Quante volte lo hai ripetuto alle mie sorde orecchie.
Con la stomia avrei dovuto rinascere, invece mi sono lasciata sfinire.
Con la voce a rasoio celo la mia paura e ti rivolgo l'ultimo saluto.
"Ora puoi andare Carlo" ...addio amore mio.
E mentre lasci la mia stanza, la mia mano scivola sotto al bianco lenzuolo assieme ad un fiume di gocce di cristallo No, non sono lacrime.
Rivoglio la mia stomia.



Chi resta fermo ad aspettare che la vita gli restituisca ciò che gli ha tolto otterrà soltanto rancori mescolati a rimpianti.

16 gennaio 2015

Sono in sovrappeso, che ne sarà del mio pavimento pelvico?

Il sovrappeso e' un fattore di rischio per le disfunzioni del pavimento pelvico.
I muscoli che stanno alla base del bacino risentono delle pressioni superiori che sono sollecitazioni costanti per gli organi Perineali come vescica, uretra, vagina, retto e utero.
Ad ogni passo, e' soprattutto la massa addominale da spostare che incide con sollecitazioni che abbassano il piano Perineale, favorendo l'insorgenza di prolassi.
Un sovrappeso mantenuto per molti anni prima della menopausa è' indice predittivo della sicura discesa degli organi pelvici rispetto alla loro sede originaria.
È' importante quindi raggiungere al più presto il peso forma, meglio se prima della menopausa, quando c'è ancora un equilibrio ormonale, con l'aiuto dell'attività fisica e di una dieta adeguata o personalizzata.

11 gennaio 2015

Saponetta di Marsiglia per igiene intima

Chi pensa che il sapone di Marsiglia serva solo per il bucato, resterà stupito nello scoprire che invece è un prodotto adattissimo alla detersione personale. Infatti è un sapone ipoallergenico e completamente biodegradabile, molto indicato per le mani, il bagno, la doccia, e soprattutto l'igiene intima.

L'ingrediente principale (almeno il 72%) è costituito da puro olio vegetale (oliva o palma), questo lo rende un prodotto assolutamente naturale e realmente ipoallergenico
Non contiene conservanti, additivi di sintesi e profumi.
E' noto per le proprietà antisettiche.
E' un naturale repellente per i parassiti dell'uomo, degli animali e delle piante.
Non tutti sanno che questo sapone, per essere "di Marsiglia" deve essere costituito solo da ingredienti naturali ossia soda e olio d’oliva. Abbiate l’accortezza di verificare la composizione: il ‘sodium tallowate’ indica che il prodotto contiene un ingrediente derivato dalla macellazione animale; un buon sapone di marsiglia, invece, richiede la presenza del ‘sodium olivate’ (con olio d’oliva). Fate attenzione alle saponette di Marsiglia per bucato, per la presenza di eventuali tensioattivi o sbiancanti ottici. L' eventuale profumazione di limone o di lavanda, rende il sapone gradevolmente piacevole all'olfatto ma meno naturale.

Potete utilizzare la saponetta a panetto che vi consente di pulire bene anche la zona anale, dove tra le pliche (pieghe) anali, le feci potrebbero ristagnare. Nelle donne con vaginiti ricorrenti, studi dimostrano la mancanza di accurata igiene anale dopo la defecazione come causa principale.

5 gennaio 2015

E quella sarebbe una stomia ?

(Racconto tratto da una storia vera. Ringrazio il mio paziente per avermi consentito di scriverla)

Sono Stomizzato da quasi dieci mesi e non ho mai guardato la mia stomia. Cos'è' una stomia ?
Io Non l'ho mai lavata ne' cambiata,  la mia stomia  non l'ho ancora amata.
Pensavo che essere un meccanico mi avrebbe aiutato nella vita, a cavarmela in tutte le situazioni difficili, con tutti gli attrezzi che ho. Per un po' lo è' stato. Ho aggiustato la mia macchina quando sono rimasto a piedi, la lavatrice quando perdeva acqua e persino il frigo. Ora però non bastano una chiave inglese ne' un cacciavite o un trapano elettrico, quella che mia moglie mette con le sue mani sulla mia pancia e' vera arte, e gli arnesi li conosce solo lei.
Ogni giorno, con devozione, mi stende sul letto e si prepara. Lega la sua seducente massa di capelli, si infila i guanti come se fossero una seconda pelle.
Io volgo lo sguardo dall'altra parte, ho paura.
Lei mi tocca piano, con le mani fragili, morbide, delicate. Ondeggia sulle spalle senza incertezze. Mi  da' un bacio in fronte prima di rimuovere la placca e il sacchetto, ma io giro sempre la testa altrove,  ho paura.
Puntualmente si sofferma sulle mie ciglia. Le osserva. Dice che sono lunghissime, come petali di margherita tinti di nero carbone. Mi distrae. Ma io volto sempre il capo dall'altra parte.
Ho paura di svenire, di vedere il sangue, di non farcela. Ho paura di morire e di soffrire.
Con Rosa che mi cambia, mi lava, mi pulisce, mi sistema, mi coccola e mi accarezza, io mi sento al sicuro. Lei è' tutto per me. Lei è' la vita mia.
Ma oggi è' un giorno diverso.

Rosa non mi ha cambiato ne' lavato, non mi ha sostituito il sacchetto e non mi ha dato il bacio sulla fronte.
Non mi ha accarezzato il volto e non ha appoggiato le sue mani morbide sulla mia pancia.
Ed io... Non mi sono girato dall'altra parte.
Rosa non c'è piu,  è' volata in cielo, improvvisamente, e mi ha lasciato solo, con la mia stomia.

Mi sento vuoto, perso, fragile. Con me solo io e la mia stomia. Provo una frustrazione indescrivibile. Un dolore lancinante, qui, in centro, sul petto. La mia stomia è' la' , sveglia, turbolenta. Lei non smette mai di funzionare, non mi da tregua e non aspetta che impari. Lei vuole che lo faccia ora come faceva Rosa. La mia stomia irradia una ostilità termonucleare ma oggi la sto guardando.
Per un attimo ho pensato di raggiungere Rosa in paradiso, perché secondo me è la' che si trova. Chissà se sarebbe felice di avermi accanto.
Ho pensato, e ripensato ma non ho trovato il coraggio.
Poi, ho cercato  il cacciavite, la pinza grande e le forbici da carta, la matita da geometra e il calibro... ce la posso fare Rosa, ce la posso fare. Sono felice di essere un meccanico. E questa sarebbe una stomia ?
Un capolavoro, una rosellina... Come lo eri tu amore mio.

4 gennaio 2015

Aiuto ho la tosse ! COsa succederà al mio pavimento pelvico?

La tosse, soprattutto se stizzosa, persistente, secca o grassa che sia, è' una condizione patologica che altera la pressione intraddominale ad ogni colpo. La pressione all'interno del vostro addome aumenta e il pavimento pelvico scende verso il basso sotto sforzo.
Tale pressione si riflette inevitabilmente su tutti i muscoli che stanno alla base del bacino, e sugli organi pelvici (utero, vescica, vagina, retto) spostandoli verso il basso, determinando un possibile aumento delle perdite urinarie da sforzo o creando una nuova incontinenza a gas o urina.
Che siate donne o  uomini operati alla prostata, è' importante che ogni colpo di tosse sia preceduto dalla chiusura dei muscoli pelvici. Preceduto mi raccomando!
Come si fa?
Cercate di stringere i muscoli vaginali e anali verso l'interno e verso l'alto, come per bloccare la pipì o la cacca, come se una corda dall'ombelico li tirasse a risucchio verso l'interno. La contrazione dei glutei (ovvero dei muscoli del sedere) vi può aiutare a stringere meglio. Ricordatevi di farlo sempre, ad ogni colpo di tosse, per evitare di lacerare strutture che garantiscono la continenza.
Ovviamente, curate quella tosse come si deve, con i consigli che il vostro medico saprà darvi.

Se siete donne vi consiglio l'utilizzo dei coni vaginali per tutta la durata della vostra tosse. Capirete, quando durante lo sforzo il cono  scenderà fuori dalla vostra vagina, come abituarvi a stringere preventivamente.
Se non ne avete mai sentito parlare, vi rimando al post del 9 marzo 2014 per scoprirlo oppure qui a fianco cliccate sulla parola Coni_Vaginali .


3 gennaio 2015

J pouch e complicanze

L'intervento J-pouch, eseguito per la colite ulcerosa e cancro del colon, migliora la qualità della vita per molti pazienti che subiscono la procedura. Questo intervento, come spiegato in J-pouch.org, comporta la rimozione dell'intero intestino crasso, o colon. Il tratto finale del piccolo intestino, invece, (tratto di ileo) viene confezionato a forma di "J" E poi ricollegato all'ano o a parte del retto rimasto.
Per un certo periodo (alcuni mesi) il paziente è' comunque costretto a portare una Ileostomia destra laterale (derivazione fecale) , fintanto che laddove è' stato resecato e ricongiunto l'intestino, guarisca bene l'anastomosi (congiungimento ).
Purtroppo le complicanze della pouch  si verificano con una certa frequenza  dopo tale operazione complessa e se il paziente ha nel frattempo portato una Ileostomia temporanea, potrebbe vedersi infrangere il sogno di ritornare ad una defecazione normale, per via naturale. La pouch può infatti , fistolizzarsi, stenosare (si chiude e perde la pervieta'), infiammarsi (si legga sotto la mia ulteriore ricerca sui rischi).
È' comunque utile e indispensabile, sottoporsi ad un controllo dei muscoli sfinteri anali rimasti (Manometria ano rettale ed elettromiografia del pudendo) per essere sicuri di non diventare incontinenti dopo la chiusura della Ileostomia.


Ho effettuato una ulteriore ricerca in internet per capire bene  i rischi in cui si potrebbe incorrere per tentare di confezionare una j-pouch (ve ne cito alcuni: incontinenza, pouchite acuta o cronica nel 50% dei casi, fistola anastomotica, stenosi anastomotica nel 15% dei casi, fistole pouch-anali, fistole pouch-vaginali, sepsi pelvica, alterazioni dell'attività sessuale e della fertilità nel 10% dei casi, disfunzioni genito-urinarie, degenerazione neoplastica, occlusione intestinale nel 30% dei casi), rispetto ai rischi associati al confezionamento di un'ileostomia definitiva (malposizionamento della stomia, edema, sanguinamento che può essere facilmente controllato con un semplice punto di sutura, necrosi, fistole raramente, dermatite peristomale, infezioni peristomali, prolasso o stenosi o retrazione della stomia).

In pratica è molto più sicuro, a causa del minor tasso di complicanze post-operatorie, confezionare un'ileostomia piuttosto che una j-pouch. Ciò nonostante la maggior parte dei pazienti viene indirizzata a tentare la costruzione di una j-pouch, in quanto il 50% di essi non sarebbe in grado di tollerare "psicologicamente" la convivenza con il sacchettino.



2 gennaio 2015

Stomizzata. Non mi piaccio più.

Raccolgo i capelli in un'acconciatura romantica e infilo due mollette con due roselline.
Stendo un velo di gloss sulle labbra ed esagero con il mascara sulle ciglia pigre. Pennello le guance di rosa e provo a sorridere ad uno specchio che non sa mentire. Mi faccio schifo.
Avvolgo la pancia in un asciugamano colorato per nascondere questa stupida borsa raccogli caccca che mi ritrovo e mi atteggio in movenze sinuose e barocche. È' inutile. Non mi sopporto.
Lavo il viso con foga impiastricciandomi gli occhi di nero e cercando di lavare via le lacrime che sembrano non ascoltare la mia dura volontà. Non voglio che scendano ma se ne fregano anche loro di me.
Con il pigiamone grande e felpato, la borsa raccogli cacca si nota meno. Mio marito mi aspetta sotto le coperte ed io non ho il coraggio di entrarci. Aspetterò che si sia addormentato fingendo un attacco di mal di pancia. Quanti ne ho avuti prima di essere Stomizzata.
Provo a sorridere a denti larghi sciogliendo i capelli sulle spalle ossute. Il mio sorriso è' sterile, inaridito. Il mio corpo gelido, secco. La montagna di insicurezze pesa come un macigno.
Questa rosa borsa di nylon farà parte di me per sempre ed io la odio con tutta me stessa. Si è' impossessata della mia vita è della mia bellezza. Mi ha rapinato di tutte le sicurezze e della gioia di vivere.
"Amore ci sei?". Michael mi chiama, impaziente, aspetta me, per coccole e tenerezze, mentre io desisto, chiusa in questo bagno di due metri per due.
Non posso piacergli in queste condizioni pietose.
Fisso la mia immagine deforme ancora una volta impressa nel grande specchio.
Coraggio Cristina. Dico tra me e me.
D'accordo Provo a cambiarmi.
Mi sforzo di sembrare quella che ero.
Pettino i capelli e indosso la sua giacca nera, senza niente sotto. Infilo le mie vecchie scarpe a spillo e mi lascio cullare dai ricordi. Socchiudo gli occhi per un istante e provo a vedermi bella, riapro gli occhi e accendo accendo lo sguardo di luce. Spruzzo un po' di profumo sulla sua giacca. È' il suo preferito.
"Cri ... ". Michael sta per entrare in bagno, sento la maniglia abbassarsi.

"Cri...."
Michael rimane senza parole, impalato sulla porta.
Io mi alzo sui tacchi e lo bacio appassionatamente, come non facevo da mesi.
"Cri..... Sei la donna più bella che io abbia mai conosciuto"

Non mi sono mai sentita così bella prima d'ora.
E mentre i nostri corpi si aggrappavano l'uno all'altra, pensavo alla mia stomia... La mia salvezza.

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