24 gennaio 2019

TI VEDO . Storia di una madre.

Ti vedo.
Ti vedo soffrire anche se fuggi. Se ti chiudi in casa o in te stessa. Anche se scappi. 
E seguo questa scia di dolore, che sembra non finire mai. Abbarbicata su una montagna impervia, senza scalini nè appigli, ti vedo oscillare nel vuoto, come se stessi per cadere, sorretta solo da un picchetto piantato nella dolomia. 
I singhiozzi mi lievitano nel petto fino a traboccare. Mi sfilo il maglione di lana mentre i pelucchi fluttuano nell'aria. Si attaccano dovunque. Anche la mia pedata è troppo fiacca per calciare i pantaloni sfilati al contrario. 
Non vorrei che tu pesassi i grammi della mia sofferenza, quelli no, li sopporto io. Ma vorrei che ogni tanto ti chiedessi come sto. Sei approdata nella mia vita per farmi felice, tanti anni fa. Ricordi? E' così che ti cerco nell'ultima foto dell'album. Paccioccona e ridente. Con quelle mollettine in testa a forma di fragola che adoravi. Rivedo le tue ginocchia sporgenti, piene di sbucciature. Le gambe rigate di graffi.  Erano loro a scatenare l'esigenza di abbracciarti forte. Come quando ti spalmavo quintali di crema profumata, durante ogni ricovero, riempiendoti di baci sul collo.
Anche il gatto mi infastidisce oggi. Tenta di infilarsi sotto al braccio, in cerca di coccole e starnutendomi addosso. "Che accidenti vuoi oggi?. Fai la nanna qui" gli dico come se fosse un bambino inquieto. Lo è quanto me. 
Alla finestra, le tegole sparse di muffa della casa di fronte mi ricordano sempre l'inverno. Mi ricordano che i rami macilenti non cadono, solo le foglie coprono il terreno tenendolo al caldo. Mi ricordano la tristezza che puntualmente mi pervade in ogni inverno. Non potrei vivere al polo, no.  
Madida di sudore freddo raccolgo il cellulare caduto e per l'ennesima volta controllo il tuo profilo. Non mi sblocchi. Non mi parli. Non ti parlo. 
Su facebook una foto triste pubblicata alle quattro di notte mi rammenta la tua sofferenza. Forte quella frase di Seneca "Sarà... quel che dev'essere". 
Ma io non mollerò. 
Anche se tra i miei capelli germoglieranno grumi di ciuffi bianchi come bubboni, come se combattessi in testa ad un esercito, non ti perderò di vista. A modo mio tirerò fuori gli artigli. E ti farò capire che sbagli. Che l'herpes sul labbro non si cura col cerotto. Lo puoi solo nascondere. 
Che l'affetto cura più delle medicine. 
Che la famiglia è il tuo porto sicuro. E non quello schifo di mondo in cui credi di vivere. 
Ti vedo.
Correre, camminare e fare la spesa. Ti vedo fingere. Soffrire e piangere. Ti vedo.

UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA STIPSI E L'INCONTINENZA FECALE

Sono stata invitata nella bellissima sede di formazione padovana FisioGuizza Domenica 3 febbraio 2019 per tenere un corso sulle disfunzioni del perineo posteriore. 
In particolare parlerò di stipsi e incontinenza fecale/anale e di tutta la metodologia adottata per la riabilitazione.  
Trattasi di un argomento a me molto caro, per il quale ho implementato le conoscenze con una scuola di specializzazione presso L'università di Ginevra, qualche anno fa, grazie ad una borsa di studio messa in palio dal Comitato Borse di Studio di Castelfranco Veneto. 
La stipsi affligge la popolazione occidentale soprattutto, anche di giovane età, a causa di scorrette abitudini alimentari e comportamentali, ma ci sono molte altre cause. 
Molte persone agiscono acquistando lassativi senza conoscerne gli effetti deleteri o benefici. Persistono false convinzioni e prescrizioni errate, che non tengono conto della vita quotidiana del paziente. 
Una parte preponderante della riabilitazione della stipsi è far comprendere non solo perchè siamo stitici ma perchè bisogna "comportarsi" in un determinato modo. 
L'incontinenza fecale, al contrario, interessa una fascia della popolazione più anziana ma rappresenta un problema sociale che spesso non viene riferito neanche al medico di famiglia. 
Talvolta un parto naturale difficile, con lacerazioni di 2° o 3° grado, riserva alla neo mamma sgradevoli sorprese. L'incontienza ai gas ad esempio, che va trattata con esercizi mirati subito dopo il puerperio, non oltre. 
La ripresa della continenza, coadiuvata da un lavoro anche su altri muscoli perineali, può durare fino alla menopausa, quando, con il cedimento delle strutture di sospensione, di organi pelvici e di tutto il pavimento pelvico perchè ormonodipendenti, anche l'incontinenza fecale o anale può ripresentarsi. 
In questo corso di formazione, cercherò di spiegare i due argomenti a 360°, con un accenno, in quanto stomaterapista, alle stomie, che possono essere confezionate sia per la stipsi grave che per l'incontinenza fecale. 
I metodi di lavaggio colico occuperanno la sessione pomeridiana insieme a video di esercizi. 
Seguiranno spunti sul counseling al paziente con disfunzioni del comparto posteriore e la spiegazione del protocollo Stanford, che applico spesso. 

13 gennaio 2019

E' partito il Gruppo Uomini Operati alla Prostata

Gradimento, è la parola che riassume quanto è emerso Venerdì 11 gennaio al primo incontro per pazienti operati alla prostata. All’ospedale S. Giacomo di Castelfranco Veneto (TV) dalle 15.30 alle 16.30 si sono incontrati molti uomini che, guidati dalla Dott,ssa Caterina Bertelli psicologa – psicoterapeuta hanno potuto raccontare la loro esperienza e condividerla, parlare delle emozioni che un tale trauma ha suscitato e delle conseguenze di un cancro inaspettato.
Il clima disteso ha permesso a ciascuno di rivelare le proprie difficoltà ma anche a descrivere il modo in cui qualcuno sia riuscito a ritrovare un equilibrio psico-fisico dal punto di vista personale, relazionale, sociale in genere e qualcun altro, sia rimasto in disequilibrio o sul filo del rasoio, tra l’incertezza di una radioterapia e la guarigione. Erano presenti uomini operati da poche settimane così come da alcuni anni. Per tutti, il primo pensiero alla diagnosi di tumore è stato “ L’importante è sopravvivere”, ma poi, scontrandosi con la problematica incontinenza o impotenza, sono sopraggiunti sentimenti di angoscia e tristezza.
La gelosia nei confronti degli uomini “normali” è stata una delle confidenze che ha sorpreso e ha fatto riflettere sulla necessità di non sottovalutare alcun giudizio o espressione intima del proprio animo interiore.
Come ripete sempre la dott.ssa Bertelli, il gruppo dà la forza per andare avanti o voltare pagina, per cambiare se stessi, per migliorare la vita di coppia, vedere il mondo con altri occhi, fare nuove amicizie ed avere risposte alle domande che spesso non si ha il coraggio di porre.
Venerdì 1 febbraio alle ore 15.30 il prossimo incontro.

Dott.ssa Caterina Bertelli
Per info caterina.bertelli@yahoo.com

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