28 aprile 2014

Sei in menopausa ? Se si, sei a rischio di disfunzioni del pavimento pelvico

La menopausa è l'evento fisiologico che nella donna corrisponde al termine del ciclo mestruale e dell'età fertile. Nella menopausa le ovaie non producono più follicoli ed estrogeni (ormoni femminili principali utilissimi anche per il pavimento pelvico).



Secondo alcuni autori di pubblicazioni scientifiche sulla menopausa, la donna dopo i 50 anni ha una involuzione delle strutture di sostegno del pavimento pelvico con maggior rischio di prolasso dell’utero, della vescica e, di conseguenza, della parete vaginale.

L’epitelio di vescica e uretra (= il tessuto di cui è composta la vescica e l’uretra) si assottiglia, il tessuto collagene che compone i muscoli del pavimento pelvico si altera, la muscolatura liscia diminuisce il suo tono.
I muscoli striati, cioè quelli che prima della menopausa rispondevano bene alle contrazioni volontarie, perdono la loro funzione e alla richiesta “signora stringa la sua vagina”, la paziente non riesce ad effettuare una “stretta” efficace.
Cambia anche l’acidità della vagina, il PH, e sono frequenti i fenomeni di vaginiti da eccessiva secchezza vaginale. (vaginite= infiammazione con o senza dolore della vagina).
La dispareunia (= dolore durante il rapporto sessuale), e il calo del desiderio porta la donna a desiderare meno il partner per quanto concerne l’attività sessuale.

Cosa fare per ritardare le disfunzioni perineali post menopausa?

Sicuramente seguire i consigli del ginecologo quando propone ormoni estrogeni. Servono anche per mantenere tonico il pavimento pelvico.

Eseguire un ciclo di sedute di rinforzo dei muscoli pelvici (si legga il post sugli esercizi per il pavimento pelvico o si cerchi la pagina facebook Pelvicstom dove troverete ottimi consigli)

Lubrificare la vagina piu volte al giorno con creme apposite

Eseguire una corretta igiene intima soprattutto dopo ogni defecazione

Non utilizzare MAI assorbenti nè salvaslip (piuttosto cambiatevi lo slip di cotone più volte al giorno e se soffrite di incontinenza urinaria rivolgetevi ad un centro di riabilitazione)

Non smettere di avere rapporti sessuali (si legga il post sui benefici dell’attività sessuale )

Falconer, 1994
Smith, 1993
Zong, 2007
Caedozo, 1998

25 aprile 2014

Sovrappeso, “mcdonaldizzazione” e pavimento pelvico


E’ risaputo che il sovrappeso è un avventato nemico per il pavimento pelvico.

Se pensate che i muscoli del pavimento pelvico sostengono come un’amaca gli organi pelvici (vescica, uretra, utero, retto e canale anale), un aumento eccessivo di peso sopra di essi danneggia sicuramente le strutture di sostegno favorendo il prolasso di tali organi.

Per sapere se siete in sovrappeso potete effettuare un semplice calcolo:

dividete il vostro peso in kg per la vostra altezza espressa in metri al quadrato.
Facciamo un esempio:
altezza 1,60m
Peso 74 kg
74: (1,60x1,60) = 28,9 che è l’indice di massa corporea ovvero il BMI

Considerate che per essere normopeso, tale valore non deve superare i 24,9 !!!.

Purtroppo, alle scorrette abitudini alimentari, si aggiunge la ristorazione “fast food”, che va imponendosi sempre più anche nelle case. C’è sempre poco tempo o forse poca voglia per cucinare , e si finisce per scegliere quel cibo spazzatura monotematico che è economico, veloce, pronto ma ultracalorico.

In maniera efficiente Il locale fast food offre i mezzi migliori possibili per far passare le persone dallo stato in cui hanno appetito a quello in cui l’appetito è soddisfatto. Calcola le dimensioni del cibo (porzione singola, doppia, tripla) e del tempo consumato per mangiarlo. Garantisce la prevedibilità del prodotto, che sarà lo stesso nel tempo e da un posto all’altro: ciò che hai mangiato la scorsa settimana a Pechino è identico a quel che hai mangiato oggi a Milano. Infine controlla, con tecnologia non umana, tutti i personaggi del suo grande gioco, clienti e impiegati.

Tuttavia, e in poche parole, i frequentatori abituali dei Fast food  pur riconoscendo aspetti positivi quali l’efficienza, la calcolabilità, la prevedibilità ed il controllo, contribuiscono inevitabilmente alla disfunzione del loro pavimento pelvico. Non solo, il consumatore abituale di fast food tende ad assumere la caratteristica fisionomia a pera: spalle strette e busto che via via si dilata fino al bacino e alle cosce dando il via all’omologazione mondiale del frequentatore sovrappeso.

Il sovrappeso favorisce l’insorgere del diabete e il diabete porta a disfunzioni urinarie e sessuali
Il sovrappeso modifica la postura e aumenta i danni sulla colonna vertebrale e quindi sulla statica pelvica
Il sovrappeso predispone ad alterazioni della defecazione, stipsi, coliti, diarree

Potete confermare che Il locale fast food  assomiglia più ad una stazione di benzina che ad un ristorante?.
Ci si va rapidamente per un rifornimento di calorie e carboidrati, giusto perché la vettura del corpo continui a marciare ancora un po’.

Inoltre le bibite gassate che accompagnano i pasti succulenti dilatano lo stomaco, aumentano l’aria intestinale e la pressione sui muscoli pelvici. L’addome prominente e pesante modifica la postura con ripercussioni sulla vescica.

Per fortuna che esiste il rovescio della medaglia.
Gli eccessi del fast food e della “mcdonaldizzazione” hanno favorito la nascita e l’evoluzione di alternative. Persone disgustate dalla frittella di carne macinata inserita in uno pseudopanino molle e dolce, si fanno il pane in casa con apposito fornetto, coltivano verdura in orticelli improvvisati e le erbe aromatiche in vasetti sul davanzale.
Speriamo quindi in un futuro basato nell’ecogastronomia, nello slow food e nella biodiversità agroalimentare. Al bando la monocultura impoverente, l’omogeneità e il fast food.


Riferimenti tratti da : Francesca Rigotti “Gola. La passione dell’ingordigia”. Il Mulino edizioni.2008.



24 aprile 2014

Stomia temporanea... e poi ?

Le funzioni ano rettali che contribuiscono alla continenza fecale sono: l’integrità dello sfintere anale interno ed esterno (muscoli lisci e striati) , il complesso dell’elevatore dell’ano (muscolo), l’accomodazione rettale (se non c’è più il retto o parte di esso questa funzione manca), la sensibilità rettale (che fa percepire quando c’è materiale da evacuare), la sensibilità anale.

E’ importantissimo valutare queste funzioni prima di chiudere una ileostomia o di essere ricanalizzati dopo una colostomia, poiché l’intervento che ha portato al confezionamento di una stomia, potrebbe essere stato molto demolitivo per i muscoli sfinteriali o potrebbe aver fatto perdere al paziente la sensibilità retto anale.

L’American Gastroenterological Association raccomanda come test significativi per la diagnosi di incontinenza fecale o urgency (= urgenza fecale, quando se non avete il bagno vicino non riuscite a trattenere le feci), i seguenti:


la manometria ano rettale

l’ecografia ano rettale

il test di sensibilità rettale e anale
.

Qualora si sospetti una lesione del muscolo sfintere anale esterno, è utile sottoporsi anche ad una:
elettromiografia del pudendo (valutazione del nervo più importante del pavimento pelvico).

Utile e poco indaginosa è la distensione con palloncino d’aria del tratto successivo ai 3-4 cm del canale anale. Vengono misurate le soglie della prima sensazione, dell’urgenza alla defecazione e del volume massimo tollerabile. Solitamente esiste una ipersensibilità e, a volumi piccolissimi, il paziente avverte già l’urgenza defecatoria.

Praticare dei clismi (clisteri) con soluzione fisiologica o acqua del rubinetto tiepida, per via anale retrograda, e poi scaricare l'acqua naturalmente, per ano naturale, individua la capacità o l'incapacità alla ritenzione dei liquidi.

I test elettrodiagnostici valutano con un piccolo ago nello sfintere anale, i tempi di latenza del nervo pudendo (ovvero la sua capacità di condurre al muscolo lo stimolo elettrico) e la risposta muscolare allo stimolo elettrico stesso.

La manometria ano rettale valuta la pressione di chiusura del canale anale , mentre l’ecografia endo ano rettale, l’integrità del muscolo o la sua interruzione in senso circolare.

Ricordatevi che è un vostro diritto essere a conoscenza della situazione sfinteriale prima di decidere di chiudere la stomia.

A volte il paziente è messo nelle condizioni di non poter scegliere tra un sacchetto sulla pancia per tutta la vita con una buona qualità di vita, o un’incontinenza fecale o un'urgenza defecatoria che lo costringe al pannolino e a non uscire di casa, solo perché non gli vengono spiegati anche i possibili esiti negativi sulla funzionalità della nuova condizione post chirurgica.
IL paziente con stomia temporanea pensa intensamente al giorno in cui gli toglieranno il sacchetto dalla pancia, quel sacchetto che gli ha salvato la vita ma che nessuno vorrebbe per sempre. E' giusto desiderare questo, ma è giusto essere consapevoli dei rischi che si corrono a toglierlo, fare le indagini diagnostiche necessarie e poi scegliere, se va tutto bene, di sottoporsi alla ricanalizzazione.

Nei centri di riabilitazione del pavimento pelvico potrete trovare anche le soluzioni riabilitative. Sarebbe utilissimo iniziare la riabilitazione durante il periodo da stomizzati e utilizzare quei mesi per le indagini menzionate sopra.


English version

Temporary Ostomy.. and then ?
The functions that contribute to the anus-rectal fecal continence are: the integrity of the internal and external anal sphincter ( smooth and striated muscles ) , the complex of the anus levator ( muscle) , the rectal accommodation (if there isn’t the rectum or part of this, the function is missing ) , the rectal sensitivity (which makes sense when there is material to be evacuated ), the anal sensitivity .

It is important to evaluate these functions before closing an ileostomy or a colostomy .
Surgery that bring you an ostomy, may has been very demolitive for the sphincter muscles or could has made you lose sensitivity of the Anal .

The American Gastroenterological Association recommends as a significant test for the diagnosis of fecal incontinence or urgency ( = fecal urgency , if you do not close the bathroom you can not hold back the stool) , rectal manometry , anus and rectal ultrasound test anal and rectal sensation .
If you suspect a lesion of the external anal sphincter muscle , it is useful also undergoing to a pudendal electromyography (evaluation of the most important nerve of the pelvic floor ) .

Useful is the dilatation with balloon flies by 3-4 cm of the anal canal . This dilatation measures the first sensation to defecate ,the urgency to defecate and the maximum tolerable fecal volume .
Usually patients without rectum feels very small air volumes and the urgency defecatory .

Drill enemas with saline or warm tap water , by natural anus, identifies the inability to fluid retention .

Electrodiagnostic tests evaluate with a small needle into the anal sphincter , the latency of the pudendal nerve and muscle that responses to electrical stimulation .

Anal rectal manometry assesses the closing pressure of the anal canal , and endo anus rectal ultrasound values the integrity of the muscle or its interruption in a circular direction .

Remember that it is your right to be aware of the situation before deciding to close the stoma. Sometimes the patient is not able to choose from a pouch on his belly and a good quality’s life or Pad for fecal incontinence that forced him to stay always at home just because nobody explained the results of the post surgical condition .

In the centre of rehabilitation for pelvic floor you can also find solutions .
Don’t wait and think well before closing your stoma.





Donne arabe: vagina nuova e più piacere per il marito (ma un disastro per il pavimento pelvico)

Per centinaia di anni e' stata abitudine delle donne arabe riempire la vagina con il sale durante la prima settimana dopo il parto. Ciò viene fatto supponendo che questo aiuti a far tornare la vagina come quella di una nullipara (=donna che non ha mai avuto figli), e per aumentare il piacere sessuale del marito.
Considerato che questa pratica e' sopravvissuta così a lungo, si può pensare che l'effetto desiderato sia stato, qualche volta, raggiunto. Tuttavia, in un gran numero di casi, i risultati finali sono stati devastanti.
La sostanza usata e' salgemma grezzo acquistato nei bazar.
Un pezzo di sale della dimensione di un uovo, viene spinto in vagina ogni giorno, per 2-15 giorni dopo il parto.
L'effetto immediato del sale in una vagina iperemica (=arrossata ) e' l'insorgere di una gravissima infiammazione che evolve verso l'ulcerazione (la vagina si "buca"). Se le ulcere guariscono, i tessuti saranno molto fibrosi, duri, poco elastici, e la vagina finisce per chiudersi quasi completamente.
Immaginate la difficoltà nell'avere un rapporto sessuale non doloroso e ancor più, il parto successivo. Il neonato non passa, la vagina non e' più elastica e si formano delle fistole [= cunicoli, gallerie] dalle quali difficilmente si guarisce.
Una fistola retto vaginale e' ad esempio una comunicazione tra il retto e la vagina. Le feci escono dalla vagina, creano infezioni urinarie importanti e debilitano le donne. Le fistole retto vaginali portano al confezionamento di una stomia ovvero di una derivazione fecale temporanea (un ano artificiale sulla pancia con un sacchetto per la raccolta delle feci).




La pratica di inserire sostanze caustiche (come il sale) in vagina e' parte della medicina tradizionale popolare di diversi paesi arabi e fu descritta da Betty Underhill in una relazione del 1964 su 65 casi osservati al Bahrain Government Hospital tra il 1957 e il 1963.



Leggi anche http://pelvicstom.blogspot.it/2014/03/i-pavimenti-pelvici-non-sono-tutti.html

23 aprile 2014

Stomia e sesso : si può ? Si deve !!!

La condizione che porta al confezionamento di una stomia (ovvero di una derivazione intestinale o urinaria con un sacchetto sulla pancia) è molto difficile da accettare.

Dopo la prima fase di rabbia, odio contro se stessi e il mondo, non accettazione e vergogna, la convivenza con il nuovo corpo che impone una grande forza di volontà, diventa un percorso in discesa, una vittoria, e la stomia rappresenta la salvezza da quella stessa condizione che l'ha portata.

Con la stomia si può fare tutto. Peccato che spesso ci si dimentichi di vivere in coppia e l'attività sessuale viene accantonata per paura, per pudore e vergogna.

L'attività sessuale è estremamente salutare, anche per uno stomizzato e vi descriverò nei punti seguenti i formidabili effetti benefici:

Miglioramento del sistema immunitario. Dopo un'intervento chirurgico, il sistema immunitario è debilitato e si è più soggetti alle infezioni.

Prevenzione del cancro alla prostata. È stato scientificamente provato che gli uomini che hanno rapporti sessuali a intervalli regolari (almeno tre volte a settimana) hanno oltre il 30% in meno di probabilità di sviluppare il cancro alla prostata.

Aumento della produzione di testosterone (nell'uomo), che può rafforzare le ossa e i muscoli.

Miglioramento della circolazione sanguigna e diminuzione del rischio cardiovascolare. La Queens University ha condotto uno studio che dimostra che se si fa sesso più di tre volte alla settimana si possono ridurre i rischi di essere vittima di infarto e ictus. (Graham Jackson)

Aumento della produzione di endorfine che riducono l'ansia e danno un senso di benessere. Durante l'atto sessuale il corpo rilascia oppioidi endogeni che vanno a influire sul livello di serotonina nel cervello. Sembra addirittura che l'orgasmo abbia effetti simili a quelli del Prozac. Scientificamente parlando,un certo Nadir Farid, fondatore del London Endocrine Clinic, ha ottenuto importanti riconoscimenti per questa scoperta.

Miglioramento dei legami intimi affettivi con il partner (attraverso baci, parole d'amore, gesti d'affetto, carezze, durante l'attività sessuale)

Sollievo dal dolore. Efficace contro il mal di testa o l’artrite.

Favorisce il sonno.

Uno studio americano ha dimostrato che le donne che non rinunciano al sesso dopo la menopausa hanno aumentati livelli di estrogeno, ormone responsabile della salute ossea, più elevato rispetto a quelle che si astengono dall'amore.
Gli estrogeni proteggono inoltre le strutture muscolari e ligamentose del pavimento pelvico, ritardandone le disfunzioni.

Benefici per la schiena che trae giovamento dal movimento ritmico del bacino. Con il sesso i muscoli vertebrali diventano più elastici, la colonna più flessibile.

Rinforzo dei muscoli del pavimento pelvico, dei muscoli vaginali profondi e superficiali.

Miglioramento del prolasso uterino, vescicale o rettale, grazie alla spinta propulsiva del pene in vagina.

Anti-depressiva. L'orgasmo è considerato un vero e proprio farmaco.

Miglioramento del livello di ossigeno nel corpo che contrasta gli effetti dell'invecchiamento.

Per chi vuole concepire un figlio, fare spesso l'amore migliora la qualità e la motilità degli spermatozoi.

Attenuazione dei sintomi della sindrome premestruale, posticipato l'inizio della menopausa, stimolazione della fertilità.



Dunque, letti gli innumerevoli benefici dell'attività sessuale, provate a metterli in pratica e.. scrivetemi se non funziona !!! Possiamo parlarne...



21 aprile 2014

Nigeria: pratiche dannosissime per il pavimento pelvico

Nella Nigeria settentrionale, una pratica tradizionale chiamata taglio del Gishiri, è responsabile della formazione di fistole vescico-vaginali o retto-vaginali (ovvero delle “gallerie” tra la vescica e la vagina, o tra il retto e la vagina, dei fori, delle fenditure longitudinali, in cui l’urina passa in vagina o le feci dal retto passano per la vagina).


Gishiri è una parola che in lingua Hausa significa sale. Questo termine è spesso usato riferendosi alle incrostazioni di sale che si formano all’esterno dei recipienti porosi quando il loro contenuto in acqua evapora.
IL Gishiri è una condizione importante nella medicina degli Hausa.
La credenza è che uno squilibrio tra alimentazione salata e dolce, può produrre “un film” che riveste la vagina, causando una varietà di disturbi ginecologici come un travaglio lungo e laborioso. Questa credenza ha portato al taglio del Gishiri.
Così, quando viene posta questa diagnosi, si chiama una ostetrica o un barbiere che, con un oggetto acuminato come un coltello, una lametta da barba o un pezzo di vetro rotto, esegue dei tagli alla cieca e del tutto casuali per “liberare la strada” da questo “film/pellicola di sale” così il neonato potrà uscire facilmente dalla vagina e la mamma avrà un breve travaglio.
Questa dannosissima pratica, oltre a mettere a rischio la vita della mamma, se la donna sopravvive alle sovrainfezioni, porterà danni difficilmente riparabili del pavimento pelvico.

“The best judge of whether or not a country is going to develop is how it treats its women. If it’s educating its girls, if women have equal rights, that country is going to move forward. But if women are oppressed and abused and illiterate, then they’re going to fall behind.” (BARACK OBAMA)

Leggi anche : http://pelvicstom.blogspot.it/2014/04/donne-arabe-vagina-nuova-e-piu-piacere.html

20 aprile 2014

Il diaframma: un "pistone" massaggiante

La respirazione diaframmatica non è così automatica e facile per tutti.
Alcune persone respirano in modo diaframmatico spontaneamente, altre devono concentrarsi per riuscire nell'impresa.
Se la respirazione è uno degli atti più naturali e spontanei che ci siano, farlo in modo forzato non è così semplice.

Come vedete dalle foto, il diaframma è un muscolo che si abbassa premendo sui visceri addominali durante la inspirazione (ovvero quando "prendete" l'aria con il naso), e si alza durante la espirazione (ovvero quando "buttate" fuori l'aria con la bocca), proprio come un pistone.
Questo "su e giù" del diaframma, se ampio e forzato dal respiro profondo, muove l'intestino favorendo la peristalsi (= i movimenti che spingono avanti il contenuto intestinale e poi le feci). E' quindi utile nei casi di stitichezza da rallentato transito (ovvero quando andate in bagno a defecare ogni due, tre o quattro giorni); è utile per favorire la digestione; è utile per favorire il rilassamento (quando l'ansia vi fa accumulare molta aria nella pancia).

La respirazione diaframmatica è utile soprattutto per il pavimento pelvico, che viene in questo modo abituato ad essere controllato negli aumenti di pressione intraddominale improvvisi ,come nel colpo di tosse, nello starnuto, nella fonazione addominale (ovvero in chi parla con la pancia).
Pensare al diaframma, controllarlo, saperlo muovere, non bloccarlo, significa prendersi cura del proprio perineo, del proprio pavimento pelvico insomma.


Come si esegue la respirazione diaframmatica?
1) Sdraiatevi e appoggiate le mani incrociate sulla pancia
2) Inspirate (=prendete l'aria) profondamente gonfiando la pancia come un pallone
3) Espirate (=buttate fuori l'aria) lentamente, sgonfiando la pancia e introflettendola (= appiattitela) finchè avete aria da espirare
4) ripetete 15 volte molto lentamente





leggi anche "Lassativi quando e perchè":
http://pelvicstom.blogspot.it/2014/02/lassativi-quando-e-perche.html

e "Yoga e Pilates: una filosofia per il pavimento pelvico"

http://pelvicstom.blogspot.it/2014/02/yoga-e-pilates-una-filosofia-per-il.html


http://pelvicstom.blogspot.it/2014/02/troppa-aria-in-pancia-massaggio.html

Vescica "agitata"? Prova con la stimolazione del nervo tibiale

Quando la vescica fa i capricci e vi manda in bagno troppe volte al giorno (più di 8-10 volte) anche senza necessariamente essere piena, forse avete una vescica iperattiva.
Per averne la certezza, dovreste sottoporvi ad un test urodinamico specifico dopo aver escluso altre patologie (infezioni, polipi ect.)
Il test urodinamico viene praticato dall'urologo e mira a valutare la vostra vescica (che vi verrà riempita di soluzione fisiologica) nella fase di riempimento e poi di svuotamento.

Se volete provare con la stimolazione del nervo tibiale, può darsi che risolviate il problema dell'iperattività vescicale senza correre nessun rischio.

La stimolazione del nervo tibiale posteriore secondo Stoller (SANS: Stoller's Afferent Nerve Stimulation) è un trattamento riabilitativo approdato in Europa relativamente di recente. La neuromodulazione viene ottenuta stimolando elettricamente il nervo tibiale posteriore in prossimità della caviglia.
Si attua applicando due placche adesive (elettrodi) collegate attraverso un cavo ad un dispositivo per stimolazione elettrica (si legga il post stimolazione elettrica per il pavimento pelvico cliccando su :http://pelvicstom.blogspot.it/2014/02/corrente-elettrica-per-il-pavimento.html )

La terapista potrà impostarvi una frequenza di 20 Hz e il trattamento potrà essere giornaliero o al minimo bisettimanale per almeno due mesi e mezzo.
La corrente elettrica va a stimolare alcune fibre nervose che originano dalle vertebre sacrali e, per via riflessa, andranno ad influenzare l'innervazione vescicale.
Non sono dimostrati rischi o effetti collaterali ma è bene non sottoporsi a stimolazione se siete in gravidanza o portatori di pace maker.

In ogni caso, è la riabilitatrice del pavimento pelvico che imposta il vostro apparecchio e vi seguirà per tutto il trattamento.




Studi scientifici a dimostrazione dell'efficacia della stimolazione tibiale:

Preyer, O., Gabriel, B., Mailath-Pokorny, M., Doerfler, D., Laml, T., Umek, W., et al. (2007). Peripheral tibial neurostimulation (PTNS) versus Tolterodine in the treatment of women with urge urinary incontinence and urge symptoms. Abstract presentation, IUGA. Mexico.

van Balken, M.R., Vandoninck, V., Gisolf K.W.H., Vergunst, H., Kiemeney, L.A.L.M., Debruyne, F.M.J., et al. (2001). Posterior tibial nerve stimulation as neuromodulative treatment of lower urinary tract dysfunction. J Urol, 166, 914-918.

Vandoninck, V., van Balken, M.R., Finazzi-Agrò, E., Petta, F., Micali, F., Heesakkers, J.P.F.A., et al. (2003). Percutaneous tibial nerve stimulation in the treatment of overactive bladder: Urodynamic data. Neurourol Urodyn, 22, 227-232.

Klingler, H.C., Pycha, A., Schmidbauer, J., & Marberger, M. (2000). Use of peripheral neuromodulation of the S3 region for treatment of detrusor overactivity: A urodynamic-based study. Urol, 56, 766-771.

Govier, F.E., Litwiller, S., Nitti, V., Kreder, K.J. Jr., & Rosenblatt, P. (2001). Percutaneous afferent neuromodulation for the refractory overactive bladder results of a multicenter study. J Urol, 165, 1193-1198.

Stoller, M. (1999). Clinical trials of the SANS™ Afferent Nerve Stimulator to treat urinary incontinence: Results on clinical treatment of more than 90 patients. Eur Urol, 35(52), 16.

Ruiz, B.C., Outeiriño, X.M.P., Martínez, P.C., Dueñas, E.L., & López, A.L. (2004). Peripheral afferent nerve stimulation for treatment of lower urinary tract irritative symptoms. Eur Urol, 45, 65-69.

Vandoninck, V., van Balken, M.R., Finazzi-Agrò, E., Petta, F., Caltagirone, C., Heesakkers, J.P.F.A., et al. (2003). Posterior tibial nerve stimulation in the treatment of urge incontinence. Neurourol Urodyn, 22, 17-23.

Cooperberg, M., & Stoller, M. (2005). Percutaneous neuromodulation. Urol Clin N Am, 32, 71-78.

Cappellano, F., Finazzi-Agrò, E., Giollo, A., Petta, F., Catanzaro, M., Miano, R., et al. (2006). Percutaneous tibial nerve stimulation (PTNS): Results at long term follow-up. Abstract presentation, SIUD National Congress. Italy.

Finazzi-Agrò, E., et al. (2006). Percutaneous tibial nerve stimulation (PTNS) in the treatment of urge incontinence: A double blind placebo controlled study. Poster, SIUD National Congress. Italy.

Vecchioli-Scaldazza C.,Morosetti C.,Berouz A.,Giannubilo W.,Ferrara V. Solifenacin Succinate versus Percutaneous Tibial Nerve Stimulation in Women with Overactive Bladder Syndrome: Results of a Randomized Controlled Crossover Study.Abstract Gynecol Obstet Invest (DOI: 10.1159/000350216)



LEGGI ANCHE :
http://pelvicstom.blogspot.it/2014/02/corrente-elettrica-per-il-pavimento.html


12 aprile 2014

Dopo il parto o dopo molti anni: incontinenza anale ai gas e alle feci


I traumi ostetrici sono una delle cause di disfunzioni Perineali che alterano la qualità di vita, i rapporti sociali e con il partner.
La gioia dell'essere mamma aiuta a non pensare all'incontinenza fintanto che i figli raggiungono una certa età, poi, con il sopraggiungere della menopausa o di altre disfunzioni del pavimento pelvico, dover utilizzare un assorbente per le feci, o non uscire di casa per la paura di perdere aria e cattivi odori, diventa insopportabile.

Considerando l'anatomia del canale anale e la muscolatura sfinteriale (= rubinetti della continenza ) possiamo distinguere due strati. Uno piu interno (circolare, detto sfintere anale interno SAI) ed uno più esterno, che avvolge parte dell'interno, detto sfintere anale esterno SAE.
L'incontinenza ai gas o alle feci da lesione dello sfintere interno non e' più recuperabile con la riabilitazione muscolare del pavimento pelvico. L'unica soluzione sembra essere l'esecuzione di clisteri evacuativi giornalieri. Tuttavia, se lo sfintere anale esterno è integro, si possono eseguire esercizi mirati al suo rinforzo, a compenso di quello interno. In aggiunta, è possibile seguire un'alimentazione specifica e assumere su indicazione medica dei farmaci antidiarroici (loperamide).(frenano il transito intestinale anche se le feci non sono liquide e aumentano il tono dello sfintere anale esterno)

Se invece la lesione interessa proprio lo sfintere anale esterno e non è indicata una soluzione chirurgica, e' possibile lavorare attivamente su quel tipo di fibra muscolare striata, attivando contrazioni volontarie o attraverso elettrostimolazione con sonda anale.

Per capire l'entità del danno, il chirurgo proctologo ricorre all'ecografia endo ano rettale con sonda rotante.

Introdotta da Wild e Reid nel 1952, permette di evidenziare i vari strati della parete del canale anale e del retto, oltre che i linfonodi contenuti nel tessuto adiposo perirettale.

Solo successivamente questa metodica ha trovato applicazione nella valutazione dell'anatomia di altre strutture del pavimento pelvico e delle sue alterazioni .

L'ecografia endo rettale e' molto utile anche nel paziente Stomizzato, prima di essere ricanalizzato o nel sospetto di fistole perianali.

Proprio nel paziente stomizzato, la scoperta di una lesione muscolare dello sfintere anale interno o esterno, può far optare per un percorso di esercizi di rinforzo, se possibile, oppure per la scelta di una stomia definitiva (piuttosto di un pannolone).





10 aprile 2014

E la tua stomia com'è ? Queste sono complicate

Non esistono soluzioni universali per tutte le stomie. Ed è impensabile poter redigere un protocollo di utilizzo dei presidi nelle varie circostanze complicate. L’assistenza al paziente stomizzato, se di assistenza avanzata parliamo, è sempre personalizzata.
Fiducia in se stessi, convinzioni basate sulle evidenze scientificamente provate e rischio controllato, sono tre caratteristiche che distinguono un infermiere esperto.
Lo stomaterapista svolge una funzione distintiva e strategica e a tale orientamento si collega la responsabilità nell’assumere decisioni e comportamenti di buona prassi, ad aggiornare sistematicamente le proprie conoscenze e a contribuire a promuovere studi di ricerca per migliorare gli standard di processo e di risultato, delle prestazioni poste in essere.
Alcune delle stomie che potrete osservare attentamente nelle foto qua sotto (copyright. per l'utilizzo chiedere alla sottoscritta), vi faranno capire che esiste una moltitudine di complicanze, che le stomie non sono tutte uguali e che una complicanza può insorgere per la mancanza di una stomaterapista, per un confezionamento chirurgico non ottimale o per una cattiva gestione da parte dello stomizzato.

COLOSTOMIA SU BAGUETTE : DISTACCO MUCO CUTANEO, CARCINOSI SULLO STOMA

COLOSTOMIA SX: TOCCATURA CON NITRATO D'ARGENTO DI GRANULOMI SANGUINANTI
ILEOSTOMIA DX DA RETTOCOLITE ULCEROSA: VOLUMINOSA ERNIA PARASTOMALE E PROLASSO DELLA STOMIA

COLOSTOMIA SX: DERMATITE EMORRAGICA, GRANULOMI DIFFUSI SULLO STOMA, LIEVE PROLASSO

ILEOSTOMIA TEMPORANEA: STENOSI DELLO STOMA

DERMATITE DA ALLERGIA ALLA PLACCA

UROSTOMIA: LICHENIZZAZIONE CUTANEA

Tacchi alti e disturbi del pavimento pelvico correlati

I tacchi vertiginosi vanno usati raramente.

Si tratta di scarpe dalla pianta stretta e tacco sottilissimo, a spillo. Sono particolarmente di moda negli ultimi tempi, dotati di plateau e della capacità di slanciare la figura con l'illusione di aumentarne la statura di 10-15cm, ma nascondono effetti collaterali.
Calzare questo tipo di scarpe porta ad una postura completamente alterata, per compensare il disequilibrio e il rischio di cadute.
Il rachide (colonna vertebrale)è costretto a lordosi lombare, il petto è eccessivamente in fuori e il concentrarsi troppo a sollevare i glutei mentre si cammina, porta alla difficoltà di controllare la muscolatura addominale, che viene ad essere rilassata e sporgente, pesando sui muscoli vaginali.
Tralasciando i numerosi problemi alla schiena da tacco dodici, il peso è direttamente concentrato sui muscoli vaginali e questo può aumentare il rischio di prolasso della vescica o causare un abbassamento dell'utero, o ancora predisporre all'incontinenza urinaria da sforzo (=perdite di gocce di pipì quando si tossisce, si starnutisce, si salta, si corre...).


RICERCHE SCIENTIFICHE CHE DESCRIVONO I DANNI DA TACCHI ALTI

Snow RE, Williams KR. High heeled shoes: their effect on center of mass position, posture, three-dimensional kinematics, rearfoot motion, and ground reaction forces. Arch Phys Med Rehabil. 1994 May;75(5):568-76.
Opila KA, Wagner SS, Schiowitz S, Chen J. Postural alignment in barefoot and high-heeled stance. Spine. 1988 May;13(5):542-7.
Coughlin MJ. The high cost of fashionable footwear. J Musculoskel Med. 1994;11:40-53.
Ebbeling CJ, Hamill J, Crussemeyer JA. Lower extremity mechanics and energy cost of walking in high-heeled shoes. J Orthop Sports Phys Ther. 1994 Apr;19(4):190-6.
Kerrigan DC, Todd MK, Riley PO. Knee osteoarthritis and high-heeled shoes. Lancet. 1998 May 9;351(9113):1399-401.
Esenyel M, Walsh K, Walden JG, Gitter A. Kinetics of high-heeled gait. J Am Podiatr Med Assoc. 2003 Jan-Feb;93(1):27-32.
Kerrigan DC, Johansson JL, Bryant MG, Boxer JA, Della Croce U, Riley PO. Moderate-heeled shoes and knee joint torques relevant to the development and progression of knee osteoarthritis. Arch Phys Med Rehabil. 2005 May;86(5):871-5.
The effect of heel height on gait and posture: a review of the literature. J Am Podiatr Med Assoc. 2009 Nov-Dec;99(6):512-8.




6 aprile 2014

Violenza sessuale: Uomini Maledetti

Racconto scritto in prima persona, con il consenso della protagonista che ha trovato il coraggio di denunciare il suo carnefice. Lui, purtroppo, e' stato assolto perchè lei era accondiscendente all'inizio.
A tutela della privacy i nomi sono stati modificati.



Il 50% delle donne che ha subito abusi sessuali, anche solo psicologici, manifesta disfunzioni del pavimento pelvico. Un esempio è il Dolore Pelvico Cronico
Leggi anche : http://pelvicstom.blogspot.it/2014/03/violenza-sessuale-sui-minori-quando-il.html


“Ciao Marco, amore mio, sei tornato! Che bello, come è andata la tua giornata?” gli chiedo da finta interessata.
In realtà sto così male che lo abbraccio come se fossimo stati lontani per settimane, anzi per mesi. Un abbraccio vellutato.
“Bene Chiara, davvero bene, come non andava da tempo, e la tua?, altri casi interessanti?, mi chiede mio marito.
“Si Marco, ti devo assolutamente raccontare. Oggi riunione con gli psicologi per discussione di casi clinici.”
“Dopo stellina, dopo. Ora vieni qua, vicino a me, ora!, subito!”.
Marco è steso a petto nudo sul divano. La sua bellezza scultorea è straordinaria, ma abbiamo fatto l’amore come non era mai accaduto prima, e questo giorno e' stato l’inizio del mio calvario.

La camicetta di seta blu, aperta sul reggiseno push up e con i bottoni di madreperla, mi viene strappata e dilaniata dalla furia di un Marco mai conosciuto. Mi costringe a tenere i tacchi e a sfilare la gonna. “Potresti indossare le autoreggenti ogni tanto, amore mio”, mi dice quasi rimproverandomi.
Mi sento improvvisamente brutta e non all’altezza di ciò che vuole fare. La sua foga animalesca mi spiazza. Mi stende con forza sul letto, a pancia in giù, tenendo bloccati i miei polsi, mentre mi lecca i lobi delle orecchie e il mio corpo si veste di pelle d’oca. Poi mi morde la schiena, piccoli morsi dolorosi, azzannando i denti.
“Ahi, Marco, mi fai male, vai piano”, lo rimprovero, ma sembra sordo e sfacciato.
Con la sola grande mano sinistra, tiene bloccati i miei polsi sottili, esili, mentre mi strappa il perizoma blu con l’altra mano. E non proferisce parola.
Il piacere mi pervade e comincio ad ansimare.
Dalla tasca estrae un arnese, sembra un membro maschile, e me lo infila con violenza. “Ti piace?”, mi chiede.
"Ahhhhh !! Marco mi fai male ti prego!"
Il suo sguardo è profondo, meschino quasi. No lo riconosco questo uomo.
“Ah!”, urlo di dolore. Lo estrae e lo infila nuovamente, stavolta piano, lentamente, e poi me lo toglie con la bocca, mentre adesso gemo di piacere. Ora inarco la schiena, sempre di più, mi tira la coda di capelli.
“Marco!, mi spezzi i capelli!, Marcooo!” , comincio ad avere paura.
Poi, mi gira supina, mi fissa negli occhi. I suoi sono di un blu spettacolare, intenso, mai visto prima. Si spoglia senza indugi. Sulla schiena noto un tatuaggio per la prima volta : una M incisa in corsivo. M come Maledetto.
“Sei pronta?” , mi chiede, ma non attende risposta. Deve persuadermi.
“Non farmi male, Marco, dai ti prego, che ti prende stasera?”, mi allarmo.
“Stai zitta e godi”. Polare e insensibile Marco mi sembrava l’ombra di un demone.
“No, no Marco non voglio così”.
“Stai zitta”.
Urlo.
Non riesco a muovermi.
Urlo.
"Lasciami Marco! Bastaaaaa !!!"
I polsi sono stritolati tra le sue mani e il suo peso è troppo per il mio fisico anoressico. Non riesco a respirare, mi schiaccia, sto per soffocare, mi sta violentando.
Marco - mi - sta - vio-len-tan-do.
L’aria è irrespirabile. Asfissiante.

Non oppongo resistenza perché mi sembra di provare meno dolore e spero che finisca in fretta, come al solito, in due minuti. Sento un male atroce, lancinante, là sotto, sono secchissima, e lui, che di solito sa come fare, non ricorda più.
Non riesco a trattenere le lacrime mentre continua nel suo “dentro e fuori” veloce, violento e dolorosissimo. Ecco, ci siamo, sta per ...
“Preparati amore!”. Ho paura.
“Oddio no, ti prego no Marco”, accenno con voce tremante in lacrime.
“Marco no, noooo”.
Troppo tardi.
“Marco, sei un figlio di puttana”.
Tra un conato e l’altro sono riuscita ad offenderlo. E lo lasciai la sera stessa.
Da quel giorno non sono più riuscita ad avere rapporti con altri uomini.
Lui si è risposato, ha due figli e una bellissima moglie.
Io soffro di dolore pelvico cronico e vulvodinia, i medici dicono che sto bene, non ho nulla di patologico obiettivamente dimostrabile. Mi hanno consigliato uno psicologo.

La riabilitazione del pavimento pelvico può aiutare a risolvere anche questi problemi, spesso invalicabili.


Bianco come il latte, rosso come il cancro

Racconto scritto per desiderio del protagonista. A tutela della privacy i nomi sono stati modificati.


BIANCO COME IL LATTE, ROSSO COME IL CANCRO

Giulio ha compiuto 51 anni l’altro ieri. Un mese fa mi gli è arrivata per posta una lettera dalla sua ulss: progetto screening per il tumore del colon retto. Presentarsi il giorno 4 aprile al laboratorio analisi per la consegna dei campioni. Campioni? di che ? Non aveva ancora letto la fine della lettera che già cominciava a preoccuparsi.
"Samantha ??? Puoi scendere un attimo? Mi è arrivata una lettera!"
Porse la lettera quasi per liberarsene e lei, la compagna, gli spiegò che praticamente avrebbe dovuto effettuare un esame delle feci per cercare il sangue occulto.
"E se risultasse positivo?"
"Beh Giulio... ti chiamano a fare una colonscopia" gli disse con la naturalezza più semplice del mondo.
Erano quasi nove mesi che Giulio soffriva di emorroidi perciò il sangue occulto lo avrebbero sicuramente trovato.
“Oddio noooo!! La colonscopia!!! IO ??!!! Non mi faccio visitare da un medico dal 1994. Mai un raffreddore, una "magagna".
Giulio è commercialista da 25 anni e sinceramente l'unico tempo che dedica a se stesso è il quarto d'ora per farsi la doccia tutte le sere.
Ieri tuttavia, ha fatto la coloscopia ed è stato inviato in reparto per un colloquio, subito dopo.
Si trovava seduto in sala d’attesa, in attesa del medico, dopo l’esame.
Erano passate tre ore da quando si trovava con un tubo infilato nel sedere, un ago al braccio e un'infermiera morbida che gli teneva una mano sul fianco e una sulla spalla perchè non si muovessi dal lettino.
Giulio ricordava di essere entrato in quel reparto che si chiama endoscopia con le spine sotto ai piedi. Era terrorizzato. Aveva paura del dolore. Pensava che gli avrebbero gonfiato la pancia come un pallone e che avrebbe fatto la cacca sul lettino. Aveva bevuto 5 litri di acqua il giorno prima con delle bustone sciolte dal sapore acidulo, leggermente zuccherato, un po' salino, al gusto di arancia o forse di lampone. Insomma una schifezza. Aveva seguito alla lettera le indicazioni del foglio di preparazione dell'esame per la paura che il suo intestino non si ripulisse per bene e si ribellasse durante l'esame con una bomba atomica.
Lo aveva detto la migliore amica della sua compagna che l'idrocolonterapia pulisce tutto il colon alla grande ma Giulio non ha mai avuto il coraggio di pagare tutti quei soldi per farsi infilare un tubo nel sedere che gli lavasse via tutte le feci stagnanti. - "detossinazione", "ripristino dell'equilibrio della flora batterica", "purificazione"... “si si, andateci voi due intanto che poi io vi raggiungo”, aveva detto alla compagna e alla sua amica.
L'ironia non era mai stata il suo forte. Giulio si ritiene un tipo piuttosto noioso ma io credo che sia semplicemente introverso e timido.
Era seduto fuori della sala del medico da 15 minuti ed era ancora vivo il ricordo di tre ore prima. Il risveglio dopo la colonscopia per la precisione. Non sapeva quale farmaco gli avessero iniettato. Non ricordava nulla dell'esame. Non sapeva se aveva sofferto nè se era rimasto sveglio. Quando il sistema nervoso va in off si prova una sensazione stranissima. E' mista tra il benessere, l'apatia e l'anedonia. Ci si sente come svuotati dalle emozioni. Non provi nulla e soprattutto non senti dolore. L'amnesia è fantastica e poco ci si preoccupa di sapere se si ha preso a schiaffi l'infermiera o se le si ha palpato una chiappa durante l'esame, quello che interessa quando ci si sveglia è sapere se il tumore c’è o no. Se hanno visto qualcosa. Se va tutto bene.
“Le daremo la risposta più tardi, intanto dovrebbe passare in studio dal dottore per il colloquio” gli dissero.
Ma Giulio non aveva chiesto nessun colloquio, e nemmeno Samantha, la sua compagna.
“Perchè avrei dovuto fare il colloquio? Mah, sarà la prassi”. Si spiegava Giulio.
Per non si sa quale ragione ora si trovava là fuori, ad aspettare il medico.
Samantha gli faceva compagnia e avrebbe guidato la sua macchina perchè gli avevano detto che i farmaci anestetici non gli consentivano di avere i riflessi pronti.
Però ieri sera avrebbe portato Samantha a cena fuori per festeggiare il suo compleanno dato che il giorno prima era alle prese con il "beverone" e il water !
C'è un localino romanticissimo sui colli. Era là che l’avrebbe portata ieri sera. La luna è anche piena e sarebbe stato stupendo per una coppia.
Samantha, dice Giulio, è romantica come lui e gli dice sempre che tutte le donne vorrebbero un uomo romantico accanto. Lei è fortunata perché ce l’ha l’uomo romantico. Il regalino Samantha glielo ha già fatto, perchè ieri mattina, ha fatto trovare un piccolo pacchettino sul cassetto del bagno. Giulio immaginava che fosse per lui. Era una collana in oro bianco. Anche lui ha in mente da tempo un regalo che lei non si aspetta: un week end a Firenze. Romanticissimo. Da quando hanno letto il libro Inferno di Dan Brown si sono ripromessi di andare a Firenze a rivivere quei luoghi scoperti leggendolo. Giulio ha prenotato in una beauty farm per far felice la sua donna e per imparare a conoscere il relax.
"Signora Berdini?, prego." La segretaria ha chiamato a voce alta Samantha Berdini. La compagna. A Giulio frullavano molti pensieri nella testa. “Forse vogliono sapere se io e lei siamo sposati... quando si è solamente una coppia di fatto, la compagna non ha molti diritti in caso di malattia” si chiedeva.
Ma Giulio la vuole sposare Samantha, l'anno prossimo.
Samantha è entrata dal medico da sola, senza esitare.
"Arrivo subito Walter, aspettami qua".
Non è trascorso nemmeno un minuto che Giulio la vede correre fuori dallo studio in lacrime come se avesse assistito ad una scena di un crimine. Poi il sangue gli si è gelato nelle vene ed è diventato bianco come il latte.
"Signor Minetti Walter? Prego si accomodi.
“... dobbiamo operarla subito".
Le parole del chirurgo rimbombavano nella testa spazzando via come uno tsunami, la cena romantica, il regalo per Samantha, la luna piena, la collana del mattino.
“Lei ha un cancro del retto, molto basso, dovremo metterle il sacchetto, confezionarle una colostomia ”.
All’uscita dallo studio, Giulio incredulo non ricordava più nemmeno una parola pronunciata dal dottore. La preoccupazione più grande non è stata la conoscenza della presenza di un cancro nel retto, quello verrà tolto. La preoccupazione più grande, il dramma era il sacchetto.

Ho trascorso tutto il pomeriggio fino a sera con loro. Mi hanno raccontato tutto quello che ho scritto. E’ stato Giulio a darmi il consenso per scrivere la sua/loro storia, dopo che sono riuscita a tranquillizzarlo e a spiegargli che con una stomia la vita non deve cambiare.
Lui vuole che questo racconto vi induca a sottoporvi sempre ad una visita proctologica in caso di sanguinamento anale o rettale. Possono essere banali emorroidi o un terribile cancro.
Non aspettate.


3 aprile 2014

Perdo la pipì: E se fosse colpa dell'ansia ?

E' proprio così'. L'ansia eccessiva può essere una delle cause di lenta ripresa della continenza urinaria maschile o causa di incontinenza urinaria femminile, del tipo da urgenza con perdita di urina se non si ha un bagno a disposizione.
Avete mai avuto un appuntamento importante, un esame, una giornata particolarmente preoccupante? Avete osservato quante volte vi siete recati a fare la pipì pur non avendo la vescica piena?
Quando siamo in ansia, il muscolo della vescica, che si chiama detrusore, diventa iperattivo, instabile e manda al cervello l'impulso di ripienezza anche quando non lo è'.
L'ansia agita quel muscolo tanto quanto lo siamo noi in quel momento, e più si cerca di trattenere la pipì, più e' difficile.
Inoltre l'iperattività della vescica (o meglio, del detrusore), si trasmette all'uretra attraverso degli spasmi. Se siete uomini, operati alla prostata, e quindi non avete più un rubinetto fondamentale (quello che garantiva la continenza) , questi spasmi possono farvi perdere delle gocce di urina.
Se siete donne, questi spasmi non vi consentono di raggiungere il bagno in tempo, rischiate di bagnarvi completAmente.
L'ansia ci rivela la nostra debolezza ad accettare che non possiamo essere infallibili.
L'ansia è' il risultato delle nostre aspettative non realizzate e più sono alte le aspettative, più l'ansia aumenta.

Nel link sottostante, che ho trovato su you tube, un bellissimo video di Raffaele Morelli vi spiega come sconfiggere l'ansia.



http://youtu.be/wViDAJD3yqs

Tre minuti

Racconto tratto da una storia vera. Pubblicato con il consenso scritto dei protagonisti.
A tutela della privacy i nomi dei protagonisti sono stati modificati.
Alcuni elementi della storia sono puramente casuali.

Il cancro e' cieco. Non guarda in faccia nessuno. Tuttavia la malattia a volte e' un'opportunità: accende i sentimenti, unisce negli affetti, rinforza. 


Domenica sera ore 20.45. I visitatori sono cortesemente pregati di lasciare il reparto e di rispettare l’orario di visita che è dalle ore 19 alle ore 20. Mi trovo in reparto nella saletta biblioteca per ultimare un lavoro di presentazione in power point per il prossimo congresso del club Siccr a Rovigo e il citofono interno mi risveglia dal letargo dei miei occhi sul pc. Indosso la divisa verde e il camice bianco perché l’aria condizionata è regolata a 20 gradi ma il mio naso è un iceberg che cola ghiaccioli. Ho anche dimenticato i calzini di cotone e i fori dei miei zoccoli rossi lasciano passare l’aria polare che mi immobilizza i piedi come se fossi sulla neve gelata.
Nella stanza adiacente alla mia, il volume al massimo del televisore sintonizzato ora sul documentario della grande storia d’Egitto comincia a disturbarmi un po’ troppo così mi ficco nelle orecchie l’auricolare del cellulare con la canzone di Lana Del Rey in sottofondo.
La concentrazione sembra voltarmi le spalle. Forse dovrei bere un caffè. Magari la caffeina potrà fare il miracolo.
Mi mancano ancora 16 slides da sistemare per domani accidenti. Nell’attraversare il corridoio noto la porta aperta della stanza di Quark e con incauta prudenza mi butto sulla maniglia per chiuderla. Nello stesso tempo qualcuno dall’interno fa lo stesso, ma per uscire, e, l’imbarazzante braccio di ferro ci fa scoppiare entrambi in una risata. “Mi scusi”, blatero con tono colpevole, “Volevo chiudere la porta perché il volume della tv è troppo alto e magari gli altri pazienti desiderano riposare oppure per cortesia abbassate un po’ il volume”. Mentre pronuncio la frase entro nella stanza fino a metà e noto che il signor Bruno indietreggiando si è avvicinato a sua moglie.
Con amorevoli cure, il marito della signora Anna, le è sempre stato accanto di giorno. In lei un atteggiamento di rifiuto del sacchetto i primi giorni, si è trasformato in accettazione grazie a lui. La garza bagnata di acqua fresca sulla fronte, la crema idratante sulle gambe, il burrocacao sulle labbra, la padella , piccole attenzioni di portata titanica per una paziente ricoverata per tumore della vescica. Bruno si distingue dalla comunità di mariti impediti che andrebbero in panne se la propria moglie si ammalasse. Anna mi saluta mantenendo lo sguardo granitico e si stupisce di trovarmi in reparto di sera e tanto più la domenica sera che è il mio giorno libero. Quasi preoccupata mi chiede ruvidamente incuriosita “Resterà tutta la notte Fanni?”. “No, penso un’altra oretta cara Anna”.
La mia paziente non mi ha mai regalato un sorriso. In realtà non ne ha mai dispensati né alle colleghe né ai medici che la considerano una “paziente particolare” tutt’altro che facile. Inizialmente non pensavo che il suo amorevole infermiere fosse il marito, perché anche con lui ha sempre avuto un atteggiamento sgarbato, burbero, acido. Così anziano e curvo sulle spalle pensavo fosse il padre, ma per fortuna ho evitato la figuraccia di chiederlo. Lei, donna molto curata sulla sessantina, professoressa di filosofia al liceo, la conosco già da prima della sua malattia per fama e disappunti lamentati dagli studenti. Sul comodino ordinato in modo maniacale un testo noiosissimo: “Cavallo Rosso” di Eugenio Corti, che ho letto anch’io al liceo con astrusa difficoltà. C’è anche il beauty case di Louis Vuitton con il kit necessario per gestire la stomia urinaria, il collutorio, un vasetto di rose bianche e velo da sposa tra una felce ancora verdissima, un cellulare d’altri tempi, la bottiglia d’acqua minerale Levissima perché quella del reparto non le piace, una nuova federa per il suo cuscino personale rubato dal letto di casa e una copertina in pile violetta piegata sotto. Scorgo sotto al libro una piccola molletta-lampadina, di quelle che si attaccano ai libri per leggere di sera e un sacchettino aperto, di raso, con alcune caramelline alla menta e liquirizia.
Anna si è perfino truccata il viso con leggero fard e rossetto il secondo giorno dopo l’intervento. Ha la mania di usarlo rosso lacca e di esagerare sul labbro superiore debordando e facendolo sembrare un artefatto della chirurgia estetica dei sottoborghi.
Sono quasi le nove di sera e ancora imperterrito il suo rossetto rosso spicca sulla vestaglia color avorio e i capelli neri raccolti a chignon con una forcina di perle (sicuramente di fiume). La rincorsa alla firma caratterizza il suo stile. Trolley di Louis Vuitton abbinato al beauty case, ciabattine Gucci, orologio Prada, camicia da notte blumarine. Una sfilata di bon ton ostentando marchi e sigle in bella vista che anche il più comune profano decifrerebbe.
Sono riuscita a parlare poco con Anna e molto con il marito. Me la descrive come una donna forte e decisa a fare tutto da sola. Disinteressata alla sessualità da dieci anni, con l’entrata in menopausa, si è dedicata anima e corpo al lavoro e alla lettura. Non ho mai capito se hanno figli, non ho mai visto nessun altro accanto a lei oltre al marito.
Anna e Bruno hanno trascorso una vita girando il mondo. Non insieme però. Lei appassionata di storia, tra piramidi , Budda e Aztechi, lui biologo marino, tra i mari della Groenlandia o della nuova Zelanda fino alla Patagonia per salvare specie in estinzione. Ecco da dove arriva la dedizione al prossimo, penso tra me e me, con un tocco di dispiacere se immagino che sul letto possa trovarsi lui. Non riesco ad immaginarmela crocerossina.
Fin qua tutto sembra semplice e abbastanza comune per molte coppie, se non fosse per i successivi tre minuti dal momento in cui lascio la stanza delle piramidi.
Il campanello sito fuori della porta principale del reparto trilla sul monitor che rimbomba in guardiola. E’ un uomo, giovane, sulla quarantina sembra. Ha un trolley con sè, sembra un avvocato in arrivo dall'ufficio milanese, sentito l'accento.
“Siii ???”, rispondo alla cornetta guardando sul piccolo videocitofono l’uomo in giacca e cravatta.
“Ehm.. dovrei portare alcune cose alla signora Lavelli, posso entrare un attimo?”. Premo il pulsante di apertura della porta e mi affaccio sul corridoio per vederlo entrare e andare nella giusta stanza, quella di Anna. “E’ la stanza numero 7”, gli dico sottovoce e lo accompagno per un breve tratto come se dovessi fargli da guida. Lui però sa benissimo dove andare. In fondo al corridoio, il marito di Anna già lontano mi saluta con un cenno di mano alzata. Butto lo sguardo dentro la stanza buia debolmente illuminata dalla lucetta sul libro che Adele tiene accesa per poter leggere Cavallo Rosso. Nella penombra mi chiedo se il quarantenne in giacca e cravatta riesca a scorgerla. Senza preoccuparmi troppo, faccio un salto in sala medicazioni per prendere un flacone di antisettico per le mani da lasciare in corridoio, dato che mi accorgo essere finito. Saranno trascorsi circa due minuti da quando quel tenebroso quarantenne è entrato in reparto e la curiosità mi assale. La porta semiaperta della stanza non mi consente di essere notata. Non è possibile. Non credo ai miei occhi!. Rimango basita. Il giovane avvocato si china su Anna con una delicatezza difficile da descrivere a parole e nemmeno a metafore. La bacia sulla fronte tenendole il viso, poi le chiede di abbassare il lenzuolo per vedere la sua stomia e di punto, si alza la propria maglietta facendo scorgere...una stomia pure lui!!! .
Che strano il destino, lui… Una stomia intestinale. Non lo avrei mai immaginato. Niente è come sembra mi dico.
La stomia non è un’etichetta, è una silenziosa presenza amica che sa di vita.
“Ciao mamma. Starò accanto a te tutta la notte, non preoccuparti”.
Con il peso di una libellula lascio la stanza in punta di piedi.
Anna è felicissima. In tre minuti ho letto la gioia nel suo viso.

2 aprile 2014

Pancia a Tartaruga o Pancetta ?

Come potete vedere dalle foto:




In caso di ptosi addominale per deficit muscolare, per ernie ombelicali, per laparoceli addominali, o obesità, si tende a modificare la postura, inarcando la schiena (iperlordosi lombare) per compensare il peso in avanti dell’addome.
Si ottiene pertanto un concentramento delle forze in avanti e in basso, sulla vescica e su tutto sul pavimento pelvico anteriore, mettendo a rischio le strutture di sostegno (ovvero le corde che sostengono i muscoli del pavimento pelvico).

Il rischio di prolasso degli organi pelvici (vescica o utero) per la donna, e di prolasso del retto (uomo e donna) aumenta in modo proporzionale a questa spinta in avanti della pancia.



Vivere con l’addome sempre introflesso (=“pancia in dentro”), respirando normalmente e non in apnea, è l’esercizio più diffcile ma anche il più efficace per contenere le pressioni addominali che andrebbero ad aumentare i disturbi della defecazione (per es. non completo svuotamento dell’ampolla rettale), o l’incontinenza urinaria o il peggioramento dei prolassi.



Quando invece la parete addominale è, all’opposto, molto tonica, come nelle donne super sportive, la resistenza opposta ai visceri intestinali potrebbe aggravare le spinte pressorie verso il basso, in direzione della fessura vaginale o uretrale. Questa ipotesi potrebbe giustificare il riscontro di prolassi della vescica o dell’utero, anche nelle donne che non hanno mai partorito, ma che sono iper sportive.

Meglio allora se la pancia rimane piatta, morbida e senza grasso. Meglio evitare gli esercizi che portano a spingere con la pancia (esercizi per gli addominali in inspirazione sono deleteri) ed evitare le diete "ingrassanti". Evitare inoltre la ventriera di contenzione poichè il lavoro attivo di introflessione (= di tenuta della pancia in dentro) deve essere volontario e costante, non indotto dalla ventriera.

Villotte J et al. Dyschesie femminine, associations fonctionelles et troubles de la statique pelvienne. Press Med 1994.

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