30 settembre 2018

Contrazione di Kegel (Pelvicstom)

160 DONNE AD ALTIVOLE PER IL CORSO SUL PERINEO

Inaspettata davvero questa affluenza, sono sincera. Centosessanta donne (e qualche uomo) all'auditorium Pier Miranda Ferraro di Altivole, in provincia di Treviso, hanno dimostrato la curiosità che esaudisce il mio desiderio di entrare nell'animo intimo di ognuna di loro.
Ho voluto condurre la conferenza con una diversa modalità rispetto alle precedenti. Più teatrali alcune rappresentazioni delle disfunzioni perineali, più ironia sull'altro sesso, più sottolineature sul prendersi cura di sè cominciando a mettere uno specchio in mezzo alle gambe. Si parte dalla vagina e si sale al volto, non viceversa. Quell'angolo nascosto va considerato parte di noi e non accessorio fine a se stesso. E allora sì che anche la minzione o la defecazione alterate, vengono maggiormente comprese se si impara a guardarsi e scoprire che magari c'è un ingombro vaginale, detto prolasso, che potrebbe ostruire il passaggio di urina e feci. 
Immancabile la "prova palloncino", che insegna a gestire le pressioni intraddominali (durante il soffio) e a contrastarle sul perineo con la contrazione preventiva. E' un momento che spezza la conferenza come una piccola pausa, che diventa pratica, divertente. 
Ad aprire la serata, dopo i saluti della responsabile dei servizi culturali e alla persona Dott.ssa Elena Schievano, che ringrazio infinitamente per la disponibilità, abbiamo avuto il piacere di avere sul palco tutto il direttivo AISCAM (asssociazione incontinenti e stomizzati di Castelfranco e Montebelluna), con il suo vice presidente Attilio Reginato, promotore di questa cultura della prevenzione perineale. A lui va un plauso particolare. Perchè la tenacia e la determinazione a volere migliorare la sanità Veneta, già ai primi posti in Italia, lo portano instancabilmente ad allacciare rapporti con tutte le amministrazioni comunali.
Al di là del partito politico, la Sanità deve pensare al benessere comune dei cittadini. Le liste di attesa a volte, specialmente in questo ambito pelvico, sono lunghe. Uno dei motivi per i quali mi hanno chiesto di collaborare con l'associazione all'informazione è proprio questo. Con due serate (teorica e pratica), le donne (e gli uomini), acquisiscono gli strumenti per cominciare un cambiamento.

In che modo? Ragionando sul perineo, iniziando a controllare le pressioni addominali, a tenere "la pancia in dentro", a contrarre i muscoli vaginali o anali in ogni momento, oppure a farsi visitare nel caso di dubbi, problemi insorti per i quali non sapevano dell'esistenza di una cura, recarsi dal medico di famiglia (I° step) e parlarne.
Sede di arcaici istinti primordiali, infinite passioni, perverse trasgressioni o chirurgiche rivoluzioni, il pavimento pelvico nasconde le insidie del nostro animo più intimo.
E' una mia frase, la definizione di pavimento pelvico secondo le emozioni. E con orgoglio la mostro nelle prime slides. Per far riflettere dal principio e portare avanti il concetto nelle successive. 

La dottoressa Caterina Bertelli, amica e psicologa, ha esordito sottolineando l'importanza assoluta del prendersi cura anche della propria mente quando esiste una disfunzione perineale. Questo perchè il corpo è un tutt'uno e nella complessità in cui tutto si relaziona, anche se sembra impossibile, l'incontinenza urinaria da urgenza o le defecazione ostruita, il dolore pelvico cronico e tante disfunzioni sessuali, si trattano in collaborazione con la psicologa.
Il Direttivo AISCAM, ha presenziato all'evento. Ogni componente lavora duramente dietro le quinte e l'impegno è davvero immenso. Frutto dello spirito di solidarietà o motore per una rinascita post malattia. Li ho voluti tutti sul palco, per puntare i riflettori anche su di loro, che solitamente invisibili, consentono tutte queste iniziative. 

Con Caterina Bertelli, l'impegno a portare lo psicologo in corsia, è costante. Lei è pronta per eventuali collaborazioni ospedaliere, e una convenzione sarebbe ideale. Sono pochissimi gli psicologi che trattano i pazienti incontinenti con la competenza che la contraddistingue. Non basta l'empatia. Servono conoscenze specifiche che lei dimostra di possedere ad ogni incontro con un mio paziente.



Le volontarie dell'associazione insieme alla co organizzatrice dell'evento distribuiscono materiale informativo e piccoli utili gadgets ai partecipanti. Tutto si basa sul volontariato, la gratuità, il fare del bene. Nella foto sopra, Annamaria Fietta e Diana Lion di AISCAM. 





Non sono mancati quindi i momenti comici che hanno lanciato comunque dei messaggi ben precisi. 
La defecazione deve avvenire in modo fisiologico, senza rocambolesche acrobazie sul wc. L'addome si appiattisce se... si impara a tenere dentro la pancia. Ovvietà non ovvie ma che fanno sorridere. 
Un sedere a "paperetta" porta gli ischi in apertura e quindi "apre i rubinetti". 
Ho dovuto utilizzare una terminologia facilitante la comprensione. Non trattandosi di un congresso medico, scomporre e semplificare i concetti mi è parsa la strategia vincente. Io ringrazio infinitamente tutte le donne che hanno preso parte all'evento e le invito tutte giovedì sera 4 ottobre ore 20.30 presso la palestra delle scuole medie, per la prova pratica. 
Utile iscriversi telefonando al   0423/918380 (Biblioteca) . E' richiesta una gentilezza coreografica, una t-shirt rosa o fucsia e utile un tappettino. Stavolta, potete lasciare i compagni a casa. 

UN LIBRO CHE PARLA DI EMOZIONI

Thomas Tolin non è solamente l'uomo al quale ho consegnato la "Menzione d'Onore" al Premio Letterario Prunola 2018 per l'inedito "Quale Padre" ora edito da Panda Edizioni, Thomas Tolin è uno scrittore di emozioni, trascinate, analizzate, velate e confessate. Vere. E voi sapete quanto io ami seguire questi esseri umani che tanto possono dare con la scrittura.
"Presidente della lobby delle famiglie", così si definisce, il Tolin sanmartinaro descrive la copertina del suo libro come un'alternanza tra cielo e terra, dove il cielo vince. Abituiamoci a guardare e ad andare oltre. 
Pagina dopo pagina, come in un'immagine appresso all'altra, tale è la capacità dello scrittore di metterti dentro la storia, si crea un sostrato fisico della cultura individuale, una rete di connessioni attraversata da correnti elettriche e da messaggi chimici. Se potessimo guardare dentro la testa dei personaggi, vedremo come diventano liquide le emozioni a scapito della razionalità. Si infiltrano, sovrastano l'animo umano, predominano. 

Con due occhi che emanano dolcezza, Thomas rivolge spesso lo sguardo alla sua famiglia. Seduti tutti e tre i componenti in prima fila, regalano un affetto indiscutibile, un amore infinito.  
Durante la lettura di alcuni brani tratti dal libro, con la voce meravigliosa della lettrice, da far accapponare la pelle, l'emozione irrompe rigando i visi di lacrime.
Lo ha scritto in solitudine il suo libro Thomas. Durante le tante trasferte lavorative e le ore trascorse negli hotel. Sentiva che la vita era un rimescolio senza costrutto, che avrebbe potuto dare al mondo qualcosa in più di sè. Così, come se qualcosa cominciasse ad emergere dallo sfondo di un foglio, i contorni si facevano definiti e la storia prendeva forma. 
A tratti, le ombre tremule dei personaggi principali, sembrano vivere nella nostra porta accanto. 
L'esistenza umana è piena di formidabili sorprese sempre in divenire. Lo afferma anche il Dott. Oscar Miotti, vice presidente dell'ordine degli psicologi del Veneto, presente sul palco insieme a Don Giuseppe Sovernigo.

Non ci sono persone sbiadite o sbagliate. Ci sono girasoli (una coppia) che guardano nella stessa direzione. Questo è il potere della coppia, senza maschere severe o silenziose, senza deragliamenti psicologici, senza corpi nervosi. E' chiaro lo scrittore Valter Garatti quando esprime il suo concetto.
Così, dinnanzi ai miei sguardi rapiti dai suoi, inclini alle emozioni più vere, un grumo di commozione si faceva grosso anche in me. 
C'era un'atmosfera incontaminata in quella sala gremita di gente. Di amici e conoscenti, colleghi di Thomas, curiosi o appassionati lettori. Tanti i libri venduti. Tanto il desiderio di emozionarsi. E' la cultura che ci dà una mano. Basta trovare un piccolo spazio in noi, per questo angolino di mondo. E' il messaggio dell'editore Dott. Andrea Tralli (foto sotto).

La storia
Tre amici, un lago, l'amicizia e l'amore. Un intreccio di vite. 
La storia si svolge tra San Martino di Lupari, in provincia di Padova, e il Lago di Como. Tommaso è un prete dal passato ingombrante e con una storia inattesa...

28 settembre 2018

HO UN'IMMENSA PAURA

Ho raccolto le vostre paure, e ne ho fatto un racconto...vero.

lui, nel letto n 3
La parete della stanza è rigata dalla luce delle fessure della persiana. Anche il tuo volto sembra a strisce. Mi fai tanta tenerezza. Anche se siamo ricoverati tutti e due, non riesco a non guardarti mentre dormi. Ho paura che tu possa non svegliarti. Sai, domani anch'io sarò sotto agli stessi ferri che hanno operato te, ed ho tanta paura. 
Respira per favore.
Eccolo il petto e l'escursione del tuo diaframma. Quanta potenza c'è in un respiro. Chissà se hai male,  se stai sognando o avendo un incubo. Sei immobile come una mummia. Fanno senso le mummie. Chissà se tornerai ad essere quello di prima. 
Come è pallida la pelle del tuo viso. Sarà colpa di un inganno prospettico? Da sdraiato gli occhi incavati sembrano ancora più profondi. Anche le pieghe del cuscino si lisciano sotto al peso del tuo capo che sembra pesantissimo.
Avrai freddo? 
L'infermiera ti ha sistemato amorevolmente le lenzuola, ha ordinato il tuo comodino, controllato le flebo e tutti i sacchetti che penzolano dal tuo letto. Lo farà anche a me domani. 
Quanto è bella un'infermiera che si prende cura di te; e lo sarebbe ancor più se si prendesse cura anche delle mie paure. Quasi quasi glielo dico che ho paura. Una tremenda paura di non svegliarmi più. 

l'altro, nel letto n 4
Oggi mi toglieranno il catetere, due drenaggi e forse qualche punto. Non posso credere che andrò a casa senza un pezzo di me, che dovrò resettare tutta la mia vita, per iniziarne un'altra, e lasciar macerare la rabbia in cambio di una placida serenità. 
Tu sei lì che dormi, pacifico, come se nulla ti turbasse. Ti hanno appena operato e sei ancora nell'aldilà.
Russi, ti dimeni, scalci i piedi. Imperturbabile alle mie emozioni. Eppure vorrei vedere il mondo con i tuoi occhi, ringalluzzito come sembravi ieri, quando ingoiavi l'ansia per non farla trapelare, quando scherzavi sulla sessualità e le nostre amanti.
E anche adesso che il cuore mi batte sordo contro le costole in questo mio zigzagare per la stanza, ho paura che la tristezza mi si attacchi addosso. Guardarti mi mette una tale paura.
Un sussulto mi scalda la gola. E' il pianto che si va vivo, copioso e ininterrotto. 
Allora guardo fuori dalla finestra: la linea dell'orizzonte è liquida come le certezze. 
Poi, d'improvviso, ti giri verso di me. Ti stai svegliando. Accenni ad un sorriso. "Andrà tutto bene" ti sussurro.
Fai si, col capo, un piccolo cenno, da nuovo amico mio.
Non siamo soli ad aver paura.

Non sempre ospedalizzare nella stessa stanza per la stessa patologia è positivo. 

DIECI ESERCIZI PER IL PERINEO

Eccoli i 10 esercizi che abbiamo insegnato alle donne del corso pratico di Pelvicstom in tour nella Palestra di Loreggia, ieri sera.
Tanta, tantissima voglia di prendersi cura di sè, di comprendere i segreti di questo mondo di Pelvicstom e di farli propri. Si sono dimostrate davvero appassionate le 80 donne che hanno preso parte alla serata "pratica" di esercizi per il perineo. Regole e aggiustamenti comportamentali hanno caratterizzato tutti gli esercizi. Glutei dimenticati da tempo hanno voluto riscattare debolezze gravitazionali, e poi su col pube, ruota il bacino avanti, stringi. Stringi più che puoi, senza spingere da sopra, con la pancia. Quella la devi rendere morbida, a budino, pur appiattendola. Insomma concetti semplicistici a volte ovvi, ma che detti dalla terapista, risuonano nel cervello con altri toni, incisivi di sicuro e...motivanti.



Sono stati spiegati ed è stato esplicato il razionale di ognuno.
Fatevi seguire da una terapista, il fai da te è indicato solo dopo adeguato addestramento e sicuramente dopo aver seguito la parte teorica.
La terminologia non tecnica nè scientifica è stata utilizzata a scopo facilitatore per il lettore inesperto.
Questo corso è stato fortemente voluto dal Vice Sindaco Prof.ssa Laura Bastarolo, presente in prima fila alla serata teorica,  e da tutto l'assessorato alle politiche sanitarie e sociali che nelle vesti della Dott.ssa Sonia Genesin.

Ringrazio anche Franco Chiappin di AISCAM  (associazione castellana e montebellunese) per il saluto che ha voluto dare alle 80 donne e al nostro presidente regionale stomizzati e incontinenti Attilio Reginato .
Inoltre tutto il Direttivo AISCAM, immancabile, ha collaborato attivamente alla realizzazione delle serate.


1) IL RESPIRO DEL PERINEO

Supine, a terra con le braccia lungo il corpo o le mani appoggiate sul ventre. Flettete le ginocchia e distanziate appena i piedi.

Escursioni diaframmatiche che massaggiano l'intestino (ottime contro la stipsi) e consentono la risalita del perineo. Inspirare gonfiando leggermente l'addome ed espirare sgonfiandolo, introflettendolo, come se l'ombelico volesse raggiungere la colonna vertebrale. Contemporaneamente percepite il vostro muscolo elevatore dell'ano (MEA) e contraetelo forte, a risucchio, verso l'interno, per tutta la durata dell'espirazione (ottimo per i prolassi, l'incontinenza). Mantenete le spalle rilassate, soprattutto durante l'inspirazione. Cercate inoltre di rilassare i piedi, le gambe, i glutei. Nulla deve contrarsi, solo il MEA.



2) CONTRAZIONI ISOLATE DEL MEA NEI TRE MODI



Modo A

come nella foto sopra ma trattenendo le ginocchia al petto e incrociando le caviglie. Aprite le ginocchia, le anche. Stavolta non dovrete forzare la respirazione. Rilassate tutto come se steste dormendo. Concentratevi su contrazioni veloci del MEA e rilassamenti altrettanto veloci. Non dovrete usare i glutei nè i muscoli delle cosce per stringere lo sfintere anale.

Questo è anche detto esercizio di Kegel (1948). Se le contrazioni sono veloci e ritmiche (1 secondo per contrarre e 1 secondo per rilasciare) allora elasticizzerete quel muscolo fondamentale nel pavimento pelvico (ottimo sia nelle debolezze perineali che negli ipertoni). Ripeteteli 100 volte consecutive al giorno. Trovate il tempo. Se invece lo volete tonificare, rinforzare, allora i secondi per contrarre saranno due, e 4 per rilasciare, poi sempre in aumento e sempre il doppio del tempo per rilasciare (es. 3 sec di contrazione e 6 di rilasciamento...)

Modo B

Tutto come sopra ma nella posizione maomettana, sedute sui talloni e allungando le braccia in avanti.

Modo C

In laterale, portatevi rannichiate, con le ginocchia verso il petto. Un braccio piegato sotto all'orecchio, l'altro verso il gluteo opposto al braccio, con la mano che prende il gluteo. Contraete come sopra solo il MEA, ritmicamente. Ottimo per le gravide.

3) ALZARSI DA UNA SEDIA, DAL DIVANO, DAL LETTO, DA UN SEDILE

Ogni qualvolta il busto si flette in avanti, la pressione intra addominale aumenta e di conseguenza il perineo scende. Se, durante l'azione, espirate, il diaframma salirà e l'addome rientrerà "morbidamente" alleggerendo la base ovvero il pavimento pelvico. Se poi a tutto questo, aggiungerete la contrazione del MEA, e perchè no, anche dei glutei (validi amici in questo caso), il pubo rettale e il più ampio pubo coccigeo impedirà ai vostri organi pelvici di scendere verso il basso.


4) SPINGERE UN OGGETTO PESANTE, UN CARRELLO, UN MOBILE

Se avete i muscoli della schiena indeboliti, dovreste evitare simili sforzi. Inoltre, quando si utilizzano le braccia per "spingere" anche gli addominali partecipano all'azione. Tutto questo diventa un pericoloso attentato per il pavimento pelvico.
Se però le circostanze vi impongono di praticare quelle azioni, è importante stabilire un buon baricentro e porre il bacino in asse, portare una gamba avanti e una più indietro, flesse. Durante lo sforzo la regola vuole che si ESPIRI. Durante lo sforzo la regola vuole che l'addome venga appiattito senza sollevare le spalle.


5) IL PONTE DI BRANDT


Sdraiate a terra con le gambe flesse e i piedi paralleli, ponete le mani appena sotto l'arcata costale. Ora inspirate. Poi espirando, contemporaneamente, salite un pochino con il bacino a ponte, il pube ruotato verso l'alto il più possibile e l'addome che rientra ai massimi termini. l'ombelico scompare, scende più che potete. Mantenete per pochi secondi la contrazione anche dei glutei e immaginatevi di "trattenere la pipì". Con il pavimento pelvico in pendenza, allenterete le tensioni sulle strutture di sostegno (quelle corde che si chiamano tendini e legamenti e che sospendono il perineo).

Ripetetelo 30 volte. Anche le distanze dei dischi intervertebrali aumenteranno e sentirete cosi', enorme beneficio.

Non inarcate troppo la schiena. Il gancetto posteriore del vostro reggiseno deve rimanere schiacciato dalla a terra.
Questo esercizio lo ha inventato un ginecologo svedese chiamato Brandt, pensate, nel 1864. Fu il precursore.



6) TEETH-HEAD IN BASCULAMENTO DEL BACINO

Avreste mai pensato che se ogni normalissima azione quotidiana diventasse un esercizio, alla sera il vostro perineo sarebbe ultra allenato?


Provate mentre vi lavate i denti o la testa (denti in inglese si dice teeth e testa head).

Le braccia in movimento sono sollevate rispetto al diaframma. Flettete le ginocchia e divaricate di 50cm le gambe. I piedi sono leggermente in extra rotazione, come le papere, verso l'esterno. In questo modo, durante la contrazione del pavimento pelvico, le ossa ischiatiche si avvicineranno.
clicca qui per vedere un breve video di Pelvicstom

Ora concentratevi sul basculamento del bacino. Avanti e indietro. No, il busto non deve oscillare come una campana. Solo il bacino ruota avanti, e voi stringerete i muscoli perineali (glutei inclusi) e ruoterà indietro, basculando, L'articolazione del bacino sacro iliaca è molto importante che sia mobile, pertanto più l'escursione sarà ampia e più riuscirete ad inclinare l'uretra, imparando a chiudere bene "rubinetti difettosi". Ripetetelo finchè i vostri quadricipiti femorali vi diranno basta.


7) LE TRE CAMMINATE : PINGUINO, GAMBERO, BALLERINO

I nomi li ha inventati Pelvicstom. La camminata del pinguino è a piccoli passettini con le ginocchia flesse, i piedi ben appoggiati, l'addome piatto, il pube ben ruotato in avanti e verso l'alto (retroversione del bacino). Le mani sono mantenute sui fianchi.

Il gambero va indietro . Con le braccia allungate in avanti e le spalle basse. Si porta un piede dietro l'altro camminando come "in un filo sospeso" . Ad ogni passo il gluteo corrispondente si contrae. Immaginatevi che un filo d'acciaio vi tiri verso lalto. Controllate l'equilibrio. Le donne con incontinenza o con turbe della statica pelvica fanno molta fatica a mantenere l'equilibrio durante questo esercizio.

Nella camminata del ballerino (terza foto sotto) si va avanti in punta di piedi, con le braccia sollevate in alto. i glutei sono contratti, le gambe dritte, tese, rigide, l'addome piatto, il mento sollevato. Immaginatevi di trattenere le feci mentre camminate.




8) SQUATTY POTTY

E' la posizione accovacciata. Vi consente di stabilire un angolo di 35° tra il busto e il femore, di antivergere il bacino e rilasciare il pavimento pelvico. E' utile negli ipertoni, nel dolore pelvico. Simula la posizione sulla turca. Migliora lo svuotamento urinario.

Ponendo uno sgabello sotto ai piedi mentre siete sedute sul wc, fino ad ottenere quell'angolo squatty, riuscirete a svuotare completamente la vescica o il retto. Nei prolassi spesso, lo svuotamento è incompleto.

9) WORK IN PELVICSTOM : LAVATRICI, LAVASTOVIGLIE, LETTI E COMPANY

Flessioni del busto e poi su, dritte in piedi. Flessioni, spinte e perineo che si abbassa. Pensate.


Prima di raccogliere, piatti, bucato, oggetti o di incastrare quelle lenzuola sotto al materasso, espirate. Concentratevi sull'addome, portatelo piatto, stringete i muscoli vaginali e anali, tutti, il MEA.

Ora raccogliete.



10) STRESS TEST and THE KNACK


Quando tossite o starnutite vi scappa la goccina di pipì?


Imparate a fare the knack, il trucco.

Avvicinate le gambe, retrovergete al massimo il bacino. Il bacino non si retroverge ? allenatevi con l'esercizio N.5 e.6.

Dunque stringete i glutei. Ricordatevi di non spingere con l'addome. Mai.

Concentratevi sul MEA. Stringetelo, contraetelo, a risucchio verso l'interno. Avete un MEA debole ? Allenatevi con l'esercizio N.2

A questo punto siete pronte per soffiarvi il naso, starnutire o tossire.
clicca qui per vedere un video della contrazione isolata dell'ano


grazie di cuore a tutte e 80!!!!!!!!



Vi aspetto Stasera ad Altivole (Tv) per un'altra serata teorica !

27 settembre 2018

ABBRACCIAMI

Quando sono stanca morta e mi butto su un materasso comodo e accogliente, avvolta dal tepore e dalla morbidezza di una coperta di pile, ho come la sensazione di trovarmi in quell'abbraccio.
Si avvicina a me con un sorriso nascosto dietro a grandi occhiali dalla montatura nera. Non so dove li abbia comperati, ma quest'aria vintage le dona un sacco.
L'abito grigio abbottonato fino al collo, la veste di un'aura bambinesca, come il fiocco sulla manica e la scollatura docile sulla schiena che lascia intravvedere un tatuaggio nei toni del verde. Con due occhioni neri lancia in aria il suo sorriso e lo riprende al volo per stamparlo nel volto di chiunque la incontri. Il ciuffo vaporoso dei capelli dal taglio corto, esprime una cura di sè senza eccessi.
Io sono ferma alle macchinette del caffè, osservo le circonvoluzioni di un'edera sull'albero, alla finestra,  e lei entra di soppiatto. 
Mi cinge la vita dapprima con le mani aperte e il mio sussulto la coglie impreparata. Soffro tremendamente il solletico in quel punto. Ci spacchiamo in una risata sonora. Com'è bello iniziare così la giornata.  Mi chiede un lauto "come sto". Sardanapalesco lo definisco io, principesco. Poi, come in un incastro perfetto, apre grandi le braccia, come per avvolgere aria e materia tutta e mi abbraccia forte.
Come una dispensatrice di affetto, lascia trasparire un bene lussuoso. Piacevolissimo e avvolgente, mi carica di tutta la sua potenza.  
Non lo fa forzatamente, e non lo fa solo con me. Ritiene che dentro all'abbraccio ci sia la comunicazione di un messaggio solidale. Che sia  come dire "sto con te, in te, per te. Ci sono". E così, come in una coperta avvolgente e calda, mi ci lascio andare dentro, a fondo, anche sorridendo delle nostre rispettive "materne abbondanze"; e mentre il ghigno si fa ironico, mi esorta con un "Buona Giornata" a tutto spessore, dalle virtù antalgiche. Ed io parto come un treno. 

Grazie Diana 

25 settembre 2018

Chiedilo alla psicologa: non sono riuscito a salvare mia moglie

Gentile dott.ssa ho perso mia moglie qualche mese fa e ni porto sempre con me un grande peso. Mi sento in colpa per non essere riuscito ad arrivare in tempo in salotto e farle per più tempo il massaggio cardiaco in attesa del personale sanitario. Le chiedo un aiuto, mi sento incapace di continuare a vivere.

Caro Luca,
il senso di colpa deriva dalla sensazione di essere la causa di quanto è successo. Ma né io, né lei , né alcuna altra persona avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe successo. La morte del nostro corpo è un evento inaspettato, imprevisto anche nei casi di malattia terminale. E soprattutto non desiderato nella maggior parte delle situazioni.
Lei ha fatto molto, si è prodigato a chiamare i soccorsi, ha effettuato la manovra di rianimazione al meglio delle sue possibilità. Non ci sono né “se” e né “ ma” di fronte al fine vita. La morte esiste.
E’ trascorso poco tempo dal giorno della perdita, il suo sentire è intriso di emozioni forti che solo con il tempo potranno attenuarsi.
Condivida i suoi pensieri con qualcuno che conosceva bene anche sua moglie se è possibile, darete insieme un senso, un significato al vivere di oggi, mantenendo vivo l’amore che sua moglie le ha donato.
Sarebbe importante che avesse un luogo in cui può andare “a ritrovare” sua moglie come può essere il cimitero, oppure la stanza in cui tiene l’urna con le ceneri, o dove le ha sparse. Lì sa che le può parlare, le può raccontare ciò che sente, ciò che sta facendo, ma può anche allontanarsi per dedicarsi a sé, per continuare il suo percorso di vita.
Un abbraccio
Dott.ssa Caterina Bertelli
contattami al 338 1486789

Il consiglio dell'ostetrica: il massaggio del perineo

Sempre più spesso sta prendendo piede tra le donne gravide la pratica del massaggio al perineo come parte integrante della preparazione al parto. La comunità scientifica infatti, supportata da diversi studi, ne raccomanda l'esecuzione nelle settimane antecedenti al parto al fine di preservare il pavimento pelvico da traumi che possono comportare danni funzionali nel breve e lungo termine.
Per alcune donne le parole "perineo" o "pavimento pelvico" sono ancora sconosciute: compito dell'ostetrica è quello di accompagnare le mamme in questo percorso di scoperta e allenamento di quel distretto muscolo-tendineo che non solo assiste al parto, ma pure è responsabile della funzione escretoria dell'apparato digerente e urinario, centro di conversione delle forze deputate all'equilibrio e alla deambulazione, mezzo per la stabilità degli organi addominali e per l'espletamento della funzione sessuale. Se dunque ottenere una buona propriocezione e prevenire disfunzioni pelviche con semplici regole comportamentali é fondamentale nella pratica quotidiana, risulta di particolare importanza massaggiare la cosiddetta "zona del sellino della bicicletta" in previsione del parto al fine diminuire l'entità delle lacerazioni e le conseguenti alterazioni che potrebbero compromettere incisivamente la vita della donna.
Cosa serve?
-Un olio per massaggi, va benissimo quello di mandorle che solitamente viene già usato dalle mamme sul pancione per la prevenzione delle smagliature, oppure olio di cocco, olio ricco di vitamina E o un lubrificante.
-Le dita di una mano.
Come?
Dopo aver preventivamente tagliato le unghie e lavato le mani, svuotato la vescica e riscaldato i tessuti con un semicupo caldo o un delicato massaggio vulvare o, in alternativa, una pezza bagnata calda posta sul perineo qualche minuto.
In posizione semi-sdraiata, con il bacino rivolto verso l’alto e le ginocchia divaricate su cuscini, applicare l’olio e inserire delicatamente il pollice della mano all'introito vaginale eseguendo dei movimenti a semiluna da ore 3 a ore 9, spostandosi cioè da destra e sinistra e viceversa passando per la parete posteriore. La zona che viene massaggiata é principalmente mucosa e questo dà modo di prendere confidenza con i tessuti. Il passo successivo è lo stretching "a raggiera" ovvero eseguire pressioni a ore 3, 5, 6, 7 e 9.

La prima sensazione sarà un riflesso di chiusura e contrazione anale; durante le pressioni a raggiera soprattutto a ore 6 lo stimolo sarà simile a quello percepito quando impelle defecare: tutto normale. È importante darsi il tempo necessario a prendere confidenza e procedere giorno dopo giorno senza scoraggiarsi. Presto si otterrà una sensazione di apertura ed elasticità.
In che tempi?
A partire dalla 34 settimana per una decina di minuti a giorni alterni e dalla 37 settimana tutti i giorni fino al parto.
Ci sono controindicazioni?
Non è consigliabile eseguire il massaggio in caso di infezione vaginale o emorroidi.
Presenta dei rischi o effetti collaterali?
Non presenta alcun rischio. Non deve essere un esercizio doloroso, che sennò rischia di essere controproducente, tuttavia è facile riscontrare un po' di fastidio, soprattutto in fase iniziale.
Ci può essere anche un po' di difficoltà di approccio o nell'esecuzione: un buon consiglio è quello di farsi aiutare dal partner, cosa che non può che aumentare la complicità e l'intimità.

E in caso di dubbi?
Contattare l'ostetrica di fiducia!

Se hai bisogno: Dott.ssa Giulia Fornasier ostetrica specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico 340 2597513. 
Giulia fa parte del nostro gruppo GITERP (gruppo italiano terapiste esperte nella riabilitazione perineale)


Bibliografia
Journal of Midwifery & Woman’s Health Volume 61 , numero 1 Gennaio/febbraio 2016 Pagine 143-144 https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/jmwh.12427
Effect of perineal massage on the rate of episiotomy and perineal tearing. Demirel G, Golbasi Z. Int J Gynaecol Obstet. 2015 Nov;131(2):183-6. doi: 10.1016/j.ijgo.2015.04.048. Epub 2015 Jul 26. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26410801
Antenatal perineal massage for reducing perineal trauma. Beckmann MM1, Stock OM. Cochrane Database Syst Rev. 2013 Apr 30;(4):CD005123. doi: 10.1002/14651858.CD005123.pub3 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Beckmann+MM%2C+Stock+OM

24 settembre 2018

CARICATA DI EMOZIONI E RICORDI A COSTO ZERO

Metti una mattina  in un teatro del '700 nella cittadina che ti ha visto nascere, la Castelfranco dell'Accademico per antonomasia,  in compagnia di un artista che dipinge i luoghi in cui hai amoreggiato, passeggiato, confidato, vissuto. Viuzze in cui ti sedevi sui pilastri ammirando il belloccio di turno, in sella al mitico Ciao. Metti un pittore che dipinge i luoghi della tua giovinezza con colori carichi e vivaci, in una scia emozionale che puoi comprendere quando fissi i suoi quadri. E' una mostra per i castellani e non solo, quella di Francesco Rosina,  ad entrata libera, gratuita, che consiglio.

Un paio di baffi bianchi, ton sur ton con i capelli curati, una camicia grigia e una snaker bianca, si presenta così a me l'artista Rosina, nella sua semplicità senza ghirigori. Un settantasettenne pittore dei borghi e scopritore di segreti che mi porge la mano come se fosse un vecchio amico mio. 
Mi accompagna lui per tutta la mostra, descrivendo i suoi quadri e cosa suscita  ogni scorcio rappresentato. L'amore per la città è palpabile e nell'atrio disegnato dal Preti, nell'eleganza che contraddistingue tutto il Teatro, i quadri si vestono e parlano di una Castelfranco bella. Dobe il "bella" è davvero un aggettivo potente e carico di significato. Qualche poesia, scritta da Rosina, si fonde accanto ai quadri, come se fosse costruita sulla calibratura, sulla sospensione. "La facoltà di ammirare non appartiene a tutti" sostiene Rosina. Nella sua pittura si trova la vita trasversale, con personaggi di ogni età ed estrazione sociale. 
Allo spettatore non castellano sembrerà di setacciare la nostra città come un flaneur curioso alla scoperta dei segreti. E anche se gli parrà di camminare dentro ad una vita non sua, un microcosmo di colori che convivono in spazi ordinati e proporzionati lo travolgeranno. Lo sguardo sarà sempre in movimento e mai sazio. Ma sarà la curiosità a spingere a fermarsi sui dettagli.
Se vi resta ancora un guizzo di energia dopo la visione della mostra, vi esorto a raggiungere la Terrazza Roma, che offre una vista mozzafiato sul castello. Potrete pranzare appollaiati come un nido sul tetto del palazzo. Osserverete da là le meravigliose mura che ricordano un'intricata tessitura. Visitate il sito www.lenostremura.it, per poter contribuire al restauro e alla sorte di un progetto di bene dal peso specifico di ogni singolo mattoncino in cui l'alternativa sarebbe il vuoto pneumatico di un ipotetico crollo. Il quartiere Abruzzo, si è attivato con una lotteria, ho acquistato diversi biglietti e potrò dire anch'io di aver contribuito al restauro. 
Osservate le pietre ordinate sulla torre dall'alto della terrazza. I raggi solari proiettati su di esse modulano in automatico l'intensità della luce che ritorna all'interno della sala da pranzo.
I mattoni sbrecciati però non possono non colpirvi al cuore. Sono malati e hanno bisogno di cure. Di mani sapienti e animi generosi. Hanno bisogno di buona volontà e restauri. Oggi sono come gemme preziose incastonate in una corona che potrebbe non brillare più. Ma come due lucenti occhi azzurrissimi conficcati tra le rughe spiccano e colpiscono, così i nostri tre milioni di mattoni, dal valore culturale inestimabile, attirano la nostra fervida attenzione. Sarà quel rosso vibrante, aranciato, che ti sa catapultare nel medioevo dei ricchi, o quel verde ad essi interposto, di una natura selvaggia e disordinata solo all'apparenza.

Ma proseguiamo con i consigli. Se poi coltivate come me una insana passione per la confezione artigianale di bracciali e collane, la vostra strada è senza dubbio nuovamente dentro le mura, per vedere il mercatino artigianale periodico. 
La via cittadina che congiunge le due porte del castello è una fiera di rivenditori di qualsiasi genere di mercanzia fatta rigorosamente a mano. 
Se invece siete degli inguaribili viaggiatori da poltrona e piuttosto che conquistarvi la meta passo dopo passo sul duro asfalto cittadino preferite sognare ad occhi aperti il vostro giro del mondo, c'è sempre la possibilità di rileggervi la storia del Teatro mollemente sdraiati sul tappeto erboso dei giardini, mentre qualche anatroccolo sovrasta la quiete dell'acqua, seguito in perfetto ordine dalla sua scia di anatroccolini.
E gli scorci di Francesco Rosina vi torneranno limpidi e carichi di emozioni. La sfida è proprio quella di aprire al pubblico luoghi desueti, paesaggi del quotidiano, spazi meno frequentati, periferie nascoste, attirandole con pennellate ammirevoli che fanno scattare la scintilla dell'adesione naturale, umanissima.

Fanni Guidolin

Potrebbero interessarti anche:

Archivio blog