12 aprile 2019

Anatomia del Pavimento Pelvico (per addetti ai lavori)

Il pavimento pelvico è una struttura di sostegno di grande importanza: è infatti attraversata dal tratto genitourinario e dall’ultima porzione del sistema gastrointestinale, e il suo corretto esercizio assicura il perfetto funzionamento dei suddetti apparati. Dal punto di vista anatomico rappresenta la sintesi di molteplici strutture muscolo-connettivali che sono organizzate in senso cranio-caudale.
Nel livello profondo (Connettivale) troviamo la fascia endopelvica.
Al livello intermedio (Muscolare) abbiamo due livelli: un livello profondo costituito dal diaframma pelvico e uno superficiale rappresentato dal muscolo longitudinale del retto) 
Infine, a livello superficiale (Muscolo-connettivale) troviamo in senso antero-posteriore il diaframma urogenitale, il corpo perineale, il muscolo sfintere esterno dell’ano e il corpo anococcigeo.
Il muscolo puborettale  non rientra in questa stratificazione poiché con il suo decorso peculiare attraversa il livello intermedio e quello superficiale. 
Durante la contrazione dell’elevatore dell’ano avverrà la chiusura delle aperture vaginale e anale e l’aumento del tono del diaframma pelvico che fornirà quindi un piano rigido di supporto per i visceri della pelvi e un aumento del tono sfinteriale uretrale striato. 
I muscoli ischio-coccigei sono una coppia di muscoli pari e simmetrici, ciascuno costituito da un sottile fascio triangolare il cui apice origina dal legamento sacrospinoso e dalla spina ischiatica e la cui base trova inserzione sul margine laterale del coccige. Localizzati posteriormente all’elevatore dell’ano, chiudono parte del grande forame ischiatico e costituiscono un rinforzo aggiuntivo alla porzione posteriore del pavimento pelvico. 
Il Muscolo longitudinale dell’ano è costituito dall’affrontarsi di fibre muscolari provenienti dal livello sovrastante (muscoli puborettali e pubococcigei) e sottostante (muscolo sfintere esterno dell’ano). È bene ricordare che tale muscolo non è parte integrante della parete del retto, che presenta una propria tonaca muscolare longitudinale, e che non trova inserzione nel retto, tanto che è possibile individuare un piano di clivaggio tra le due strutture.
Il diaframma urogenitale, che rappresenta la porzione anteriore del pavimento pelvico ed è costituito da tessuto connettivo e dal muscolo profondo trasverso del perineo, origina dalla superficie interna del ramo ischiatico e presenta plurime inserzioni: muscoli bulbocavernosi, perimetro della vagina e corpo perineale, costituendo quest’ultimo il punto di raccordo tra la metà destra e sinistra. 
Il corpo perineale formato da una massa piramidale fibromuscolare rappresenta un punto nodale dove trovano inserzione anteriormente il diaframma urogenitale e posteriormente il muscolo sfintere esterno dell’ano, collegando la porzione urogenitale e anale del pavimento pelvico. Inoltre dalla sua sommità si dipartono le fibre che costituiscono il setto rettovaginale. Il muscolo sfintere esterno dell’ano è costituito da fibre di muscolo striato che si dispongono ad anello a circondare la porzione inferiore del retto. Il corpo anococcigeo è formato da fibre del muscolo elevatore dell’ano, del muscolo sfintere esterno dell’ano e da tessuto connettivo fibroso. Origina dall’apice del coccige per trovare inserzione al livello del polo posteriore del muscolo sfintere esterno dell’ano. Funge da punto di ancoraggio dello strato superficiale al sacro, stabilizzandone e rendendo più efficiente la dinamica delle contrazioni muscolari. Infine, il muscolo pubo rettale origina medialmente al muscolo pubococcigeo e presenta un decorso peculiare, dove lo vediamo attraversare i livelli muscolare (intermedio) e muscolo-connettivali(superficiale) che abbiamo descritto. È orientato verticalmente e decorre medialmente e al di sotto del muscolo pubococcigeo. Presenta un intimo rapporto con le pareti laterali del retto, per inserzionare sulla sua parete posteriore. Contraendosi provoca una brusca angolatura del retto, favorendo la continenza.

11 aprile 2019

IL TERZO CONGRESSO REGIONALE A.I.S.VE.

AISVE è l'acronimo di Associazioni Incontinenti e Stomizzati Venete, poichè raggruppa tutte le associazioni provinciali della regione Veneto. 
Da anni si occupa della tutela dei pazienti portatori di stomia (una derivazione sull'addome per l'urina o le feci) e dei pazienti che soffrono della patologia Incontinenza, anche lieve. 
Con il Decreto Regionale n.1874 del 22 Novembre 2017 la Regione Veneto ha stabilito tre livelli di assistenza per questi pazienti. 
Il primo livello si attua negli ambulatori dei medici e pediatri di famiglia, in cui avviene l'accertamento del problema. Il secondo livello è rappresentato dagli ospedali spoke, in cui è possibile sottoporre il paziente ad esami diagnostici specifici per tale patologia, nonchè ad eventuale riabilitazione del pavimento pelvico, ovvero del recupero della funzione mancante, come la continenza. Infine, gli ospedali Hub, cinque in Veneto, tra cui spicca Treviso, nell'Ulss2 Marca Trevigiana, apripista, dove il paziente può sottoporsi alla chirurgia avanzata dell'incontinenza sia urinaria che fecale e dove sono accentrati degli ambulatori di riferimento per il trattamento a trecentosessantagradi di tali pazienti da parte di personale medico e infermieristico specializzato.
Con il terzo congresso regionale AISVE, capitanata da Attilio Reginato, e coadiuvato dal presidente dell'associazione locale ISAVICO (Conegliano e Vittorio Veneto) Silvano Padovan, si organizzeranno due tavole rotonde di professionisti della materia. Essi interagiranno con il pubblico in sala rispondendo a tutti i loro quesiti, nonchè spiegando lo stato dell'arte della normativa e i lavori in corso. 
Opinioni a confronto si focalizzeranno sull'obiettivo principe che è quello di mantenerci uniti per poter creare una rete di assistenza fatta di persone per le persone. Ne è assolutamente convinto anche il presidente Dott. Gabriele Roveron di AIOSS, l'associazione che raggruppa tutti gli stomaterapisti italiani. Basta un confronto con altre regioni per rendersi conto della nostra fortuna. Infine, tra gli obiettivi in scaletta, daremo al pubblico l'opportunità di farsi sentire e di avanzare richieste, di porre domande e di ricevere risposte dalle istituzioni, dalle amministrazioni, dai dirigenti medici e da tutto il mondo dei professionisti infermieri specializzati in stomaterapia e riabilitazione del pavimento pelvico. 

Per chi fosse interessato, l'AISVE organizza una corriera dal Duomo di Montebelluna TV alle ore 7.30 del 4 maggio. Previa conferma alla signora Franca cell 345 6748423 e una caparra di euro 10. 



AUTORITA’
Benazzi F. Direttore Generale Ulss2 Marca Trevigiana
Chies F. Sindaco di Conegliano
Reginato A. Presidente Regionale AISVE
Padovan S. Presidente ISAVICO

RELATORI
Baccichet R. Ginecologia Oderzo
Biondani L. Stomaterapista Verona
De Zorzi L. Urologia IOV Castelfranco Veneto
Giorato E. Stomaterapista Padova
Guidolin F. Stomaterapista Castelfranco e Montebelluna
La Cognata C. Radiologia Padova
Ramon P. Stomaterapista Vicenza
Reveane M. Stomaterapista Belluno
Rovere D. Stomaterapista Conegliano
Santoro G.A. IVa Chirurgia Cà Foncello Treviso
Soncin A. Fisiatria Cà Foncello Treviso
Stocco M. Stomaterapista Venezia

PROGRAMMA

8.30-9.00 SALUTI DELLE AUTORITA’
Chies F. Sindaco di Conegliano
Benazzi F. Direttore Generale Ulss2 Marca Trevigiana
Reginato A. Presidente AISVE

PROGRAMMA SCIENTIFICO PRIMA PARTE 9.00-10.30
Stato dell’arte dell’applicazione della legge regione Veneto n. 1874 del 22/11/2017 sulla Rete dei Centri per l’incontinenza

INTRODUZIONE
Militello C.

TAVOLA ROTONDA:
Incontinenza urinaria e fecale. Prospettive assistenziali ed organizzative della rete territoriale. Opinioni a confronto.

MODERATORE
Pavanello M.

RELATORI

Santoro G.A. IVa Chirurgia Treviso
Coordinatore Progetto Incontinenza Ulss2 Marca Trevigiana

Soncin A. Fisiatria Cà Foncello Treviso

Baccichet R. Ginecologia Oderzo

La Cognata C. Radiologia Padova

De Zorzi L. Urologia IOV Castelfranco Veneto

Guidolin F. Stomaterapista specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico Castelfranco Veneto e Montebelluna


Coffee Break 10.30-11.00

PROGRAMMA SCIENTIFICO SECONDA PARTE 11.00-12.30

INTRODUZIONE
Militello C.

TAVOLA ROTONDA:
Attualità e prospettive nell’assistenza e nella rete territoriale per i pazienti stomizzati. Opinioni a confronto.

MODERATORI
Roveron G. e Padovan S.

RELATORI

Giorato E. Stomaterapista Padova

Reveane M. Stomaterapista Belluno

Biondani L. Stomaterapista Verona

Ramon P. Stomaterapista Vicenza

Rovere D. Stomaterapista Conegliano TV

Stocco F. Stomaterapista Venezia









9 aprile 2019

L'innervazione del pavimento pelvico

L’innervazione del pavimento pelvico prevede un controllo da parte del sistema nervoso simpatico e del parasimpatico, che esercitano un’azione di tipo antagonistico; il primo origina a livello lombare negli spazi compresi tra L1e L3. Le fibre pregangliari entrano in sinapsi con quelle post-gangliari a livello del plesso preaortico; queste ultime, seguendo i vasi mesenterici inferiori, si distribuiscono al colon sinistro ed alle porzioni più craniali del retto. Le porzioni più caudali del retto sono innervate dai nervi presacrali che derivano dalla fusione del plesso aortico ed i nervi splacnici lombari. Appena al di sotto del promontorio sacrale, i nervi presacrali formano il plesso ipogastrico superiore, dal quale si dipartono due branche principali, dirette a ciascun lato del retto, che portano l’innervazione simpatica al plesso pelvico. Quest’ultimo si trova sul versante laterale della pelvi, in prossimità del terzo inferiore del retto e delle sue radici laterali. Il plesso pelvico è impropriamente detto anche plesso ipogastrico inferiore. Il sistema autonomo simpatico determina un effetto inibitorio sulle contrazioni peristaltiche dell’ampolla ed aumenta il tono dello sfintere interno. A livello vescicale, l’azione mediata dai recettori b-adrenergici, determina un effetto inibitorio sul muscolo detrusore, mentre l’azione mediata dai recettori a-adrenergici determinano una contrazione della muscolatura del trigono e dello sfintere. A carico del sistema sessuale maschile, l’innervazione simpatica stimola l’eiaculazione, attraverso i recettori a-adrenergici. L’innervazione parasimpatica origina più caudalmente, a livello S2-S4; le sue fibre, note come nervi erigendi, originano dai forami sacrali, passano lateralmente e davanti al retto per unirsi alle fibre simpatiche del plesso pelvico e con esse si distribuiscono al colon sinistro ed al retto. Il plesso periprostatico deriva dal plesso pelvico situato sulla fascia di Denovilliers e provvede all’innervazione della prostata, delle vesciche seminali, dei corpi cavernosi, dei vasi deferenti, dell’uretra, dei dotti eiaculatori e delle ghiandole bulbouretrali; questo spiega le frequenti disfunzioni sessuali e urinarie secondarie a procedure chirurgiche in ambito pelvico. Le disfunzioni sessuali secondarie ad interventi chirurgici sono più frequenti nel maschio, sia perché molti disturbi della funzione sessuale nella donna sono misconosciuti, sia perché l’attività sessuale femminile è principalmente sotto il controllo dei centri cerebrali che agiscono attraverso i nervi pudendi che sono ricoperti dalla fascia pelvica, risultando così più protetti da danni iatrogeni. Il sistema parasimpatico determina un aumento della peristalsi ampollare e riduce il tono dello sfintere anale interno. A livello vescicale, è responsabile della contrazione del detrusore e del rilassamento trigonale e sfinteriale. L’innervazione parasimpatica, nel maschio è
fondamentale per garantire un’adeguata erezione. Il muscolo elevatore dell’ano, sulla sua superficie pelvica, riceve un’innervazione da parte delle radici sacrali comprese tra S2-S4, mentre la superficie inferiore è innervata tramite rami dei nervi pudendi interni. Attraverso queste fibre, il sistema parasimpatico riduce il tono muscolare durante l’evacuazione. Lo sfintere anale esterno è innervato dalla branca rettale inferiore del nervo pudendo e dalla branca
perineale di S4. Sebbene il muscolo pubo-rettale e lo sfintere esterno ricevano una diversa innervazione, agiscono comunque come un’unica unità funzionale. L’innervazione sensoriale è particolarmente sviluppata nella porzione più craniale del canale anale, in prossimità delle valvole dove si possono rilevare diversi tipi di recettori che sono estremamente importanti nel meccanismo della continenza.

31 marzo 2019

UN CONVEGNO AD HOC: LE LEGGI A TUTELA DEI PAZIENTI STOMIZZATI E INCONTINENTI

Dalla normativa che regola la fornitura di pannoloni e sacchetti al regolamento che istituisce le norme regionali per il paziente portatore di stomia, fino all’elenco delle indennità spettanti ai pazienti portatori di tale disabilità. Ma anche le regole della strada, cintura si o cintura no per i portatori di un sacchetto sull'addome descritte dal comandante dei vigili. E non poteva mancare il responsabile della commissione invalidi per segnalare tutte le possibilità a favore del paziente, alla conferenza prevista per sabato 6 aprile presso la sala convegni dell'ospedale San Valentino di Montebelluna, in provincia di Treviso.
Le leggi a tutela del paziente stomizzato e incontinente interessano circa 7000 stomizzata e 430.000 incontinenti in Veneto. La sostenibilità è un termine sempre più pronunciato ed è obiettivo di ogni scelta o decisione economico saniatria.
Tra le novità vi è la messa in luce, dall’osservatorio regionale, della maggiore sensibilità del paese nei confronti del tema del paziente portatore di stomia e o incontinente. Merito dei social networks, delle attività di promozione e prevenzione, e delle associazioni in primis, se la sensibilità è ora più palpabile. 
I prodotti monouso per stomizzati e incontinenti, siano essi sacchetti o pannoloni, conveen o cateteri, all’avanguardia con le nuove tecnologie, resistenti e proponibili, hanno dei costi legati alle caratteristiche tecniche e dovrebbero rispettare standard ben precisi. Solo il 20% dei pazienti dice di conoscere la possibilità di provare vari tipi di presidi e di poter scegliere liberamente. A essere chiamate in causa sono comunque le aziende, ma negli ultimi anni, hanno dimostrato disponibilità, presenza e lateralità, ossia massima collaborazione con tutte le figure che interagiscono con lo stomizzato e l'incontinente, nonchè rispetto degli standard qualitativi. 
Se però, nella nostra Regione Veneto per quanto riguarda i presidi per stomia vige la libera scelta dei prodotti, non è così per gli ausili per incontinenza. Attualmente una azienda vince la gara d'appalto e vengono prescritti solamente quei prodotti. Tuttavia, nuovi modelli vengono studiati per poter proporre la soluzione più universale, equa e standardizzata. Speriamo di essere chiamati in causa anche noi enterostomisti uroriabilitatori, che con il servizio di consulenza al paziente, riusciamo ad individuare bisogni e sprechi, prescrizioni conformi alle esigenze e tipologie adatte a migliorare la qualità di vita, con il minor spreco.

Vi aspettiamo all'incontro quindi! Gratuito e aperto a tutti. 
8.30 registrazione partecipanti
10.30 coffee break
12.30 termine della conferenza 
RELATORI:
Dott. Giuseppe Pesce (Presidente AISCAM)
Sig. Attilio Reginato (Presidente regionale Incontinenti e stomizzati AISVE)
Avv. Diego Palazzoli (Roma, Convatec)
Dott. Dalle Carbonere (Commissione Invalidi)
Stefano Milani (Comandante Vigili Urbani)
E.t. Fanni Guidolin (Enterostomista Ulss2 Marca Trevigiana)


4 marzo 2019

Pelvicstom in tour a San Martino di Lupari (Padova)


Sarà un incontro formativo e informativo quello di mercoledì 20 marzo e successivo 22 marzo per il workshop pratico a San Martino di Lupari, in provincia di Padova. 
Lo condurrò con la solita modalità espositiva, attraverso slides, foto, video ed esempi. Parlerò di pavimento pelvico, delle sue funzioni e delle sue disfunzioni. Mi rivolgerò soprattutto agli uomini presenti, che dimostreranno sensibilità e amore nei confronti delle loro compagne nel partecipare alle serate. 
Infatti, anche se gli argomenti riguardano  per la maggior parte la sfera femminile, la conoscenza delle stesse, della sfera intima vaginale e anale, i consigli e alcuni comportamenti errati che vi descriverò, gioveranno alla coppia, non solo alla donna. 
Vi ricordo che il pavimento pelvico è quell'insieme di muscoli che stanno alla base del bacino osseo, e che insieme ai tendini e ai legamenti, sorregge gli organi che ci stanno sopra (come l'utero, la vagina, la vescica o il retto, e la prostata nell'uomo).
Con l'invecchiamento, e in particolare dopo la menopausa, il cedimento muscolare è inevitabile. Eh sì, anche del pavimento pelvico. 
Ecco che sopraggiungono i  prolassi degli organi pelvici, le incontinenze, si ha meno sensibilità vaginale, la stitichezza può diventare un problema insormontabile ecc. 
Vi aspettiamo in tanti quindi, presso la sala conferenze della biblioteca di San Martino. E' gradita la prenotazione scrivendo all'indirizzo cieffepi@yahoo.com o telefonando a Daniela e ad Antonia, i cui numeri sono impressi sulla locandina in alto.  

AISVE organizza il convegno sulla Diverticolosi

Ancora una volta l'associazione regionale Veneta incontinenti e stomizzati (AISVE) presieduta da Attilio Reginato, si rende promotrice di un convegno davvero nuovo. 
Con il patrocinio della città di Montebelluna (TV), ideatore dei contenuti nonchè presidente del congresso è il Direttore della U.O. complessa di chirurgia Dott. M. De Luca, insieme alla sua equipe (si vedano nel dettaglio il programma e i responsabili scientifici).
Per quanto mi riguarda, sono stata invitata a parlare della gestione delle stomie, derivazioni fecali in addome, conseguenti a interventi per diverticolite perforata o ad altre 

PROGRAMMA
7.45-8.00 Accoglimento partecipanti e iscrizioni
8.00-8.30 Saluto delle Autorità: Sindaco Montebelluna, Direttore Generale, Direttore Sanitario, Direttore della Funzione Ospedaliera, Direttore Medico, Presidente Provincia, Presidente AISCAM

8.30-10.15 I Sessione: inquadriamo il problema
Presidente: F. Miola (Vicenza)
Moderatori: A. De Luca (Montebelluna), R. Forestieri (Montebelluna), F. Zappalà (Montebelluna)

8.30-8.45 Diverticolosi e diverticoliti. Epidemiologia e costi sociali. G. Piatto (Montebelluna)
8.45-9.00 Eziopatogenesi della malattia diverticolare. A. Caruso (Castelfranco Veneto)
9.00-9.15 Sfatiamo i miti: le evidenze scientifiche. G. Noaro (Montebelluna)
9.15-9.30 Classificazione delle diverticoliti. A. Ganss (Castelfranco Veneto)
9.30-9.45 La nutrizione in pazienti affetti da malattia diverticolare. E. Causin (Montebelluna)
9.45-10.15 Discussione: M. De Luca (Montebelluna-Castelfranco Veneto)

10.15-10.45 Coffee break

10.45-12.15 II Sessione: una gestione interdisciplinare
Presidente: S. Di Benvenuti (Treviso)
Moderatori: C. Biasiutti (Castelfranco Veneto), F. Nicolì (Montebelluna), C. Lunardi (Montebelluna)

10.45-10.55 Primo approccio del medico di medicina generale per il paziente con sospetta patologia diverticolare. P.M. Calderino (Montebelluna)
10.55-11.05 Quali pazienti necessitano il ricovero. M. Sacher (Montebelluna)
11.05-11.15 Ruolo dell’ecografia nella diagnosi di diverticolite. R. Forestieri (Montebelluna)
11.15-11.25 Aspetti radiologici nella diagnostica delle diverticolosi e delle diverticoliti. R. Sbeghen (Montebelluna)
11.25-11.35 Ruolo dell’endoscopia in elezione ed in urgenza. F. Zappalà (Montebelluna)
11.35-11.45 Nuove strategie e tecniche endoscopiche per la patologia colon-rettale. F. Ferrara (Treviso)
11.45-12.15 Discussione: E. De Menis (Montebelluna)

12.15-13.45 III Sessione: perché è problematica la diverticolite?
Presidente: G. Pesce (Castelfranco Veneto)
Moderatori: R. Sbeghen (Montebelluna), M. Minni (Montebelluna), N. Pellicanò (Montebelluna)

12.15-12.30 Trattamento radiologico delle diverticoliti complicate. C. Biasiutti (Castelfranco Veneto)
12.30-12.45 Trattamento chirurgico in urgenza: quali possibilità. M. Balduino (Castelfranco Veneto)
12.45-13.00 Una stomia per sempre? Rischi e possibilità di ricanalizzazione. N. Clemente (Montebelluna)
13.00-13.15 Gestione ottimale delle stomie. F. Guidolin (Montebelluna)
13.15-13.45 Discussione: F. Nicolì (Montebelluna)

13.45-14.30 Light lunch

14.30-16.30 IV Sessione: l’ospedale e la gestione della diverticolite acuta
Presidente: M. Agostini (Montebelluna)
Moderatore: A. Sartori (Montebelluna), F. Ferrara (Treviso), M. Riccardo (Castelfranco Veneto)

14.30-14.45 La diverticolite dell’anziano. E. Rizzo (Montebelluna)
14.45-15.00 Diverticolite e shock settico. A. Bianchin (Montebelluna)
15.00-15.15 Fistola colo-vescicale: cosa fare? M. Ruperto (Castelfranco Veneto)
15.15-15.30 Gestione infermieristica delle diverticoliti. Esperienza di Montebelluna. L. Facin (Montebelluna)
15.30-15.45 Gestione infermieristica delle diverticoliti. Esperienza di Castelfranco. I. Parolin (Castelfranco Veneto)
15.45-16.00 Insomma… il medico del Pronto Soccorso chi deve contattare e perché? G. Ziggiotto (Castelfranco Veneto)
16.00-16.30 Discussione: M. Sacher (Montebelluna)

16.30-17.50 V Sessione: programmare è meglio
Presidente: A. Reginato (Montebelluna)
Moderatori: M. Sforzi (Treviso), S. Di Benvenuti (Treviso), M. Riccardo (Castelfranco Veneto)

16.30-16.45 È tempo di PDTA. N. Passuello (Castelfranco Veneto)
16.45-17.00 Quale tecnica chirurgica? Lo standard della mini-invasività. A. Sartori (Montebelluna)
17.00-17.15 ERAS: il paziente innanzitutto! Le esperienze di Montebelluna e di Castelfranco Veneto. A. Marzullo (Montebelluna)
17.15-17.30 L’ospedale del III millennio. L’umanizzazione delle cure. M. De Luca (Montebelluna-Castelfranco Veneto)
17.30-17.50 Discussione: C. Berti (Montebelluna)

17.50-18.00 Test apprendimento ECM e chiusura dei lavori

INFORMAZIONI GENERALI
PRESIDENTE DEL CONGRESSO
Maurizio De Luca
Direttore UOC di Chirurgia Generale Ospedale San Valentino di Montebelluna (TV)
Direttore UOC Ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto (TV)

RESPONSABILE SCIENTIFICO
Alberto Sartori
U.O.C. di Chirurgia Generale Ospedale San Valentino di Montebelluna (TV)

COMITATO SCIENTIFICO
Maurizio Balduino – Alberto De Luca – Angelo Marzullo – Francesco Nicolì – Giacomo Piatto – Mariangela Ruperto
U.O.C. di Chirurgia Generale Ospedale San Valentino di Montebelluna (TV)

EVENTO A CURA DI


ECM
L’evento è stato accreditato per n. 5,6 crediti formativi ECM e si rivolge alla figura di Medico Chirurgo e Infermiere
(evento formativo ECM n. 2403-252287).

Incontinenza urinaria e fecale post gravidanza

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti per la donna. Fisici, psicologici, relazionali.
Spesso le future mamme acquistano riviste per la gestione del neonato, o che parlano di alimentazione, di allestimento della nuova cameretta, di allattamento ecc. Poche mamme però, si preoccupano del loro pavimento pelvico dopo il parto. 
Durante la gravidanza, l'accompagnamento che l'ostetrica professionista offre alla donna, può prevedere l'insegnamento di particolari esercizi di rinforzo della muscolatura pelvica, che vengono ribaditi verbalmente dopo la nascita del bambino. Purtroppo però la donna è concentrata sul puerperio e sul nuovo stravolgimento della vita, e pensa poco a se stessa. 
Il pavimento pelvico, che ricordiamo essere una struttura complessa di muscoli alla base del bacino e che insieme ai tendini e ai legamenti, sorregge tutto quello che ci sta sopra, come l'utero, la vescica, il retto, il peso del bambino stesso, svolge quindi un ruolo fondamentale sia durante che dopo il parto. 
L'ostetrica potrà altresì insegnare il massaggio perineale, che dà elasticità agli stessi muscoli e favorisce la dilatazione durante il parto. 
Ora immaginate che il perineo sia un'amaca, morbida ed elastica e che per nove mesi, sollecitata dal peso che ci sta sopra, debba sopportare anche ogni aumento di pressione intra addominale come l'eccessivo aumento di peso, uno sforzo addominale, la tosse stizzosa, un'allergia che porta a starnutire ripetutamente o semplicemente la testa impegnata dal neonato. Come potrà rispondere quell'amaca dopo che la testolina varcherà il canale vaginale lacerando i tessuti fasciali e muscolari? 
Sicuramente, se rinforzata durante la gravidanza ed elasticizzata con gli esercizi corretti, consentirà ai tessuti stessi di rilassarsi senza strapparsi ma altre complicanze come i parti operativi, difficili, lunghi o eccessivamente precipitosi o per macrosomia del bambino (testolina grande o peso superiore ai 4 kg) sarà pressochè impossibile non riportare lacerazioni di 2° -3° o 4° grado. 
Anche gli sfinteri dell'uretra e anali quindi, risentiranno dello stiramento o strappo e la donna potrà riportare conseguente incontinenza urinaria e/o fecale temporanea o di difficile risoluzione spontanea. 
I muscoli circostanziali infatti, se allenati prima e anche dopo, sopperiranno ai muscoli deficitari, "ai rubinetti" che perdono, e, tanto più giovane e tonica è la donna, tanto prima recupereranno. 
Purtroppo pero, l'età del primo figlio si sta spostando sempre più avanti, quando le strutture perineali di sostegno sono già indebolite ed è più difficile il recupero. Inoltre, anche se la donna è giovane, i muscoli circostanziali possono veramente coprire il problema, che si presenterà puntuale in menopausa, quando, con il calo ormonale, crolleranno anche tutte le strutture di sostegno, e il deficit sfinteriale verrà alla luce (ma era già presente dal parto).
Difficile ma non impossibile il recupero.
Con ostetriche specializzate nella riabilitazione perineale o altre figure specialistiche come l'infermiera stomaterapista specialista nella riabilitazione del pavimento pelvico, o  la fisioterapista esperta, è possibile sottoporsi ad un percorso di più sedute riabilitative. 
La donna apprenderà innanzitutto i motivi delle perdite urinarie o fecali, la gestione delle pressioni intra addominali e il loro controllo sul perineo. Acquisirà consapevolezza anche per futuri parti e migliorerà la vita sessuale per un potenziamento generale delle sensazioni vaginali durante i rapporti. 
Infine, se ha subito delle lacerazioni importanti durante un parto, verrà informata dei rischi per i successivi parti, magari invitata ad una visita proctologica per la valutazione del pubo rettale, le cui branche (dx e sx), tendono a non ripararsi mai, prevenendo così il sopraggiungere di altri problemi legati all'invecchiamento perineale. 

15 febbraio 2019

INIZIANO LE MIE LEZIONI AL MASTER UNIVERSITARIO

Entusiasmo, carica, determinazione, volontà di apprendimento, interesse, capacità comunicativa, curiosità…
Questo e molto altro hanno dimostrato i miei studenti universitari durante la lezione di riabilitazione del pavimento pelvico, che è anche la materia del mio insegnamento.
Trasmettere la passione per il mio lavoro è l’obiettivo che mi pongo ad ogni incontro e che facilita l’apprendimento stesso perché suscita l’interesse in chi mi ascolta.
In foto: Gli studenti a Lezione presso l’Università degli Studi di Padova . Policlinico Universitario. Aula Battocchio. Master in “Assistenza al paziente stomizzato e incontinente”, A.A.2018-2019
8 febbraio 2019, la prima lezione.
Spesso utilizzo pennarelli, carta e penne per spiegare ai pazienti concetti difficili inerenti la nuova condizione anatomica, nel post operatorio. Vengono così più facili i ragionamenti e con il disegno stilizzato o stereotipato la memoria si attiva prima.
La stessa modalità la adotto con gli studenti, con lo stesso linguaggio semplificato, che potranno applicare anche con i loro futuri pazienti incontinenti.
 La gestualità mi permette di spiegare gli esercizi anche se non dispongo di un video pratico. Le braccia rappresentano le gambe e le mani i piedi. Quella che vedete nella foto sotto è una retroversione tibiale che consente una attivazione "a risucchio" del pavimento pelvico.
Taglio la carta e la piego, come se fossi un chirurgo all'opera. Mancano parti, pezzi, centimetri, organi, lunghezze. Si stabiliscono altri rapporti, pressioni e iper pressioni che incidono sui muscoli in maniera diversa.
Dopo otto ore di lezione, anche lo sguardo si fa pesante ma l'animo è pieno di passione. E se gli studenti ti ringraziano per la meravigliosa lezione, te ne torni a casa volando, leggera e libera. Felice. 

24 gennaio 2019

TI VEDO . Storia di una madre.

Ti vedo.
Ti vedo soffrire anche se fuggi. Se ti chiudi in casa o in te stessa. Anche se scappi. 
E seguo questa scia di dolore, che sembra non finire mai. Abbarbicata su una montagna impervia, senza scalini nè appigli, ti vedo oscillare nel vuoto, come se stessi per cadere, sorretta solo da un picchetto piantato nella dolomia. 
I singhiozzi mi lievitano nel petto fino a traboccare. Mi sfilo il maglione di lana mentre i pelucchi fluttuano nell'aria. Si attaccano dovunque. Anche la mia pedata è troppo fiacca per calciare i pantaloni sfilati al contrario. 
Non vorrei che tu pesassi i grammi della mia sofferenza, quelli no, li sopporto io. Ma vorrei che ogni tanto ti chiedessi come sto. Sei approdata nella mia vita per farmi felice, tanti anni fa. Ricordi? E' così che ti cerco nell'ultima foto dell'album. Paccioccona e ridente. Con quelle mollettine in testa a forma di fragola che adoravi. Rivedo le tue ginocchia sporgenti, piene di sbucciature. Le gambe rigate di graffi.  Erano loro a scatenare l'esigenza di abbracciarti forte. Come quando ti spalmavo quintali di crema profumata, durante ogni ricovero, riempiendoti di baci sul collo.
Anche il gatto mi infastidisce oggi. Tenta di infilarsi sotto al braccio, in cerca di coccole e starnutendomi addosso. "Che accidenti vuoi oggi?. Fai la nanna qui" gli dico come se fosse un bambino inquieto. Lo è quanto me. 
Alla finestra, le tegole sparse di muffa della casa di fronte mi ricordano sempre l'inverno. Mi ricordano che i rami macilenti non cadono, solo le foglie coprono il terreno tenendolo al caldo. Mi ricordano la tristezza che puntualmente mi pervade in ogni inverno. Non potrei vivere al polo, no.  
Madida di sudore freddo raccolgo il cellulare caduto e per l'ennesima volta controllo il tuo profilo. Non mi sblocchi. Non mi parli. Non ti parlo. 
Su facebook una foto triste pubblicata alle quattro di notte mi rammenta la tua sofferenza. Forte quella frase di Seneca "Sarà... quel che dev'essere". 
Ma io non mollerò. 
Anche se tra i miei capelli germoglieranno grumi di ciuffi bianchi come bubboni, come se combattessi in testa ad un esercito, non ti perderò di vista. A modo mio tirerò fuori gli artigli. E ti farò capire che sbagli. Che l'herpes sul labbro non si cura col cerotto. Lo puoi solo nascondere. 
Che l'affetto cura più delle medicine. 
Che la famiglia è il tuo porto sicuro. E non quello schifo di mondo in cui credi di vivere. 
Ti vedo.
Correre, camminare e fare la spesa. Ti vedo fingere. Soffrire e piangere. Ti vedo.

UN CORSO DI FORMAZIONE SULLA STIPSI E L'INCONTINENZA FECALE

Sono stata invitata nella bellissima sede di formazione padovana FisioGuizza Domenica 3 febbraio 2019 per tenere un corso sulle disfunzioni del perineo posteriore. 
In particolare parlerò di stipsi e incontinenza fecale/anale e di tutta la metodologia adottata per la riabilitazione.  
Trattasi di un argomento a me molto caro, per il quale ho implementato le conoscenze con una scuola di specializzazione presso L'università di Ginevra, qualche anno fa, grazie ad una borsa di studio messa in palio dal Comitato Borse di Studio di Castelfranco Veneto. 
La stipsi affligge la popolazione occidentale soprattutto, anche di giovane età, a causa di scorrette abitudini alimentari e comportamentali, ma ci sono molte altre cause. 
Molte persone agiscono acquistando lassativi senza conoscerne gli effetti deleteri o benefici. Persistono false convinzioni e prescrizioni errate, che non tengono conto della vita quotidiana del paziente. 
Una parte preponderante della riabilitazione della stipsi è far comprendere non solo perchè siamo stitici ma perchè bisogna "comportarsi" in un determinato modo. 
L'incontinenza fecale, al contrario, interessa una fascia della popolazione più anziana ma rappresenta un problema sociale che spesso non viene riferito neanche al medico di famiglia. 
Talvolta un parto naturale difficile, con lacerazioni di 2° o 3° grado, riserva alla neo mamma sgradevoli sorprese. L'incontienza ai gas ad esempio, che va trattata con esercizi mirati subito dopo il puerperio, non oltre. 
La ripresa della continenza, coadiuvata da un lavoro anche su altri muscoli perineali, può durare fino alla menopausa, quando, con il cedimento delle strutture di sospensione, di organi pelvici e di tutto il pavimento pelvico perchè ormonodipendenti, anche l'incontinenza fecale o anale può ripresentarsi. 
In questo corso di formazione, cercherò di spiegare i due argomenti a 360°, con un accenno, in quanto stomaterapista, alle stomie, che possono essere confezionate sia per la stipsi grave che per l'incontinenza fecale. 
I metodi di lavaggio colico occuperanno la sessione pomeridiana insieme a video di esercizi. 
Seguiranno spunti sul counseling al paziente con disfunzioni del comparto posteriore e la spiegazione del protocollo Stanford, che applico spesso. 

13 gennaio 2019

E' partito il Gruppo Uomini Operati alla Prostata

Gradimento, è la parola che riassume quanto è emerso Venerdì 11 gennaio al primo incontro per pazienti operati alla prostata. All’ospedale S. Giacomo di Castelfranco Veneto (TV) dalle 15.30 alle 16.30 si sono incontrati molti uomini che, guidati dalla Dott,ssa Caterina Bertelli psicologa – psicoterapeuta hanno potuto raccontare la loro esperienza e condividerla, parlare delle emozioni che un tale trauma ha suscitato e delle conseguenze di un cancro inaspettato.
Il clima disteso ha permesso a ciascuno di rivelare le proprie difficoltà ma anche a descrivere il modo in cui qualcuno sia riuscito a ritrovare un equilibrio psico-fisico dal punto di vista personale, relazionale, sociale in genere e qualcun altro, sia rimasto in disequilibrio o sul filo del rasoio, tra l’incertezza di una radioterapia e la guarigione. Erano presenti uomini operati da poche settimane così come da alcuni anni. Per tutti, il primo pensiero alla diagnosi di tumore è stato “ L’importante è sopravvivere”, ma poi, scontrandosi con la problematica incontinenza o impotenza, sono sopraggiunti sentimenti di angoscia e tristezza.
La gelosia nei confronti degli uomini “normali” è stata una delle confidenze che ha sorpreso e ha fatto riflettere sulla necessità di non sottovalutare alcun giudizio o espressione intima del proprio animo interiore.
Come ripete sempre la dott.ssa Bertelli, il gruppo dà la forza per andare avanti o voltare pagina, per cambiare se stessi, per migliorare la vita di coppia, vedere il mondo con altri occhi, fare nuove amicizie ed avere risposte alle domande che spesso non si ha il coraggio di porre.
Venerdì 1 febbraio alle ore 15.30 il prossimo incontro.

Dott.ssa Caterina Bertelli
Per info caterina.bertelli@yahoo.com

31 dicembre 2018

UN ANNO DI EVENTI CON LE ASSOCIAZIONI

Si è conclusa il 21 novembre la tournèe che ha visto le associazioni di incontinenti e stomizzati della Regione Veneto, con il patrocinio della Fais Onlus e di AIOSS, schierarsi per risolvere il grande problema dell'incontinenza e di altre disfunzioni del pavimento pelvico, come quelli causati da una stomia. L'ensemble sta per celebrare un anno di febbrile attività che ha destato interesse e tanta partecipazione.
Incontinenza e stomia sono argomenti che suscitano in alcuni sdegno, vergogna e imprimono uno stigma sociale non indifferente.
Seppur sia ancora lungo il cammino, abbiamo contribuito a porre, mattone dopo mattone, le basi per strutturare un vero e proprio progetto Incontinenza, con un percorso definito, di cui la regione Piemonte in primis ed ora anche la regione Veneto si fanno precursori.
Il mio impegno attivo per AISVE, e AISCAM, rispettivamente l'associazione incontinenti e stomizzati regione Veneto e la locale Castellana-Montebellunese, mi ha visto sul palco di ben dodici comuni del Veneto e uno del Friuli, Sacile. In alcuni, come Treviso e Castelfranco, anche più volte.
Con me, volontari del direttivo della mia associazione locale, hanno distribuito materiale informativo, volantini e brochure ad ogni incontro. 
Gli incontri si sono svolti in modalità conferenza e successiva pratica perineale nelle palestre messe a disposizione dai Comuni stessi.
L'hashtag #prevenzioneperineo ha caratterizzato ogni evento. Parlare di prolasso, incontinenza ai gas, dolore alla penetrazione, pannoloni e condom, non è stato facile. Abbiamo dovuto superare barriere culturali radicate in molte donne over 65. 
Tuttavia sono state più di mille le donne (eventi organizzati soprattutto per le donne in quanto esse manifestano il problema maggiormente) e anche molti uomini, che hanno partecipato ad un tour che ha visto Pelvicstom come media partner, ritrovandosi poi nel blog che gestisco insieme a quasi quattromila followers. 
E' stato il modo più efficace per raggiungere tante persone quello dei canali social. Certo, serve impegno costante, giornaliero, e pubblicazioni, foto degli eventi, spiegazioni, video...
Fais Onlus Gruppo Giovani, capitanata da Clara Salazar che è stata capofila di ogni evento ha sposato la causa promettendo sostegno anche per i futuri eventi diretti ai giovani ragazzi nelle scuole elementari e medie. Grazie alla determinazione di Clara, siamo riusciti ad uscire dalla regione Veneto e a portare gli incontri fino a Sacile, in provincia di Pordenone. 
E' invece Attilio Reginato il motore di AISVE, che si è interfacciato con tutte le amministrazioni comunali ed ha provveduto a regolarizzare ogni evento senza perdersi nel mare della burocrazia. 
Per fortuna che dietro alle spalle, a supportarci c'è sempre stata FAIS Onlus, diretta da Marina Perrotta e da Pier Raffele Spena, che con Annalisa Molteni alla segreteria, segue ogni evento pubblicizzandolo nel loro sito ufficiale.
Da Castelfranco a Treviso provincia, da Vallà di Riese Pio X a Castello di Godego, fino a Villanova, in provincia di Padova. E ancora Salvarosa, Vedelago, Resana, con gli incontri anche al maschile. Abbiamo tappezzato il territorio di serate anche divertenti.
Anche AIOSS, l'associazione tecnico scientifica in stomaterapia e riabilitazione del pavimento pelvico ha patrocinato molti eventi. Affinchè l'infermiere specializzato sia coinvolto a pieno titolo nel suo stesso cambiamento e riconoscimento, serve crederci.
E' stata l'uscita da un silenzio lungo secoli la chiave del successo. Ora, con questi incontri a flusso continuo, abbiamo fatto rumore, provocato un cambiamento. Oggi si parla di Incontinenza, Stomia, Perineo e intimità, senza censure nè scandali.
Fanni Guidolin

29 dicembre 2018

SEROTONINA, NEUROTRASMETTITORE MAGNIFICO

Di Caterina Bertelli 

LO SAPETE CHE LA SEROTONINA:
è un neurotrasmettitore sintetizzato principalmente nell’apparato gastrointestinale e a livello del sistema nervoso centrale. Interviene nella regolazione di importanti processi fisiologici quali il ciclo sonno/veglia, il senso di fame/sazietà, la motilità intestinale, il tono dell'umore, la memoria e il desiderio sessuale.

Alcune delle funzioni della serotonina sono:
- stimolare la peristalsi, cioè l’attività della muscolatura enterica, favorendo la digestione;
- regolare l’alternanza sonno/veglia: la serotonina è un precursore della melatonina, ormone che si produce al buio, responsabile del sonno perché alla base del ritmo circadiano dell'organismo;
- regolare il senso di fame/sazietà: maggiori concentrazioni di quest’ormone determinano la precoce comparsa del senso di sazietà.
Inoltre influisce sull' umore: la serotonina è detto anche l’ormone del benessere e della felicità; a minori livelli di questo neurotrasmettitore sono associati stati di ansia, malessere generale, astenia e depressione.
Infine influisce sul desiderio sessuale nel senso che modula la libido: eccessivi livelli di serotonina possono favorire l' ipersessualità accompagnata da atteggiamenti aggressivi.
La secrezione di questo ormonale può essere stimolata in vari modi, tra cui l'assunzione di determinati cibi, il ricorso a rimedi fitoterapici, la pratica regolare di attività fisica, l'esposizione alla luce solare, i massaggi, il sesso, la socializzazione, lo yoga e la meditazione.

Il precursore della serotonina è il triptofano, un amminoacido essenziale, che non viene prodotto dal nostro organismo, ma necessita di essere introdotto attraverso l’alimentazione. Non tutti i cibi ad alto contenuto di triptofano producono automaticamente serotonina, poiché quest’ultima, per essere sintetizzata dal nostro organismo, ha bisogno della presenza di carboidrati, ferro e vitamine del gruppo b.
I cibi ricchi di zucchero hanno la capacità di aumentare i livelli di serotonina nel sistema nervoso centrale. L'introduzione di zuccheri provoca la produzione di insulina, ormone che favorisce la penetrazione dei nutrimenti nelle cellule, ad eccezione del triptofano.
A differenza degli altri amminoacidi, il triptofano non viene assorbito e resta in circolo nel sangue, venendo quindi facilmente assimilato a livello del sistema nervoso centrale. Questo meccanismo spiega perché i cibi dolci sono in grado di produrre serotonina, aumentando il buon umore e il benessere generale. Per questo motivo quando ci sentiamo giù d'umore o magari siamo stressati o preoccupati, desideriamo la cioccolata o altri cibi ricchi di zucchero, definiti non a caso “cibi di conforto”.
Ecco alcuni cibi ricchi di triptofano : latte, noci, yogurt, cioccolato fondente, tacchino, legumi secchi, miele, alcuni frutti come il kiwi, l'ananas, le banane, le prugne) e alcuni vegetali quali indivia, spinaci, patate, cavoli, asparagi, pomodori,funghi, bietola, lattuga.
Dott.ssa Caterina Bertelli 
Psicologa Psicoterapeuta 
risponde al 338 1486789

28 dicembre 2018

Loro, uniti in questo mondo di diversi

La gonna arrivava fino alle caviglie. Lasciava intravvedere, nella ciabatta blu col pelo di lana merinos, un calzino marrone e uno verde scuro, o forse era solo sbiadito. In testa teneva un foulard rosa che faceva il giro del collo. Accanto a lei, un uomo alto, con un giubbotto di finta pelle tinta cacao le appoggiava un braccio sulle spalle. Aveva la barba curata. C'erano altri "di loro" nella stanza che si era fatta stretta come una scatola e con l'aria pesante. 
Due bambini occupavano la poltrona, uno seduto sull'altro, fermi immobili all'ordine di quello che credo fosse il padre, o lo zio o magari il fratello maggiore. Erano in nove i familiari e  non riuscivo certo a distinguere il legame di parentela.
Da ogni angolatura l'immagine che ne risaltava era quella di una famiglia molto unita, preoccupata per la cara ammalata, un brutto male dicevano. C'era chi, china sul letto, sistemava le coperte. Chi il borsone con la poca biancheria, chi i giornali stropicciati sul comodino. Quasi fossero azioni già vissute, o ripetute, magari nelle loro roulottes. E c'era chi, attento osservatore, stava fermo immobile, più indietro, con le mani in mano o le braccia conserte, lasciando spazio agli altri, per non essere invadente, in assoluto rispetto. 
Se all'inizio quella stanza mi aumentava la claustrofobia, dopo qualche istante ho provato ad osservare ognuno in maniera diversa. Tra quelle quattro mura la solidarietà non era un concetto astratto ma palpabile e soprattutto visibile. Sembrava che la loro comunità fosse una comunione di affetti. Non a caso Bell Hooks sostiene che "la scelta di vivere con semplicità accresce inevitabilmente la nostra capacità di amare". 
Per loro non è una questione di rispetto presentarsi uno alla volta in ospedale. Lo è esserci tutti insieme, anche bloccando il corridoio fuori delle porte della rianimazione o l'ingresso della corsia del reparto. Lo è riempiendo le stanze intorno al letto della propria cara o aspettando la prognosi per sette o otto ore nella sala d'attesa di una sala operatoria. Tutti, con tutti i figli, il parentado e gli altri del clan. Si dimostrano uniti più nel male che nel bene, si sostengono a vicenda come se il male del vicino appartenesse a ciascuno di essi. Puoi trovare lo zio e il pro zio, l'amico dello zio o la sorella dell'amica della cognata eccetera eccetera all'infinito. Ti chiedi come sia possibile un tale preventivo accordo quando noi facciamo fatica a non litigare con i nostri fratelli.
La signora allettata appariva poi visibilmente stanca e non è stato necessario invitarli ad uscire. Lo hanno capito insieme, con educazione hanno salutato e se ne sono andati tutti, portando via la loro scia speziata, i borsoni di cuoio e facendo roteare le gonne gitane. Cultura anche questa.
Lo diceva Alda Merini che “Ogni gesto che dalla gente comune e sobria viene considerato pazzo coinvolge il mistero di una inaudita sofferenza che non è stata colta dagli uomini", ma se ti fermassi a guardare la scena che ti ho descritto, ti accorgeresti che la tolleranza ti aiuterebbe a sconfiggere ogni pregiudizio. 

La psicologa risponde on line: non ho più desiderio da quando sono in menopausa

Gentile dottoressa, in questo ultimo anno non sento il desiderio di avere rapporti intimi con mio marito. Le mie amiche mi dicono che è normale con l'arrivo della menopausa.

Cara signora,
la menopausa può influire nel calo della libido con la diminuzione di presenza in circolo di ormoni quali il testosterone che stimola i comportamenti sessuali e influenza anche la produzione di dopamina, che è uno dei neurotrasmettitori più importanti per l’attività sessuale. Un altro neurotrasmettitore che agisce anche sulla sfera sessuale e che diminuisce durante la menopausa è la serotonina.
In menopausa il cervello della donna risponde meno prontamente agli stimoli biologici, dunque si allungano i tempi della risposta sessuale. I tessuti periferici della vulva e del clitoride sono meno sensibili e si ha una ridotta risposta orgasmica. L’atrofia vaginale è una delle conseguenze del calo ormonale, soprattutto degli estrogeni, che si verifica con ridotta lubrificazione e poca elasticità. Questi disturbi possono rendere doloroso il rapporto sessuale, tanto da evitare l’approccio sessuale con il partner.
D'altro canto invece attraverso gli abbracci e le coccole si può stimolare l'ossitocina ormone importante quale collante della vita di coppia diminuendo lo stress e la sensazione di ansia derivante dal sentirsi ad esempio inadeguati durante i rapporti sessuali.
Queste spiegazioni non esaustive possono darle un aiuto nel comprendere cosa sta succedendo da un punto di vista biologico ma non possono certo rispondere a come state in relazione nella quotidianità, lei e suo marito.
A volte è più utile chiedersi come si sta assieme, che legame si è costruito negli anni, piuttosto che cercare una spiegazione in cui si rischia di non riflettere sul proprio modo di porsi nella coppia, su quali sono i pensieri che creano i comportamenti che attuiamo.
Un cordiale saluto.

Dott.ssa Caterina Bertelli 
Psicologa Psicoterapeuta 338 1486789

CONI VAGINALI: COME SI USANO?

CONI VAGINALI
Modalità d'uso
Sottoponetevi prima ad un controllo con una terapista perinale che vi dirà quanto è forte la vostra muscolatura pelvica.
Se debole, potrete iniziare con i coni vaginali.
Dopo accurata pulizia delle mani e del cono bianco (più leggero), introducete delicatamente quest'ultimo nella vagina, per circa la lunghezza del vostro dito, paragonandolo all'introduzione di un assorbente a tampone, lasciando fuori qualche centimetro di cordicella utile nella fase estrattiva.
Tale inserimento può essere agevolato facendo uso di crema/gel vaginale. (non usare creme che non siano espressamente indicate ad un uso vaginale).
A questo punto, se riuscite a tenerlo in sede per circa un minuto stando inizialmente ferme in piedi e in seguito provando a camminare, salire e scendere le scale, simulando qualche colpo di tosse, accennare qualche piccolo salto sul posto, immergere le mani in acqua fredda, vuol dire che potete passare al cono di peso successivo. Il cono che, in seguito a uno o più di questi esercizi, non si riesce a trattenere , sarà il cono che verrà utilizzato per l'inizio dell'allenamento.
L'allenamento consiste nel mantenere in vagina il cono scelto 10/15 minuti per 2 volte al giorno, svolgendo le normali attività quotidiane (purché svolte per la maggior parte in posizione eretta) come fare la doccia, riassetto della casa, bucato, cucinare, giardinaggio, passeggiare ecc.
E' assolutamente normale che all'inizio si riesca a tenere il cono più leggero solo per un breve periodo di tempo, l'importante è non demoralizzarsi e cercare di aumentare gradualmente i minuti di mantenimento del cono fino alla tempistica ottimale di 10/15 minuti.
Dopo alcuni giorni che si è in grado di tenere costantemente il cono si consiglia di passare al cono di peso successivo.
I coni vaginali possono essere usati illimitatamente, non vi sono controindicazioni per un uso prolungato nel tempo, normalmente si è visto che, con un uso corretto e costante, l'attenuazione o la completa scomparsa dei disturbi si verifica dopo circa 12/15 settimane. In caso di un indebolimento muscolare più serio, sarà necessario utilizzare i coni per un periodo superiore.
Dopo almeno 4 settimane dalla completa scomparsa dei sintomi si può interrompere il trattamento, ma è vivamente raccomandato una volta ogni 3 mesi, svolgere un ciclo di allenamento con i coni per 2/3 settimane, a scopo di mantenere sempre in perfetta forma il pavimento pelvico.

Interruzione della terapia
- Se trascorse 20 settimane di quotidiano e corretto impiego di coni vaginali non si sia riscontrato nessun miglioramento dei sintomi, consigliamo di consultare il proprio medico curante;
- anche se in altri paesi europei viene indicato di effettuare gli esercizi con i coni vaginali anche durante la gravidanza, purché non sia rischio, noi in tale periodo ne sconsigliamo l'uso;
- nel puerperio, premesso che non vi siano altre problematiche, viene vivamente consigliato di riprendere o incominciare l'allenamento purché siano trascorse almeno 8/10 settimane dal parto e comunque dopo aver consultato il parere del medico curante;
- durante il ciclo mestruale;
- in presenza di sospette o accertate infiammazioni vaginali;
- i vostri coni vaginali sono prodotti con metodi all'avanguardia e materiali di altissima qualità, ciò nonostante un uso improprio o una conservazione inadeguata potrebbe rovinarne la superficie con rigature e lacerazioni, in questo caso il cono danneggiato non deve assolutamente essere impiegato. 
- l'uso a scopo preventivo dei coni vaginali è consigliato a tutte le donne. Ma nel caso vengano usati a scopo terapeutico in conseguenza a uno o più disturbi descritti, si raccomanda, prima di iniziare gli esercizi, di consultare il vostro medico curante che deve escludere cause differenti, non imputabili a una debilitazione del pavimento pelvico.

Come pulire i coni vaginali
Si consiglia di pulire i coni vaginali dopo ogni applicazione, senza l'ausilio di spazzole o spugne abrasive, che potrebbero graffiare la superficie esterna.
Si disinfettano con i normali prodotti antisettici per la pelle che si trovano in commercio o con acqua tiepida e sapone antibatterico.
Una volta sciacquato con acqua, asciugare con un panno morbido e pulito e riporre nella loro confezione.
Prima di riutilizzare i coni risciacquare con acqua per scongiurare l'eventuale residuo di disinfettante o sapone.
Non sterilizzarli in acqua calda o con vapore perché questi metodi potrebbero provocare una deformazione dei coni stessi.

27 dicembre 2018

12 Domande sul Pavimento Pelvico

Sto avendo problemi con il mio pavimento pelvico, ma non voglio parlare con nessuno, perché l'incontinenza urinaria non è così comune

Non aver paura di parlare di problemi che potresti avere con il tuo pavimento pelvico, dato che non sei assolutamente sola.
Dati del 2014 dimostrano che solo in Veneto gli incontinenti sono più di 430.000 !!! Non sei sola !

Ho avuto un cesareo, quindi non devo preoccuparmi del mio pavimento pelvico, giusto?

Ah, se solo fosse vero! Sfortunatamente ci sono molti fattori che possono indebolire il pavimento pelvico, non solo il parto spontaneo. Il peso del tuo bambino durante la gravidanza, ad esempio, mette a dura prova il tuo pavimento pelvico, e se inizi il parto in modo naturale, il tuo canale del parto sarà sottoposto allo stesso stress e stiramento di un parto spontaneo.
Gli ormoni della gravidanza allentano anche il pavimento pelvico.

Non ho avuto figli, quindi il mio pavimento pelvico è al sicuro, vero?

No purtroppo. La salute del pavimento pelvico è determinata da tanti fattori, non solo dal parto. La gravidanza e il parto sono fattori importanti, ma molte donne notano anche cambiamenti significativi nella menopausa. Un indebolimento generale dei muscoli, cambiamenti ormonali, una riduzione dell'elasticità della vescica e l'aumento di peso sono tutti fattori di rischio per il cedimento perineale. Aggiungi interventi chirurgici agli organi pelvici, attività sportiva scorretta, patologie come il diabete...

Non ho fatto i miei esercizi per il pavimento pelvico durante la gravidanza, è troppo tardi?

No, non temere, non è mai troppo tardi per agire per rinforzare il tuo pavimento pelvico. Continua a leggere per ulteriori suggerimenti!

La perdita di peso può aiutare a migliorare i problemi del pavimento pelvico?

Sì. Avere un peso fuori norma è uno dei fattori di rischio  sull'incontinenza da stress - il tipo che causa la perdita della pipì con vescica sotto pressione. La perdita di una piccola quantità di peso può avere un impatto notevole.

Dovrei semplicemente ridurre i liquidi, così le perdite urinarie sono meno probabili?

No. Bere meno non risolverà il problema di perdite urinarie. Anzi ti sottoporrà a maggior rischio di infezioni urinarie. Se soffri di incontinenza urinaria cerca di bere solo durante i pasti (ma abbondantemente)

Il tipo di bevanda incide sulle perdite urinarie?

Sì, ciò che si beve può aumentare il rischio di soffrire di incontinenza urinaria. La caffeina e l'alcool dovrebbero essere evitati il ​​più possibile in quanto sono diuretici. Ciò significa che i tuoi reni creano più urina, che a sua volta irrita la vescica. Se davvero non riesci a farcela senza quella tazza di caffè  al mattino, prova a ridurre o a passare al decaffeinato

In che modo un pavimento pelvico debole può influire sulla mia vita sessuale?

Gli studi hanno dimostrato che il rafforzamento del pavimento pelvico può spesso aumentare il piacere e la soddisfazione sessuale , portando a orgasmi più intensi.

Sono una fumatrice, sicuramente questo non ha effetto sul mio pavimento pelvico?

Sì, il fumo può indebolire il pavimento pelvico. I fumatori hanno più probabilità di avere tosse persistente, e la tosse cronica è un grande fattore di rischio per l'incontinenza da stress.

Lo sport fa bene al mio pavimento pelvico?

Sì e no. Gli esercizi che supportano il pavimento pelvico rinforzando i muscoli del nucleo, come il pilates, sono davvero buoni, ma attenzione: non tutto lo sport è un buono sport. Gli sport ad alto impatto come la corsa possono contribuire ad indebolire il pavimento pelvico. Anche la pallavolo e il tennis non vanno bene.

Cos'è un esercizio di Kegel?

Non ti preoccupare, non sei l'unica persona che ha ascoltato un'amica mentre parlava di "fare i suoi Kegel" e si chiedeva di cosa diavolo si trattasse. Gli esercizi di Kegel sono così chiamati perché furono descritti per la prima volta nel 1948 da Arnold Kegel . Quindi ora lo sai.

Sono disponibili strumenti per aiutarmi a rafforzare il mio pavimento pelvico o per aiutarmi a ottenere la tecnica giusta?

Certo, dovresti partire dai coni vaginali. Pesetti che devi cercare di trattenere con i muscoli vaginali profondi. Vai a vedere il sito https://www.pelvik.eu/it/
Per altri strumenti fatti comunque sempre consigliare da una terapista del perineo. E soprattutto ricorda che sono gli esercizi attivi a portarti beneficio.

Tu, medico amputato

Guardi il pettirosso come se volessi scattargli una foto con gli occhi. 
Sei fermo lì, come lui su quel ramo, a pensare alla direzione da prendere. Poi inspiri a pieni polmoni quest'aria gelida che ti ricorda sempre quel giorno e ti scappa un colpo di tosse caldo, insieme ad una nube di vapore che sembra fumo dalle tue labbra. 
Una mano sorregge l'altra, come se volesse aiutarla, custodirla o proteggerla. Preziose le tue mani. Hanno salvato vite, infilato viti, ridato vita a chi non camminava più. 
Un ortopedico lo sa bene che la meccanica del corpo si avvale anche di sottili calcoli matematici. Allora stili equazioni ed esegui parabole,  misuri, attacchi un chiodo kuntcher e dai una gamba nuova all'operata di protesi d’anca. Minuziosamente conosci intercapedini e interstizi di ogni singolo osso, ducentosettanta  per la precisione e sessantotto articolazioni. Conosci anfratti e cunicoli che nessuno di noi immagina. 
Eppure quel giorno stavi là, dimenticando chi fossi. Avvolto dalla natura come un guanto. Ammorbidito dai colori del cielo. Rilassato ti occupavi della legna da accatastare. Agli interventi ci avresti pensato l'indomani. Quell'oggi era il tuo giorno ed eri immerso nel tuo mondo, nel tuo rifugio tra i pettirossi. Il cielo dissolveva le fronde, toccate delicatamente da nubi paffute.
Non avevi calcolato però che un millimetro in più o in meno avrebbe cambiato completamente la tua vita. 
Anche allora fissavi il pettirosso sulla baracca, dove d'estate le rose si arrampicavano sui graticci. Era così delicato nei suoi passetti che ti sei fermato a guardarlo, come adesso, reggendo il tronco di pino ancora profumante di resina. Volevi fare delle rondelle. La sega elettrica l'hai tenuta in mano migliaia di volte. L'hai usata per amputare braccia e gambe, dita dei piedi, piedi. Dei tuoi pazienti. 
Hai visto il futuro di molti giovani distrutto o cambiato e quello di altri ricostruito e pieno. Hai appoggiato le tue mani sulle spalle di chissà quante persone, in chissà quante struggenti e inquietanti tragiche o bellissime vite. Poi è toccato a te.
Hai spalancato gli occhi e la gola stretta e secca ti ha mantenuto lucido. La luce galleggiava sotto al ponticello mentre avvolgevi con un asciugamano quel che restava della tua mano dilaniata. E con il labbro inferiore stretto tra i denti hai chiamato l'ambulanza con un gelido grumo di paura che tentavi di cacciare via. Eri il medico in quel momento. 
Poi l'amputazione.
Quel dito ti è costato ogni grammo della tua determinazione ed ora, il modo in cui le mani corrono sulla stoffa della tua giacca, come se non trovassero un luogo in cui fermarsi, sono come un pugno che mi schiaccia il petto caro zio. Lo vedo.
Un sorriso amaro ti piega le labbra e piega le mie. So che questo silenzio lo hai bramato e coltivato. Serve per disperdere i pensieri, me lo hai insegnato tu. Anche mentre chiudi le dita su quella foglia ghiacciata che hai strappato dal ramo e che palpi con delicatezza, cerco di arginare il mio tremito. Unità, proporzione, equilibrio e armonia sono stati i tuoi principi di base. E anche ora, in cui le volute di vapore si sollevano lievi, dimmi che sono rimasti gli stessi. Che sai ricacciare il dolore dal luogo in cui è uscito. Che quel respiro non ti graffia la gola ma sa tracciare un quadro preciso e prepotente. Quello della tua nuova vita, che si riscalderà come quando arriverà la primavera su questo prato e le luci si rifletteranno tremule e sognanti sul mio anello, come ora, che brilla di te, sotto la mano tua. Perchè a te, della mano intera, non te ne frega niente. Ti basta poter usare quella che resta.


Zio Francesco è tornato da pochi giorni ad operare come se quel dito ce l'avesse ancora. Unità, proporzione, armonia, la volontà li crea. 

26 dicembre 2018

Il Pavimento Pelvico è arte

Il corpo, nella storia dell'arte è stato sempre rappresentato. Nel nudo, il pavimento pelvico cattura l'occhio in un primo piano definito.
Al lettore ignaro di questa regione perineale, basti pensare a quell'insieme di organi, muscoli e tendini del basso ventre, che chiude inferiormente il bacino e che comprende la vagina, l'uretra e l'ano nella donna, il pene, i testicoli e l'ano nell'uomo.
Il pavimento pelvico è sempre stato usato come linguaggio, mezzo di comunicazione. Luogo glorioso, materia flessibile, territorio promiscuo, per alcuni artisti, spazio mistico per taluni, da metamorfosare, per altri.
Il pavimento pelvico come uno spazio chiuso presente e variabile all'interno del corpo assume le forme armoniose del contorno in cui si appoggia. 
Si fermi il lettore, ad osservare i quadri in cui vi sia una nudità. Comprenderà quante emozioni vi sono celate dietro a pochi centimetri quadrati. Osservi il curioso la posizione del pavimento pelvico, le luci in esso impresse, gli oggetti che lo circondano. Sede di emozioni piacevoli o esplosivi turbamenti, il perineo sarà velato da sottili strati di stoffa o da leggiadre mani appoggiate appena. O svelato, puro, roseo.
E se potete, andate a vedere il quadro più significativo dell'anatomia perineale. 
La tela in questione è "L’origine du monde" concepita dal geniale artista francese Gustave Courbet. Dipinta nel 1886 su commissione del ricco collezionista turco Khalil Bey, ritrae con felice realismo il sesso femminile, senza connotarlo di alcuna referenza oscena, attribuita invece da chi, maliziosamente, vuol vedere ciò che egli stesso vede, per distorsione psichica e culturale.
Concordo con il critico Claudio Strinati, che sostiene che l’arte, per sua stessa essenza, non deve rispondere a regole morali perché è al di sopra di ogni cosa terrena e il giudizio dell’osservatore si deve solo riferire a criteri estetici: Kant ce lo ha già ben spiegato più di due secoli fa.

23 dicembre 2018

Le emozioni vere si vivono ad occhi chiusi

Quando ti ho visto guardavi da un'altra parte. Eri attratto dai colori di quella vetrina sgargiante, Il blu, in tutte le sue varianti elettriche, ti è sempre piaciuto. Ho rallentato il passo. Mi piaceva osservarti, con le mani in tasca e il collo ficcato nel giubbotto imbottito, fin sul mento. A tracolla la borsa dell'ipad non ti abbandona mai. 
Poi ti sei girato dall'altra parte, quella opposta. Una signorina con il tacco "discotecaro" e una minigonna un po' troppo mini, non poteva passare inosservata. E' stato allora che hai incrociato i miei occhi. Rossi, per il freddo, con due lacrime ai lati, che scaldavano le guance. Ero felice di vederti. Erano dieci giorni che non sentivo il tuo profumo. 
Ti sei fermato sul posto. Mi sono fermata sul posto. Sui due piedi, io. Su due piedi, tu. Incastrata nelle scarpe. Mi sarebbero venute le vesciche, le avrei punte con l'unghia fino a farle scoppiare, "chissenefrega".
Immobili, ci siamo guardati per un tempo che sembrava infinito. Poi sei stato tu a fare il primo passo, verso di me, tra la folla e le borse della spesa, tra i giubbotti e i cappotti della gente, sgomitando per farti strada. 
Hai tirato fuori le mani dalle tasche dopo di me, dopo che ti ho buttato come una sciarpa le mie braccia al collo. Il cappotto, posato sulle spalle, mi scivolava da una lato, scoprendo la manica bianca. Hai preso il mio viso con le due mani. Non le sentivo fredde. Erano fredde? Sentivo un calore indescrivibile che dal tuo volto, irraggiando il mio, mi riempiva di te. 
Hai appoggiato le labbra sulle mie, piano. Le hai coperte completamente mentre mi reggevi la testa con una mano, facendo scivolare l'altra sulla guancia. Col il pollice asciugavi la lacrima ed è stato là che mi sono accorta che avevi chiuso gli occhi. Anche dai tuoi, si facevano strada due gocce piene, che scendevano sui lati, bagnando due capelli impigliati tra noi. Solo una bolla di fiato compressa in gola, si bucava un istante prima dell'impatto. 
Era così caldo quello spazio tra noi che i singhiozzi mi lievitarono in petto fino a traboccare.
Le emozioni vere si vivono ad occhi chiusi ho pensato. Ed io ti ringrazio per questo immenso amore. 


22 dicembre 2018

Radicchio Castellano, per tutti i miei pazienti stomizzati

Al turista affascinato dai famosi portici di Castelfranco Veneto, che ama passeggiare al riparo dalle intemperie e in mezzo a persone che ti fanno sentire come in un salotto, nella splendida città, rivolgo un invito. 
Nella novità si nasconde qualcosa di più seducente del piacere di girovagare tra la folla. È l'acquisto di una prelibatezza locale in una delle tante boutique della frutta e della verdura del centro: il radicchio castellano.
Sulla piazzetta della Torre Civica e su tutta la Piazza Giorgione, una settimana fa,  tendoni fatati richiamavano una folla sempre più numerosa e facevano a gara per accaparrarsi i clienti migliori. Promuovevano il radicchio castellano, da una Castelfranco Veneto Doc, splendida varietà definita da artisti e filosofi, "il fiore che si mangia", tanta è la sua bellezza e tanta la sua bontà. All'interno dei tendoni, in un'atmosfera autentica, nella splendida cornice delle mura castellane addobbate a festa, la varietà del radicchio in vendita era sublime. La mercanzia, era celebrata al pari di un oggetto di culto. Io l’ho definita la fiera delle meraviglie, l’illusione di felicità che si può toccare e assaggiare divenendo così reale. Per ottenere questa varietà di radicchio gli esperti coltivatori lavorano con passione da anni e consegnano ai turisti un’opera compiuta proprio in questo momento dell’anno. Curiosate la descrizione che Giancarlo Saran, gastronauta, ci ha regalato. Sfogliate i libretti sulle proprietà di questa meraviglia. Libri necessari, composti da frammenti, appunti e intuizioni che ci raccontano, la devozione con la quale si ottiene un tale gioiello.
E se appoggerete distrattamente un gomito su una cassetta di cuori di radicchio, affonderete nella morbidezza.
Non disperate se la fiera delle meraviglie è finita. Il radicchio castellano si può trovare anche al supermercato, per tutto l'inverno, ma occhio alle imitazioni. Prendetelo in mano, a dita nude, non guantate. Portatelo in primo piano, osservate lo spessore della materia. Pennellate appena rossastre contrastano il biancore della foglia, spezzano il denso color panna sullo sfondo verde chiaro chiaro. 
Potassio, ma anche magnesio, fosforo, calcio, zinco, sodio, ferro rame e manganese; il radicchio castellano contiene inoltre, vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina E, vitamina K, vi bastano?.  Supplemento di vita l'ho definito. 
Invito tutti i miei pazienti e non solo ad investire pochi euro in questo prodotto dalle proprietà terapeutiche. Vi innamorerete di lui, del suo gusto, della digeribilità, e della mia città.

18 dicembre 2018

BUON NATALE

Buon Natale a te, che non ricordi più il sapore delle labbra della tua donna, 
e a te, che quelle labbra te le sei mangiate, perchè non potessero più "dire".
Buon Natale a chi mi legge fino in fondo, a chi pesa virgole e parole, a chi mette l'accento sullo stupore e a chi si lascia trascinare. 
A chi cambia pagina, tasto, programma, 
a chi chiude il post e a chi sente che non può fare a meno di leggere. 
Buon Natale a chi prova ancora un'emozione, qualsiasi essa sia, anche la rabbia, l'invidia o la tristezza. Sono pur sempre parte di noi. 
Buon Natale a chi si sente parte di questo Natale e a chi non ci vuole stare. 
A chi, come me, continua a sperare. 
Sarà un giorno come un altro per alcuni e un giorno diverso per altri.
Un giorno unico, particolare, emozionante, o un giorno piatto, noioso e pesante.
Sarà il tuo Natale, te lo vorrai ricordare o te ne vorrai liberare. 
Ma io sarò con te, qualsiasi esso sia. 
Anche se fosse l'ultimo. 


16 dicembre 2018

Uomini con stipsi cronica ed emozioni represse

Il signore con la stipsi cronica di antica comparsa è preparatissimo e sa tutto sull’argomento. Ha girato tutti i proctologi della provincia. Ha eseguito rettoscopie, colonscopie, idrocolonterapia, rx di transito, defecografia, eco anorettale, manometria anorettale, risonanze magnetiche. Ricorda a memoria ogni singolo risultato di tutti gli accertamenti fatti. Fibre, farmaci, lassativi osmolari non hanno mai avuto successo su di lui. Se non utilizza un clistere al giorno può stare anche intere settimane senza evacuare e necessita di manovre interne ed esterne per completare lo svuotamento rettale. I dilatatori anali utilizzati per rilassare la muscolatura il più delle volte non servono a nulla.
In passato ha anche intrapreso una terapia psicologica, a volte psichiatrica.
E' questo l'identikit dell'uomo che decide di trattare i suoi disturbi intestinali, nello specifico, la stipsi, dopo molti anni di tentativi falliti.
Spesso trattasi di una persona attiva, sportiva. Restia ai cambiamenti e alle modifiche comportamentali.
Riabilitare questa tipologia di paziente mette in discussione anche la più esperta terapista perineale.
Poi si trova la chiave. 
La chiave per aprire quella porta. 
Quella del suo intimo mondo, per poterci entrare di soppiatto, come un gatto.
Spesso il paziente che soffre di stipsi cronica riesce a piangere in un ambulatorio. Non lo fa in nessun altro posto. Ma è come se si liberasse di qualcosa e quel qualcosa magicamente crea un cambiamento. 
Un pianto di sfogo con fiumi di parole gettati addosso ad una terapista incredula potrebbe risolvere la stipsi. Un passato sconvolgente, una realtà fino a prima nascosta, una paura mai dichiarata, sciolgono la matassa.
In molte disfunzioni perineali il vero segno è psicologico e si chiama paura.
La paura di dovere cedere qualcosa di sé. La stipsi come tendenza a conservare, a trattenere un passato difficile, fatto di traumi, silenzi e consensi. 
In questo caso il controllo esercitato dal paziente va ben oltre il problema sfinteriale e il conflitto sta proprio nel bisogno di trattenere perché vergognoso, il non lasciare andare qualcosa di sporco e inviolabile.
Lasciare andare, perdere il controllo… quella cosa che nella nostra società è spesso taciuta.
In questo caso la cura si basa sul liberare le emozioni. Qualsiasi esse siano, con l'aiuto di un professionista, una o uno psicologo psicoterapeuta.

Articolo di Dott.ssa Mirella Tess infermiera specialista 
nella riabilitazione delle disfunzioni perineali
Provincia di Vicenza 
cell. 349 0893919 
Puoi contattare la nostra psicologa Dott.ssa Caterina Bertelli 
al numero di cellulare 338 1486789

Potrebbero interessarti anche: