27 gennaio 2014

4 bicchieri d'acqua

Stitichezza ? Provate con quattro bicchieri d'acqua ad ogni pasto, durante il pasto. Certo, e' importante idratarsi anche fuori pasto, ma l'acqua bevuta mentre si mangia, si amalgama al cibo solido, scioglie la fibra idrosolubile (della frutta per esempio) , spinge avanti la fibra insolubile (della verdura per esempio). 4 bicchieri d'acqua durante il pranzo e la cena aiutano a sentirsi sazi prima di finire tutta la quantità di cibo  del vostro piatto e il vostro intestino riprenderà a funzionare.
Ho detto 4. Non uno di meno. Non costa nulla. Eviterete di spingere (ponzare) eccessivamente durante la defecazione rovinando il vostro pavimento pelvico.

26 gennaio 2014

Eosina al 3% su cute perianale e peristomale

L'eosina e' una preparazione galenica di colore rosso/fuxia intenso. E' un potente antimicotico e utile per disidratare laddove la cute e' soggetta a macerazione (intorno alla stomia o all'ano naturale dopo la ricanalizzazione). Viene usata anche intorno ai genitali, quando la cute e' a rischio di candida o sempre umida a causa dell'incontinenza. Si consiglia l'utilizzo di EOSINA al 3% in acqua bidistillata, in boccette (preparate dalla farmacia) di 100 ml. Va conservata su bottiglie scure ma non occorre metterla in frigo. Si stende con una garza o un bastoncino per orecchie, spennellando con insistenza nelle zone lese, arrossate, ulcerate. Da uno studio che ho effettuato su 322 pazienti Stomizzati, l'eosina migliora, dopo solo 24h, le irritazioni di primo grado.

Prima di applicare la placca da stomia, tamponare con carta assorbente da cucina.
L'eosina e' un colorante molto "deciso". Utilizzate i guanti e fate attenzione agli indumenti.
In caso di macerazioni anali, non usare assorbenti. Porre piuttosto una o due garze di TNT tessuto non tessuto, tra le natiche, sull'ano, ad assorbire le secrezioni. Stendere l'eosina alla sera o, se siete Stomizzati, ad ogni cambio della sacca/placca.

Camminare come i gamberi

Ecco un altro esercizio facile per il pavimento pelvico che potrete fare in giardino o in un corridoio. Camminate all'indietro come i gamberi, per piccoli tratti. Dovrete piegare leggermente il busto in avanti senza esporre la pancia in fuori (questo e' molto difficile se ne avete tanta perché peserà in direzione dei piedi)! . Contate a voce alta fino a 15 mentre camminate. Poi fermatevi, raddrizzatevi , inspirate profondamente e ripartite. Le braccia ? Allungatele all'indietro, come alla ricerca si ostacoli su cui non sbattere contro. Mi raccomando la pancia.... Dentro magra magra, per tutto il percorso! Ah... Piccolo particolare... Evitate i tacchi alti ! Pericolo di caduta !!!

18 gennaio 2014

Cicatrici, sacchetti.... Non rinunciate ad essere sexy



La cicatrice addominale ci ricorda ogni giorno la sofferenza patita. Verticale, orizzontale, obliqua. Lacerazioni che non si scordano. Ombre onnipresenti. Se ci ritroviamo anche con un sacchetto incollato, una stomia, un drenaggio, un impiccio insomma, da svuotare più volte al giorno, ci chiediamo dove possa celarsi ancora la nostra femminilità. Siamo ancora donne così? '. Essere donna, con gli organi al proprio posto e tutti interi, ci da' la certezza di provare piacere, di essere desiderabili e attraenti, di essere amate. Ma quando ci manca un pezzo, una parte di noi se ne va insieme al chirurgo che ce ne ha privato. Ecco, non siamo più donne, non abbiamo più fascino, non siamo più desiderabili, non lo facciamo più.
La donna invece è tale perché in ogni cellula, in ogni cromosoma, in ogni atomo che le appartiene, c'è scritto  "vita", e finché c'è la vita, c'è la femminilità.
Non rinunciamo ad essere sexy, ci faremo solo del male e lo faremo al nostro partner. La moda ci ha regalato in questi ultimi anni, la possibilità di mascherare solchi, segni e sacchetti con un costume intero, un body in raso, una fascia coprente in pizzo. La moda ha lanciato il piercing all'ombelico lacerato da una laparoscopia, i tatuaggi sulle cicatrici, ha permesso alle donne di sentirsi sexy, belle e nuovamente attraenti. Basta volerlo, non accontentatevi.



16 gennaio 2014

Sul water in punta di piedi


O meglio dire in mezza punta di piedi. Ma questo vale solo per le donne.
Alle donne con prolasso della vescica, prolasso del retto e difficoltà ' a svuotare bene l'urina dalla vescica, consiglio di provare a sedersi sul water posizionando i piedi in mezza punta di piede. (Vedi foto qua sotto)

La posizione in punta di piedi, con il pavimento pelvico incastrato nel water,favorisce la rettilinizzazione dell'uretra e quindi un miglior svuotamento.Lo capirete dal getto della vostra minzione. Molto più efficace e rumoroso.
Se invece dovete scaricare, cioè fare la cacca (concetto valido anche per gli uomini), portate il peso del busto in avanti, al contrario di quando fate la pipì, in cui siete a schiena dritta. Mettete i gomiti sulle ginocchia e le mani incrociate. Questa posizione favorisce la rettilinizzazione dell'angolo ano rettale e quindi l'evacuazione senza spinta eccessiva.
Perchè non devo spingere? Beh per evitare ulteriori stiramenti e lacerazioni della muscolatura del pavimento pelvico (già lassa e ipotonica se presente un prolasso).


12 gennaio 2014

Dopo la ricanalizzazione, tornerà tutto come prima?

No. O almeno non in poco tempo. Mesi, anni o forse mai più.
L'intervento che porta al confezionamento di una stomia (cioè di una derivazione esterna, un sacchetto)  e' sempre molto demolitivo. Se manca il retto, la funzione di serbatoio e' compromessa e all'arrivo di una piccolissima quantità di feci si percepirà il bisogno impellente di defecare. Se la resezione del retto e' stata ultrabassa (cioè quasi al limite dell'ano), parte dello sfintere anale interno potrà non sopperire più alla sua funzione di "rubinetto". Fenomeni infiammatori cronici del retto (ad es. se radioterapie o Crohn o RCU ) possono rendere difficile la tenuta delle feci al loro arrivo, causando urgenza fecale e rischio di incontinenza oltre c'ha a fastidiose e dolorose irritazioni. Se manca tutto il colon, deputato alla funzione di assorbire l'acqua , una volta ricanalizzati, le feci saranno comunque uguali a quando avevate la ileostomia.
Ecco perché esiste la riabilitazione del pavimento pelvico. Chiedete informazioni dettagliate al vostro medico sul percorso che vi aspetta dopo la chiusura della stomia. Molti pazienti hanno disperatamente chiesto che gli venisse nuovamente confezionata una stomia (sacchetto), non trovando risposte ne' soluzioni a questi problemi.
La riabilitazione non consiste solo in esercizi (che andrebbero fatti durante il periodo da Stomizzati), ma anche in lavaggi dall'ano naturale, consigli alimentari, educazione all'assunzione di Loperamide (imodium o dissenten), utilizzo di pomate, gel o preparati antinfiammatori della cute e mucose peri anali e intranali,  elettrostimolazione con apparecchio domiciliare..... E tanto altro.


11 gennaio 2014

Ostomy world: ma chi è uno Stomizzato?

Lo Stomizzato e' una persona speciale.
Certo, lo sei anche tu, ma tu hai qualcosa che lui non ha e lui ha qualcosa più di te. Lui ha il coraggio di vivere più di prima. Lui ha il coraggio di essere ancora se stesso. Anche tu? Ti credo. Se hai avuto una malattia e hai combattuto, il coraggio c'è l'hai anche tu, lo vedo nei tuoi occhi, si legge dal tuo viso. Ma se non hai provato la sofferenza di un sacchetto sulla pancia, non puoi capire lo Stomizzato. Non puoi capire cosa significa doversi lavare la pancia dalle feci o dall'urina. Non puoi capire cosa significa fare l'amore con la paura che il sacchetto si rompa sul più bello. Non puoi capire cosa significa vivere con la puzza sotto al naso. Lo Stomizzato lotta ogni giorno per attimi di felicità. La sua felicità e' diversa dalla tua. Lui spera che un pezzo di cerotto o di scotch non si stacchino. Lui spera di essere amato ogni giorno come prima. Lui sa che dovrà soffrire ancora. Anche tu?  Quindi mi puoi capire se soffri. Scusami.
Guardami.
Lo vedi il mio sacchetto? Li vedi i miei occhi tristi? Riesci a vedere che la mia vita e' diversa dalla tua? . No, non lo vedi , io ho una corazza. Dov'è la tua? .
Perché sei triste adesso?
Io non sono triste se combatto, io non sono inerme come te, che ti lasci sopraffare dal male, io vivo . Vivo con il sorriso che tu non hai sempre. Dove hai lasciato il sorriso?
Io non posso essere triste, la mia malattia la vinco io. Perché vuoi perdere la sfida?
Non sono come te, hai ragione, ma faccio quello che fai tu. Nuoto, scio, scalo l'Everest, faccio l'amore e so baciare. Guardo la tv, mi emoziono, faccio la spesa, vado in palestra.... Come te.
Lo vedi? In fondo siamo uguali. Io mi voglio bene, so che anche tu te ne vuoi.
( stellina@72)

10 gennaio 2014

Fare un esercizio guardando la tv

Se il tempo da dedicare agli esercizi di rinforzo del pavimento pelvico e' poco, dobbiamo trovare delle strategie per approfittare di alcuni momenti della giornata, in cui compiamo banali azioni routinarie.
Un interessante momento di relax, come quello di guardare la tv, e' l'occasione ideale per stendersi sul divano ed esercitarsi senza tanta fatica.
Alzate le gambe su una chaise longue o stendetevi quasi completamente supini. La testa può essere sollevata da un cuscino. Posizionate un altro cuscino anche sotto ai glutei, cercando di non inarcare la schiena. Appoggiate le mani incrociate sulla vostra pancia. Allungate le gambe, incrociate le caviglie ed inspirate con il naso profondamente gonfiando la pancia come un pallone.
Mentre espirate poi, cercate di sgonfiare tutta la pancia e di portare il pube verso l'alto, con l'aiuto dei glutei che saranno ben contratti. Extraruotate le anche e anche le ginocchia girano in fuori, verso l'esterno. Se riuscite, la pancia la dovrete mantenere ben introflessa (cioè in dentro) e assolutamente non contrarre i muscoli addominali.
Mentre rimanete in questa contrazione starete espirando lentamente. Se contate a voce alta fino a 15 riuscirete a resistere maggiormente.
Ripetete la contrazione per tutta la durata di ogni pubblicità.

(La terminologia semplice e non medica e' adattata ad una maggiore comprensione dell'esercizio. L'esecuzione dello stesso, e' sotto la vostra responsabilità).



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5 gennaio 2014

Sedere piatto o glutei a mandolino?

I glutei femminili per essere perfetti anatomicamente non devono essere solamente tondi, sodi e privi di cellulite. Se sono “a mandolino”, ovvero alti, grazie all’iperlordosi lombare, diventano, erotici, appetibili, seducenti, sensuali…
Questo a detta dell’universo maschile sicuramente.
In realtà, per la teoria di Kamina, l’iperlordosi lombare che in alcune donne esiste fisiologicamente accentuata, come nelle brasiliane, nelle nigeriane o asiatiche, porta ad una convergenza netta delle forze vettoriali sul comparto anteriore, su cui pesano maggiormente, ovvero sugli organi come vescica, uretra e utero femminili.
Questo significa che le donne che hanno il sedere piatto, attenzione, non ipotonico o rilassato, ma piatto per mancanza di accentuata lordosi della schiena, sono meno soggette a prolassi degli organi pelvici o incontinenza urinaria.
Molte ragazze giovani assumono volontariamente la posizione iperlordotica atteggiandosi in pose innaturali per evitare la contrattura e lo schiacciamento dei glutei che, evidenzierebbero l’odiosa buccia d’arancia. Altre ragazzine, ricorrono invece ai neo nati “jeans push up”, che non impongono certo posture scorrette né compensatorie. Costano meno fatica sicuramente, ma molto più denaro.
Il consiglio in caso di iperlordosi lombare è di effettuare esercizi per il rinforzo del pavimento pelvico, mentre, in caso di sedere piatto, effettuare esercizi di rassodamento dei glutei in posizione prona o quadrupedica.

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