24 luglio 2014

Impalpabile Segreto


(Il racconto sarà, come da espressa richiesta della protagonista, in prima persona. I nomi sono di pura fantasia).

Avrei sempre voluto chiamarmi Chiara. Lui mi chiamava kikka e lo scriveva sempre cosi, con tre “kappa”. A me piaceva quel nomignolo e non lo corressi mai.
Lo conobbi quando facevo la prima liceo. Veniva a prendere la mia compagna di banco dopo scuola, mentre io dovevo tornare a casa in bici.
Era un padre fantastico, mi raccontava la mia inseparabile compagna quando si studiava insieme, "mitico", diceva.
Io ero al liceo per ovvi motivi, avrei studiato medicina all’università, il liceo sarebbe stato un ottimo trampolino. Sonia, la mia compagna invece, era stata un po’ costretta a continuare gli studi dopo le medie dalle vicissitudini familiari. Per motivi di salute si era trovata spesso ad assistere i suoi genitori all’ospedale e aveva deciso che sarebbe diventata un’infermiera. Dopo la morte di sua madre per tumore dell’utero si trovava con un padre stomizzato per una rettocolite ulcerosa evoluta in cancro del colon. L’intervento era andato bene e la stomia gli consentiva una vita normalissima.
Quando mi recavo a casa sua a studiare osservavo accuratamente come Sonia si prendeva cura di suo padre. Gli cambiava il sacchetto sulla pancia, lo lavava come si lava il culetto ad un bambino, lo medicava e poi gli riattaccava una placca adesiva con un nuovo sacchetto. Lo faceva a giorni alterni, sempre lei, sempre alla stessa ora.
Erano feci quelle dentro al sacchetto, lo capii subito e mi feci spiegare i motivi.
Lui però, non guardava, girava il volto dall’altra parte, piegava la testa all'indietro, teneva un fazzoletto al mentolo sul naso, ma della mia presenza non si vergognava mai; forse perché sapeva che un domani lo avrei curato io, da medico, o forse perché ero come una seconda figlia ormai.
Si vedeva che Sonia era provata da queste azioni, lei sì che si sentiva pervasa dal pudore e dall’indiscutibile amaro dubbio del perché suo padre non lo facesse da solo. Questi cambi a giorni alterni la costringevano tristemente a rinunciare alle gite, alle uscite in biblioteca, ai ritrovi alla gelateria del centro con gli altri compagni di classe.
Un pomeriggio, in quinta liceo, ricordo che avevo appena compiuto diciannove anni, Sonia era a letto con il febbrone e mi chiamò a casa sua. Pensavo fosse per interrogarla, dato che gli esami erano imminenti e mi precipitai. Avrebbe fatto comodo anche a me ripassare.
Invece no.
Sonia voleva che cambiassi il sacchetto a suo padre, lei non riusciva a stare in piedi. Lui piangeva e si mortificava ripetendosi :“come sono ridotto”.
Per me era la prima volta da sola.
Tuttavia lo avevo visto fare centinaia di volte a Sonia e non ero per niente preoccupata.
Non avevo mai notato però, la fragilità di quell'uomo.
Ebbi un flash sui miei genitori, così, a confronto.
Mio padre lavorava per una multinazionale ed era un instancabile duro stacanovista. Non aveva mai versato una lacrima nemmeno di gioia. Mia madre, un’insegnante di lettere, era perennemente assente, ma, capofamiglia in tutti i sensi, bigotta e con un senso del pudore d'altri tempi. Tra i miei ricordi non riesco a pescare immagini del corpo seminudo di mia madre nè di mio padre.
Ora la mia visione familiare era completamente stravolta. Io, che non ero nessuno, avrei dovuto fare un “bidet” pulendo un "ano artificiale" al padre della mia migliore amica.
Fu però quello, il momento fatale per noi. Scintilla fu.

“Tranquilla Sonia, ci penso io”, le urlai giù dalla scala affinché mi sentisse.
“Kikka… “, la voce di quell’uomo era ancora più dolce.
“Giovanni…”.. era la prima volta che gli davo del tu. “Ecco fatto, stai tranquillo”.
Ci guardammo negli occhi come se ci fossimo già detti tutto. Avevo capito di piacergli da tempo e lui aveva capito che io mi ero innamorata di lui dal primo giorno di liceo.
Lui tremava e arrossiva. Continuava a dispiacersi per l’odore anche se io non ci facevo caso.
“Kikka, grazie…”, poi aggiunse:
“D’ora in poi lo farò da solo. E’ giusto che io cominci”.
….

E’ stata dura accettarlo per la mia amica, ma io e suo padre siamo ancora insieme. Lei non mi ha rivolto la parola per anni. Ora lavora come infermiera nell’ospedale in cui io sono stata medico per un breve periodo e ci vogliamo di nuovo davvero bene.

Giovanni ha riassunto il ruolo di uomo dal giorno in cui ha deciso di arrangiarsi a cambiarsi la stomia che è coinciso con il nostro fidanzamento.
Aveva bisogno delle sue vesti.
Giovanni aveva bisogno di tornare ad essere colui che protegge e dà sicurezze alla propria donna, quello che ti fa sentire leggera e unica nonostante i problemi della vita, l’uomo che sa aspettare il momento giusto, che rispetta in primis i suoi sentimenti e accetta anche le lacrime o la rabbia. E’ tornato ad essere l’uomo che si mette in discussione senza deprimersi e che sa lottare. Ha ripreso la vita in mano. Non ha più paure. Ci è voluto del tempo ma ce l’ha fatta.
Io, lo conobbi proprio così.

23 luglio 2014

Allergia al telino della sacca per stomia

ALLERGIA AL TELINO DELLA VOSTRA SACCA ? Pruriti fastidiosi ?
Probabilmente perché il telino e' in materiale sintetico e a contatto con la cute vi fa sudare. Se la cute non traspira si arrossa e voi iniziate a grattarvi.
Perché non vi confezionate un telino coprisacca in puro cotone 100%? Magari abbinato ai vestiti !
Ma cerchiamo di capire:
L’allergia al poliestere o a qualsiasi materiale sintetico è un tipo di dermatite da contatto. Adesivi, solventi e abbigliamento contenenti lattice, nylon o poliestere, pvc, potrebbero provocare una reazione allergica.
Il prurito è il sintomo più comune della dermatite da contatto, seguono il rossore e la lesione da grattamento.
In combinazione con il prurito, il rash cutaneo può apparire intenso. Grattarsi servirà solo a rendere l’eruzione peggiore e potrebbe causare lesioni importanti.
L’allergia al poliestere non influenza tutti allo stesso modo, ma gonfiore, arrossamento, e sensibilità si verificano spesso.
Se già si soffre di eczema, la dermatite da contatto può peggiorare la reazione allergica.
Trattamento e prevenzione
Evitare il contatto del telino in poliestere o nylon con la cute frapponendo tra telino e cute un materiale di cotone 100% , per es. un fazzoletto da naso di cotone oppure un pezzo di un vecchio lenzuolo o federa O ancora uno slip di cotone puro .
Se riuscite, fate come il mio paziente che si è confezionato dei coprisacca in cotone, con un vecchio lenzuolo.

Lavare accuratamente la pelle prima di applicare creme di corticosteroidi per uso topico. Nei casi più gravi, dosi di corticosteroidi per via orale possono essere necessarie. In generale, con un corretto trattamento, la condizione dovrebbe recedere o scomparire nel giro di qualche giorno SOLO SE SEPARERETE LA CUTE DALLA SACCA.





21 luglio 2014

Devi sollevare un peso ? Proteggi il tuo pavimento pelvico

Mai come il sollevare un peso può incidere gravemente sulla muscolatura del pavimento pelvico, distruggendo fibre muscolari già deboli o rinforzate dagli esercizi.
Sollevare un peso come le borse della spesa, uno scatolone, un bambino, le casse dell'acqua... crea un aumento della pressione addominale e rischio di perdere gocce di pipì o rischio di peggioramento del prolasso.
Il primo passo quindi è Pensare .

Il secondo passo è prepararsi nella maniera corretta (vedi immagini) : fuori l'aria dai polmoni e mantenete la pancia in dentro morbida (non dovete attivare gli addominali!).






Stringete i muscoli della vagina e dell'ano aiutandovi dalla contrazione dei glutei (del sedere), e non spingete con la pancia.

PENSA-PIEGA-STRINGI E VAI SU

19 luglio 2014

E se provassimo ad amarci di nuovo ?


Non mi interessa più.
Non c'è più la passione di una volta.
Ormai sono in menopausa.
Sono le frasi che le donne ripetono ai poveri mariti prostatectomizzati che si ritrovano con una più o meno temporanea, impotenza.
Lo dicono per amore, per non fa pesare la condizione già penosa di un pannolone post intervento, lo dicono con affetto, lo dicono per alleggerire il tormento del loro compagno e non vengono capite. O forse sono proprio loro a non capire ?
L'intervento alla prostata è talmente demolitivo per alcuni uomini che l'unica preoccupazione è tornare velocemente come prima, tutti interi, possibilmente senza struggimenti, senza doveri coniugali tipo coccole e carezze e con la consueta disponibilità alla pazienza della propria devota compagna di vita. Sono alterati, incazzati, intrattabili, depressi, pesanti e petulanti e la compagna non si accorge che questo è espressione di estrema sofferenza.
L’impotenza è il castigo più caro che devono sopportare alcuni uomini senza prostata. La coppia spesso si dimentica del significato dell’amore e… si sfalda.
Concentrato sul significato di sesso come penetrazione, l’uomo perde di vista l’importanza del sentimento e dell’affettività.
La ripresa della potenza sessuale è invece, tanto più rapida quanto prima la coppia ritorna ad essere coppia, vicina, con giochi di complicità, manipolazioni che possono anche escludere la penetrazione, e includere rapporti orali e verbali. Parole carine , mai dette prima, dolcezze raffinate piacevolmente scoperte con la malattia, possono essere terapeutiche. Aprire lo sguardo a nuovi metodi, a strumenti inconsueti, può aiutare la coppia a riavvicinarsi e ad amarsi di nuovo.
Reciprocamente. Basta volerlo.

Leggevo in un articolo de "La Stampa" di una ricerca recente in ambito sessuale:
La ricerca condotta dalla DoxaPharma su un campione di 3000 uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, ha rivelato che nonostante i 108 rapporti l’anno dichiarati il 70% degli italiani si sente insoddisfatto a letto, e 800mila coppie sono a rischio d’infedeltà e rottura proprio per questi problemi. Nel dettaglio una coppia su 4 non raggiunge il piacere, anche se ha in media 9 rapporti sessuali al mese, perché lui si accende di passione ma si spegne troppo presto.

Per 4 milioni di coppie il sesso non dura più di due minuti. Così se la metà delle donne pensa a un altro uomo, una su cinque, frustrata e insoddisfatta, passa dalla fantasia ai fatti e dopo un anno tradisce o rompe la relazione. «L’eiaculazione precoce è il disturbo sessuale maschile più comune e comporta molta frustrazione in entrambi i partner – spiega Vincenzo Mirone, Segretario Generale Siu -. Lui diventa insicuro e perde l’autostima,lei reagisce con rabbia e aggressività. Tutto ciò crea tensioni che possono portare alla crisi della coppia».

Mai come un intervento alla prostata potrebbe invertire questa tendenza. La lentezza alla ripresa dell'erezione, aiutata da approcci sessuali/amorosi fatti di preliminari, baci, carezze e manipolazioni, potrebbe invece, far ritrovare la coppia in pieno.









And if we try to love again?


I do not care anymore.
There isn't passion than once.
I am now in menopause.
These are the phrases that women repeat to them poor husbands prostatectomized who find themselves with a more or less temporary impotence.
They say it because the love them, they understand the weigh of painful condition as a diaper after surgery, they say it with affection, they say to ease the torment of their partner and are not understood. Or they are just the ones who do not understand?
The prostate surgery is so demolitive for some men that the only concern is to get back as fast as before, all integers, possibly with no yearnings, no marital type cuddles and caresses and with the usual availability patience of his devoted companion for life. Men are altered, angry, intractable, depressed, heavy, petulant and partner does not realize that this is an expression of extreme suffering.
Impotence is more expensive than the punishment should bear some men without prostate cancer. The couple often forget the meaning of love ... and crumbles.
Men concentrate on the meaning of sex as penetration, but they lose sight of the importance of feeling and affectivity.
The recovery of sexual potency is however, much more rapid than before the couple returns to being a couple, close, complicity with games, manipulations that may also exclude the penetration, and include oral sex and verbal. Nice words, never said before, refined sweetness pleasantly discovered with the disease, can be therapeutic. Open eyes to new methods, unusual tools, it can help the couple get closer and love each other again.
Each other. Just want it.


I read in an article in "La Stampa" magazine by recent research in the field of sexual
Research conducted by the DoxaPharma on a sample of 3000 men and women, aged between 18 and 55 years, revealed that despite the 108 reports a year declared 70% of Italians feel dissatisfied in bed, and 800 thousand pairs are at risk of infidelity and break because of these problems. In detail, a pair of 4 does not reach the pleasure, even though it has an average of 9 sexual intercourse per month, because he becomes passionate but turns off too soon.

For 4 million couples sex lasts no longer than two minutes. So if half of the women think of another man, one in five, frustrated and unsatisfied, goes from fantasy to facts and a year later betray or break the relationship. "Premature ejaculation is the most common male sexual disorder and involves a lot of frustration in both parties - explains Vincenzo Myron, Secretary General Siu -. He becomes insecure and lose self-esteem, she reacts with anger and aggression. This creates tensions that can lead to the crisis of the couple. "

Never before prostate surgery could reverse this trend. The slow recovery of erection, aided by sexual advances / made love foreplay, kissing, fondling and manipulation, instead of might, to find the pair in full.

17 luglio 2014

Perdi gocce di pipì ? Operarsi o no ?

Il problema dell’incontinenza da sforzo (perdita di gocce di urina con il colpo di tosse, lo starnuto, i saltelli…) è molto fastidioso soprattutto per le donne. Molti medici tendono a proporre una chirurgia, ma è necessario sapere che l’uretra non scenderà al di sotto di questo livello e che questa situazione non si aggraverà con l’invecchiamento, contrariamente ad altre tipologie di incontinenza o di problemi come il prolasso.
E’ una magra consolazione ma è importante saperlo per poter affrontare una scelta chirurgica corretta. Se gli organi hanno la tendenza a discendere durante una spinta, o sono già scesi, utilizzare una benderella sottouretrale per evitare l’incontinenza non eviterà la progressione di altri prolassi, potrebbe anzi , mascherare la discesa di altri organi.
E’ quindi evidente che se c’è una fragilità della muscolatura per la presenza di prolassi o incontinenza urinaria (debolezza di chiusura del collo uretrale), l’unica cosa da fare è imparare, con una specialista, a controllare le pressioni addominali, evitare le spinte verso il basso, saper eseguire le proprie azioni quotidiane con il massimo controllo dei muscoli del pavimento pelvico.
L’intervento chirurgico dovrà quindi essere preceduto da questa educazione e percorso di rinforzo perineale. Sarà necessario valutare con il chirurgo anche il rischio di recidive per evitare di dover tornare sotto ai ferri dopo pochi mesi. Ne varrebbe la pena ?

(tratto da Perineo: fermiamo il massacro. Di Bernardette De Gasquet. Ed. Ermes.2014)



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