30 novembre 2017

ECCO COSA PUO' SUCCEDERE ALLA STOMIA DURANTE LA CHEMIOTERAPIA

Se sei portatore di una stomia intestinale (colostomia o ileostomia) e devi sottoporti a delle sedute di chemioterapia, devi sapere alcune cose importanti. Certe problematiche possono insorgere proprio durante il periodo di cure chemioterapiche ma possono risolversi con le dovute accortezze.

Quella che vedi nella foto qua sotto è una bella stomia (quasi perfetta)


1) Le tue feci potrebbero diventare più liquide, acquose, schiumose o verdastre

Cerca allora di seguire una dieta senza frutta nè verdura nè latticini, ed evita il caffè.
La banana è l'unico frutto che può aiutarti.
Se ti preoccupa non assumere vitamine, ricorda che anche gli altri alimenti ne contengono. Eventualmente parla con il tuo oncologo per integrare la carenza di vitamine con l'assunzione di compresse o bustine multivitaminiche.
Anche l'assunzione di fermenti lattici sia probiotici che prebiotici è importante almeno per tutto il periodo di chemioterapie.
Chiedi inoltre al tuo oncologo di poter assumere Loperamide effervescente. E' il principio attivo che si trova nelle compresse anti diarrea. Due compresse 3-4 ore prima dei pasti principali frenano le scariche rallentando il transito intestinale. In alternativa, capsule di glucomannano (una radice liofilizzata che assorbe la componente liquida dei cibi, addensando), non necessitano di ricetta medica ma chiedi comunque alla tua stomaterapista. 

2) Le tue feci potrebbero diventare dure come sassi ed impedirti una evacuazione completa

Cerca di bere molto durante i pasti (4 bicchieri d'acqua) e di assumere dei preparati in polvere di fibra solubile. Ricordati che tali preparati vanno sciolti in un bicchiere di almeno 250 cc di acqua.
Aggiungi anche due cucchiai di miscela di tre oli (paraffina, oliva e mandorle) ai pasti, che la tua farmacia di fiducia ti potrà preparare. L'olio aiuterà a staccare le feci dure dalle pareti intestinali.

3) Stomia sanguinante

Vai da una stomaterapista o da un chirurgo di fiducia che escludano il sanguinamento dall'interno.
Se ti accorgi che a sanguinare è la mucosa stomale, utilizza uno spray barriera specifico per stomia sopra alla stomia e applica del ghiaccio più volte al giorno.

4) Prolasso della stomia

E' una condizione poco frequente ma si presenta spaventando i pazienti.
La mucosa stomale fuoriesce dallo stoma di 8-10 cm e comincia a trasudare sangue e siero.
Non è necessario correre subito in pronto soccorso. Se hai dolori addominali forti, recati in pronto soccorso, ma se tutto è sopportabile, cerca di rilassarti, sorseggia qualcosa di caldo ed evita di mangiare cibi solidi.
Prova a stenderti e ad applicare direttamente sulla stomia, 1/2 Kg di zucchero semolato bianco. L'azione iperosmolare dello zucchero farà sgonfiare la stomia. Contemporaneamente applica per 45' del ghiaccio e attendi.
Dopo 45' dovresti provare a spingere la stomia all'interno. Se ciò ti è difficile, recati in visita chirurgica o, da una stomaterapista. Se la tua stomia scarica comunque le feci, puoi andare con calma.

5) Edema (gonfiore) della stomia

L'edema della mucosa stomale è una condizione per cui la mucosa appare imbibita di acqua e gonfia.
Puoi procedere come nel prolasso, con le stesse indicazioni.
Se però noti che anche le tue gambe sono più gonfie e se la pressione arteriosa si alza, è meglio parlare con il medico di famiglia o con l'oncologo e capire se c'è un problema sistemico. A volte l'edema  è espressione di qualcosa di più grave, altre volte solo una condizione legata ai veleni della chemioterapia nelle scariche fecali.

6) Perdite mucose dall'ano naturale e stimolo defecatorio

E' abbastanza normale. Quel muco è una protezione per il tratto defunzionalizzato. Non temere. E quando il muco è tanto e denso, ti dà la sensazione di dover "andare di corpo" per la via naturale.
Effettua piccoli clisterini di acqua tiepida del rubinetto, settimanali o al bisogno. Puoi farti dare da una infermiera un siringone da gavage, da 60ml, ed utilizzare quello.
Dopo aver eseguito il lavaggio, applica internamente una emulsione riepitelizzante fitoterapica.


Fanni Guidolin 
stomaterapista specialista nella riabilitazione delle disfunzioni pelvi perineali


28 novembre 2017

MI VENDEREBBE L'ELISIR DELL'ETERNA GIOVINEZZA?

Ha settantasette anni la mia paziente, la grazia di una ballerina di danza classica, il fisico di una ventenne (non scherzo), la fantasia e la creatività che poche donne custodiscono in età avanzata. La passione per la vita.
Ha capelli candidi, bianchi come il ghiaccio. Si è rifiutata di cedere alle tinte come tutte noi. 
Ieri le ho promesso che avrei scritto di lei e si è emozionata. Pensava che a nessuno potessero  più interessare i racconti del dopoguerra, i tempi del liceo classico, le esperienze con la nuova generazione e i rapporti fedeli e fortissimi con il marito e i figli.
A me interessano eccome. 
Ogni volta che esce dal mio ambulatorio, mi arricchisce con la sua saggezza. Dispensa involontariamente consigli, ed io mi sento proiettata nei suoi medesimi pensieri. E se gli occhi possono far sorridere un volto, quelli di Giannina, protetti da lunghe e spesse ciglia d'argento, ci riescono eccome. 
Sarà che ci accomuna una tremenda passione per il colore verde. Sarà che quei capelli bianchi ordinatamente legati a coda attorcigliata a chiocciola in cui spesso infila un bastoncino di sandalo, mi ispirano ordine e rigore. Sarà che Giannina fagocita letteralmente la mia vita, ed io la sua. 
Ieri si è presentata con un cappotto color champagne. La svestizione è una sequenza emozionante di minuziosi gesti di una grazia maestosa. Anche mentre sfila il foulard di Burberry rimango incantata dall'azione geometrica e artistica. Lo fa librare nell'aria, per poi piegarlo in quattro e appoggiarlo  sullo schienale della sedia. 
Ma oggi, riesce a stento a dissimulare un velo di tristezza e lo intuisco immediatamente.
Mi parla del nipote, frutto di una generazione in divenire, ma da comprendere. Ed io, che ho un figlio della stessa età, inizio una effervescente conversazione a tema. 
Definisce la sua irrequietezza creativa e diabolica. Vive le giornate grandi e piene come pianure illuminate dal sole. Non concentra mai le forze in un solo punto e dentro di lei, ho visto qua e là lo sfavillio di chi fa della fantasia la più potente delle cure antinvecchiamento. 
Dai suoi racconti trapelano i segreti dell'elisir dell'eterna giovinezza e ne faccio tesoro. Le accarezzo la pelle morbidissima mentre le pagliuzze verdi dei suoi occhi nocciola si accendono. E quando la luce si incolla su ogni cosa e lei appoggia le mani giunte sul petto magro per controllare i muscoli addominali, io le sistemo le gambe sul lettino. Lei mi fissa dritta negli occhi dicendomi che potrebbe perdersi in essi. 
"Mi mancherà Fanni", sussurra piano  con gli occhi lucidi.
E' l'ultima seduta.
Ma è un altro regalo immenso, in un giorno di lavoro davvero unico.


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27 novembre 2017

TOCCA A ME

La ragazza con i capelli legati a crocchia esce dall'ambulatorio con le guance arrossate.
I suoi occhi verde oliva risaltano sul viso ampio e infuocato, incorniciato da una frangia di riccioli rosso tiziano. Sembra scintillante la sua esistenza. Fiammante. Ha appena saputo l'esito del suo esame istologico e il destino che dovrà affrontare. 
Abbiamo parlato così a lungo, prima che entrasse, che siamo già diventate amiche. Qui, nella sala d'attesa di questo reparto che sa di naftalina, le amicizie nascono per condivisione di tragedie comuni. 
Quando mi viene incontro abbracciandomi, capisco che è stata baciata dalla fortuna, vincitrice di un privilegio che gli altri danno per scontato, la sopravvivenza. Mi dice che non dovrà sottoporsi ad alcuna chemioterapia, che l'intervento è andato bene e lei può dirsi guarita. Il cancro le ha concesso una possibilità di riscatto, come dire...di redenzione. 
La notizia, anzichè rendermi felice, mi crea un tale turbamento da farmi sentire male.
Sento il bisogno di correre fuori da queste quattro mura e cerco di riempire i polmoni nel modo più silenzioso possibile. Ho il cervello ingarbugliato e tanta paura. Tanta.
La ghiaia del vialetto scricchiola sotto ai miei piedi. Quel rumore mi infastidisce.
Rientro.
La donna dalla pelle color caffè ha le unghie fresche di manicure. Striscia le mani sui jeans, come se fossero sudate, per asciugarle. Tocca a lei. Ambulatorio sei.
L'altra signora seduta nella poltroncina senza schienale mi chiede timida "tutto bene?". Lo vede che sono un filo elettrico. La bugia scivola agile sulla mia lingua  e rispondo con un sicuro "certo grazie!".  
Vedo che l'anziana donna uscita dall'ambulatorio numero tre si sta sforzando di non piangere. Ha un pacchettino di crackers in  mano, forse per la nausea. Strappa un minuscolo pezzettino ogni tre secondi. E' come se, continuando a masticare, potesse ricacciare indietro le lacrime. Se ne va a braccetto con la sorella, più o meno della stessa età. 
Al day hospital oncologico sono poche le persone sorridenti e felici. Non c'è una compressina per il cattivo umore dottore? E per la paura?.
Eccola la ragazza "mocaccina". Esce dall'ambulatorio sei con un pacco di carte in mano. Nell'altra tiene un fazzoletto e si sta soffiando il naso. Poi si avvolge la sciarpa fino a coprire tutta la bocca e fino agli occhi e indossa un cappottone lungo fino ai piedi. Ma quegli occhi rossi mi colpiscono come frecce. Ciao amica mia... Esce  dal reparto a testa bassa e in fondo alla gola mi rimane un gusto graffiante. Un'altra vittima penso. 
Comincio a tossire. A tossire affannosamente. Una tosse stizzosa e secca, nervosa, disturbante.
Mio marito mi offre una caramella ma non faccio a tempo a scartarla.
Tocca a me. 
Ci siediamo con la schiena dritta davanti a lui. Il medico è in piedi e la lastra della mia mammografia è illuminata. 
Accanto a me, mio marito mi tiene la mano. 
Quando il dottore si gira ci comunica la notizia con il sudore sulla fronte. 
Mi sento trafitta. Perforata. Finita. Già morta.
"Quel linfonodo è una metastasi di un carcinoma della mammella signora". 
La terra scompare dai miei piedi e mi sento improvvisamente in un altro mondo. 
Svengo.
Non ricordo quanto tempo dopo ho ripreso conoscenza. Mi sono svegliata da questo incubo sul mio letto, imbottita di tranquillanti e sonniferi, bagnata fradicia. 
Si trattava di un incubo!
Sono corsa in cucina pensando di bere del tè. In piena notte non sempre si è consci delle proprie azioni. Eppure la mia cartellina rossa la vedevo benissimo. Giaceva ancora aperta accanto al vaso di fiori. Forse Omar aveva letto i documenti ieri sera?. Io ricordavo vagamente che nel mio sogno mi veniva data una diagnosi infausta. Ma dove stava il confine tra il reale e il sogno?
Così ho deciso che Dani non sarei stata io. Dani era quella riflessa nello specchio del mio corridoio, quello con la cornice francese. Dani era quella del sogno, dell'incubo, quella malata, col linfonodo in metastasi, io no. 
E questo è stato il mio meccanismo di salvataggio. Un ingranaggio sofisticato e ingegnoso per non soffrire nel tempo che mi resta da vivere. 
Dani non sono io. Io sto benissimo. 

Sono molti i meccanismi di difesa psicologici. Aiutano le persone malate ad affrontare ciò che non si accetta. A sopprimere il dolore, falsificare la realtà, minimizzare la gravità. Aiutano a gestire l'ansia reattiva fino a negare se stessi. 

2700 FOLLOWERS DI PELVICSTOM !!!!

Essere seguaci di Pelvicstom, la pagina facebook che riporta i contenuti del blog che parla di stomia e pavimento pelvico, significa essere sensibili a problematiche non così comuni.
Il pavimento pelvico è l'insieme dei muscoli, ossa, tendini e legamenti che sorregge gli organi pelvici (utero, vescica, vagina e retto nella donna; retto, prostata e vescica nell'uomo).
I miei pazienti subiscono interventi chirurgici ad uno di questi organi. Qualcuno deve portare una derivazione urinaria o fecale (un sacchetto sull'addome) in seguito a tali demolizioni.
Le storie di Pelvicstom sono storie di vita vera di persone che lottano, che hanno vinto, che sognano di stare bene, che piangono se le cose vanno male.
Ma Pelvicstom vuole dare anche consigli utili, informare la cittadinanza e convincere tutti voi a non avere paura.
Quindi grazie amici, per essere dei "followers", grazie per i vostri "mi piace" e grazie per le condivisioni dei miei post. Avete contribuito a diffondere messaggi utili, che possono raggiungere anche chi non ha riferimenti.
Grazie di cuore.
Fanni Guidolin

vieni a vedere la pagina Pelvicstom

23 novembre 2017

FELICITAZIONI

Felicitazioni Loriana, per averci creduto fino in fondo. Per non aver mollato. Per aver combattuto. Per avere avuto accanto un uomo come il tuo, che ti ha accompagnato per mano in questa vita dapprima ingiusta con te, ma che poi vi ha premiato.
La malattia, la stomia, le cure, l'intervento, le fistole retto vaginali, le occlusioni, il cancro sempre sull'uscio.. Quanto hai patito giovane donna ! E' stato come attraversare una nebbia fitta mi raccontavi, incaricata di disfare persino le sillabe che uscivano dalle tue labbra come piccoli lamenti.
Mi hai insegnato che l'unico modo per fuggire al dolore è passarci in mezzo. E che ora, che stai per diventare mamma, hai spolverato ogni paura, cementato i brutti ricordi e ridato luce al tuo viso. Sei una mamma bellissima. Ora puoi concederti un'esplosione di felicità totale. Quella che ti trasformerà in un aereo a reazione, che ti renderà luminosa e capace di qualunque cosa tu voglia realizzare in futuro.

CONSIGLI DOPO LA CHIUSURA DELLA ILEOSTOMIA (=derivazione fecale a destra dell'addome)

Dopo la chiusura della ileostomia è importante seguire queste indicazioni :

seguire la dieta per ileostomizzati per un paio di mesi ancora Clicca qui per Dieta
introdurre dopo due mesi dalla chiusura della stomia un alimento dapprima sconsigliato


Imodium o Dissenten (LOPERAMIDE antidiarrea)per rallentare le scariche vanno assunti sotto stretto controllo medico al bisogno 2 compresse insieme., 3-4 ore prima del pasto Massimo 6 compresse al giorno . Al fine di migliorare l'assorbimento del principio attivo loperamide si consiglia la versione sub linguale o effervescente o al limite di schiacciare la compressa.

Utili altrimenti le capsule di glucomannano (Ecamannan ad esempio ma in commercio ce ne sono anche altre a base di questa radice) ai pasti (addensano la componente liquida dei cibi). 1 capsula ad ogni pasto. Trattasi di integratore e non farmaco. Non occorre ricetta medica.


cercare di trattenere le feci con l'esercizio di resistenza all'urgenza e immaginazione guidata e andare al massimo tre volte al giorno

esercizi di rinforzo tutti i giorni vedi video su You Tube Clicca qui

elettrostimolazione solo con placche adesive ovviamente in sede perineale se non risultati Clicca qui per sapere cos'è

emulsione riparatrice intra anale (ad esempio Repaderm o altre pomate che hanno la capacità riepitelizzante e che sono a base di estratti vegetali)

Non usare assorbenti . piuttosto mettere un pacchetto di garze in tessuto non tessuto oppure un fazzoletto di cotone al 100% tra le natiche 

Parlare con il medico di base in caso di infiammazione acuta del canale anale, se lo riterrà opportuno, vi prescriverà un gel rettale antinfiammatorio e/o supposte di cortisonico  (soprattutto se radioterapia pregressa)
consigliata l'assunzione di fermenti lattici per almeno 3 mesi post intervento (ad esempio Probinul associati a Psillogel megafermenti (o altri prebiotici) per maggiore azione associativa  probiotica e prebiotica. Il mercato è ricco di prodotti e bisogna informarsi bene sulle proprietà terapeutiche)

camminare in rettilineo tutti i giorni (almeno 5000 passi) o praticare il saliscendi delle scale (con una ventriera sull'addome) 




visita il sito (Lydda wear )





ALIMENTAZIONE PER ILEOSTOMIZZATI O PER COLITE CON DIARREA



LATTE e
yogurt
Eliminare il latte, sia quello intero che parzialmente o totalmente scremato, fresco o a lunga conservazione, con lattosio o senza.
Reintrodurre lo yogurt da latte magro gradualmente in piccole quantità, a temperatura ambiente

PASTA
Utilizzare: pasta preferibilmente di piccolo formato, riso, semolino, creme di cereali ( i cereali sotto forma di creme risultano più digeribili ) polenta morbida.
Preferire la cottura al dente in quanto più digeribile.
Escludere: pasta e riso integrale, primi piatti elaborati.
Condimento: pomodoro fresco passato, olio extravergine d'oliva e/o burro preferibilmente crudi, brodo vegetale o di carne magro sgrassato o di dado senza glutammato.
PANE
Utilizzare: pane comune tostato, cracker e grissini senza grassi ( all'acqua ), fette biscottate.
Escludere: pane all'olio, al latte, condito, cracker e grissini conditi, focacce, prodotti integrali, la mollica del pane in quanto è poco digeribile.
CARNE
Utilizzare: agnello, capretto, cavallo, coniglio, faraona, maiale, manzo, pollo, tacchino, vitello nelle parti più magre e private di grasso visibile.
La carne deve essere magra, poco fibrosa e preferibilmente tritata per rendere più facile la digestione.
Escludere: carni grasse e frattaglie (cuore, fegato, milza, polmoni, rognone, trippa).
Cottura: preferire le cotture senza grassi ( ferri, vapore, cartoccio, lessatura, griglia ).

PESCE
Utilizzare: tutti questi tipi di pesce, freschi o surgelati: cernia, dentice, halibut, luccio, merluzzo, nasello, merluzzo, orata , palombo, razza, rombo, scorfano, salmone, sogliola, sgombro, tinca, tonno fresco, trota.
Escludere: anguilla e capitone, carpa, triglia, aringhe. Evitare molluschi e crostacei.
Cottura: vedi carne.
FORMAGGIO
Utilizzare:grana e parmigiano
Sconsigliati: formaggi freschi (crescenza, fior di latte, mozzarella, quartirolo, ricotta, stracchino), molto grassi, piccanti (mascarpone, gorgonzola, pecorino, ecc.).

SALUMI
e insaccati
Utilizzare: prosciutto cotto, crudo (privati del grasso visibile) bresaola , fesa di tacchino; Preferibilmente tritati o pestati a coltello.
Escludere: altri salumi ed insaccati (salame, sopressa, coppa, mortadella, salsicce, cotechini, wurstel ).
UOVA
Utilizzare: max 2 uova alla settimana.
Cottura: senza grassi. Risultano più digeribili alla coque, in camicia o cotte nei tegamini antiaderenti.
VERDURA
Le verdure risultano più digeribili cotte e passate a purea.
Utilizzare: inizialmente preferire patate e carote sotto forma di purea e le verdure crude centrifugate; a seconda della tolleranza individuale passare a verdure più tenere, meno fibrose e meno indigeste, a piccoli pezzi o tritate : zucchine, pomodori senza buccia e semi, cuori di insalata tenera
Sconsigliata: verdura fibrosa ed indigesta come asparagi, finocchi, catalogna, peperoni, cetrioli, melanzane, funghi, legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie, cicerchie, fave e taccole).
FRUTTA
Utilizzare: inizialmente spremute di frutta ben filtrate o centrifugate; successivamente frutta cotta o in purea senza buccia e semi, mele e banane.
Consumare la frutta preferibilmente lontano dai pasti.
Escludere: frutta acerba, castagne, frutta secca, sciroppata, candita, disidratata.

GRASSI e CONDIMENTI
Utilizzare: olio di oliva (meglio extra vergine), olio di semi di mais, girasole, di soia,di vinaccioli,
preferibilmente a crudo sulle pietanze.
Saltuariamente: l'utilizzo di burro crudo
( 10 g di olio = 10 g di burro).
Escludere: margarina, lardo, strutto, oli di semi vari,panna, salse.

BEVANDE
Utilizzare: acqua naturale o minerale leggermente gassata , tisane, orzo, camomilla, tè e caffè leggeri in modiche quantità, sono meglio tollerati se assunti con biscotti o pane o fette biscottate. Bere a piccoli sorsi.
Limitare: Vino. Solo se ben tollerato, utilizzare vini leggeri in piccole quantità e durante il pasto
Escludere: aperitivi, digestivi, sciroppi, alcolici e superalcolici, distillati
DOLCIUMI
Utilizzare: zucchero, miele, marmellata, biscotti secchi, amaretti e dolci semplici fatti in casa in modeste quantità.
Escludere: cacao, cioccolato, torte e dolci farciti con creme, panna e/o liquori, gelato e sorbetti.
VARIE
Escludere: cibi piccanti, molto speziati, droghe, aceto, salse (maionese, salsa tonnata, tartara,.....), alimenti sott' olio e in salamoia, brodi grassi di carne.

Le persone portatrici di ileostomia dovrebbero seguire una dieta che aiuti a:
  • rendere più consistenti le feci
  • reintegrare la perdita di liquidi


RACCOMANDAZIONI:

  1. Bere molto durante la giornata aiuta a reintegrare le perdite dei liquidi e a prevenire la disidratazione (sete intensa, secchezza della pelle e delle fauci, urine e di colore scuro, crampi muscolari). Si consiglia di consumare 2 - 3 litri di liquidi sotto forma di acqua, tisane, brodi, centrifugati di frutta e/o verdura. Si consiglia di bere soprattutto fra un pasto e l'altro.
  2. Si consiglia di arricchire la dieta con alimenti ricchi di sodio e potassio per prevenire la disidratazione: spremute, centrifugati (non i frullati) di frutta e verdura, banane, patate, brodi vegetali .
    Per l'aggiunta di integratori salini chiedere alle dietiste o all'enterostomista . In estate e durante esercizi fisici si consiglia di aumentare la quantità di liquidi.

  1. Limitare cibi ricchi di grassi: carni grasse, pesci grassi, formaggi molto grassi, salumi grassi, cibi fritti, brodo di carne grasso.

  1. Si consigliano preparazioni semplici e poco condite. Scegliere dei metodi di cottura “più leggeri” come al vapore, la bollitura, alla griglia, al forno, al cartoccio, preferendo i grassi vegetali crudi (olio d'oliva, meglio extra vergine, di girasole, di mais, di soia) e limitando i grassi animali ( burro)



  1. Si consiglia di non abbandonare ed escludere alcuni alimenti dalla dieta, ma, in base alla propria tollerabilità, di introdurre un alimento alla volta e di verificarne l'effetto sulla digestione, l'assorbimento e l'eliminazione.
  2. Si consiglia di evitare gli alimenti che aumentano la velocità del transito intestinale che possono anche essere causa di ostruzione

AUMENTANO LA VELOCITÀ DEL TRANSITO INTESTINALE
  • Pasta, riso e prodotti da forno integrale
  • Frutta: ananas, cachi, ciliegie,castagne, fichi, frutti di bosco,frutta secca,kiwi, pere, nespole, prugne, susine, buccia e semi della frutta
  • Verdura: cruda, legumi, carciofi, melanzane, cavolo, radicchio rosso, barbabietola, finocchi, asparagi, funghi, porri, sedano, rape, catalogna, scorzanera
  • Cibi molto grassi: carni e pesci grassi, panna, formaggi grassi, salumi grassi, brodo grasso, cibi fritti
  • Latte intero, panna
  • Carni dure e fibrose
  • Dolci molto zuccherini e grassi
  • Alcolici (vino, birra, spumante, ecc.)
  • Caffè in quantità abbondanti
  • Bevande gassate, molto calde o fredde
  • Liquirizia e gomme da masticare
  • Cioccolato
  • Brodi grassi di carne
  • Spezie

  1. Si consiglia di evitare gli alimenti responsabili della formazione di gas e cattivi odori.


RESPONSABILI DI FORMAZIONE DI GAS E CATTIVI ODORI
  • Legumi: lenticchie, fagioli, fave, ceci, soia, piselli (comunque vietati)
  • Pesce fritto e molto grasso ( anguilla, capitone )
  • Carni grasse affumicate
  • Pane e pasta poco cotti
  • Spezie ( peperoncino, pepe, senape, curry..)
  • Bevande gassate
  • Birra e superalcolici
  • Gomma da masticare
  • Alcune verdure: cavolo, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, scorzanera, crauti, rafano, broccolo, aglio, cipolla, scalogno, porri, funghi, asparagi, finocchi, cetrioli, rape, ravanelli, peperoni, sedano
  • Alcuni frutti: anguria, melone, avocado, castagne, frutta secca ( noci, nocciole, ecc.)
  • Uova
  • Grassi animali
  • Panna montata, frappè e frullati
  • Dolcificanti artificiali (sorbitolo)


  1. È importante introdurre alimenti con azione antiodore:
- succo di mirtillo
- yogurt
- prezzemolo
- tisane alla menta, al finocchio o all'anice stellato

  1. Per diminuire la formazione di gas può essere utile:
  • Evitare di coricarsi dopo aver mangiato in quanto la posizione orizzontale può interferire con la normale eruttazione dell'aria contenuta nello stomaco e aumenta la possibilità che il gas passi nel duodeno.
  • Praticare regolarmente dell' esercizio fisico purchè non intenso o che vada ad interessare i muscoli addominali, si consiglia di camminare.
  • Evitare lo stress

  1. Masticare lentamente e bene per favorire i processi digestivi ed evitare o ridurre il rischio di ostruzione della stomia.

  1. Frazionare i pasti durante l'arco della giornata (colazione - spuntino a ½ mattina - pranzo - spuntino a ½ pomeriggio - cena ) per favorire la digestione, tenere sotto controllo la motilità intestinale e diminuire la formazione di gas nell'intestino.
Non saltare i pasti in quanto ci può essere un aumento del gas se l'intestino è vuoto. Per ridurre le feci notturne si consiglia di consumare un pasto serale moderato.

  1. Si consiglia di non aumentare eccessivamente di peso per non danneggiare la funzionalità della stomia.
  2. Evitare cibi e bevande troppo caldi o troppo freddi per prevenire un aumento della peristalsi intestinale.
  3. Si consiglia di compilare un “ diario alimentare” per indicare la tolleranza ai vari alimenti e bevande.
  4. Porre attenzione all'assunzione di compresse gastroresistenti: nelle ileostomie,, pasticche dure e capsule, si potrebbero ritrovare nel sacchetto. E' opportuno chiedere al medico o all'enterostomista se si possono schiacciare.

IMPORTANTE

Queste indicazioni sono di carattere “generale”,
non sostituiscono uno schema dietetico personalizzato che in taluni casi potrebbe rendersi necessario, in particolare con pazienti affetti da diabete, patologie renali, celiachia, intolleranze o allergie a vari alimenti.

o su instangram @fanni_gui

E' SOLO UN'INFERMIERA

Dedicata a te amica mia.

Lei è un'infermiera specialista. Si occupa di pazienti in un'area critica e il lavoro è una passione, una vocazione, una scelta, la realizzazione di se stessa.
Ma è un'infermiera, e rispetta gli ordini gerarchici, le regole del reparto, il codice deontologico, la buona condotta, la linea corretta, le giuste azioni, i suoi capi, i pazienti.
I sentimenti però, per fortuna, non hanno scadenze ne' imposizioni. Esistono e basta. E, come dice lei, un giorno ti svegli la mattina e mentre vai a lavorare pensi che quel giorno forse sarà uguale a tutti gli altri o forse succederà qualcosa di speciale.
Quel giorno è capitato a lei.
Il medico con cui lavorava si è innamorato dei suoi occhi, e lei, dei suoi.
Allora, si è lasciata travolgere da quel turbinio di farfalle nello stomaco e si è chiesta se fosse vero. Perchè lei è un'infermiera e non può uscire dagli schemi nè dare adito all'immaginario collettivo.
Ha tentennato, ha temporeggiato. Ma il suo turno intrecciava il suo ed era inevitabile. Come in un gioco infantile, si è lasciata rincorrere e poi prendere e avvolgere e... travolgere.
Si... travolgere dall'amore che non voleva più nascondere a se stessa e agli altri.
Quella cosa che pensava impossibile e intoccabile, si quella cosa,  ha preso proprio lei.
E' così che, conoscendo l'amore, lei è diventata un'infermiera diversa. Un'infermiera che letteralmente ama i suoi pazienti e il medico che li cura. Pazzamente innamorata di ogni suo gesto, parola e sentimento che quel medico prova e dimostra nei confronti non solo suoi, ma del suo lavoro, dei colleghi e dei pazienti che opera. Pazzamente innamorata di quanto i pazienti possano insegnare della vita attraverso la malattia.

Lui è un uomo speciale che la fa sentire speciale.
E con lui si è caricata di nuove energie, voglia di fare, di correre con la marcia ingranata, a mille all'ora. Troppo.
Oh.. Non troppo per lui.
Per l'amore c'è sempre spazio infinito. Ma per qualcuno non va bene "il troppo".
La troppa complicità, la troppa comprensione, la troppa dedizione, il troppo tempo dedicato al lavoro per assistere le persone. Non vanno bene la troppa passione, la troppa felicità per un turno di lavoro, i troppi riscontri positivi, i troppi successi, la frenetica vitalità, la gioia di fare del bene.
A quel qualcuno non piacciono.
Viene chiamata a colloquio proprio da quel qualcuno.
Si arrovellava il cervello pensando a cosa potesse aver combinato di tanto grave. Niente. Semplicemente lavorava troppo e troppo bene per essere un'infermiera. Doveva fare meno. Punto.

E così, come dieci anni prima, si ritrovava in macchina, diretta a lavoro, ma non a pensare a quel qualcosa di bello che le sarebbe accaduto in quella giornata.
Si trovava stavolta a guardare l'orologio, a controllare i secondi che rotolavano come minuti che passavano come le ore. Che non doveva superare.
Perchè doveva finire all'orario prestabilito dalle regole.
Perchè non si può lavorare con troppa passione. Non si può distinguersi. "E' sufficiente lavorare per ciò che si viene pagati" diceva il capo.

E sarebbe dovuta diventare l'infermiera che va di moda. Presenza silenziosa che vola a basso profilo e non fa parlare di sè. Meglio se sfigata anche nella vita o nell'amore. Meglio se con il sorriso spento, per non dare all'occhio. O acceso, solo per rassicurare il paziente quando l'intervento va malissimo. Quella che esegue sequenziali azioni senza perdersi in chiacchere al vento con un paziente depresso al quale potrebbe salvare la vita. Quella che deve somministrare la terapia antidolorifica senza avere il tempo di chiedere al paziente dove ha male e quanto ha male. Quella che non deve dimenticare nulla: letto in ordine e pulito, flebo somministrate, conteggio drenaggi e diuresi, esami completati, stampati e mostrati al medico, visite specialistiche richieste. Quella che non ha il tempo di fare domande sulla vita che il paziente conduceva prima di ammalarsi, sulla famiglia o sui figli. Chissenefrega. L'infermiera dovrà perdersi nella natura ripetitiva del compito. Punto.
Perchè è solo un'infermiera e deve rispettare gli ordini.
Al paziente ci penserà qualcun altro.
Ecco perchè l'infermieristica va a rotoli.
Ma lei per fortuna, un capo così non ce l'ha più.
Ed è rimasta tale.




22 novembre 2017

Rinforzo del pavimento pelvico



La capacità di basculamento del bacino in retroversione, ovvero la capacità di ruotare il pube verso l'alto, in questa posizione "a farfalla", migliora l'attivazione degli adduttori.
Le mani appoggiate sotto l'arcata costale, controllano che gli addominali siano sempre disattivati.
I muscoli elevatori dell'ano rivestono un ruolo importante nella normale trasmissione endo-uretrale degli aumenti pressori intra-addominali.

Fanni Guidolin
stomaterapista specialista nella riabilitazione delle disfunzioni pelvi perineali.
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MEDICI UMANI O EXTRATERRESTRI ?

Ho ricevuto questa storia via mail. L'ho riscritta ed elaborata con il consenso del paziente, che vuole rendere omaggio alla dottoressa che lo ha assistito.

Io stavo sul letto col lenzuolo fino agli occhi. Tirava una certa arietta in corridoio.
Aspettavo il mio turno, per una tac all'addome. I dolori erano sempre più forti e insopportabili. Mi contorcevo nel letto ma lei catalizzava la mia attenzione.
La dottoressa che l'aveva prescritta, stava stranamente accanto a me.
Era scesa in ascensore con me, spingendo il mio letto da sola. Aveva percorso tutto il corridoio del piano terra fino alla radiologia ed ora reggeva la cartellina con le mie scartoffie, sistemava la flebo traballante e lisciava pure il lenzuolo. Mi chiedeva quanto dolore provavo da uno a dieci, se andava tutto bene, se avevo freddo o caldo, se ero preoccupato. Me lo chiedeva con un sorriso vero, stampato nel viso puntinato di lentiggini come una spruzzata di pepe sul purè soffice. Io a tratti sudavo freddo, provavo un dolore crampiforme pari a otto e non capivo cosa stava succedendo. Poi passava tutto e avevo una breve tregua.
La dottoressa stava in piedi immobile, nel disarmante candore del suo camice.

Io pensavo che fossero gli operatori a spingere i letti, gli infermieri a sistemare le flebo e i medici a dare gli ordini, aspettando le risposte dei colleghi radiologi per fare diagnosi. Ma oggi la medicina veniva stravolta nella mia testa come se fosse un nuovo avvento. Con la sua umanità, la dottoressa mi stava facendo conoscere il senso della cura.
La mia questione però, doveva essere seria.
I medici non fanno compagnia ai pazienti, non spingono letti e non fanno gli infermieri. E se si fosse trattato di una "extraterrestre in una grottesca sceneggiatura"?...
Fatto sta che con lei accanto, avevo la certezza che non mi sarebbe accaduto niente di grave.

Dopo un tempo tale da sembrare eterno, la dottoressa mi avvisava che era il "nostro" turno. Parlava al plurale, come se la sua empatia fosse tale, da sentirsi malata come me. Lei è un medico chirurgo e temevo sospettasse il peggio per me quando, di là dal vetro, mi fissava negli occhi mentre l'infermiera mi infilava l'ago al braccio. I suoi occhi erano tristi, preoccupati, lucidi. Perchè? Mi chiedevo impaziente.
No non per l'esito della tac. Quella è andata bene per fortuna.
Me lo ha confessato dopo il perchè.
Quella dottoressa aveva perso un figlio.
Un figlio della mia età, cinque anni fa.
Lei,  non aveva capito che l'intestino di suo figlio era perforato.  La tac era stata eseguita tardi e lui non ce l'aveva fatta. Non era colpa sua. Non era colpa di nessuno. La vita va così a volte, sul filo del rasoio.
E il mio povero angelo vive con questo senso di colpa da cinque anni.

20 novembre 2017

Incontinenza anale post chiusura stomia: rinforzo sfinterico



Il paziente presenta una insufficienza sfinterica anale in seguito alla chiusura della ileostomia.
Il suo intervento chirurgico ha demolito quasi tutto lo sfintere anale interno, deputato alla continenza fecale, lasciando solamente lo sfintere esterno.
Durante gli esercizi, il controllo sincrono addomino-pelvico, è fondamentale.

17 novembre 2017

GLI MANCAVANO LA CALMA, LA TRANQUILLITA' E LA LENTEZZA

Si stende sul lettino come se fosse un tronco d'albero appena reciso. Sprofonda rumoreggiando e respira solo a metà. Sembra appena tornato da una corsa campestre.
E' il mio paziente maschio, operato di cancro alla prostata due settimane fa, ancora in attesa di un verdetto istologico che segnerà la sua esistenza. Indossa un grosso pannolino per l'incontinenza urinaria che si è manifestata dopo l'intervento e, insieme, dobbiamo recuperare la funzione perduta. 
La moglie lo osserva attenta e mi ascolta annuendo.
"Va sempre di corsa", mi conferma. 

Sono molti i pazienti che, durante gli esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico, mantengono il loro incalzante e abituale ritmo vitale. A cento all'ora, senza pause e concessioni. Esigenti, determinati e convinti. Dritti, spediti, senza soste nel lavoro, come a casa, con la moglie, gli amici, i figli. Nello sport (se lo praticano).
Non basta.
Nella "cura" del pavimento pelvico, che si tratti di incontinenza, prolasso o dolore, la decisione più importante deve essere quella del prendere la vita con lentezza. La "slow life" diventa la nuova cultura del pelvic floor, per usare inglesismi alla moda. Ascoltarsi, capire che bisogna anche mettere il freno a mano, scegliere, diventa fondamento preventivo di ogni azione.
Cambiare direzione se occorre, variare gli obiettivi, modificare la lista delle priorità, sono passi che insegno alla prima seduta.
In questi anni di ricerche ed esperienza pratica ho notato che i pazienti calmi, tranquilli e lenti, recuperano prima la continenza urinaria. Le donne calme, tranquille e lente soffrono meno di iperattività vescicale e in generale, le persone calme, tranquille e lente, controllano meglio ogni disfunzione pelvica. Ad esempio, l'urgency fecale o urinaria, ovvero quello stimolo impellente che non ti consente di arrivare al wc in tempo facendoti macchiare lo slip, è meglio gestita da un respiro profondo e non superficiale, da un diaframma sbloccato e da un addome "leggero". In altre parole da uno spirito "Slow", calmo, tranquillo e lento.


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