29 maggio 2018

IL BOSCO CHE CURA

Stare in mezzo agli alberi cura, accelera la guarigione, migliora le funzioni vitali e l'umore.
Gli studi risalgono al passato, studi randomizzati scientifici su pazienti chirurgici che guardando gli alberi dalla finestra e stando nel loro letto d'ospedale, guarivano prima rispetto agli stessi, posizionati con vista sul cemento.
E' detta anche biofilia questa esperienza "ecosensoriale" che può avvenire nei boschi. Istintiva attrazione dell'uomo per le piante e gli alberi di un bosco. Il paziente si appropria della forza della natura e della sua energia facendola propria. Si liberano gli ioni negativi, e i linfociti natural killer, che sono proteine anti cancro, vengono liberati. Cervelli ultrasettantenni cominciano a sviluppare neuroni (studi di neuroscienze pubblicati).
Gli esseri viventi sono legati alle piante e l'albero è l'elemento principale della vita (se vogliamo un concetto più spirirtuale).
L’energia sottile è il loro linguaggio naturale. Quando le nostre capacità comunicative si evolvono, aumentano le possibilità di comprendere il loro linguaggio e questo ci permette di iniziare ad avere relazioni “nuove” con loro. Essi possono aiutarci ad aprire i nostri canali energetici e a coltivare la serenità, la calma, l’energia, la gioia, la presenza e la vitalità, di cui necessitiamo.
E' per questo che mi sento di consigliare una passeggiata nel bosco ai miei pazienti. Di sedersi in una roccia a ascoltare, annusare i profumi di resina e pino, di muschio e foglie, abbracciare il tronco di un grosso albero, impossessarsi della sua energia visualizzando che tale entra dentro di sè, guardarsi intorno o puntare gli occhi verso l'alto. Tutti i sensi partecipano a questa meravigliosa cura e il silenzio potrà aiutare a guardare dentro di sè, per decidere cosa si vuole fare o essere. O come si vuole cambiare.

28 maggio 2018

UNA SERATA IN RADIO

Metti una sera in una delle più belle piazze del nord Italia, a Sacile, in provincia di Pordenone, in compagnia di persone fantastiche e piene di valori e torni a casa arricchita, dopo un'esilarante esperienza in radio. Radio Palazzo Carli per la precisione, sita nello stesso omonimo palazzo storico, datato con molta probabilità 1543.
La sua "mole compatta e solenne", fa di Palazzo Carli uno dei più originali edifici della città. Lo stile veneziano si mescola ad elementi tipici dell'ambiente provinciale (trevigiano e cenedese).
Oggi il palazzo ospita il Museo del Duomo, la Galleria d'Arte Moderna Pino Casarini e l'emittente radiofonica locale Radio Palazzo Carli.
Ad invitarci in trasmissione è stata Clara Salazar, una giovane ragazza stomizzata, facente parte del gruppo giovani della federazione nazionale delle associazioni stomizzati e incontinenti (FAIS).
Clara, che lavora in ospedale presso gli uffici amministrativi, da anni si occupa di iniziative di volontariato. Sostiene che l'esistenza si affronta con il cuore. E' questo il prodigio dell'universo.

In regia, una simpaticissima Antonella Gai, dal sorriso contagioso che emergeva in mezzo a due occhioni grandi, tondi e neri, guidava la trasmissione e rispondeva alle telefonate del pubblico a casa.

Accanto a me, il presidente dell'associazione regionale stomizzati e incontinenti, Attilio Reginato, descriveva agli ascoltatori la nostra piccola realtà castellana e montebellunese.
E' una scintilla quella scoccata tra noi, di quelle che fanno battere i cuori non una ma cento, mille volte. Battiti ininterrotti e mai indisciplinati ai quali attribuire significati straordinari.
E' una cura per l'anima il volontariato. E' musica pura che amplifica la nostra percezione e che raffina la nostra lettura del mondo.
Ed è un elemento il cuore. Il reparto di un'officina che lavora incessante, assidua. "Imagine all the people living life in peace" diceva John Lennon, ed è ancora possibile se vogliamo.


E poi c'era lei, la speaker, Mara Pasin, che è un pozzo di idee, bontà e amore per il prossimo. Si definisce Life coach, facilitatore Drum Circle, dirige inoltre l'associazione Erika Forever, creata dopo la scomparsa della sua bambina, e la Casa del Volontariato a Sacile (PN).
Mara indossa una chioma di capelli dorati e ricci. Sono i suoi, veri, sono riccioli che cadono sul volto senza oscurarne i lineamenti. Tutt'altro. Le danno luce e bellezza.
E' un tenero abbraccio quello che ci scambiamo, sfoderando il filo rosso dell'affetto reciproco. Eppure era il nostro primo incontro quello di giovedì sera.

Ho potuto parlare delle storie di straordinaria corsia che accompagnano ogni giorno il mio lavoro e che sono ormai parte integrante della mia vita. Abbiamo menzionato il problema dell'incontinenza e parlato di stomia. Ricordando a tutti la conferenza che verrà organizzata il 28 Giugno prossimo venturo presso l'Ospedale Cà Foncello di Treviso in occasione della giornata nazionale dell'incontinenza.
Clara ricordava agli ascoltatori che il 6 ottobre 2018 ricorre la giornata mondiale dello stomizzato e che tale evento verrà realizzato a Caserta, nella splendida reggia. Per iscrizioni www.wod2018.it
Sarà un evento importantissimo che vedrà riunirsi migliaia e migliaia di persone portatrici di stomia (per chi non sapesse cosa sia una stomia vi dico che è un sacchettino sull'addome per raccogliere feci o urina, quando manca la vescica o parte dell'intestino asportati per il cancro, o a causa di una malattia infiammatoria intestinale)
Se mi sono divertita? 
Esilarante esperienza in questa stanza insonorizzata e con le cuffie più grandi delle mia testa. Bellissimo ascoltare la propria voce e correggere gli accenti che non mi piacciono!
Poi, ad un certo punto, la Dott.ssa Caterina Bertelli, psicologa dei miei pazienti, ha telefonato in diretta. Ci ascoltava in streaming su www.radiopalazzocarli.org ed è intervenuta. Mara l'ha intervistata, ed è emersa l'importanza della progettualità, dello sperimentare modi e iniziative di attenzione al sociale. Il silenzio non fa mai notizia. 
Caterina ha spiegato la sua vocazione per la psicologia e la mente umana. Le cose accadono per un motivo e un disegno preciso. Lasciarsi trasportare dalle passioni può far emergere i talenti. E far uscire dallo stallo, a volte dalla depressione. 

Con lo staff di Radio Palazzo Carli ci siamo salutati con un "Arrivederci a settembre" quando la Casa del Volontariato ci ospiterà per una serata per le donne. Una delle serate di Pelvicstom sulla prevenzione delle disfunzioni perineali femminili. Ovviamente sempre con tutto il direttivo AISCAM, associazione incontinenti e stomizzati di Castelfranco Veneto e Montebelluna (TV) (presidente Dott. G. Pesce), Attilio Reginato (in foto sotto) presidente regionale AISVE e Caterina Bertelli, mia grande amica e psicologa.






22 maggio 2018

SENSIBILIZZARE: OBIETTIVO N.1

Se non lo provi sulla tua pelle non potrai mai capire cosa significa essere stomizzati. Ma sensibilizzare i cittadini e far sentire in qualche modo la propria vicinanza alle persone stomizzate, anche con una finta sacca in cui sia scritto sopra "io ci sono per te caro paziente stomizzato. Ti aiuterò a riprendere in mano la tua vita", può essere un gesto importante e coraggioso. No alle etichette. Non alla discriminazione. No all'emarginazione sociale.

21 maggio 2018

IO NON COMBATTO, NON SONO AFFARI MIEI

Stamattina ho fatto lo zucchero filato con le ragnatele della mia camera. Del resto, quando sei malata, non puoi certo pensare all'ultimo copriletto di Hermès che ti sei persa alla fiera del bianco l'altro ieri e tantomeno a quel detergente a base di cera d'api per lucidare il pavimento in parquet.
Ve lo scrivo perchè sono raggomitolata qui, in un posto sicuro, mummificata nel ricordo dei bei tempi passati. Come un gatto, su queste lenzuola che sanno di fresco, la mia mente vaga tra il soffitto ingrigito e il pavimento opacizzato da polvere e pelo di cane. Mi fondo con il cielo e con il fango, direbbe Jovanotti. 
Mia figlia mi aiuta a sostituire le lenzuola sporche, a togliere un po' di schifezza dai comodini arieggiando la stanza. Cuciamo nel frattempo pezzi di dialoghi, sillabiamo parole frammentate. Si vede che soffre a vedermi così. Ha gli occhi acquosi.
Sono in attesa della decisione dei chirurghi, o degli oncologi. Potrei essere una candidata alle cure sperimentali o alla chirurgia demolitiva. In ogni caso ho deciso che mi lascerò trasportare dal decorso degli eventi.
Non sopporto chi dice di "combattere" contro il cancro. 
Io non l'ho scelto questo mostro. Lui ha scelto me. Ha scelto il mio fisico, il mio corpo, il mio sistema immunitario, ed ora posso solo aspettare. Aspettare che si disfi di me, o che qualcuno decida per me. 
Come posso lottare in queste condizioni? 
Quando la mattina mi alzo con la nausea che mi travolge; quando i miei piedi appoggiano su spilli incandescenti ogni qual volta li appoggio al pavimento; quando la mia vescica funziona solo con un catetere inserito; o quando i dolori si fanno insopportabili e regrediscono solo con la morfina, dovrei combattere ?
Lottare per cosa? 
Glielo volete dire voi al mio sistema immunitario mentre cammina in una superficie discontinua conversando con la mia mente in modo indiscusso, che deve svegliarsi? 
Oh lo so che cosa stai pensando tu che mi leggi. Mi stai dicendo "Cazzo!, Pensa positivo!, Vivi!, Guarda alle piccole cose!, Non mollare!, Combatti!".
E invece no. Io non mollerò ma non combatterò. 
Se il mio corpo deciderà di vincere, sarà merito della natura, della scienza e della medicina. Se si lascerà travolgere, sarà ancora colpa sua. 
Io, non centro. Non sono affari miei. 

17 maggio 2018

MEDICINA NARRATIVA, SOLO CHIACCHERE ?

Sarà il titolo del Convegno organizzato dalla Fondazione Altre parole (presidente Dott. Gaion) presso l'Auditorium Appiani di TReviso, domani 18 maggio 2018 dalle ore 9 alle ore 17.
Sono stata invitata alla tavola rotonda per parlare della mia esperienza nel campo della medicina narrativa con i miei pazienti stomizzati e incontinenti.
Dalle loro storie è nato un libro edito da Panda Edizioni, intitolato "Storie di Straordinaria Corsia", vincitore del 1° premio letterario Prunola 2017.
Prima di scrivere ho letto due tir di libri. Me lo ha suggerito uno scrittore che adoro, Mauro Corona.
E la penso come J.Salinger quando leggo un bellissimo libro. Vorrei che l'autore fosse il mio migliore amico, per telefonargli ogni volta. Potrei confrontarmi su quanto mi ha trasmesso e sul messaggio che ho recepito. Potrei chiedergli dove inizia la fantasia e dove finisce la verità, carpire i percorsi ispiratori.
La lettura ha il potere di teletrasportarti in altri mondi, contesti, scene, emozioni. E la scrittura può convincere, ferire, placare, incuriosire. Dipende dalle parole. La scrittura può anche curare sia chi legge, sia chi scrive.
E' stato questo il senso del mio libro. Far narrare il paziente, prendere appunti, con empatia capire i suoi sentimenti e traslare qualcosa di unico sulla carta, reale o virtuale, come in internet, inventato 9000 giorni fa. Può nascere qualcosa di struggente, inquietante, tragico o dolce, tenero.
Puoi scrollarti di dosso tutto mentre scrivi, diceva Anna Frank. I dolori possono scomparire, il coraggio rinascere. E così, se riesci a far dimenticare al lettore che ti stai servendo di parole per farlo stare bene, forse sei un vero artista della medicina narrativa.
Si cerca ispirazione prima di scrivere. Da una storia vera, da una lacrima, da una stretta particolare di mano o da un luogo, un posto nascosto, un profumo di bosco.
POi, si appoggiano frasi, si cambiano parole. Si scrivono di getto o si cancellano più volte.
Non sempre l'elaborato viene come vorresti. Allora lo lasci là, fermentare.
L'indomani lo riapri e lo rileggi. E potresti cancellare tutto o lasciare tutto. Sarà comunque il tuo capolavoro.

13 maggio 2018

100 DONNE IN ROSSO PER DIRE STOP ALLA VIOLENZA

L'ho voluta così, la serata pratica di prevenzione delle disfunzioni perineali dell'11 maggio presso la palestra delle scuole medie godigesi G.Renier. Con 100 Donne che hanno indossato una t-shirt rossa quale simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. L'incontro ha seguito il precedente avvenuto il 4 maggio, presso Barchessa Foscarini di Castello di Godego, in forma teorica.
La serata si poneva all'interno del progetto dell'associazione incontinenti e stomizzati regionale AISVE e locale AISCAM  (presidente regionale Attilio Reginato e presidente locale Dott. Pesce Giuseppe), strutturato, come appena citato, in una prima parte teorica seguito dalla pratica. L' associazione vuole portare in tutti i comuni dell'Ulss2 il messaggio che la prevenzione sia fondamentale per un problema dalle dimensioni indescrivibili. Il presidente regionale ha voluto che fossi io la responsabile della comunicazione di tale messaggio al mondo femminile e di questo gliene sono infinitamente grata. 
Perchè il tema della violenza sulle donne nell'ambito di un percorso di prevenzione perineale ? 
Perchè molti problemi legati alle violenze domestiche, al mobbing sul luogo di lavoro, alle violenze verbali e psicologiche in cui vittime siano le donne, si traslano soventemente sul pavimento pelvico. Quella sede emozionale in fondo al bacino fatta di muscoli, legamenti, tendini e gli organi pelvici ivi adagiati, diventa uno scrigno segreto, custode sì di desideri e sogni, ma anche di tormenti e paure. 
Per non parlare della vera e propria violenza sessuale che può esistere anche tra le mura di casa, ad opera addirittura del proprio compagno, colui che dovrebbe amarle e onorarle, e che quasi mai le donne hanno il coraggio di denunciare.
Ecco che allora il dolore pelvico cronico idiopatico, ovvero che non trova riscontri medici patologici, disfunzioni della defecazione o della minzione, disfunzioni sessuali (mancanza di desiderio, scarsa lubrificazione, dispareunia..) e altri della sfera femminile perineale, di cui abbiamo parlato nelle serate teoriche,  dopo accurata valutazione medica, possono essere trattati in ambulatorio di riabilitazione delle disfunzioni perineali con terapiste formate. Si tratta di infermiere specialiste riabilitatrici, ostetriche esperte  o fisioterapiste formate, sempre dopo un percorso di studi specialistico e formazione sul campo, che possono prendere in carico la donna se vista prima dallo specialista. La collaborazione con gli psicologi è altresì fondamentale e nella nostra realtà (a Castelfranco e a Montebelluna essi sono mensili) ci avvaliamo di incontri di gruppo tenuti dalla Dott.ssa Bertelli Caterina, psicologa volontaria dell'associazione, per meglio affrontare i tabù che affliggono i pazienti. 
Accade molto più spesso che la donna confidi a noi terapiste una violenza subita prima che al medico di famiglia o allo specialista ospedaliero. Oppure che si rechi dallo specialista riferendo il problema pelvico senza che egli indaghi sull'avvenuta violenza. Così facendo, vi è il rischio che vengano prescritti esami e indagini diagnostiche costose e a volte imbarazzanti, potenzialmente evitabili se la donna avesse avuto il coraggio di confidarsi. Ecco il perchè di questi incontri. Sensibilizzare, creare un ponte tra loro e noi terapiste, che vestiamo anche i panni di "case manager", ovvero "aiutanti facilitatrici" a trovare per le donne vittime un aggancio, un appiglio, o a consigliare il terapista o l'esperto giusto. Spesso convincendole semplicemente a parlare con il proprio medico di famiglia o a fidarsi di noi, per essere un ponte di salvezza tra il loro mondo devastato e quello medico sanitario di cura.


12 maggio 2018

LA VITAMINA B12 NEL PAZIENTE ILEOSTOMIZZATO

La carenza di vitamina B12 può manifestarsi negli individui che hanno subito un intervento chirurgico gastrointestinale.
La Vit B12 favorisce la crescita dei globuli rossi all’interno del midollo osseo, trasforma l’omocisteina in metionina eliminando ogni traccia di tossicità e interviene nel metabolismo del sistema nervoso centrale proteggendo i nervi dal rischio di degenerazione.
Il test utilizzato di routine per testare il deficit è: VIT B12 sierica che valuta la quantità di vitamina presente e non la capacità di assorbimento del paziente.
Il valore limite è 200 pg/ml
Uno studio americano è stato condotto sui pazienti ileostomizzati.

Castelli M.C., Friedman K, Sherry J et al.
Comparing the efficacy and tollerability of a new daily oral vitamin B12 formulation and intermittent intramuscular VIT B12 in normalizing low cobalamin levels. A randomized, open-label, parallel-group study

America 2011 Clinical Therapeutics Volume 33, Issue 3, pages 358-372

La VIT B12 è assorbita dai due metri terminali di ileo e se si perde questa sezione, sarà richiesta una terapia integrativa.
Nel morbo di Crohn 100 cm di resezione ileale provocano diminuita capacità di assorbimento mentre sono sufficienti 7-8 cm di resezione nella colite ulcerosa per avere malassorbimento di VIT B12.
Nel 2001 si aggiunge agli studi il fatto che la gravità dell’infiammazione ileale, il grado di atrofia dei villi e l’estensione della malattia nel restante ileo, influenzino il malassorbimneto di VIT B12.
I ricercatori danesi e olandesi nel 2012 (vedi studi) evidenziano che è possibile passare dalla terapia intramuscolare a quella orale e che entrambe sono efficaci.

Hvas A. M., Morkba A.L., Hardlei T.F & Nexo E.
The vitamin B12 absorption test, Cobasorb, identifi as patients not requiring vit B12 injection therapy
Danimarca, 2011

Heil S.G., De Jonge R., De Rotte M.C. et al.
Screening for metabolic vitamin B12 deficiency by holotranscobalamin in patients suspected of vit B12 deficiency: a multicentre study
Olanda, 2012

La misurazione di HoloTc (Olotranscobalamina) piuttosto che la VIT B12 sierica è più attendibile.
Negli Stati Uniti e in Danimarca si preferisce la terapia intramuscolare. In Svezia e in Canada quella orale.
Lo studio Danese propone un investimento iniziale in termini di integratori di VIT B12 piuttosto che attendere i danni da carenza.

112 DONNE IN ROSSO AL CORSO PRATICO "PREVENZIONE PERINEO" A CASTELLO DI GODEGO

112 donne dal cuore grande e sensibile vestite di rosso.
Rosso è stato il tema di questa serata dell'11 maggio 2018 per il tour di Pelvicstom in collaborazione con AISCAM (Associazione Incontinenti e Stomizzati di Castelfranco e Montebelluna) . Rosso per dire basta alla violenza sulle donne. Rosso per far esplodere le emozioni, per non avere paura di parlare quando con il proprio compagno le cose non vanno bene. Rosso come l'amore e la passione per la vita.
Rosso come il sangue versato l'anno scorso dalle 142 vittime di femminicidio.

Ci siamo trovate nella palestra delle scuole medie G.Renier del Comune di Castello di Godego (TV). Fondamentale è stato per noi il rapporto di fiducia che si è creato con Barbara Gardiman (vice sindaco e ora candidata sindaco), con il Dott. Pierantonio Nicoletti (attuale sindaco), con gli assessori e consiglieri (presenti l'assessore al bilancio Diego Pegoraro e il consigliere capogruppo di maggioranza Stefano Turcato).
Attilio Reginato, presidente regionale stomizzati e incontinenti ha aperto la serata con i saluti AISVE, testimoni del direttivo AISCAM erano invece Franco Chiappin e  Lia Rossi.

Eccoli i 10 esercizi che ho insegnato alle donne del corso pratico.
Sono stati spiegati ed è stato esplicato il razionale di ognuno.
Ma fatevi seguire da una terapista, il fai da te è indicato solo dopo adeguato addestramento e sicuramente dopo aver seguito la parte teorica.
La terminologia non tecnica nè scientifica è stata utilizzata a scopo facilitatore per il lettore inesperto.

                              

1) IL RESPIRO DEL PERINEO

Supine, a terra con le braccia lungo il corpo o le mani appoggiate sul ventre. Flettete le ginocchia e distanziate appena i piedi.
Escursioni diaframmatiche che massaggiano l'intestino (ottime contro la stipsi) e consentono la risalita del perineo. Inspirare gonfiando leggermente l'addome ed espirare sgonfiandolo, introflettendolo, come se l'ombelico volesse raggiungere la colonna vertebrale. Contemporaneamente percepite il vostro muscolo elevatore dell'ano (MEA) e contraetelo forte, a risucchio, verso l'interno, per tutta la durata dell'espirazione (ottimo per i prolassi, l'incontinenza). Mantenete le spalle rilassate, soprattutto durante l'inspirazione. Cercate inoltre di rilassare i piedi, le gambe, i glutei. Nulla deve contrarsi, solo il MEA.

2) CONTRAZIONI ISOLATE DEL MEA NEI TRE MODI 

Modo A 
Supine trattenendo le ginocchia al petto e incrociando le caviglie. Aprite le ginocchia, le anche. Stavolta non dovrete forzare la respirazione. Rilassate tutto come se steste dormendo. Concentratevi su contrazioni veloci del MEA e rilassamenti altrettanto veloci. Non dovrete usare i glutei nè i muscoli delle cosce per stringere lo sfintere anale. 
Questo è anche detto esercizio di Kegel (1948). Se le contrazioni sono veloci e ritmiche (1 secondo per contrarre e 1 secondo per rilasciare) allora elasticizzerete quel muscolo fondamentale nel pavimento pelvico (ottimo sia nelle debolezze perineali che negli ipertoni). Ripeteteli 100 volte consecutive al giorno. Trovate il tempo. Se invece lo volete tonificare, rinforzare, allora i secondi per contrarre saranno due, e 4 per rilasciare, poi sempre in aumento e sempre il doppio del tempo per rilasciare (es. 3 sec di contrazione e 6 di rilasciamento...)

Modo B (foto sotto) 
Tutto come sopra ma in posizione prona con le mani sotto al mento e le gambe piegate, le ginocchia divaricate, le caviglie incrociate. Mi raccomando, non dovete stringere i glutei. L'unico muscoletto che si attiva è sempre lui, il MEA (muscolo elevatore dell'ano). Il respiro è fluido, non forzato.

Modo C 

In laterale, portatevi rannichiate, in posizione fetale, con le ginocchia verso il petto. Un braccio piegato sotto all'orecchio, l'altro verso il gluteo opposto al braccio, con la mano che prende il gluteo. Contraete come sopra solo il MEA, ritmicamente. 

3) ALZARSI DA UNA SEDIA, DAL DIVANO, DAL LETTO, DA UN SEDILE 

Ogni qualvolta il busto si flette in avanti, la pressione intra addominale aumenta e di conseguenza il perineo scende. Se, durante l'azione, espirate, il diaframma salirà e l'addome rientrerà "morbidamente" alleggerendo la base ovvero il pavimento pelvico. Se poi a tutto questo, aggiungerete la contrazione del MEA, e perchè no, anche dei glutei (validi amici in questo caso), il pubo rettale e il più ampio pubo coccigeo impedirà ai vostri organi pelvici di scendere verso il basso.

4) SPINGERE UN OGGETTO PESANTE, UN CARRELLO, UN MOBILE

Se avete i muscoli della schiena indeboliti, dovreste evitare simili sforzi. Inoltre, quando si utilizzano le braccia per "spingere" anche gli addominali partecipano all'azione. Tutto questo diventa un pericoloso attentato per il pavimento pelvico. 
Se però le circostanze vi impongono di praticare quelle azioni, è importante stabilire un buon baricentro e porre il bacino in asse, portare una gamba avanti e una più indietro, flesse. Durante lo sforzo la regola vuole che si ESPIRI. Durante lo sforzo la regola vuole che l'addome venga appiattito senza sollevare le spalle. 
5) IL PONTE DI BRANDT 

Sdraiate a terra con le gambe flesse e i piedi paralleli, ponete le mani appena sotto l'arcata costale. Ora inspirate. Poi espirando, contemporaneamente, salite un pochino con il bacino a ponte, il pube ruotato verso l'alto il più possibile e l'addome che rientra ai massimi termini. l'ombelico scompare, scende più che potete. Mantenete per pochi secondi la contrazione anche dei glutei e immaginatevi di "trattenere la pipì". Con il pavimento pelvico in pendenza, allenterete le tensioni sulle strutture di sostegno (quelle corde che si chiamano tendini e legamenti e che sospendono il perineo).
Ripetetelo 30 volte. Anche le distanze dei dischi intervertebrali aumenteranno e sentirete cosi', enorme beneficio.
Non inarcate troppo la schiena. Il gancetto posteriore del vostro reggiseno deve rimanere schiacciato dalla a terra.
Questo esercizio lo ha inventato un ginecologo svedese chiamato Brandt, pensate, nel 1864. Fu il precursore.
6) TEETH-HEAD IN  BASCULAMENTO DEL BACINO

Avreste mai pensato che se ogni normalissima azione quotidiana diventasse un esercizio, alla sera il vostro perineo sarebbe ultra allenato? 
Provate mentre vi lavate i denti o la testa (denti in inglese si dice teeth e testa head).
Le braccia in movimento sono sollevate rispetto al diaframma. Flettete le ginocchia e divaricate di 50cm le gambe. I piedi sono leggermente in extra rotazione, come le papere, verso l'esterno. In questo modo, durante la contrazione del pavimento pelvico, le ossa ischiatiche si avvicineranno. 
Ora concentratevi sul basculamento del bacino. Avanti e indietro. No, il busto non deve oscillare come una campana. Solo il bacino ruota avanti, e voi stringerete i muscoli perineali (glutei inclusi) e ruoterà indietro, basculando, L'articolazione del bacino sacro iliaca è molto importante che sia mobile, pertanto più l'escursione sarà ampia  e più riuscirete ad inclinare l'uretra, imparando a chiudere bene "rubinetti difettosi". Ripetetelo finchè i vostri quadricipiti femorali vi diranno basta.
7) 8) 9) LE TRE CAMMINATE : PINGUINO, GAMBERO, BALLERINO

I nomi li ha inventati Pelvicstom. La camminata del pinguino è a piccoli passettini con le ginocchia flesse, i piedi ben appoggiati, l'addome piatto, il pube ben ruotato in avanti e verso l'alto (retroversione del bacino). Le mani sono mantenute sui fianchi. 
Il gambero va indietro. Con le braccia allungate in avanti e le spalle basse. Si porta un piede dietro l'altro camminando come "in un filo sospeso" . Ad ogni passo il gluteo corrispondente si contrae. Immaginatevi che un filo d'acciaio vi tiri verso lalto. Controllate l'equilibrio. Le donne con incontinenza o con turbe della statica pelvica fanno molta fatica a mantenere l'equilibrio durante questo esercizio. 
Nella camminata del ballerino si va avanti in punta di piedi, con le braccia sollevate in alto. i glutei sono contratti, le gambe dritte, tese, rigide, l'addome piatto, il mento sollevato. Immaginatevi di trattenere le feci mentre camminate. 

10) SQUATTY POTTY 

E' la posizione accovacciata. Vi consente di stabilire un angolo di 35° tra il busto e il femore, di antivergere il bacino e rilasciare il pavimento pelvico. E' utile negli ipertoni, nel dolore pelvico. Simula la posizione sulla turca. Migliora lo svuotamento urinario. 
Ponendo uno sgabello sotto ai piedi mentre siete sedute sul wc, fino ad ottenere quell'angolo squatty, riuscirete a svuotare completamente la vescica o il retto. Nei prolassi spesso, lo svuotamento è incompleto.

                            

Nella foto sopra, la prova palloncino è sempre presente nei miei corsi. Lo scopo è insegnare a contrastare le iperpressioni addominali che si creano con il soffiare (palloncino, naso, o la tosse, lo starnuto) attraverso una contrazione preventiva adeguata. Focus sulla "Pancia", introflessione dell'ombelico, attivazione di tutti i muscoli del perineo, glutei compresi al massimo.

11 maggio 2018

IN SALA OPERATORIA

Ti sembrerà anche una paccottiglia di ferri sdraiati su un telo verde menta quella che hai davanti, ma il clangore di una pinza anatomica contro le forbici, di un pean che si aggancia o di uno specillo nella reniforme sono musica in questa sala quasi insonorizzata. Adoro il mio lavoro.
Preparo le venti garze una sull'altra, il bisturi a lama smussa e le tre forbici appuntite con la precisione di un orafo nel suo micro laboratorio. Incubo straziante la conta che non torna.
Il filo raggomitolato sotto alla siringa di anestetico attende una cucitura di millimetrica  precisione.
Sono anni che preparo sistematicamente questo tavolo servitore. Lo sposto con delicatezza, lo avvicino con cura, allineo i ferri, sistemo i divaricatori, scaldo la fisiologica, respiro, mi concentro, sto attento.
Se la sequenza di azioni ripetitive può sembrare monotona e per nulla stimolante, vi assicuro che non è così. Il lavoro dello strumentista lo scegli. Nessuno ti obbliga a farlo.
L'attesa della lama di un bisturi che seziona l'addome ad opera delle mani guantate del chirurgo dà inizio ai passaggi obbligati dell'intervento. Allora tu sei là, come il primo giorno, per ogni santo intervento, con l'adrenalina che sale. Attento alle minuziose mosse e respirando il tuo stesso fiato dietro la mascherina, ti chiedi come possano alcuni medici mantenere un tale self control. Tutto tace.
Solo il bip bip del monitor ancheggia rumoroso nelle sinuose curve che un infermiere controlla senza distrarsi, sul monitor.
Un senso di responsabilità ti pervade per ogni minuto del tuo turno e i tuoi occhi si muovono rapidi a destra e a sinistra. Mancano dei ferri. C'è chi è pronto a leggere il tuo sguardo. In sala operatoria capire il linguaggio non verbale è fondamentale.
Ecco che quegli occhi appaiono talvolta ridenti, altre volte rabbiosi, piangenti o preoccupati. Ansiosi, timidi, paurosi. I tuoi, quelli del medico che opera e del tuo collega che collabora.
Altre volte vorresti dialogare, rilassare il collo, flettere un ginocchio, ma ti senti murato.
Come oggi. Silenzio. "Passami una Kelly, no Klemmer, no Joanne". "Ecco dottore!".
E nell'intercedere delle ore, il paziente giace inconsapevole della nostra ottemperanza e meticolosità. Lui dorme e si risveglierà probabilmente in reparto, dove infermiere preparate lo sosterranno e aiuteranno. Ma con quella sequenziale e metodica preparazione di un ammasso di ferri sterilizzati, un lavoro d'equipe e un'intesa fatta di sguardi, emozioni e rispetto, gli abbiamo salvato la vita. Chissà se si ricorderà di noi.

90 ANNI DI IMPECCABILE SOBRIETA'

"El ghe n'ha viste de tuti i coeori" direbbero in dialetto veneto i suoi amici. 
Mario, che nel 1928 vedeva la luce a Loria, un paesino in provincia di Treviso, nasceva quinto di undici fratelli. Merita di essere narrato per essere stato "vittima" di un privilegio che pochi hanno la fortuna di vivere.
Se lo fissi negli occhi rimani incantato dalle mille pagliuzze azzurre che virano al verde mare. Non ci sono rughe intorno agli occhi ombreggiati dalla immancabile coppola, solo segni di espressione di un tempo che sembra non trascorrere per lui. Sono segni dal timbro elegante, in un novant'enne solo di fatto, ma non nella sostanza.
Eppure, dopo la seconda guerra mondiale, ne ha vissute di tragedie. Si, di quelle che appesantiscono i volti e cambiano le espressioni. Quelle che non scordi mai, che ti appaiono nei sogni, svegliandoti la notte. Quelle che ti invecchiano dall'oggi al domani.
Mi sono chiesta perchè il suo sorriso però, sia rimasto tale e quale a quello di un ragazzino spensierato. Perchè la sofferenza lui l'abbia saputa affrontare senza mai abbattersi, senza rughe nel volto o lacrime amare. Gli ho chiesto il segreto. Ho osservato Mario camminare, ho misurato la forza dei suoi abbracci e la potenza dei suoi baci sulle guance. Ho scoperto il perchè.
Il suo cuore si è lacerato sedici anni fa per la scomparsa della moglie. Una ferita a lenta cicatrizzazione accompagnata da un senso di colpa: su quella strada quella sera, avrebbe voluto trovarsi lui. Il cuore era come imbizzarrito. Eppure,  si è ricompattato grazie ad una fede intensa e ad una devozione religiosa senza limiti, oltre che dall'affetto dei suoi quattro figli. Sarà che siamo creature fatte di polvere. Se questo poteva bastare per un guardiano ex operaio con l'anima d'acciaio, in realtà non era così. La malattia è venuta a bussare alla sua porta quattro anni fa. "Un brutto mae" dice Mario ora stomizzato. Peccato che il novantenne si sia beffeggiato di quello stupido cancro, vincendo la partita con uno scacco matto.
Lui, che di persone malate ne aveva osservate a migliaia passare sotto casa sua, e per tutte riservava un saluto, un sorriso o una parola, si trovava dalla parte opposta della riva del fiume. Poteva scegliere di lottare contro la corrente impetuosa, o lasciarsi trascinare verso l'ignoto. 
Qualcosa gli suggeriva fitto fitto che pregare e amare sarebbero state la chiave della guarigione. Avrebbe dovuto amare se stesso come aveva amato i suoi figli e i suoi campi di terra dal profumo di mais e frumento. Avrebbe dovuto aggrapparsi con tutte le forze alla semplicità di una vita fatta di stralci d'erba e mura di casa, che aveva costruito filo dopo filo, mattone dopo mattone. Come la sua casa, il suo corpo doveva essere curato, vestito di un impeccabile blu di prussia, sobrio ed elegante. 
Ecco perchè se lo vedi girare per il paese non puoi non riconoscerlo. L'eleganza e la sobrietà che lo contraddistinguono fanno di Mario un personaggio emblematico. E anche se a volte il cardigan è allacciato storto, o i pantaloni arrotolati alle caviglie, apri le braccia se lo vedi. Le sue ti avvolgeranno emanando quel profumo vetiver e paciuli che tanto mi ricorda mio nonno. Allora le emozioni si fonderanno diventando enormi e si approprieranno dei tuoi pensieri brutti lasciandoti solo brividi di una squisita dolcezza. Impariamo da lui.

Mario festeggerà con i familiari e gli amici il suo novantesimo compleanno Domenica 20 Maggio presso la trattoria Al faro di Castion di Loria. Devolverà tutti i regali in denaro all' associazione A.I.S.CA.M (Associazione Incontinenti e Stomizzati di Castelfranco e Montebelluna)  

8 maggio 2018

COSI' GRANDE E COSI' PICCOLO

Ti ringrazio D. per questa testimonianza. 

Rimango in un angolo della stanza illuminata solo da strisce di luce fendenti la finestra. Tutto tace.  Lui dorme. 
L'unico segno di vita sono due ramoscelli smilzi di rose appassite che ondeggiano per quel filo d'aria corrente. Cerco di sedermi. Non sono comodo. La mia obesità mi impedisce di poter entrare nel sedile della poltrona, limitato dai braccioli in ferro. Ho scelto allora una sedia di plastica senza braccioli, che spero resista al mio peso. Voglio stare così, accanto a mio padre. Scomodo e sudorante, ma quella mano gliela voglio tenere fino all'ultimo respiro. 
Lui mi ha cresciuto, mi ha dato affetto e comprensione quando venivo deriso. E' la mia grotta, il rifugio sicuro. E' il consiglio giusto, la spalla su cui piangere, il mio esempio.
Io non volevo ingrassare. Ero smilzo come un'acciughina sotto sale fino alle scuole medie. Poi, la voragine mi ha inghiottito. Ed io ho voluto inghiottire il mondo.
Era la malattia colpevole di cambiare il mio corpo, non la mia fame compulsiva o le mie brutte abitudini. Solo la malattia. L'obesità è una vera e propria patologia ed io non ho mai voluto curarmi. 
"Ascolto il mio respiro insieme al tuo, papà". Senti come sono uguali. Affannati, brevi, superficiali, siamo entrambi sincronizzati in un tempo che perpetua le sofferenze. Tu col cancro che ti ha mangiato tutto, l'intestino, il fegato e i polmoni, scivolando nelle ossa, io con il diabete, il cuore che arranca e il mio zaino di sassi, la vita che non ho vissuto, il mio amore perduto.
E poi ci sono questi centoquarantasette chili di zavorra che non riesco a buttare giù, con le tonnellate di pensieri che mi sovrastano e una sola idea. Quella che il domani sarà migliore. No, non su questa terra. Di là, nell'aldilà, nella vellutata atmosfera romantica e pura, con mia madre e mio padre,  e il lui che non ho mai potuto avere, quando ci raggiungerà. 
Respira papà. Respira. 
Prima lungo poi breve è il tuo espirio. Silenzio. Poi, con un filo di voce mi sussurri... 
"Grazie". 
Un grazie così candido da turbarmi. Un grazie potente. Si capisce che avresti voglia di accarezzarmi. Una carezza è un gesto umile e affettuoso ma certe regole, retaggio di pregiudizi insuperabili, te lo impediscono. Dalle mie labbra esce un alfabeto muto mentre tu assapori il valore impenetrabile di certi silenzi e mi stringi la mano ancora più forte. Come quando ti ho raccontato di me, quel giorno, e di lui, del mio lui, quel giorno. Lo stesso silenzio, la stessa stretta di mano.  Lo stesso inutile straccio di vita che non tornerà mai più.


5 maggio 2018

I SEGRETI DELLE DONNE IN BARCHESSA FOSCARINI

Ci sono esperienze indimenticabili nella vita. Quelle in cui riesci a far capire dei concetti difficili, a parlare di argomenti tabù, a sbrigliare idee radicate, con un linguaggio semplice, alla portata, e un pizzico di ironia senza mai banalizzare. La donna è meravigliosa, il suo perineo sacro, molti problemi risolvibili. E' per questo che ho voluto che il titolo della conferenza di venerdì 4 maggio presso la Barchessa Foscarini di Castello di Godego (TV) fosse "Perineo e... i segreti delle donne".
Il perineo, detto anche pavimento pelvico è l'insieme dei muscoli, delle ossa, dei tendini e dei legamenti che stanno alla base del bacino e che sorreggono gli organi pelvici come utero, vescica, vagina, retto. E' la sede di arcaici istinti primordiali, infinite passioni o chirurgiche rivoluzioni, e nasconde le insidie del nostro animo più intimo (Fanni G.).
Quando la donna attraversa un momento difficile della propria vita come la menopausa, la perdita di qualcuno o qualcosa, difficoltà nella coppia, spesso si focalizzano sul perineo tali frustrazioni. Disturbi della minzione e della defecazione ma soprattutto disfunzioni sessuali e dolore pelvico, vanno indagati insieme alla sfera emozionale della paziente. Il periodo che ella vive è determinante per capire ed elaborare un percorso riabilitativo.
Riuscire a parlare di sessualità e dolore pelvico alla stessa stregua di defecazione e incontinenza con rocamboleschi passaggi voluttuosi, mi è costata la perdita di tre chili (si fa per dire) di peso. Dalla descrizione dei fattori di rischio per le disfunzioni perineali, siamo passati al cosa fare per... stare meglio. E soprattutto a cosa non fare più, a cosa fare maggiormente, a come fare.
Ho dato enfasi al bacio profondo, termometro dell'intimità di coppia, che scompare dopo i cinquant'anni, lasciando spazio solo a sottili e lievi sfioramenti di labbra e sulle guance dopo i sessant'anni. 
Sono state molto attente durante la dimostrazione dei coni vaginali. Piccoli oggettini da inserire in vagina e da trattenere con i muscoli profondi mentre si eseguono le faccende domestiche. E' un training a basso costo e che fa risparmiare tempo. La donna è indotta a trattenere il pesetto e nel contempo esercita i muscoli perineali, rinforzandoli. 
Animazione, enfasi, immagini d'effetto e pochi virtuosismi scientifici (peraltro sempre presenti nelle mie slides, si sa mai partecipasse l'acculturato aggiornatissimo dottore che volesse contestare un qualche mio detto) hanno caratterizzato il "contest".
Con il fiocco rosso, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne (vi ricordo che molti problemi pelvici sono legati a violenze psicologiche, fisiche, sessuali..) e con il filo di lana Rosso legato al dito mignolo, simbolo dell’indissolubilità della coppia che funziona (perché  una coppia aperta, che funziona, parla di questi argomenti), la nostra associazione AISCAM (Associazione incontinenti e stomizzati di Castelfranco e MOntebelluna), ha posto, insieme a me, la DONNA AL CENTRO di una quotidianità fatta ormai solo di work and job. E il tempo per sè ?

Più di 130 donne sono rimaste incollate alla sedia della barchessa nonostante l'aria piena e caldissima, per quasi un'ora e mezza.

Ancora una volta grazie infinite al Comune di Castello di Godego (Barbara Gardiman vice sindaco e Pierantonio Nicoletti sindaco, per la sensibilità dimostrataci nella co organizzazione dell’evento).

Grazie al direttivo AISCAM, sempre presente a tutte le iniziative benefiche. A Lia, per la gestione della sala, a Gloria per l'accoglienza del pubblico, ad Annamaria per i fiocchetti e gli anelli di lana rossi. E poi lui, Attilio Reginato, vice presidente AISCAM ed ora presidente regionale stomizzati e incontinenti, ideatore del congresso sull'incontinenza del 17 marzo scorso, che ha dato il via a tutto questo.
Vi aspetto TUTTE in palestra l’11 Maggio ore 20.30 (scuola media Renier, Castello di Godego TV) con una t-shirt rossa e tanta voglia di imparare ancora. Vi insegnerò gli esercizi pratici, da ricordare e da fare per tutta la vita.

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