IL BOSCO CHE CURA

Stare in mezzo agli alberi cura, accelera la guarigione, migliora le funzioni vitali e l'umore.
Gli studi risalgono al passato, studi randomizzati scientifici su pazienti chirurgici che guardando gli alberi dalla finestra e stando nel loro letto d'ospedale, guarivano prima rispetto agli stessi, posizionati con vista sul cemento.
E' detta anche biofilia questa esperienza "ecosensoriale" che può avvenire nei boschi. Istintiva attrazione dell'uomo per le piante e gli alberi di un bosco. Il paziente si appropria della forza della natura e della sua energia facendola propria. Si liberano gli ioni negativi, e i linfociti natural killer, che sono proteine anti cancro, vengono liberati. Cervelli ultrasettantenni cominciano a sviluppare neuroni (studi di neuroscienze pubblicati).
Gli esseri viventi sono legati alle piante e l'albero è l'elemento principale della vita (se vogliamo un concetto più spirirtuale).
L’energia sottile è il loro linguaggio naturale. Quando le nostre capacità comunicative si evolvono, aumentano le possibilità di comprendere il loro linguaggio e questo ci permette di iniziare ad avere relazioni “nuove” con loro. Essi possono aiutarci ad aprire i nostri canali energetici e a coltivare la serenità, la calma, l’energia, la gioia, la presenza e la vitalità, di cui necessitiamo.
E' per questo che mi sento di consigliare una passeggiata nel bosco ai miei pazienti. Di sedersi in una roccia a ascoltare, annusare i profumi di resina e pino, di muschio e foglie, abbracciare il tronco di un grosso albero, impossessarsi della sua energia visualizzando che tale entra dentro di sè, guardarsi intorno o puntare gli occhi verso l'alto. Tutti i sensi partecipano a questa meravigliosa cura e il silenzio potrà aiutare a guardare dentro di sè, per decidere cosa si vuole fare o essere. O come si vuole cambiare.

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