5 gennaio 2015

E quella sarebbe una stomia ?

(Racconto tratto da una storia vera. Ringrazio il mio paziente per avermi consentito di scriverla)

Sono Stomizzato da quasi dieci mesi e non ho mai guardato la mia stomia. Cos'è' una stomia ?
Io Non l'ho mai lavata ne' cambiata,  la mia stomia  non l'ho ancora amata.
Pensavo che essere un meccanico mi avrebbe aiutato nella vita, a cavarmela in tutte le situazioni difficili, con tutti gli attrezzi che ho. Per un po' lo è' stato. Ho aggiustato la mia macchina quando sono rimasto a piedi, la lavatrice quando perdeva acqua e persino il frigo. Ora però non bastano una chiave inglese ne' un cacciavite o un trapano elettrico, quella che mia moglie mette con le sue mani sulla mia pancia e' vera arte, e gli arnesi li conosce solo lei.
Ogni giorno, con devozione, mi stende sul letto e si prepara. Lega la sua seducente massa di capelli, si infila i guanti come se fossero una seconda pelle.
Io volgo lo sguardo dall'altra parte, ho paura.
Lei mi tocca piano, con le mani fragili, morbide, delicate. Ondeggia sulle spalle senza incertezze. Mi  da' un bacio in fronte prima di rimuovere la placca e il sacchetto, ma io giro sempre la testa altrove,  ho paura.
Puntualmente si sofferma sulle mie ciglia. Le osserva. Dice che sono lunghissime, come petali di margherita tinti di nero carbone. Mi distrae. Ma io volto sempre il capo dall'altra parte.
Ho paura di svenire, di vedere il sangue, di non farcela. Ho paura di morire e di soffrire.
Con Rosa che mi cambia, mi lava, mi pulisce, mi sistema, mi coccola e mi accarezza, io mi sento al sicuro. Lei è' tutto per me. Lei è' la vita mia.
Ma oggi è' un giorno diverso.

Rosa non mi ha cambiato ne' lavato, non mi ha sostituito il sacchetto e non mi ha dato il bacio sulla fronte.
Non mi ha accarezzato il volto e non ha appoggiato le sue mani morbide sulla mia pancia.
Ed io... Non mi sono girato dall'altra parte.
Rosa non c'è piu,  è' volata in cielo, improvvisamente, e mi ha lasciato solo, con la mia stomia.

Mi sento vuoto, perso, fragile. Con me solo io e la mia stomia. Provo una frustrazione indescrivibile. Un dolore lancinante, qui, in centro, sul petto. La mia stomia è' la' , sveglia, turbolenta. Lei non smette mai di funzionare, non mi da tregua e non aspetta che impari. Lei vuole che lo faccia ora come faceva Rosa. La mia stomia irradia una ostilità termonucleare ma oggi la sto guardando.
Per un attimo ho pensato di raggiungere Rosa in paradiso, perché secondo me è la' che si trova. Chissà se sarebbe felice di avermi accanto.
Ho pensato, e ripensato ma non ho trovato il coraggio.
Poi, ho cercato  il cacciavite, la pinza grande e le forbici da carta, la matita da geometra e il calibro... ce la posso fare Rosa, ce la posso fare. Sono felice di essere un meccanico. E questa sarebbe una stomia ?
Un capolavoro, una rosellina... Come lo eri tu amore mio.

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