STAI CON UN ANAFFETTIVO ?

Non riuscirai a cambiarlo e la tua relazione sarà sempre in bilico tra l'eterna insoddisfazione e la sensazione di essergli indispensabile. Arriverai a privarti tu della gioia di vivere. 

E' vero che spesso ci si lascia andare a giudizi affrettati sulle persone: “E' una persona troppo fredda”, diciamo, o “è troppo chiusa”, oppure “sta sempre da sola” . Il più delle volte però, dimentichiamo che dietro ad alcuni atteggiamenti si possono nascondere anche seri disturbi. 

Una persona anaffettiva soffre di paura di amare ma è incapace di provare affetto per un'altra persona, o più in generale, di provare emozioni. In alcuni rari casi si tratta di uno stato momentaneo che si risolve spontaneamente, a causa di particolari condizioni di stress. In altri casi invece, l'individuo anaffettivo è sempre stato e soffre continuamente di momenti di disagio e sofferenza, anche di difficile gestione. In sostanza, le persone anaffettive non riescono assolutamente a stringere alcun tipo di legame sentimentale sia esso amicizia o amore e sono anche impassibili di fronte all'affetto o all'amore che  viene loro mostrato. Se trovano un partner, solitamente è per necessità sessuale, lavorativa, organizzativa o per completare il loro (ir-)razionale concetto di coppia. 

Una delle cause principali dell'anaffettività è da ricercarsi nei traumi avvenuti da bambini o durante la preadolescenza. I soggetti da quel momento in poi possono avere una visione distorta della realtà che porta a conseguenze come l'incapacità di provare emozioni o la mancata espressione di sentimenti che rimangono repressi. Quando la mente umana è preda di queste situazioni, è capace di creare false credenze come quella di non meritare affetto e di non doverlo dare, per non soffrire. Chi è anaffettivo spesso soffre anche di rigidità corporea : abbracci, baci, carezze e qualsiasi tipo di contatto fisico sono assolutamente evitati per contrastare il forte disagio e imbarazzo che creano. 

Per l'innato istinto materno la donna sembrerebbe meno colpita dall'anaffettività perchè più abituata a fare i conti con emozioni e sentimenti da far esplodere e non da reprimere. Quando nacqui io, negli anni settanta, ci insegnavano da piccoli che i maschi che piangono e si avvinghiano alle gonne della mamma sono deboli femminucce, mammalucchi, fiacchi o "fatti de puina", per dirla in dialetto Veneto. 

Alcuni segnali che vi invito a osservare nei partner vi eviteranno separazioni dolorose. Gli anaffettivi hanno una attenzione esagerata per se stessi, quasi narcisistica, con l'estetica e la cura dell'immagine al centro. L'apprezzamento degli altri è prioritario e sono incapaci di accettare critiche o di essere auto ironici. Fuggono dai ricordi del passato e sono allergici al romanticismo. Li caratterizzano un'ansia perenne e la costante paura di essere abbandonati. La partner deve crearsi un mondo parallelo per non soccombere, alternativo, in cui ritrovare la soddisfazione per le cose semplici mettendo al centro se stessa. Può giocare la carta della gelosia, spiegando che è pronta ad andarsene con il primo che le darà più affetto, e può insistere per un percorso di psicoterapia, che aiuti l'anaffettivo a rimuovere questi blocchi. Perchè, come scrisse Jim Morrison, rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.


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