Peri menopausa

Molte lettrici del mio blog mi scrivono, memori della mia età, e dell'ambito in cui lavoro, per chiedermi consigli sulla menopausa. Avendo ancora 46 anni vi parlerò della perimenopausa che anch'io sto percorrendo.
E' un lungo corridoio che percorri per almeno quattro o cinque anni. Ma per alcune donne il corridoio è molto più lungo semplicemente perchè inizia più tardi.

Perimenopausa. Questa è l'etichetta non ufficiale per il periodo precedente l'interruzione del ciclo mestruale. Di solito a partire dai 45-47 anni, la perimenopausa è caratterizzata da periodi pesanti di stanchezza fisica, mestruazioni abbondanti o irregolari, vampate di calore, sindrome premestruale (con ansia, attacchi di fame nervosa o desiderio di cioccolata) e, per molte, attacchi di insonnia.
Tecnicamente parlando, le ovaie stanno invecchiando. Durante i massimi anni riproduttivi, i nostri livelli di estrogeni aumentano e diminuiscono prevedibilmente durante il ciclo mestruale. Ma invecchiando, produciamo meno progesterone (un altro ormone coinvolto nel ciclo mestruale), creando uno squilibrio. Questo impedisce il rilascio regolare di un ovulo ogni mese e il ciclo diventa irregolare. La perimenopausa, può portare a oscillazioni ormonali che competono con la pubertà.
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) prescritta dai ginecologi consiste in farmaci contenenti ormoni femminili per sostituire quelli che il nostro corpo non produce più dopo la menopausa. Allevia le  vampate di calore e la sudorazione notturna. 
Gli estrogeni (che si presentano sotto forma di pillola, cerotto, gel, crema o spray) possono anche prevenire la perdita minerale ossea e ridurre il rischio di fratture, oltre a contribuire al disagio vaginale, migliorando la secchezza,  e al mantenimento della tonicità del pavimento pelvico.
Esistono anche prodotti vaginali a basso dosaggio contenenti estrogeni, disponibili in forma di crema, compresse o anello. Mentre i preparati a basso dosaggio possono trattare i sintomi vaginali (secchezza, penetrazione sessuale dolorosa) insieme a potenziali problemi alla vescica (dalla perdita urinaria alle infezioni), non aiutano in caso di osteoporosi.
Si è detto molto sui rischi della TOS. Secondo la Mayo Clinic , questi rischi dipendono dal tipo di terapia ormonale, dalla durata e dalla dose del farmaco e da fattori di salute esistenti come malattie cardiache e dei vasi sanguigni, nonché dalla storia familiare di cancro. E' sempre bene affidarsi ad uno specialista medico ginecologo.

Menopausa indotta 

Ci sono molte ragioni che possono rendere necessaria la menopausa indotta. La condizione medica più frequente è il tumore, in primis il carcinoma ovarico ma anche il cancro della mammella. Le donne con diagnosi di carcinoma ovarico devono, in genere, sottoporsi ad un intervento chirurgico per rimuovere il carcinoma e tutto il tessuto interessato. Questo di solito significa un’isterectomia totale e la rimozione di entrambe le ovaie. La rimozione delle ovaie (ovariectomia bilaterale) in una donna che non ha ancora raggiunto la menopausa naturale porterà inevitabilmente ad una condizione di menopausa/post-menopausa con una transizione molto veloce alla quale l’organismo dovrà adattarsi.
Se viene rimossa una sola ovaia, ci sarà probabilmente un esordio anticipato dei disturbi della menopausa.
Oltre alla chirurgia, ci sono alcune terapie che possono influire sulla normale funzione delle ovaie e ridurre la fertilità. È il caso della chemioterapia. Molte donne con il cancro al seno devono sottoporsi alla chemioterapia.
Dipende molto dal tipo di farmaci utilizzati, dalle dosi e anche dalla loro combinazione. Alcuni farmaci possono essere più tossici per le ovaie rispetto ad altri e le alte dosi aumentano il rischio di insufficienza ovarica, sebbene l’effetto sia soggettivo e imprevedibile.
In questo caso, dunque, una donna in età fertile avvertirà i disagi della menopausa in modo più graduale rispetto ad una donna che si sottopone ad un intervento chirurgico. L’effetto della chemioterapia sulle ovaie dipende anche dall’età. 

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