12 agosto 2018

STELLA, IN QUESTA NOTTE D'AGOSTO

Ti vorrei vedere solcare il cielo e disegnare una scia portentosa, di fuoco. Ho tanti desideri da esprimere ma uno sta in cima alla mia lista. Lì, sulla vetta. 
Vorrei che aiutassi le persone che soffrono per la perdita di qualcuno a "sopportare" tanto dolore. A levare quella colla di tristezza che non si stacca più dalla pelle. A ridare un senso alle cose, alle persone, alla vita stessa. Un pochino, solo un pochino. Perchè lo so quel dolore non passerà mai. 
Con il naso all'insù allora ti aspetto impaziente. Fa caldo stanotte e in questa sdraio mi riempio solo di luna. Umida e fredda.
Dove sei stella?.
Forse i desideri non sono una cosa da realizzare, una meta da raggiungere, ma il carburante per metterci in moto e riflettere sulla nostra vita. E' come cercare di trovare una forma all'acqua. 
Mi guardo dentro, tento di modellare il significato della vita e della sofferenza finchè lo trovo. C'è. Esso è un inevitabile gioco di resistenza. 
Dove sei stella?
Qua, di luminose appese al cielo se ne vedono tantissime, dove persino la penombra brilla di promesse. 
Eccoti !
Ho sempre pensato che questo spettacolo raccontasse la vita. Magnifica stella ti ho visto. 
Cercavi riparo dal chiasso dei toni troppo alti?. Fuggivi dal rumore del pianto di chi ti invocava diperatamente?. O ti allontanavi da chi ti chiedeva l'impossibile?
Per alcuni la morte è un sollievo dalla stanchezza del soffrire, ma non per chi rimane. E allora la vita che dovrebbe apparire bella, sembra austera e vendicativa, senza più alcuna sfumatura, dove i cuori abitano da soli, nell'aria densa, che si fa a fette. 
Vorrei che aiutassi quelle persone a non soffrire così tanto la mancanza del proprio caro, a non sentire il cuore battere sordo contro le costole, a non dover ingoiare l'ansia, ne' a soffocare moti di rabbia. Puoi?
Fisso le stelle ferme in un punto. Tantissime. Lascio andare la mia cadente e torno a guardare le altre, che forse mi stanno aiutando. Traccio una linea tra loro, disegno qualcosa, immagino. Do una forma al cielo, con il braccio pesante alzato e le pieghe sulla fronte. Penso sbattendo le palpebre. Finchè quelle luci distanti anni mi parlano.
Riuscire a condividere il dolore forse è la soluzione per sopportarlo un po'. Parlare con chi l'ha vissuto uguale al tuo, aiuterà a non galleggiare nel buio, tra oggetti smontati e fragilità che tolgono il respiro. Parlarne o scriverlo. Per trovare una, seppur lieve morbidezza, in cui affondare per poi risalire. E per vedere il cielo più viola e meno nero.

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