28 gennaio 2018

UN SACCHETTO SULLA PANCIA. MA DI COSA STIAMO PARLANDO?

Ho voluto spiegarvelo con parole facili.
Sentire solamente nominare il "sacchetto" sulla pancia per la deviazione intestinale, per raccogliere le feci, a causa di un blocco intestinale, di una perforazione o del cancro, è, per la gente che non lo conosce, motivo di grande paura, terrore quasi. 
Il "sacchetto" scatena un forte ribrezzo, pone uno stigma, accompagna espressioni di disgusto.
Si, è vero, la pancia viene aperta e maneggiata, rovistata, ribaltando l'anatomia, o solo gonfiata di gas e penetrata da trocars esplorativi come dita lunghe e sottili. Viene estratta una parte di intestino che si cuce sulla pancia come una bocca a labbra chiuse (stomia in greco significa "bocca" appunto). La stomia viene infilata in un sacchetto adesivo usa e getta. "Si apparecchia la stomia", è il termine corretto per indicare lo stoma care, ovvero la gestione della stomia (pulizia, cambio sacca, cute peristomale, posizionamento della nuova sacca...). Già, si dice proprio così, "apparecchiare la stomia" come si apparecchia la tavola, con ordine, mettendo ogni cosa al posto giusto.
Appena ti svegli dall'intervento ti puoi trovare una grande placca gommosa che ha innestata una sacca trasparente grande quanto due delle tue mani. Questo ti può spaventare. E' un sistema post operatorio ingombrante, esteticamente brutto, comodo solo per le infermiere che lo svuoteranno, sostituendolo solo se occorre, per non crearti traumi sulla pelle o dolore. Dovrai pazientare alcuni giorni finchè la stomaterapista (io mi occupo di questo), verrà a spiegarti tutto e a darti il modello di sacca per la dimissione.
La stomaterapista, che spero tu possa conoscere anche prima dell'intervento, di aiuterà a cercare un sacchettino piccolo, discreto, comodo e sicuro e anche esteticamente presentabile. Ce ne sono centinaia sul mercato.
Non dovrai girare con le feci addosso. Potrai svuotarlo o cambiarlo anche due volte al giorno. Non dovrai sentirti sporco o di cattivo odore. Potrai sistemarti e lavarti come se non avessi alcun sacchetto, sotto la doccia, senza paura. Potrai insaponare la tua stomia e asciugarla, stendere un velo di crema profumata o due gocce di olio che neutralizza gli odori. Potrai infilare nel sacchetto una bustina che renderà le tue feci profumate e anche più dense, per non temere che si stacchi il sacchetto con le feci liquide.
Starai attento a ciò che mangerai solo per il primo mese. Poi potrai assaggiare di tutto e scegliere i cibi secondo la tua tolleranza.
Il sacchetto lo nasconderai con il tuo abbigliamento usuale. Non dovrai cambiare guardaroba.
Ti dimenticherai di lui come ti dimentichi di avere un cerotto al dito. E cambiarlo sarà facile, ancora più facile del cambio di un piccolo assorbente se sei donna. O ancora più facile del cambio di un cerotto al dito.
Di sacchetti plastificati che rumoreggiano al tatto ce ne sono sempre meno. Le varie ditte presenti sul mercato sono sempre più sensibili alle esigenze dei pazienti. Il "tessuto non tessuto" morbido e impermeabile, color carne o grigioperla assomiglia più ad una taschina che ad un sacchetto. Ci sono filtri anti odore e che lasciano passare l'aria. In commercio si possono trovare anche coprisacca divertenti, in fantasia colorata. Gli americano sono molto avanti in questa moda "ostomy cover" e gli stomizzati si mostrano senza tabù. Da noi in Italia, la strada è ancora lunga, ma con il mio lavoro di divulgazione e sensibilizzazione e con quello di tanti altri colleghi italiani, l'obiettivo ci appare sempre più tangibile.  

Fanni Guidolin
stomaterapista 
specialista nella riabilitazione delle disfunzioni pelvi perineali 
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