7 gennaio 2018

IT WILL NEVER DIE OUT (non morirà mai quel mostro)


Lui è un ventitreenne dolcissimo con gli occhi che diventano piccoli piccoli, lasciando solo due fessure, quando sorride. 
Giovane, giovanissimo per essere stomizzato. Ancora in quell'età inaudita e confusa che è la giovinezza. Flebile il confine con l'adolescenza. La sua è un'età bellissima se viene rispettata nella sua sgangherata affascinante disarmonia dominata dal desiderio di guarigione e la paura insieme, di essere, così.
Mattia indossa quel sorriso tutti i giorni, anche quando le cose vanno male. Con il morbo di Crhon non si scherza, tanto non morirà mai quel mostro. Lui lo sa.
Ha voluto tatuarselo sulla pancia il suo rancore. Un mostriciattolo che divora l'intestino, lasciando fori e buchi, nel filo spinato e nel tunnel infiammato. Fa questo il morbo.
La stomia l'ha accettata subito. Gli avevano detto che era temporanea, che l'avrebbero estirpata in pochi mesi.
Non è stato così. Perchè con il morbo di Chron non si combatte mai ad armi pari. 
Questa tremenda malattia vuole un vantaggio, brama al superpotere, aspira a vincere. Mattia però è un soldato agguerrito e non si darà per vinto. Neanche se sarà costretto ad una terapia immunosopressiva, nemmeno se dovrà convivere altri mesi con quella budella cucita sulla pancia, no a nessun costo si lascerà sopraffare da uno stupido morbo. 
In quel corpicino esile si nasconde una grandissima sensibilità. Mattia scrive poesie, racconta la sua malattia e le sofferenze che essa porta. Incornicia la rabbia, fa emergere il dolore che mai traspare dal suo viso. 
Ne ho letto una e sono rimasta allibita. Quanto valore in ogni parola. 
Si ucciderebbe se dovesse vivere questa condizione di stomizzato in eterno. Lui, il sacchetto non lo vuole proprio per sempre. Preferisce correre il rischio di inseguire i propri sogni, custodire in valigia l'affetto che lo circonda, portarlo con sè a San Francisco, dove vorrebbe volare, sentire il rumore assordante di quell'affetto e scorgerne l'impronta ad ogni suo passo. Che poi le emozioni dovranno prendere forma nei suoi libri.
Per il momento, anche se vive in una piccola cittadina, si guarda intorno. Si è accorto di essere circondato dalla bellezza, dall'antica grandezza, dall'attuale voglia di essere, di esprimere, di dare, di vivere: il paesaggio più bello del mondo sono le antiche mura che raccontano la nostra storia, ovunque mostre, compagnie teatrali, letture di libri. Bellezza, intelligenza, iniziative. E' così che intanto, Mattia si salva. Parole sue. 
Mi sono commossa leggendo le sue risposte alle mie domande. Ed è stato allora che ho capito che salire su questo treno dieci anni fa, non è stata una scelta coraggiosa, ma semplicemente la decisione più giusta che potessi prendere.

Fanni Guidolin
stomaterapista
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