16 gennaio 2018

INTEGRATORI, MISCUGLI E BOMBE VITAMINICHE. IL CANCRO SE NE E' FREGATO

Seguo da sempre la filosofia che vede nella medicina alternativa un'opportunità di guarigione. Ho studiato libri, manuali e saggi, realizzato pozioni, acquistato tutto quello che poteva servire per stimolare il mio sistema immunitario, renderlo invincibile, forte, inattaccabile.
Ho seguito una dieta sana, fatto sport, lunghe passeggiate. Ho praticato il digiuno disintossicante e la dieta dell'acqua, fatto vapori, fanghi, massaggi antistress.
La mia cucina è diventata un laboratorio chimico. Nella dispensa, boccette di gocce omeopatiche troneggiano al posto di fagioli e tonno. Sciroppi all'aloe vera, alla curcuma, alla liquirizia, non lasciano spazi per pasta e biscotti. Il cibo spazzatura è bandito.
Io non fumo, non assumo alcolici nè dolci. Dormo otto ore al giorno e mi idrato a tutte le ore. Acque oligominerali ovviamente.
Una volta l'anno mi reco in un centro per l'idrocolonterapia. Ne avete mai sentito parlare ?
Introducono nel mio colon litri e litri d'acqua, per poi aspirarla con tutte le feci, le scorie tossiche, i batteri cattivi. Detox a trecentosessanta gradi.
Ma ora basta.
Si, basta con l'idrocolonterapia, le pozioni miracolose e i soldi buttati nel cesso. 
Ho il cancro.
Il cancro ha scelto me. La "me" che da lui scappava con tutta se stessa. Quella che riempiva la valigia di gocce omeopatiche e pasticche alle erbe prima di ogni viaggio disintossicante. In mete conosciute solo da pochi, in una vegetazione ricca di ossigeno e terra buona, senza pesticidi nè smog. 
Il cancro ha scelto me.
Quella che avrebbe potuto sottoporsi alla chemioterapia e non ha voluto farlo. Veleni pensavo. Non avrei mai accettato una iniezione di veleno.
Ed ora piango. Piango più forte che posso. Piango per la rabbia che mi cementa in un unico blocco granitico. Piango per non aver ascoltato il mio medico di base, i miei figli, mio marito. Piango per la mia stupidità. Piango perchè la scienza non è matematica e per non sapere più dove andare. 
Un salto nel vuoto.
Una corsa nel buio.
Un tunnel senza luce.
Ora mi trovo qui. 


Quello che Donata si sente di dire a chi, come lei, non crede nella medicina tradizionale è di non illudersi delle tecniche alternative. Di affidarsi solo alla scienza, ai medici, ai consigli di chi ci vuole bene. Casomai alla medicina complementare, che aggiunge valore e non ne toglie. 

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