16 novembre 2017

STIMOLAZIONE ELETTRICA PER IL PAVIMENTO PELVICO

La scelta di proporre ai miei pazienti la stimolazione elettrica del pavimento pelvico dipende dall'entità del problema, dagli studi di efficacia presenti in letteratura su tale problema, dalla capacità del paziente di autogestire il dispositivo e, dalle sue possibilità economiche, in quanto l'apparecchio è ad uso domiciliare e quindi a spese del paziente. 
In commercio esistono piccoli dispositivi del costo di 70-80 euro che danno ottimi risultati stando comodamente a casa propria. 
La stimolazione elettrica non viene mai proposta come prima linea riabilitativa. Casomai viene aggiunta ad un programma di esercizi attivi. 
Nei pazienti stomizzati (stomia intestinale) non può essere utilizzata per rinforzare lo sfintere anale a causa della catenella metallica presente nell'anastomosi.

In uso sin dal 1905 la stimolazione elettrica funzionale (SEF) è una metodica rieducativa passiva atta a migliorare o ripristinare funzioni corporee parzialmente compromesse.
L'impiego su larga scala della SEF è iniziato a metà del secolo scorso quando si è potuto disporre di apparecchiature in grado di erogare delle correnti con caratteristiche ben riproducibili. Da allora l'elettroterapia è stata utilizzata con due obiettivi principali:
stimolazione del complesso neuro-muscolare
•azione antalgica (OVVERO ANTIDOLORIFICA) 
In uro-ginecologia, la SEF viene impiegata fin degli inizi degli anni '60, sfruttando l'effetto eccitomotorio che sviluppa sul complesso muscolare uretro-sfintero-perineale in via diretta o in via riflessa tramite l'eccitazione del nervo pudendo (arco riflesso pudendo-pudendo) e l'effetto inibitorio sul muscolo detrusore (muscolo della vescica) o tramite l'attivazione dell'arco riflesso facilitatorio pudendo-ipogastrico o mediante l'arco riflesso inibitorio pudendo-pelvico.
Esiste anche la possibilità di impiegare la SEF in patologie algiche pelvi-perineali idiopatiche (ovvero che non hanno causa)

La SEF incrementa il tono-trofismo sfintero perineale con aumento del profilo pressorio uretrale, facilita la presa di coscienza dei muscoli perineali determinando una contrazione funzionale efficace, rinforza il riflesso di chiusura uretrale allo stress, inibisce l'iperattività detrusoriale normalizzando l'attività di stiramento dei recettori della muscolatura perineale e stabilizzando il centro sacrale della minzione, permette un aumento della resistenza alla fatica e una analgesia loco-regionale.
L'indicazione elettiva della SEF è la sindrome della vescica iperattiva o la franca iperattività detrusoriale, ma è utilizzata con successo anche nella IUS (incontinenza da sforzo), nell'incontinenza mista, nell'incontinenza sfinterica, nel prolasso genitale di grado lieve, nel post-parto e nell'incontinenza anale : in tutte queste patologie lo scopo terapeutico che ci si prefigge è l'incremento del tono trofismo sfintero-perineale accompagnato da una migliore presa di coscienza dei muscoli perineali che ne favoriscono l'attivazione.
Gli elettrodi stimolanti usati in questi trattamenti sono posizionati in sede superficiale, intravaginale o intrarettale. La stimolazione intravaginale o intraanale è il metodo di scelta, perché la minore impedenza vaginale permette un effetto eccitomotorio migliore ed un'ottimale attivazione delle fibre del nervo pudendo interno. Le sonde vaginali e anali sono in materiale plastico con elettrodi in acciaio inossidabile acido resistenti.
Il trattamento varia da donna a donna e da uomo a uomo.
Per patologie interessanti una degenerazione parziale e/o completa (con sostituzione della funzione persa dall'organismo) del pavimento pelvico, è consigliabile una stimolazione cronica "long-term" che viene svolta a domicilio giornalmente con tempi di trattamento che vanno da 3 a 6 mesi tutti i giorni. Lo scopo desiderato è quello di trasformare le fibre muscolari fasiche, in particolare quelle a metabolismo intermedio, in fibre toniche a metabolismo aerobio aumentando il tono di base del pavimento pelvico e la sua resistenza antigravitaria.

Prima di iniziare una seduta di SEF è indispensabile stabilirne i parametri elettrici, tra cui molto importanti sono la durata dell'impulso e la frequenza, che variano notevolmente a secondo del tipo di patologia
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