2 settembre 2017

MA COME FAI

Me lo hanno chiesto in tanti ieri sera dopo l'intervista in Villa Emo.
Il fatto è che la mia vita è il mio lavoro, una vibrazione stordente che risuona nello spazio iperuranio. Mi prendo cura dei pazienti e dei miei figli caricando le pile con un compagno meraviglioso dagli occhi color fiordaliso. Che è anche colui che scioglie i miei "dubbi chirurgici" spiegandomi con pazienza complicanze operatorie, tecniche proctologiche e lettura di tac o radiogrammi.
La mia giornata inizia presto al mattino. Sono un'allodola e colgo l'oro che le prime ore di sole fanno piovere sulla mia pelle.
Dal lunedì al venerdì gestisco circa una settantina di pazienti. Stomizzati che hanno bisogno di capire la nuova condizione, incontinenti da riabilitare (uomini operati alla prostata, donne in menopausa...), pazienti che necessitano dei sacchettini, pazienti che hanno solo voglia di un supporto morale, familiari in difficoltà. Poi ci sono le consulenze nei reparti. Dalla medicina o lungodegenza all'oncologia, fino alla rianimazione. Chirurgia e Urologia sono invece tappe fisse.
Non puoi essere impreparata a nulla. Perchè con la quotidianità della mia specializzazione, si abbracciano tante altre discipline. Dalla ginecologia alla dermatologia, dalla proctologia alla gastroenterologia. Dalla psicologia alla radiologia. E poi devi saper spiegare ai pazienti gli esami diagnostici, il percorso chemioterapico o radioterapico, la loro patologia, con parole semplici, basiche, essenziali, che non creino confusione alla confusione e drammi al dramma.
Pertanto la mia formazione è sempre "in movimento". Se non sono corsi ai quali partecipo come discente, si tratta di convegni ai quali relaziono io stessa un argomento. Questo fa si che nel mio salotto, ovunque ci siano libri sparsi, e appunti, e block notes, accanto ad un pc sempre aperto e sempre acceso. Lì, un cursore criminale pulsa e attende. Mi impone di sbobinare la matassa di emozioni e metterle per iscritto appena torno da lavoro, o, se figli e casa hanno bisogno di attenzioni, la sera, prima di andare a letto.
Scrivo finchè le righe si sovrappongono dal sonno. Altre volte preparo lezioni universitarie. Insegno Riabilitazione del Pavimento Pelvico, qualche sabato mattina e seguo come tutor, gli studenti nel mio ambulatorio. Ma accanto ai testi di medicina, ci sono i romanzi, la letteratura classica, i quotidiani nazionali. Tutto quanto possa servire da "ispirazione". Insomma una vita "in lettura" è la mia. Perchè la letteratura si sa, manipola la mente.
Scarico l'adrenalina di una giornata eccitante o particolarmente nervosa, nel mio giardino, o camminando lungo l'argine di un fiume. Il giardinaggio terapeutico è parte del mio essere e lo spiego anche ai pazienti che hanno la fortuna di averne uno. Me lo hanno insegnato i miei genitori e compare spesso nei racconti del mio libro. Questa passione mi porta quindi nel week end ad eventi in luoghi incantevoli dove giardini magici dal potere curativo, sono in esposizione, ispirando le mie idee. Visito ville e casali con i figli o il mio compagno, dove cultura e storia si mescolano a tradizioni e usanze. Il Veneto pullula di meraviglie. Si studia prima, certo, per non arrivare mai impreparati.
Ma torniamo al mio lavoro. Tutti i pazienti hanno il mio numero di cellulare privato. Non possono usarlo per le chiamate, per quelle c'è il numero fisso, in ambulatorio, ma possono scrivermi in ogni momento del giorno o della notte e ricevere sempre una risposta. E' un appiglio per loro, la certezza di non essere abbandonati. La possibilità di chiarire i loro dubbi. Nello stesso tempo io posso condurre la mia vita privata indisturbata. Come direte voi? Non ti disturba la miriade di messaggi che ricevi? . No affatto, non mi disturba. Anzi, mi insegna a conoscere meglio la paura, la tristezza, la malattia, la persona stessa, a migliorarmi in reparto, a non tralasciare particolari, e a scrivere.
Se un paziente è anziano, il numero di telefono viene scambiato con i figli o i nipoti. Ci sono applicazioni nei nostri smartphone che mi consentono, con un unico clic, di avvisare tutti.
Si avvisano delle iniziative che con l'associazione AISCAM portiamo avanti, dei convegni che organizziamo con la mia Ulss2 e quelli ai quali vengo invitata. Si ricorda l'appuntamento mensile del gruppo di aiuto. Ieri sera non vi ho raccontato di passeggiate naturalistiche contro il cancro lungo gli argini di un fiume mentre insegnavo gli esercizi di Pelvicstom, ne' di gite organizzate con pazienti desiderosi di riprendere in mano la loro vita. E non vi ho raccontato che ci sono più di seicento iscritti nella nostra associazione, che stiamo preparando un progetto nelle scuole e tante altre cose.
E poi a che serve il blog se non a legare con un filo sottile chiunque voglia sentirsi parte del mondo di Pelvicstom ?
Ho scelto questa vita non certo per i milletrecentoeuro al mese che prendo. Una miseria rispetto alle ore di lavoro. Ma perchè non c'è nulla che compensi la libertà di azione, questo slancio a fare, pensare creativamente, e assistere con entusiasmo come voglio io.

Alla prossima quindi amici carissimi, in un meraviglioso gioiello che è il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto, meravigliosa corona che non è altro che la mia splendida città.
(il 22 settembre, alle 20.30, con una panoramica sul tumore della prostata).

Potrebbero interessarti anche:

Archivio blog