30 luglio 2017

HO UN CANCRO. COSA FACCIO ADESSO?

E' toccato a te. Ne avevi solo sentito parlare di quel cancro là, ti sei fatto i controlli ogni anno e quel valore era sempre nei limiti. Ma quando il tuo medico ti ha sottoposto a delle indagini approfondite, hai avuto il verdetto. Cancro. Che brutta parola questo brutto male. Come un grumo di catrame ti ha avvolto i pensieri.
Serve intervento subito. Firmi il foglio del consenso e leggi tutti i rischi: rischio emorragico, necessità di trasfusioni, arresto cardiaco, rischio di re-intervento, infezioni, embolia... Firmi. Non te ne frega niente. Non vedi l'ora di togliere quel brutto-mostro che si è insinuato in te. Ti fidi dei medici e della scienza.
Ma ti hanno detto che ti opereranno a fine agosto e mancano ancora quattro settimane. Un'eternità. Una tremendissima brutta questione quella dell'attesa. Una cappa pesante sulle tue spalle mentre il mondo dentro casa tua, smette di vorticare.
Le tue giornate scorrono lentissime col respiro chiuso nella gola. Non passano.
C'è tanta confusione nel mare di internet. Dubbi. Forse dovrai sottoporti alla chemioterapia o forse alla radioterapia. Dovrai assumere farmaci, seguire i controlli, magari perderai i capelli. Il tuo corpo non ti sembrerà più il tuo corpo. Il tuo viso non più il tuo viso.
Non parli con nessuno e ti isoli nell'attesa di quel giorno fatidico in cui ti estirperanno il brutto male.
Soffri dentro, ti consumi, non dormi. Ti chiedi perché è capitato proprio a te.

Caro paziente non va bene così.
Dovrai prepararti la valigia per questo viaggio. Ecco consideralo così: un viaggio.
Allora nel tuo borsone metterai il pigiama o la camicia da notte, le ciabatte e la biancheria intima pulita. Un beauty case, qualche asciugamano che profuma di pulito. Il dopobarba, se sei uomo, e una crema profumata se sei donna. La spazzola, il pettine, uno specchio, che ti ricorderà chi eri prima di entrare in ospedale. Nel borsone metterai tutte le scartoffie stampate da internet, quelle che avrai studiato, e quelle che non avrai capito. Sono queste ultime che dovrai tirare fuori per prime. E chiedere spiegazioni ai medici che ti opereranno.
Dovrai informarti bene sulla tua malattia. Su questo tipo di male. Dovrai essere esperto e capire tutto quello che succederà dopo. Preparati. Devi essere pronto. Affronterai il viaggio anche con le sue avversità.
Ma soprattutto dedicati del tempo per pensare. E' la malattia che te lo chiede. Fermati. Siediti e pensa a dieci cose che vorresti realizzare. Chiamale desideri se vuoi, scrivili. Non importa se ti sembreranno impossibili. Giura che farai di tutto per realizzarli. Raccontali a chi ti sta accanto. Piccoli o grandi che siano sono parte di te e lo saranno presto anche della tua vita. Hai vissuto trentacinque, cinquanta o sessant'anni, settanta forse, lavorando per costruirti una famiglia, sudando per affrontare la vecchiaia e poi forse realizzare qualche sogno. Ma la beffa è questa. La vita ti ha teso una trappola. Proprio adesso. Troppo presto. Allora tu prendila in contropiede e ricomincia a realizzare i tuoi sogni. Non perdere altro tempo. E' già un tempo sfilacciato quello dell'attesa, che scorre senza che nulla lo possa riempire, vero?
Poi pensa a queste due parole "E" e "SE".
E e SE...
Risuonano come parole minacciose se prese singolarmente. Ma mettile insieme. E se.... approfittassi di questo tempo che ti resta da vivere cambiando completamente te stesso ? Magari con quell'allegria infantile che sconfigge ogni malumore ? Si, influenzando il tuo pessimismo, cambiando prospettiva.
Se farai qualcosa ti sentirai pieno di vita, perchè sei giovane caspita !. E anche se hai preso quella porta in faccia, ti saprai rialzare, riaprendola. Ne sono certa.
E' toccato a te ma domani toccherà a me, o al tuo vicino di casa. Ad un tuo parente, ad un amico o a tuo figlio. E' la vita. La malattia fa parte della vita. Accettala e distruggila costruendoci un meraviglioso castello di sogni da realizzare. Incomincia subito. Hai preso carta e penna?

Fanni Guidolin


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