18 giugno 2017

UNA PRESENTAZIONE IN ROSSO


Da non credere.
Me lo hanno detto in molti che l'evento di presentazione del libro "Storie di straordinaria corsia" non aveva mai visto così tanta presenza in libreria.
Ci siamo dovuti spostare là, all'interno della splendida libreria castellana, a causa di un temporale tiranno e traditore. In Piazza Duomo, sotto ad ombrelli e passi infangati, in un prato acquitrinoso non sarebbe stato così piacevole.
C'era gente sulle scale, agli angoli degli scaffali, col collo tirato e i dolori ai piedi. C'erano duecentotrenta persone in fila per ascoltare anche solo una frase che potesse convincerle ad acquistare il libro. Ma all'inizio della presentazione, prima che potessi spiegarne il contenuto, i libri erano stati già venduti tutti (più di cento !!).
Abbiamo dovuto realizzare due turni e quindi due presentazioni, per consentire a tutti di potermi ascoltare. Tra un turno e l'altro, un brindisi e un buffet del bistrot San Giustino, con il sig. Mirko che coordinava il tutto, intratteneva gli ospiti.
A placare la mia emozione c'era uno psicologo alternativo. Un uomo di centotre chili che nel cassetto ha una laurea in psicologia, di mestiere fa il papà multitasking, per passione il presentatore di eventi e per hobby il gestore di un bistrot letterario. Sto parlando di Alessandro Coppo, meglio conosciuto come "il bottegaro" castellano, che della cultura ha fatto la sua ragione di vita.
Nel  condurre l'intervista ad una sottoscritta agitatissima (nel video continuo a gesticolare con le braccia che non trovano collocazione nella poltrona), Alessandro non ha avuto incertezze. Doveva andare al dunque, come il cuore di Pelvicstom. Bellissima la descrizione che ha dato del mio libro:


Alessandro Il Bottegaro Coppo Beh, è difficile dirlo così, in due righe.  Il libro "Storie di straordinaria corsia" tratta d'amore, di sesso, di cancro, di pavimenti pelvici, di sofferenza, di lacrime, di tradimenti, di gioia, di felicità, di bambini che vogliono fare gli infermieri, di bambini tristi, di adulti tristi, di adulti spumeggianti, di cerette alle gambe, di tutti i giorni, di giorni particolari, di innamoramenti, di ieri, di domani, di oggi, di oggi ma sotto un'altra ottica, di una tizia che fa esercizi pro-pavimento pelvico in auto mentre le passa davanti un'altra tizia col culone, di ospedali, di casa, di sentimenti, di cacca, di autostima, di orgoglio, di dottori, di infermiere, di pazienti, di dignità, di fumo, di adolescenti, di corsie e di peli superflui. Credo di aver saltato buona parte degli argomenti trattati. Soprattutto parla attraverso le parole e gli occhi di una brava persona.



Hanno aperto la presentazione i saluti del vice sindaco di Castelfranco Veneto Gianfranco Giovine e dell'assessore alla cultura Pivotti.
Costante e silenziosa è stata anche la presenza dell'editore Andrea Tralli. Non smetterò mai di ringraziarlo. Senza di lui (Panda Edizioni) il libro non esisterebbe.

Il libro vuole essere uno strumento di sensibilizzazione e aiuto. Segue i principi della medicina narrativa, racconti che curano e fanno pensare. Testimoniano le atrocità della vita ma anche le speranze e la forza di guarigione. Stimolano il confronto e la resilienza. E’ un libro unico nel suo genere.
Storie di straordinaria corsia è stato scritto in 2 anni raccogliendo racconti (brevi) di vita vissuta in una straordinaria corsia. E’ nato con il blog Pelvicstom e con l’idea di aiutare chiunque non avesse supporto o riferimenti.
IL CUORE ROSSO DI PELVICSTOM (copertina libro, palloncini, segnalibro che è stato regalato) è il simbolo delle emozioni. E in una società che avanza a mille allora, il desiderio di emozionarsi rimane sempre vivo. E mercoledì sera tanti hanno seguito la scia delle emozioni di Pelvicstom.
Il tema del rosso, rosso come "le emozioni" ha colorato anche le foto come potete vedere. E poi palloncini a cuore dovunque, per ricordare che il mio obiettivo è colpire i cuori e lasciare un segno. 
Al petto, un fiocchetto rosso, simbolo del cancro, voleva sensibilizzare tutti. Nessuno eslcuso.
Li ha realizzati con le mani d'oro Annamaria, nastrino dopo nastrino, spillo dopo spillo.

La corsia è quella ospedaliera, dall’ambulatorio al reparto, ma anche quella di sorpasso, in strada, mentre mi reco al lavoro, e la corsia dei nostri portici castellani, o quella della vita domestica mia e di tutti i miei pazienti, e la corsia di altri ospedali che ho frequentato. La corsia straordinaria della vita insomma, in cui tutti ci troviamo.

E’ un libro di 442 pagine che con l’indice diventano 445, 168 racconti, mille ore di lavoro, due anni di servizio. OGNI STORIA HA LA SUA MORALE. Per questo l’ho definita narrativa che cura.

Seguo circa 400 pazienti: stomizzati, incontinenti o con altre disfunzioni del pavimento pelvico. 

Voglio gridare al mondo che l’infermiera non è più solo colei che pianta aghi sulle chiappe o somministra bussolotti di flebo spingendo un carrello d’acciaio alla Candy Candy. Io non mi sento tale.
L’infermiera non segue un mansionario né sorregge la cartellina del medico.
Basta con questo stereotipo vi prego.
Peccato che pochi lo capiscano. 

Storie di straordinaria corsia e’ un libro per tutti, non solo per malati. E’ un libro che fa riflettere gli adolescenti. Vi ricordo che i miei figli (17-18-23 anni) sono da sempre, i primi lettori di ogni mia storia. “Dopo aver letto un racconto, ti viene voglia di leggerne un altro, mamma”, mi dice Anita. “Mi emoziono mamma”, mi sottolinea Arianna. “Oggi che sono ricoverato mamma, potresti scrivere una storia su di me?”, mi chiede Alessandro.
Mi viene facile scrivere ciò che è vero ed emozionale.



Apriamo il libro a caso : troviamo il tema del tradimento. Già, perché la stomia fa schifo a molte persone. La malattia disintegra persone e coppie o le avvicina magnificamente. Dicotomico sembra il concetto amore-malattia.
Il tema dell’amore compare spesso: sono un’inguaribile romanticona e a battermi è solo il mio compagno, di cui sono innamoratissima. (racconto n. 59 TI AMO, n.68 VOLEVO UN UOMO PERFETTO, 69 MI SONO INNAMORATA DEL DOTTORE CHE MI CURA, 78 TU NON MI TRADIRAI MAI………………..)
Ci sono i bambini : N.64 PAPA’ CERCA DI STARE BENE, lo strazio di un bambino di 10 anni che mi chiede di scrivere una lettera al suo papà malato, N.20 LA BAMBINA CHE DISEGNAVA GLI ALBERI e che poi è morta purtroppo)






Si parla di DONNE: malate, violentate, demolite. Donne forti, per la lotta contro il cancro, distrutte e ripartite  Donne coraggio, come la mia amica Monica, infermiera e mamma, la cui storia è stata per me fonte di ispirazione per molti racconti. Donne rinate e ripartite. Donne decedute, dopo battaglie atroci. E donne che non provano più nulla, dopo un intervento o dopo la menopausa (n. 148 AIUTO, NON PROVO PIU’ NULLA)
Sono forse i capitoli sui quali ho trascorso più ore di riflessione. Forse perché vicine alla mia età, forse per le sofferenze uguali alle mie…

Ma volutamente tra una storia drammatica e l’altra, si interpongono le storie tratte dal diario di una terapista del perineo: rocambolesche avventure che fanno sorridere.

Quanti anni ho? 43 e lo dico a tutti a voce alta. NON 53 !!!!!!! Ma ormai mi sono abituata a dimostrarne 10 di più. Me ne danno più di 50. Che ci posso fare. Sarà la magrezza, saranno le rughe, o mi stampo la carta d’identità sulla fronte o convinco il mio compagno (chirurgo) a farmi qualche pences di sostegno! Ma non vuole. Dice che vado bene così.
Nella storia n 11 SE HA CINQUANT’ANNI, LI PORTA MOLTO BENE, racconto l’avventura di una terapista del perineo (me) in farmacia, dove la farmacista panettona (la mia è tutta invidia),  mi scambia per una cinquantenne dagli anni ben portati !
E con la storia n.56 BEN-ESSERE O BENE-STARE .. ma la ceretta alle gambe poi l’hai fatta ??? Storia di un’esperienza di shiatsu con uno strafigo personal trainer

Nel libro parlo di pene, vagine, ano e …culo si può dire ? (Meglio fondoschiena e quant’altro) con la semplicità di chi deve di acquistare un etto di prosciutto al supermercato. Ma LA STORIA DI UN PENE ESAGERATO E DI UNA DONNA CHE NON C’E’, in realtà nasconde un grande dramma legato all’intervento di prostatectomia radicale (rimozione della prostata).
Si perché in seguito a questo intervento l’uomo può diventare impotente, o incontinente, e sentirsi un uomo a metà. Demolito. Regredito.
Sono molte le storie che riprendono questo tema.
IO, LUI E QUELL’ASPIRA COSO
IO, AFFASCINANTE UOMO D’AFFARI, CON IL PANNOLINO

C’è qualcuno che fuma?
Perché dopo aver letto la storia n.115 FUMAVO, o buttate le sigarette o buttate via il libro terrorizzati, stracciando prima la pagina e dandole fuoco con il vostro accendino. E’ un’esperienza verissima che mi fa ancora venire la pelle d’oca.


Omosessualità e stomia n. 104. Bellissima storia d’amore tra due ingegneri, uno dei quali stomizzato.

Insomma un libro da leggere anche a caso, partendo dalla fine o dal mezzo. Nella sua varietà esprime tutto il mio lavoro. Quello di una infermiera, fuori dal comune.

tutto un puzzle di vita vera, dice Alessandro Coppo. Un libro che cura. 

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