20 maggio 2017

E' MANCATO.

Dedicato a te, che hai perso l'amore.

E' mancato.
Vorrei aspirare il suo profumo dal cuscino, respirarlo dal suo armadio, dai suoi vestiti, dal suo pettine, riempirmi di lui e di tutti i nostri ricordi.
Il suo odore è dovunque e questo dolore non finirà mai.
La patente rosa è ancora nel portafogli, con le cartine del tabacco e la foto di sua madre e suo padre. C'è una madonnina argentata con gli spiccioli di rame e la tessera dell'Ikea arancione, dove siamo stati il mese scorso. Non mi piaceva quel copriletto a righe rosse e abbiamo deciso di prendere quello con i pois verdi e blu sullo sfondo bianco, come piaceva a me.
E' mancato senza che potessi dirgli per l'ennesima volta quanto lo amavo.

Apro l'armadio e trovo la scatola delle nostre lettere e dei bigliettini. Le prendo tutte. Sul fondo, una busta ingiallita datata  aprile 1994 sembra non contenere nulla. Guardo meglio. Ci trovo dentro quattro quadrifogli giganti seccati. Ricordo benissimo, avevamo fatto una gara e chi ne trovava di più avrebbe vinto una pizza. Ci accontentavamo di poco ed eravamo felici. Tra le lettere c'è anche una nostra foto alla sagra del paese. Mangiavamo frittura mista e ci leccavamo le dita. Lui mi guardava con quell'aria romantica leggermente inquinata dall'olezzo delle patatine fritte.
La giacca del vestito di matrimonio è ancora incellofanata dalla lavanderia. Non l'aveva più indossata. Era un gessato blu che gli stava da Dio. Il mio vestito l'ho venduto anni fa ad un mercatino dell'usato. Sarebbe stato troppo ingombrante nell'armadio.
Come farò a vivere in questa casa dove tutto parla di lui ?.  Le nostre foto sulla credenza hanno perso luci e colori in un attimo.
Guarda Tommaso, gli assomiglia più di tutti. Adele e Lorena hanno preso i miei lineamenti ma hanno gli occhi ridenti di sua madre. La foto la metterò qua davanti, così potrò baciarla tutti i giorni.
Ci manchi amore mio e non dimenticheremo mai quanto ci hai reso felici.
Ricordi le sere a guardare i documentari sull'Africa?. La rabbia si alternava alla profonda indignazione quando vedevamo la povertà assoluta e i bambini che morivano di fame. Dicevi che eravamo fortunati ad essere nati in Italia.
Ma il cancro ti ha succhiato via senza deglutire. Si, anche in Italia, tra abbondanza e ricchezza. Maledettamente in fretta come in un corto circuito, ed io sono arrabbiatissima.
Così riapro l'armadio e afferro con grinta feroce tutte le stampelle dei tuoi pantaloni, le camice, i maglioni, e le cravatte. Butto tutto in un sacco nero. Il tuo pettine, il tuo profumo e anche il tuo cuscino con tutte le scarpe finiscono in buste di plastica il cui manico mi sega le dita. Ne chiudo uno, due, tre sacchi e due buste di plastica giacciono sul pavimento gelido. Vado anche in cucina e nella scatola di cartone butto la tua tazza preferita, quella delle tisane serali, e la scatola di biscotti ancora aperta, con cui facevamo colazione insieme. L'acqua gassata, che piaceva solo a te, e la presina di Natale, quella acquistata ai mercatini in Austria, nel giorno del nostro anniversario.
Accendo la macchina con due lacrimoni che lavano anche l'ultima traccia di mascara.
Carico tutto e mi dirigo al centro Caritas mentre un pianto copioso e interrotto mi rende cieca e sono costretta a fermarmi. C'è una Windsor blu sul cruscotto. Le fumava lui. La accendo e mi riempio di te. Fisso la piccola brace accesa e la getto per terra schiacciandola con il tacco della scarpa sotto tutto il mio peso.
Mi rivolgo un tacito rimprovero. Tu non mi avresti voluta così triste. Giocherello con le tue chiavi e mi sento avvampare. Riparto.
Quando arrivo alla Caritas, un fiume di bambini di colore mi accoglie strattonando i miei pantaloni. "Per favore, grazie, per favore, grazie, per favore, grazie...." mi ripetono in coro. Qualcuno piange in braccio della mamma, qualcun altro, più grandicello, mi aiuta a scaricare i sacchi con gli occhietti colmi di gioia.
Ho donato tutto e visto bambini gioire per questo e ciò mi ha reso felice. Tanto felice. Forse è questa la mia missione adesso.


Fare beneficienza e aiutare gli altri arricchisce, cura e salva più di tutto l'oro del mondo.


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