24 aprile 2016

Dal diario di una terapista del perineo: rinforziamolo in auto !

Corro a novanta all'ora e non un chilometro in più. Nella Statale del Santo bis non puoi sgarrare con la velocità. Pena una multa salatissima certificata da quegli autorevoli autovelox senza pietà. E' così che decido di investire il tempo di un'andatura costante e lineare, per esercitare il mio pavimento pelvico. Il sole mi acceca e porto languidamente la mano sul parasole, abbassandolo con aria melodrammatica. Tranquilli, sono solo animata da intenzioni scherzose.
Innanzitutto contraggo alternativamente un gluteo e poi l'altro. Prima il destro poi il sinistro e poi il destro e cosi via. Palleggio insomma.
Devo concentrarmi ma alzo il volume della radio affinchè la musica mi detti il tempo. Emetto un urlo sguaiato che dovrebbe assomigliare alla canzone che ascolto ma il risultato culmina in un suono stonato simile ad uno squittio. Riscaldamento effettuato in pochi minuti.
Poi, mi aggrappo al volante con due mani e stendo la schiena, la allungo, allontano le vertebre le une dalle altre, cerco di arrivare con la testa al tettuccio della mia auto, fino a toccarla. Spingo in basso le scapole, allungo il collo, stringo i muscoli anali e vaginali. Resisto per un minuto mentre mi concedo un pensiero sfrenato: voglio sorpassare il macinino che mi sta davanti seminando un po' di polvere. Fatto.
Ora, rilasso la schiena sprofondando sul sedile e lasciandomi inghiottire. Mi concentro sull'addome. Spingo la pancia in fuori e poi la introfletto velocemente mantenendola dentro appiattita per almeno due chilometri. Attenzione all'acceleratore. La contrazione prolungata non deve farmi perdere il controllo! Devo farlo respirando normalmente ma l'addome non si deve muovere.
Ecco sono incolonnata, rallento fino a fermarmi. Ingrano la prima, pronta per ripartire. Nel frattempo, mi giro con il busto verso destra, sino a vedere dietro con gli occhi e avvolgendo il mio sedile con il braccio destro. Poi verso sinistra. Il busto fa una specie di torsione come se fosse di gomma. Mi sento tutta imblusata in questa camicetta abbottonata e le corde del collo sono tirate. Il movimento assomiglia a quello in cui noi donne, parcheggiando la borsa nei sedili posteriori, compiamo un allungamento per recuperare qualcosa dentro di essa.  Metto così in atto i muscoli obliqui (fianchi) rimanendo perfettamente seduta sui due glutei.
Riparto, inspiro profondamente ed espiro a labbra socchiuse introflettendo nuovamente l'addome e strizzando i muscoli vaginali e/o anali velocemente per altri due chilometri.
Si cerca sempre una formula per riabilitare o rinforzare il proprio pavimento pelvico a costo zero. I Pelvicstom's exercises me l'hanno insegnato !

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