13 marzo 2016

Dal diario di una terapista del perineo: a testà in giù in un campo di rosoline

Ho il fiato corto.
La giornata di oggi preannuncia una primavera senza confronti. E' semplicemente meravigliosa. Voglio andare laggiù, tra i cipressi, i pini e i ruderi di mattoni lungo le prode erbose. Sono sola in mezzo al campo incolto, con le scarpe impantanate, chinata in avanti a raccogliere "rosoline".

Sono delle erbette da cucinare, che nascono spontanee in questo periodo. Non posso fare a meno di pensare al mio perineo. A testa in giù,  e con il busto flesso in avanti, diventa difficile "stringere" qualsiasi muscolo del pavimento pelvico, ma non dobbiamo mai dimenticarci della sua esistenza.
Mi sollevo salutando il sole ad occhi chiusi e sorrido come se fossi in posa. Contraggo i glutei e allungo la schiena. Benessere puro antistress.
Un tipo macilento con i capelli rossi mi osserva dal suo terrazzo. In mano tengo un ciuffo di erbette, nell'altra il coltellino. Sollevo le braccia come per stirare ogni muscolo intercostale e noto che automaticamente anche il perineo risale.
Mi accovaccio come se fossi in una turca e continuo a raccogliere. Ascolto la discesa verso il basso dei miei organi pelvici e, come so, introfletto il mio addome . Lo rilasso. Lo introfletto. Lo rilasso e via così, fino a riempire il sacco di erbette. E' importante imparare a "pensare al perineo", qualsiasi cosa si faccia. Poi, provo un affondo con un distillato di autocontrollo. Forse la mia figura appare goffa ma lo slancio è spontaneo e la schiena dritta. Tutto bene.
Ad un tratto i miei piedi si imbattono in una zolla, sento che l'equilibrio si fa precario, e in un battibaleno cado all'indietro, facendo scoppiare in una risata sonora il tipo in terrazzo. Ma oggi sono felice. Sono così euforica che anche la mia risata cresce e si trasforma in un rantolo indecoroso. Non riesco a fermarmi e non riesco a credere di essere io. Rido fino a perdere il fiato ma... controllo il mio addome in ogni istante. La risata crea pressione dentro alla mia pancia e quindi devo proteggere il mio perineo. Stringo i glutei e blocco l'addome all'interno continuando a ridere a più non posso. Parola di Pelvicstom.


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