16 ottobre 2015

Tutta colpa della gravità. Lettera ad un marito svaporato.

Caro marito mio,
Non era la gravità che mi teneva attaccata al pianeta, eri tu.
Ti avvicinavi annusando il mio collo, appoggiavi piano la punta del tuo naso freddo scivolando sotto al lobo  dell'orecchio mentre avvolgevi l'aria del tuo profumo, cingendo le tue  braccia sulla vita mia.
Eri morbido, tenero, innamorato. Avevi l'incanto nello sguardo.
Mi sussurravi dolcissime frasi. Mi ripetevi quanto bella fossi. Mi ricordavi quanto mi amavi. Ogni sera, di ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno.
Piano,  infilavi le tue dita tra i miei capelli spostando i ciuffi ribelli dal mio volto. Mi facevi venire i brividi. Non mi baciavi mai con la lingua. Non subito. Prima appoggiavi le labbra lievi e vellutate, sulle mie, come se avessi dovuto assaporare la panna montata, per poi cercare la mia lingua in un secondo momento. Sollevavi le mie braccia per sfilarmi la camicetta già aperta sul collo, slacciavi il reggiseno con una mano, mi accarezzavi il viso. Non ci sono più gli uomini che ti accarezzano il viso.
Il mio respiro si faceva lungo e profondo e fluido e intenso e vorace.
E tu, ti eccitavi, mi prendevi per mano e mi accompagnavi sul nostro letto, per sprofondare poi nella passione e nella foga, nella vita.
Ma oggi non sei più tu. Hai settant'anni e hai dimenticato chi eri.

Ti avventi contro di me alla ricerca spasmodica della mia intimità, senza spazio, senza tempo, senza affetto, senza amore. Dai. Dai. Dai. Sai ripetere solo questo o poche altre refrigerate parole insignificanti o frivole. Non so più che profumo abbia la tua pelle. Non ricordo la morbidezza delle tue carezze ne' il sapore di un bacio con la lingua. Roba da giovani, dici.
Da quando sono in menopausa ti sei convinto che le donne della mia età non abbiano più desideri. Pensi che vivano di razionali pratiche casalinghe, di pragmatismo, di abitudinarie e noiose azioni e che non provino emozioni. Pensi che le donne della mia età possano soprassedere alle coccole, alle parole sussurrate, al naso sul collo. Hai cancellato anche i preliminari, i giochi di coppia, la complicità di uno sguardo incrociato, il dialogo. Che cosa diventate sono la seria incoscienza e l' entusiasmo infantile?.
E ti stai chiedendo ancora perché ti dico NO.
Caro marito,
e' solo la gravità che mi tiene attaccata al pianeta. In questo odore del nulla.

Al di là che la menopausa, per il crollo ormonale, generi un calo della libido femminile, l'uomo dimentica che la donna non cambia la sua essenza .
Così,  proporzionalmente alla  ricerca di mascolinità, l'uomo diventa esigente e cambia la sua di essenza. 
Troverà solo il nulla.

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