13 ottobre 2015

Mi sono innamorata...del dottore che mi cura

Mi sento attraente come una sedia impagliata, qua, cementata in questo letto, il mio fondoschiena ha fatto le piaghe, i capelli sono un tutt'uno con il cuscino e le unghie chiedono pietà. Dov'è finito lo smalto verde salvia?
So che inizierai il turno tra meno di mezz'ora ed io non ho la forza per alzarmi a darmi una sistemata. Non vedo l'ora di vederti. Sei il mio desiderio della lampada.
La mia vicina di letto è attorcigliata da canne e cannette, flebo, bip bip di macchinette e pompe siringhe. Mi guarda di sottecchi, girata di lato, per i dolori addominali che stanotte le hanno fatto compagnia. Se potesse incenerirmi lo farebbe, con i suoi due occhi che sembrano appena estratti da un braciere ardente. Poverina. Anche lei lo aspetta con ansia il mio dottore.
Provo a sedermi a bordo letto, incartata dentro un pelouche di lana merinos, mentre il mondo soffre il caldo. La mia termoregolazione è andata in tilt da qualche giorno.
Mi giro di spalle lanciando un'occhiata sgangherata e allegra alla mia amica. Le strizzo l'occhiolino mentre lei respira una boccata di ossigeno attraverso la mascherina verde mela. L'atmosfera sembra pressurizzata in questa stanza.
Ecco...Sento i suoi passi.
Odo la sua voce mentre cerco di surgelare ogni emozione superflua, voglio lasciare spazio solamente alla gioia. Quella di vederlo.
"Arriverà il dottore tra poco?", mi chiede la mia dirimpettaia.
Un piccolo granello di gelosia si appoggia sul mio cuore. Abbasso lo sguardo e non rispondo. Fingo un dolore diffuso e soffoco l'entusiasmo infantile che mi caratterizza oggi.
Quanto ti desidero.
Poi, il mio dolore furbo svagheggia altrove, lasciando spazio ad una sgangherata allegria. Non si intona con il dolore della mia amica, ma poco mi importa. La vita scorre così velocemente che vorresti fermarti su ogni attimo per coglierlo. Da sola.
Ma quando arrivi ?
Getto lo sguardo oltre la porta, i miei occhi si fanno acquosi e distratti, lui non arriva più, sono già le due.
Eccolo, il terribile formicolio al volto che mi infastidisce. Mi capita ogni volta che sono in ansia.
La mia "amica" sembra insaccata sotto alle lenzuola e mi lancia parole affilate: "non verrà".
Lo ha capito anche lei che mi sono innamorata del dottore il primo giorno che si è seduto accanto a me, per spiegarmi tutto l'intervento che ho subito. Lei ci fissava come se captasse i segnali del dolce incedere delle cose e dell'accadere del sentimento. Era lo stesso che provava anche lei, e forse questo mi brucia come un terribile ricordo infetto. Mi sembra ieri quando il mio ex mi ha lasciato per la mia migliore amica .
Eccolo!
L'aria si frantuma al suo arrivo.
Ha la voce grave, forte. "Buongiorno! Come va?" ci chiede delicato ma deciso. Non l'ho mai visto così serio.
Lui, L'uomo dei miei sogni più colorati è qui accanto a me mentre i miei occhioni timidi puntano improvvisamente a terra. Lo amo.
"La vedo pallida signora, tutto bene?". La-vedo-palli-da-signora. La-ve-do-pal-li-da-si-gno-ra. Risuonano fredde e insensibili le sue parole nella mia testa. Gelo. Vuoto siderale. Sento l'odore del nulla.
"Come si sfiorisce in fretta dottore. Ti alzi la mattina e sei diventata un'altra!", sillabo.
"La malattia ci cambia profondamente", aggiungo rassegnata.
Il dottore sembra non ascoltare le mie parole che gli scivolano giù dalle spalle come cera fusa. Sembra annaspi alla ricerca di una penna nella tasca del camice, invece estrae rapido il suo cellulare che squilla vibrante silenzioso. Ha gli occhi di un blu intenso, che possono competere solo con il mare. La stanza profuma di lui.
"Si... si... ti chiamo dopo amore".
Amore.
Gli scappa fuggente questa parola dalle labbra e sprofondo nel materasso ghiacciato. Come pezzettini di carta al vento, il mio sogno va in frantumi. E mi immagino la sua donna fortunata, stretta in un classico tailleur color malva sbiadita, i capelli scarmigliati, le scarpe eleganti, il volto sano, la pelle lucida, gli occhi profondi e innamorati quanto i miei.
Mi mancherai dottore.
Perchè il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è starci vicino e capire che non lo potrai mai avere.
E mentre la mia amica mi lancia un'occhiata soddisfatta, con il volto inebetito mi stendo sul letto di sassi e chiodi, e lascio che una lacrima righi il mio volto pallido.


Io, Fanni Guidolin, la donna in tailleur color malva sbiadita.

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