29 novembre 2014

Io, la mamma che non sarò mai

Ringrazio M.G. Per avermi consentito di scrivere la sua storia.

Sono trascorsi cinque anni dal giorno del nostro matrimonio. Lui mi ama ancora come il primo giorno . È' un uomo esemplare, romantico, sincero, dolce. Ed è bellissimo. Non lo affermo perché Gianni è' il mio uomo, ma perché lo dicono tutte le donne che incontra. Dicono che assomigli a Raoul Bova, nel fisico, nel sorriso, nello sguardo.
Ricordo i primi tempi, quando ci lasciavamo cadere nel pagliaio dei miei nonni, abbandonandoci alle risate. Mi scattava una foto con il telefonino ogni volta che mi vedeva seria e pensierosa, per mostrarmela proprio in quei momenti di gioia. Gli interessava la magia di ogni immagine. La felicità' che leggeva nei miei occhi. La vita con me.
Io mi abbeveravo delle sue parole e della sua lungimiranza. Si descriveva come un papà premuroso, non serioso e pedante, piuttosto ironico e arguto, preciso. Gianni e' enigmatico. L'enigma che rende un uomo affascinante e invalicabile al tempo stesso. Forte.
Diceva che quando mi mettevo il pigiama, tornavo bambina e gli occhi gli si illuminavano di un mefistofelico bagliore. Mi chiamava Puppi.
Ogni mattina da cinque anni mi porta la colazione a letto, e sotto alla tazzina nasconde un bigliettino con la scritta Ti amo. Ne ho collezionati più di milleseicento.
Gianni si ricorda ogni settimana di acquistare un mazzo di fiori freschi per me. Mi accompagna a fare la spesa e mi aiuta nelle faccende domestiche. Ma non è' tutto. Quando sto male, mi coccola, si prende cura di me e mi dice quello che vorrei sentirmi dire. Insomma, è' l'uomo perfetto.

Ma io non lo amo più.
Non lo sento più quell'amore materializzarsi nei pensieri, pressarmi il petto e scorrere nelle vene.
Non trovo più quell'equilibrio in me tra apparenza e consistenza.
Oggi vedo solo un sorriso stupido ed una insignificante vita.

Da quando sono Stomizzata, la mia vita non ha più senso e lui non lo ha ancora capito.
L'endometriosi si è insediata dovunque nel mio corpo. Mi ha rubato l'utero e le ovaie, parte dell'intestino, di vescica e della vagina, persino il polmone, incredibile.

Sulla credenza del salotto un paio di scarpette di lana rosa e un succhiotto di caucciù fanno scendere due lacrimoni sul mio viso. E fantastico in un mondo che non c'è .
"Guarda come corre Lara su e giù con il girello. Gianni ! Puoi venire giù con Lara per favore? Vuole il suo papino".
Prendo un cuscino e lo ficco sotto alla maxi maglia che indosso. Che pancione che ho, pesa. Forse dovrei acquistare una ventriera di sostegno.
Raccolgo i capelli. Che bello il mio seno prosperoso. Potrò allattare la mia Lara. La chiamerò cosi la mia bambina. Appena finirò di ricamare il bavaglini li mostrerò a Gianni.

No.
Non esiste nessuna Lara, nessuna pancia e nessun bavaglino.
Quella è' la mamma che non sarò mai.


Si stima che circa il 10% delle donne in Europa sia affetto da endometriosi e che dal 30% al 40% dei casi di infertilità femminile sia dovuto a endometriosi; in Italia le donne con diagnosi conclamata di endometriosi sono almeno 3 milioni.
I tempi medi di diagnosi dalla prima comparsa dei sintomi, che avviene tipicamente in età giovanile, è mediamente superiore ai 10 anni.
La depressione colpisce il 15% delle donne con endometriosi. 

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