2 marzo 2014

Quel dolore vaginale che si chiama VULVODINIA



La vulvodinia è una condizione caratterizzata da un dolore persistente dei genitali femminili con sensazione di bruciore e spesso, ma non sempre, difficoltà nei rapporti sessuali, che colpisce il 12-15% delle donne determinando effetti negativi sulla qualità della vita.
Anche se è un disturbo diffuso, la vulvodinia può rimanere non diagnosticata e non curata per anni perché è una patologia conosciuta da pochi medici e trattata in pochissimi centri di riabilitazione del pavimento pelvico; può essere difficile da diagnosticare ed è spesso interpretata come “psicogena” e quindi di competenza dello psicologo.
La causa esatta della vulvodinia non è ancora nota. Molti fattori potrebbero scatenare l’insorgenza della patologia: frequenti infezioni vaginali, lesioni del nervo pudendo (il nervo più importante del pavimento pelvico), ipercontrattilità vulvo-perineale, alterazioni genetiche, ma anche traumi psicologici legati a rapporti sessuali, visite o interventi chirurgici ginecologici.
I sntomi sono il prurito, il bruciore, spesso ma non sempre è presente l’arrossamento della mucosa o l’irritazione vulvare, unitamente a fastidio o a dolore anche molto forte senza particolari movimenti.
La visita ginecologica non deve prescindere dall’ascolto della paziente e dei suoi sintomi. Il ginecologo prescriverà eventuali esami (tampone vaginale, biopsia vulvare, vulvoscopia, colposcopia) che permettono di escludere altre patologie. Se questi esami non evidenziano alcuna alterazione e il disturbo è presente da almeno 3 mesi, è possibile diagnosticare una vulvodinia.
Non esiste una terapia unica che vada bene per tutte le donne perché ogni caso è complesso e investe vari fattori.
Le terapie attualmente più utilizzate possono prevedere: infiltrazioni, anestetici locali in crema, farmaci che agiscono sul dolore, Riabilitazione del pavimento pelvico con elettrostimolazione (tens), riabilitazione della muscolatura vaginale con specifici massaggi ed esercizi, oppure chirurgia, psicoterapia individuale e di coppia.
Alcune norme di comportamento e igiene possono aiutare a prevenire o a tenere sotto controllo il dolore:
• indossare biancheria intima bianca e pantaloni comodi e ampi . Usare detergenti intimi adeguati: delicati, non profumati (acquistarli in farmacia);
• evitare che lo shampoo o il bagnoschiuma entrino in contatto per lungo tempo con l’area vulvare;
• non trattenere a lungo l’urina;
• cercare di avere un intestino regolare;
• usare assorbenti solo se strettamente necessario (ciclo mestruale)
• evitare salva-slip ! (se soffrite di perdite di pipì con sforzi particolari avete bisogno di riabilitazione del pavimento pelvico !)
• applicare un panno freddo o fare un bidet con acqua fredda dopo i rapporti sessuali;
• evitare esercizi fisici che comportino un eccessivo sfregamento e frizione sulla regione vulvare (es. bicicletta, ciclette o spinning).




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