8 dicembre 2013

Io? Uomo (forse), affascinante, sensibile, intelligente, colto, dolce e romantico, con pannolino.

Molti uomini che soffrono di incontinenza anche lieve, dopo un intervento alla prostata, perdono la fiducia in se stessi, con un inevitabile effetto negativo sulla loro qualità di vita.
Al contrario delle donne, più abituate a parlare dei loro problemi di salute e ad utilizzare gli assorbenti come parte integrante dell’essere donna, gli uomini sono più riluttanti ad affrontare l’argomento, mandano la moglie ad acquistare i pannolini, tendono ad isolarsi e a modificare il proprio stile di vita. Spesso la depressione li cattura.
Dal disagio al senso di ‘umiliazione’ il passo è breve.
Anche perché l’incontinenza maschile riguarda organi che nell’immaginario collettivo sono associati a segni di virilità. Quindi, per molti, questo disagio significa, paura della perdita di sensualità, forza, mascolinità.
Gli uomini con problemi di incontinenza tendono a modificare radicalmente le proprie abitudini: smettono di andare in palestra, di curare il proprio aspetto, evitano di organizzare viaggi, di vedere amici e addirittura, si astengono dall’attività sessuale con la propria partner, privandosi così deliberatamente di molti piaceri della vita. Se poi l’intervento è stato completamente demolitivo, l’impotenza è un ulteriore tragico problema da affrontare. L’uomo smette di approcciarsi alla donna anche affettivamente, scappando da carezze, evitando semplici abbracci o respingendo anche i baci. Molte coppie crollano.
La riabilitazione del pavimento pelvico, oltre a modificare alcune abitudini comportamentali e a far riconquistare la fiducia in sé, mira al rinforzo di gruppi muscolari importantissimi per riprendere la continenza e risolvere alcuni disturbi sessuali.
Il primo passo è non avere fretta, essere determinati e costanti.

Bisogna innanzitutto sapere che i muscoli del pavimento pelvico stanno alla base del bacino osseo. Pertanto devono sopportare tutto il peso di ciò che ci sta sopra.
Attenti perciò se avete una certa obesità addominale, la cosiddetta “pancetta”, forse è il caso di perdere peso.
Se pensate al pavimento pelvico, pensate a tutti i muscoletti che appoggiate sulla sella della bicicletta, oppure immaginate un tappeto elastico intrecciato di fibre superficiali e profonde che stanno alla base del vostro bacino osseo.
Se usate i glutei per “stringere” quei muscoli, rinforzerete alcune parti solo superficiali, se invece vi concentrate solo sul muscoletto anale, senza stringere i glutei, ma tirando verso l’interno, come a “risucchio” , rinforzerete le trame più profonde del vostro pavimento pelvico.
Quella contrazione di risucchio riuscirete sicuramente a praticarla 200 volte al giorno, consecutivamente, nei tempi di 1 secondo per contrarre e 1 secondo per rilasciare. Potrete stendervi a letto o sul divano o rimanere comodamente seduti.
Se osservate bene, la base del vostro pene, durante la contrazione dell’ano, subirà un piccolo movimento. Si tratta del muscolo ischio cavernoso che inconsapevolmente, pensando all’ano, state contraendo. Abituatevi ad aumentare i secondi di contrazione ogni giorno. Per esempio 3-4 secondi per “stringere” e 7-8 secondi di rilascio e così via.

Concetti Base

1) Ogni volta che stringerete i muscoli del pavimento pelvico, dovrete espirare (cioè buttare fuori
l’aria con la bocca).
2) Mai quindi, stringere sotto, durante la presa d’aria (Inspirazione).
3) Se stringerete i glutei, in qualsiasi momento, anche l’addome (la pancia) dovrà introflettersi ovvero, “andare in dentro”. Fatelo più volte, durante le normali azioni della vostra giornata.
4) Se i glutei sono contratti, cioè stretti, il pube è sempre retroverso cioè rivolto verso l’alto.
In questo modo voi praticherete “The Knack” ovvero il trucco, per chiudere quel rubinetto difettoso
che vi fa perdere urina.
Attenzione : Se soffrite di stitichezza rovinerete in una sola spinta defecatoria il lavoro di rinforzo muscolare di una settimana.

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