10 dicembre 2018

DARE ALLA LUCE. (La voce dell'ostetrica per un perineo emotivamente sano)

Vi siete mai chieste come mai ogni mamma abbia un'esperienza diversa di parto? Come mai per qualcuna è stato facile e rapido, per altre lungo e con complicazioni?
Per rispondere a questa domanda potremmo dire, in maniera abbastanza semplicistica, che il pavimento pelvico di ognuna di noi risponda a 3 principali sistemi: l'involontarietà, la volontarietà e le emozioni. In particolare si dirà che questo distretto anatomico - definito geneticamente e perciò non modificabile nella parte tessutale - sia composto di muscolatura striata, e perciò volontaria, liscia, quindi involontaria, e che entrambe siano assoggettate alla legge degli sfinteri, teorizzata da Ina May Gaskin. Secondo l'ostetrica statunitense i meccanismi di apertura e chiusura nel pavimento pelvico, ovvero siano essi ano, cervice, vagina e uretra, rispondono alle emozioni e pertanto non a comando.
Per fare un esempio ci saranno sempre donne che mi diranno che quando avvertono lo stimolo defecatorio non si sforzano nella spinta; altre che dichiareranno di metterci molto impegno spingendo con tutto ciò che possono pur senza grossi stimoli; altre ancora che sentono l'impellenza, che collaborano spingendo, ma a seconda del loro stato d'animo ne escono tristi e insoddisfatte oppure parzialmente soddisfatte.
E se l'atto evacuativo risulta molto condizionato dal luogo in cui siamo, - basti pensare a chi, quando è in viaggio, non va di corpo per giorni-, sullo stesso principio la partoriente in una sala parto con luci accese e puntate in "zona Cesarini", ordini che incitano la spinta in apnea, posizioni forzate, occhi indiscreti in numero decisamente maggiore allo stretto necessario e dita altrettanto indiscrete pronte ad ispezionare la loro vagina, si ritrovi in difficoltà. A ciò si aggiunga un delicatissimo sistema neuroendocrino della nascita che fa sì che l'ossitocina, che produce le contrazioni dell'utero, sia ostacolata da aumenti di adrenalina, l'ormone della fuga, dati dallo stress da mancata intimità, nonchè la diminuzione della melatonina, che supporta l'ossitocina ed è ostacolata dalla luce (è il motivo per cui le donne partoriscono maggiormente di notte).
Lo immaginate? Chances di partorire pur avendo un perineo compiacente? Chances di evitare traumatismi perineali?
Le evidenze scientifiche hanno dimostrato come spinte addominali prolungate a bocca chiusa trattenendo il fiato determinino un rapido aumento della pressione intrauterina e intratoracica, responsabile della diminuzione dell'ossigeno circolante, con un effetto dannoso al nascituro, così come controproducente e dannoso risulta essere il non rispetto delle libere posizioni, dei tempi, dei tessuti.
Sulla legge di Gaskin le sale parto si stanno attrezzando a rispettare la nascita quanto più possibile per lasciare in intimità la coppia. Le ostetriche dal canto loro sempre di più sono formate a far sì che la spinta possa essere spontanea, di accompagnamento alla contrazione uterina. Solo in questo modo infatti, a glottide semi aperta, facendo quindi uscire l'aria dalla bocca mentre si spinge, si permette al diaframma - muscolo cupolare che separa la cavità toracica da quella addominale - di dare il suo contributo all'espulsione del feto; la discesa sarà meno rapida ma permetterà una distensione progressiva del perineo con meno lacerazioni e un migliore apporto di ossigeno, garantendo migliori risultati al parto e nel lungo termine, sia per mamma che per bambino. Un parto rispettato apporta una sessualità rinnovata, un legame mamma-bimbo molto forte, una guarigione più rapida con meno casi di prolassi, incontinenza urinaria e dolori cronici.

Dott.ssa Giulia Fornasier 
ostetrica esperta nella riabilitazione pelvi perineale 
presso provincia di Treviso e Venezia
cell 340 2597513 


Bibliografia
Perineo e dintorni, Quaderni di Donna & Donna, Scuola Elementale di Arte Ostetrica srl
Prevenzione, cura, trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico nella donna, Linee guida AIO, 2016
Second stage of labour: challenging the use of directed pushing, Byrom & Downe, Midwives, 168-9,2005

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