6 aprile 2014

Violenza sessuale: Uomini Maledetti

Racconto scritto in prima persona, con il consenso della protagonista che ha trovato il coraggio di denunciare il suo carnefice. Lui, purtroppo, e' stato assolto perchè lei era accondiscendente all'inizio.
A tutela della privacy i nomi sono stati modificati.



Il 50% delle donne che ha subito abusi sessuali, anche solo psicologici, manifesta disfunzioni del pavimento pelvico. Un esempio è il Dolore Pelvico Cronico
Leggi anche : http://pelvicstom.blogspot.it/2014/03/violenza-sessuale-sui-minori-quando-il.html


“Ciao Marco, amore mio, sei tornato! Che bello, come è andata la tua giornata?” gli chiedo da finta interessata.
In realtà sto così male che lo abbraccio come se fossimo stati lontani per settimane, anzi per mesi. Un abbraccio vellutato.
“Bene Chiara, davvero bene, come non andava da tempo, e la tua?, altri casi interessanti?, mi chiede mio marito.
“Si Marco, ti devo assolutamente raccontare. Oggi riunione con gli psicologi per discussione di casi clinici.”
“Dopo stellina, dopo. Ora vieni qua, vicino a me, ora!, subito!”.
Marco è steso a petto nudo sul divano. La sua bellezza scultorea è straordinaria, ma abbiamo fatto l’amore come non era mai accaduto prima, e questo giorno e' stato l’inizio del mio calvario.

La camicetta di seta blu, aperta sul reggiseno push up e con i bottoni di madreperla, mi viene strappata e dilaniata dalla furia di un Marco mai conosciuto. Mi costringe a tenere i tacchi e a sfilare la gonna. “Potresti indossare le autoreggenti ogni tanto, amore mio”, mi dice quasi rimproverandomi.
Mi sento improvvisamente brutta e non all’altezza di ciò che vuole fare. La sua foga animalesca mi spiazza. Mi stende con forza sul letto, a pancia in giù, tenendo bloccati i miei polsi, mentre mi lecca i lobi delle orecchie e il mio corpo si veste di pelle d’oca. Poi mi morde la schiena, piccoli morsi dolorosi, azzannando i denti.
“Ahi, Marco, mi fai male, vai piano”, lo rimprovero, ma sembra sordo e sfacciato.
Con la sola grande mano sinistra, tiene bloccati i miei polsi sottili, esili, mentre mi strappa il perizoma blu con l’altra mano. E non proferisce parola.
Il piacere mi pervade e comincio ad ansimare.
Dalla tasca estrae un arnese, sembra un membro maschile, e me lo infila con violenza. “Ti piace?”, mi chiede.
"Ahhhhh !! Marco mi fai male ti prego!"
Il suo sguardo è profondo, meschino quasi. No lo riconosco questo uomo.
“Ah!”, urlo di dolore. Lo estrae e lo infila nuovamente, stavolta piano, lentamente, e poi me lo toglie con la bocca, mentre adesso gemo di piacere. Ora inarco la schiena, sempre di più, mi tira la coda di capelli.
“Marco!, mi spezzi i capelli!, Marcooo!” , comincio ad avere paura.
Poi, mi gira supina, mi fissa negli occhi. I suoi sono di un blu spettacolare, intenso, mai visto prima. Si spoglia senza indugi. Sulla schiena noto un tatuaggio per la prima volta : una M incisa in corsivo. M come Maledetto.
“Sei pronta?” , mi chiede, ma non attende risposta. Deve persuadermi.
“Non farmi male, Marco, dai ti prego, che ti prende stasera?”, mi allarmo.
“Stai zitta e godi”. Polare e insensibile Marco mi sembrava l’ombra di un demone.
“No, no Marco non voglio così”.
“Stai zitta”.
Urlo.
Non riesco a muovermi.
Urlo.
"Lasciami Marco! Bastaaaaa !!!"
I polsi sono stritolati tra le sue mani e il suo peso è troppo per il mio fisico anoressico. Non riesco a respirare, mi schiaccia, sto per soffocare, mi sta violentando.
Marco - mi - sta - vio-len-tan-do.
L’aria è irrespirabile. Asfissiante.

Non oppongo resistenza perché mi sembra di provare meno dolore e spero che finisca in fretta, come al solito, in due minuti. Sento un male atroce, lancinante, là sotto, sono secchissima, e lui, che di solito sa come fare, non ricorda più.
Non riesco a trattenere le lacrime mentre continua nel suo “dentro e fuori” veloce, violento e dolorosissimo. Ecco, ci siamo, sta per ...
“Preparati amore!”. Ho paura.
“Oddio no, ti prego no Marco”, accenno con voce tremante in lacrime.
“Marco no, noooo”.
Troppo tardi.
“Marco, sei un figlio di puttana”.
Tra un conato e l’altro sono riuscita ad offenderlo. E lo lasciai la sera stessa.
Da quel giorno non sono più riuscita ad avere rapporti con altri uomini.
Lui si è risposato, ha due figli e una bellissima moglie.
Io soffro di dolore pelvico cronico e vulvodinia, i medici dicono che sto bene, non ho nulla di patologico obiettivamente dimostrabile. Mi hanno consigliato uno psicologo.

La riabilitazione del pavimento pelvico può aiutare a risolvere anche questi problemi, spesso invalicabili.


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