Segreti

Quando mi sono seduta accanto al suo letto non avrei mai immaginato che sarei diventata la custode di un segreto. Ora purtroppo, che lui non c'è più, lo posso raccontare. Era la sua volontà.




Ormai da giorni la sua pelle raggrinzita e gialla, mostrava segni di terribile avanzamento della malattia. Gli occhi, rotondi e piccoli, contornati da una montatura dalle lenti spesse, chiedevano di poter guardare ancora il mondo, intorno a se'. Lui aveva ancora una carica di forza tremenda, tutt'altro che cieca. Anche il suo respiro lasciava un fievole brandello di rumore. Era ancora vivo. 
Tra me e lui, quel pomeriggio, c'era un abisso cocente, bruciante la distanza tra la mia di vita e la sua. 
La testa, appoggiata al cuscino, era sbieca, in una curvatura diversa da tutte le altre volte. Era come se si fosse messo volutamente così, per fare meno fatica a sostenere il collo.
Il suo pensiero aspro e dolente, si stava facendo spazio. Il suo segreto mi stava per essere confidato. 
La bocca era contornata da graziose pieghe. Deve essere stato un bell'uomo quando stava bene. Come ti trasforma la malattia. Eppure, dietro a quel labbro arricciato, un po' sporgente, si nascondeva una faccia decisa, spiritosa, pulita. Ecco questo era. Sincero e pulito come il sentimento di riconoscenza che mi dimostrava.
Qualcosa dentro di lui iniziava ad agitarsi. Lo sguardo vagava sulle pareti. La sua mano violacea cercava il mio braccio scuro. Io ero appena tornata dalle vacanze, bruciata dal sole. Anche il cielo era viola e nero fuori, minaccioso. 
Forse la mia mano l'aveva solo percepita, senza vederla .
Gli sollevai il mento con la punta delle dita. Capivo che voleva dirmi qualcosa. Mi sorprese per un attimo la sua arrendevolezza, quell'aggrapparsi a me con forza e decisione . Vi assicuro, era una sensazione fatta di istinto e di emozione. 
Pochi istanti prima di entrare in coma me lo rivelò. 
"Ho sposato una donna che amavo e amo tutt'ora, ma ne ho amato un'altra contemporaneamente, per anni, sino ad oggi. 
Loro lo hanno sempre saputo e hanno taciuto. Ne sono convinto. 
Il mio sentimento, si limitava ad esistere, impalpabile come il vento eppure tenace. 
Una è sempre stata il mio piccolo anfratto, il riparo sotto la roccia. L'altra, mi faceva sentire il profumo di trifoglio mentre lo calpestavamo a piedi nudi. Intenso, si sollevava ad ondate mentre facevamo l'amore sul prato. 
Io non so se è stato giusto o sbagliato".
Lo inchiodo con aria gelida. Lui si accigliò. 
"Ho vissuto", mi ha sussurrato. "Sono stato felice, e non potevo desiderare di più. Anche ora, che sono solo". 
Scandiva quella parola una sillaba dopo l'altra. Fe-li-ce. Poi basta. Il buio si impossessò della sua mente.
Non è effimera la felicità se ti aiuta a chiudere gli occhi riponendo piano, tutte le emozioni in una scatola che puoi aprire in punto di morte.
Non c'è nulla di sbagliato nell'amore quanto nella malattia, quando si può scegliere.


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