giovedì 15 febbraio 2018

MARISA, MALATA DI CANCRO E VOLONTARIA PER I PAZIENTI STOMIZZATI

Lei il sacchetto non lo ha mai odiato. Neanche quando le hanno detto che avrebbero dovuto rimetterglielo per la seconda volta. E nemmeno la settima volta in cui è finita sotto i ferri. 
Il suo motto è lapidario: Volere è Potere. Lo pronuncia anche oggi, accomodandosi nella poltroncina in legno della sala d'attesa, mentre attende l'arrivo dei primi pazienti.
Marisa è una donna bionica. La definisco così una donna che è stata schiacciata da un carro armato e si è rialzata ben sette volte. Ha due grandi laghi blu scuro che le fanno da occhi. La Toffa direbbe @figapazzesca ed ha perfettamente ragione. Se ti specchi nel suo sguardo, quando gli occhi si fanno a fessura per la felicità fatta a fettine, ti viene da spalancare le braccia per avvolgerla in un abbraccio immenso. Un tempo la felicità era lì, solida, rassicurante, tra quelle stesse braccia che oggi si fanno capanna per i suoi familiari. 
Ma questo maledetto cancro ora sembra essersi arreso alla sua forza. 
Marisa ha voluto partecipare attivamente nella nostra associazione stomizzati, con la sua presenza nella sala d'attesa del mio ambulatorio stomizzati il giorno della distribuzione di sacchettini, che è il mercoledì.
Propone l'aggregazione, il supporto emotivo, la comprensione. Invita ai gruppi di aiuto, mostra le brochure degli eventi, chiacchiera semplicemente del tempo bello o del tempo brutto che fa. Tende un orecchio (solo uno poichè dopo la chemioterapia è diventata ipoacusica) attento ai lamenti dei pazienti, opina, mitiga, osserva il balletto di emozioni che colpisce tutti gli stomizzati.
Lei la conosce bene la stomia. L'ha avuta a destra dell'addome e anche a sinistra ma non si è mai persa d'animo. Non si è arresa alle difficoltà che quel fastidioso sacchetto le poteva creare, ha ricostruito la sua vita come se quel pezzo di nylon e gomma non esistesse. Ha attutito gli urti delle chemioterapie con la volontà di crearsi una parte in questo mondo di bisognosi, col volontariato, con la dedizione alle persone in difficoltà. Per lei il cancro è stata l'occasione, l'opportunità di vivere in pieno ogni secondo dei suoi giorni lunghissimi. Ed ora che non ce l'ha più, è come se ogni giorno si inventasse una vita, dove Marisa è rinata e dove non si vede la fine.


domenica 11 febbraio 2018

IO, IN GIURIA DI UN PREMIO LETTERARIO

E poi accade come in un bel sogno, che ti inventi di presentare il tuo manoscritto inedito ad un concorso letterario, e quel cumulo di carte diventa un libro in carne e ossa, con tanto di copertina e dolce effluvio delle pagine, grazie alla vincita del primo premio clicca qui.
Mi state chiedendo se pensavo di vincere?
Assolutamente no. Non sono una scrittrice. Mi diletto a narrare storie straordinarie ascoltando le vite dei miei pazienti, traducendole in un blog e facendo si che le parole prendano forma con l'inchiostro della penna, come per magia. Mi intrufolo nei luoghi più claustrofobici del mondo, i cervelli, e in quelli più caldi e passionali, i cuori. ( clicca qui per sapere del mio libro )
Speravo che le emozioni che descrivevo nel mio libro toccassero i cuori di ogni giurato e li rendessero liquidi, sensibili a problematiche che ancora nel 2018 sono tabù. E così è stato. Segno che nella nostra società c'è bisogno di soffermarsi anche sulla sofferenza, per imparare ad affrontarla combattendo, qualora dovesse capitare di provarla.
E' il Premio letterario Prunola  ad avermi attratto così tanto quel giorno in cui sono incappata per caso navigando nel web, e tale concorso verrà ripetuto anche quest'anno, con premiazioni la sera del 7 Aprile presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto (TV). 
La casa editrice Panda (Dott. Andrea Tralli editore) con il co organizzatore dell'evento Alessandro Coppo, hanno voluto che ad Aprile io fossi in giuria, insieme a personaggi d'eccezione. Uomini e donne che danno alla scrittura e alla lettura un'importanza vitale. Scrittori che hanno avuto successo anche con un solo manoscritto, come è stato per me. 
Così ieri sono stata nella nuova sede della casa editrice per registrare un'intervista che la giornalista Maria Chiara Pellizzari mi ha fatto. Emozionata e agitata come chi affronta un'interrogazione per la prima volta, prima dell'intervista controllavo ripetutamente che il risvolto della manica fosse adeguato, che la piega dei pantaloni fosse dritta e che le parole non si inceppassero nelle mie labbra in uscita. Puntavo alla telecamera ma gesticolavo nervosamente. Non avevo preparato risposte preconfezionate, anche se forse avrei dovuto farlo perchè l'emozione gioca sempre brutti scherzi. 
L'odore di libri, di pagine patinate e di inchiostro è meraviglioso. Verso la parete, un' antica macchina da scrivere attirava la mia attenzione. Capeggiava su un mobiletto protagonista. Due computer accesi, la pila di manoscritti giunti per la scrematura del concorso e tutti i libri degli autori Panda erano separati da una libreria sospesa, a metà della stanza principale. 
Vincere un premio letterario è la prova vivente che la letteratura ti cambia, e in meglio, la vita. Se poi nel tuo libro, concentri tutta l'energia nelle parole, intrecci la bellezza che tali possono emanare.
La serata di premiazione Premio Prunola 2018 mescolerà tantissime esperienze in apparenza lontane tra loro ma facenti parte di una spina dorsale unica, che le tiene insieme come le piccole pietre preziose di una collana d'oro zecchino.

Fanni Guidolin 


Stomie complicate

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